Arresti domiciliari a pentito: è accusato di 40 omicidi
Doveva scontare la pena di 15 anni di carcere per associazione mafiosa. Il Tribunale di Sorveglianza ha deciso per la misura alternativa.
ROMA - Quindici anni da scontare in carcere, accusato di 40 omicidi ma il pentito di mafia, Giovanni Drago, li passerà agli arresti domiciliari. Lo ha deciso i Tribunale di sorveglianza di Roma che gli ha concesso la misura alternativa.
La condanna era stata inflitta per associazione mafiosa e per gli omicidi ed era divenuta definitiva nei mesi scorsi; ma i giudici di Roma hanno deciso per una misura alternativa. Drago è cugino del primo pentito corleonese Giuseppe Marchese ed era l'uomo di fiducia del capomafia di Branaccio Giuseppe Graviano, fratello del boss Giuseppe.
Arrestato nel marzo del 1990, il pentito ha iniziato a collaborare nel dicembre dello stesso anno.
Drago ha atteso fuori dal carcere, è cioé da libero, che la sentenza con cui è stato condannato diventasse definitiva. "L' omicidio - ha raccontato il pentito ai magistrati - era utilizzato come strumento estremo di tutela di un ordine sociale garantito da Cosa nostra, i cui killer non esitavano ad assassinare ladri e rapinatori, qualora questi avessero colpito obiettivi protetti dalla mafia".
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http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0...180763,00.html
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Se i magistrati hanno *creduto*, come pare, al racconto del pentito, lui ammazzava perchè così vuole cosa nostra. Allora va liberato.
Il ragionamento non fa una piega, puà (!)


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