Il governo filo americano del Perù ha ormai gettato la maschera e sta mostrando il suo vero volto di feroce regime.
Per zittire ogni legittima protesta dei lavoratori che hanno indetto numerosi scioperi è stato dichiarato lo stato di emergenza ed ora di fatto tutto il potere è passato nelle mani dei militari: praticamente un golpe compiuto dalle stesse istituzioni peruviane.
Nel colpevole silenzio dei media internazionali, in Italia la notizia non è in pratica mai passata con la giusta evidenza, si consumano ogni giono piccole stragi.
Ieri la polizia ha sparato sugli studenti a Puno, nell’area meridionale: almeno quattro i morti e numerosi i feriti gravi.
Lo stesso rettore dell’università locale ha denunciato “eccessi” da parte delle forze militari.
La repressione violenta non riesce però a fermare la protesta popolare.
Ieri a Lima un gruppo di dipendenti del settore giudiziario ha infatti tentato di occupare inutilmente il Tribunale.
Ormai siamo alla guerra civile e temiamo che possa finire in un bagno di sangue: un’altro crimine che verrà consumato in silenzio, perché questa volta il ditattore è un Buono. Certamente, perché è amico degli Stati Uniti e chi è amico di questa grande democrazia non può che essere un democratico. Questo un postulato indiscutibile.




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