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  1. #11
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    State parlando della reazione di Scalfaro, quando, con dei montaggi fotografici, cercarono di coinvolgere la figlia Marianna negli affari dell'architetto Salabè?

    Una piccola informazione. Anche Scalfaro, come adesso va tanto di moda, ha ordinato alla forza pubblica di "prendere i nominativi"?

  2. #12
    arrogante
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    In Origine Postato da afam
    State parlando della reazione di Scalfaro, quando, con dei montaggi fotografici, cercarono di coinvolgere la figlia Marianna negli affari dell'architetto Salabè?

    Una piccola informazione. Anche Scalfaro, come adesso va tanto di moda, ha ordinato alla forza pubblica di "prendere i nominativi"?

    No, la sua scorta passò direttamente ai fatti. Picchiò gli inviati di Striscia la Notizia.


    IO NON CI STO' ( a RETI UNIFICATE ) non ricordi?

  3. #13
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    In Origine Postato da afam
    State parlando della reazione di Scalfaro, quando, con dei montaggi fotografici, cercarono di coinvolgere la figlia Marianna negli affari dell'architetto Salabè?

    No.

    Una piccola informazione. Anche Scalfaro, come adesso va tanto di moda, ha ordinato alla forza pubblica di "prendere i nominativi"?
    No. La forza pubblica non entra in Parlamento (per ora). Anche perché faceva prima, semmai, a chiedere l'elenco dei suoi detrattori ad un semplice commesso...

    Però, chissà? Può darsi che ci ripensi... Lui è uno che non ci sta...

  4. #14
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    In Origine Postato da arrogante
    No, la sua scorta passò direttamente ai fatti. Picchiò gli inviati di Striscia la Notizia.


    IO NON CI STO' ( a RETI UNIFICATE ) non ricordi?




    Ricordo perfettamente. Confermo. Ero alla riunione.

    All'uscita sapemmo degli "inviati" di "Striscia". Appunto : inviati.

  5. #15
    Forumista senior
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    In Origine Postato da FreeFlag
    No. La forza pubblica non entra in Parlamento (per ora). Anche perché faceva prima, semmai, a chiedere l'elenco dei suoi detrattori ad un semplice commesso...

    Però, chissà? Può darsi che ci ripensi... Lui è uno che non ci sta...




    Pessima memoria degli italiani. La frase "Io non ci sto" detta durante una trasmissione a reti unificate si riferiva, appunto, alle voci ricattatorie sulla sua famiglia.

    La mia domanda sui nominativi voleva essere "ironica". Dolente, colpa mia, di non averla resa bene.

  6. #16
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    In Origine Postato da afam
    Pessima memoria degli italiani. La frase "Io non ci sto" detta durante una trasmissione a reti unificate si riferiva, appunto, alle voci ricattatorie sulla sua famiglia.

    La mia domanda sui nominativi voleva essere "ironica". Dolente, colpa mia, di non averla resa bene.
    Infatti il mio "No" era prudenziale... Sta di fatto che da allora quell'esclamazione è stata usata ed abusata da vari personaggi anche non politici in svariate occasioni e nell'immaginario collettivo viene generalmente attribuita ad altro episodio molto meno personale e, se permette, molto più grave sul piano istituzionale.

    Lei, comunque, ha certamente una memoria migliore della mia e non avrà difficoltà a farne menzione...

  7. #17
    Diabolik
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    In Origine Postato da afam
    State parlando della reazione di Scalfaro, quando, con dei montaggi fotografici, cercarono di coinvolgere la figlia Marianna negli affari dell'architetto Salabè?

    Una piccola informazione. Anche Scalfaro, come adesso va tanto di moda, ha ordinato alla forza pubblica di "prendere i nominativi"?
    no, stiamo parlando della reazione che ebbe quando doveva finire sotto inchiesta per i finanziamenti in nero che avrebbe avuto tramite i fondi del sisde, 100 milioni all'anno...

    in quella occasione il vegliardo pronunciò la frase 'io non ci sto' , la sua figlia zitella non c'entra un tubo...

  8. #18
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    In Origine Postato da Diabolik
    no, stiamo parlando della reazione che ebbe quando doveva finire sotto inchiesta per i finanziamenti in nero che avrebbe avuto tramite i fondi del sisde, 100 milioni all'anno...

    in quella occasione il vegliardo pronunciò la frase 'io non ci sto' , la sua figlia zitella non c'entra un tubo...
    Temo che con 100 milioni all'anno ci pagasse soltanto le sigarette...

    http://www.lapadania.com/1999/gennai...80199p06a2.htm

    Che fine ha fatto lo scandalo Sisde?

    di Dimitri Buffa

    La rincorsa di Scalfaro alla rielezione al Quirinale è proprio iniziata. Solo così può andare letta la notizia pubblicata ieri da alcun quotidiani della fine ingloriosa di uno dei tanti tronconi della ex inchiesta sul Sisde, precisamente quello che concerneva le fatturazioni maggiorate dell’architetto Salabè al Sisde per la ristrutturazione di un immobile a Colle Oppio che poi non venne mai attuata per le proteste dei Verdi.

    Questa storia di ordinaria prescrizione non è che l’ultima puntata di uno stillicidio di episodi del genere che cominciarono ad accadere quasi per incanto quando l’inchiesta era ormai chiaro che avrebbe trascinato [B]Scalfaro{/B] dentro con tutte le scarpe.

    L’ordine di scuderia di insabbiare il Sisdegate partì fin da quel 3 novembre 1993 quando Oscar Luigi Scalfaro comparve a reti unificate per dire "non ci sto" alle rivelazioni che cominciavano a filtrare circa la sua percezione di 100 milioni al mese dai fondi riservati del Sisde per il tramite del direttore pro tempore. Per quattro mesi Malpica e per i quattro anni precedenti il compianto Vincenzo Parisi.

    Le odierne vicende di prescrizione per gli eventuali reati di abuso di ufficio, inteso come peculato per distrazione, commessi dall’architetto del Quirinale, Adolfo Salabè, in combutta con i vertici del Sisde dei tempi di Broccoletti, vanno lette oggi con il famoso senno di poi.

    Già da dopo il discorso del "non ci sto" si mise in moto a Roma una formidabile macchina di insabbiamento giudiziario di cui ha dato notizia, con dovizia di dettagli, un pm "pentito", quel Francesco Misiani, che si autodefinisce "toga rossa" in un libro dall’omonimo titolo, e che racconta le lunghe interminabili riunioni tra Coiro e i suoi pm più fedeli (a sinistra) per mettere una toppa al dilagante scandalo che in quei giorni era allo zenith subito dopo l’arresto e le ammissioni dell’ex direttore Riccardo Malpica (31 ottobre 1993).

    La prima fase di questo insabbiamento fu infatti quella del "bastone", che consisteva nel contestare agli 007 infedeli il reato di cui all’articolo 289 del codice penale, attentato contro organi costituzionali, pena minima dieci anni, e ciò proprio per "convincerli"a tacere su Scalfaro.

    Dopo quel bastone, però, arrivò la "carota", sotto forma di agevolazioni giudiziarie per tutti quegli imputati che avevano capito l’antifona

    . Solo il processo di primo grado si concluse con pene pesanti per quasi tutti gli agenti (dai 7 ai 9 anni di reclusione per i vari Finocchi, De Pasquale, Galati, Broccoletti, condannati per peculato, tre anni e mezzo per la Sorrentino, condannata solo per ricettazione, mentre Malpica e la sua assitente Matilde Martucci presero entrambi pene appena superiori ai tre anni, per abuso d’ufficio, sempre nella sua accezione di ex peculato per distrazione).

    Dal secondo processo in poi era già iniziata l’operazione dimenticatoio. Le pene infatti vennero sensibilmente ridotte per tutti gli imputati più pericolosi per il Quirinale e poi, il 5 giugno del 1997, la Cassazione annullò tutto il vecchio processo e ancora oggi deve essere fissato il nuovo procedimento.

    Altro processo per cui non si è riusciti a svolgere neppure il primo grado è quello del cassiere Timpano, il quale, da quando ha fatto sapere di avere altre carte sui ministri dell’interno, ha visto rinviare il proprio dibattimento. Adesso, in piena campagna elettorale per il Quirinale, c’è da giurare che quasi tutti i vari imputati di quello scandalo conosceranno giorni di serenità.


    Estrapolato da:
    http://www.destra.it/html/archivio.o...articolo1.html

    Pronto c'è Scalfaro? Non ci sto...

    di Maurizio Gasparri - gasparri@destra.it

    Ho chiamato il Quirinale, ho chiesto "c'e' il presidente Scalfaro?" ma di rimando una voce registrata di una segreteria telefonica, con la voce del vegliardo, ha risposto "non ci sto...".

    Non ci credete? Provate a telefonare....

    Scherzi a parte proviamo a fare un rapido bilancio telematico su quanto avvenuto.
    Primo punto: Scalfaro e' davvero andato a casa, il che era prevedibile ma non certissimo. Era indispensabile evitare il rischio di vedere ancora al Quirinale chi ha palesemente violato le regole democratiche tenendo a battesimo ribaltoni in serie, il piu' grave dei quali vanifico' la vittoria del centro-destra del marzo 1994. Scalfaro ha calpestato la democrazia e la volonta' popolare. Sarebbe bene a questo punto riaprire anche il capitolo Sisde. Non si capisce perche' Andreotti debba girare per tribunali, accusato di omicidi e appartenenza a cosche, mentre Scalfaro dovrebbe rimanere a Palazzo Madama tra i salamelecchi dei convenuti. Sospendiamo il nostro conto alla rovescia anti-Scalfaro, lieti del fatto che Oscar abbia lasciato il Quirinale qualche secondo prima della fine del mandato....

  9. #19
    Diabolik
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    In Origine Postato da FreeFlag
    [B]Temo che con 100 milioni all'anno ci pagasse soltanto le sigarette...

    http://www.lapadania.com/1999/gennai...80199p06a2.htm

    Che fine ha fatto lo scandalo Sisde?

    di Dimitri Buffa

    La rincorsa di Scalfaro alla rielezione al Quirinale è proprio iniziata. Solo così può andare letta la notizia pubblicata ieri da alcun quotidiani della fine ingloriosa di uno dei tanti tronconi della ex inchiesta sul Sisde, precisamente quello che concerneva le fatturazioni maggiorate dell’architetto Salabè al Sisde per la ristrutturazione di un immobile a Colle Oppio che poi non venne mai attuata per le proteste dei Verdi.

    Questa storia di ordinaria prescrizione non è che l’ultima puntata di uno stillicidio di episodi del genere che cominciarono ad accadere quasi per incanto quando l’inchiesta era ormai chiaro che avrebbe trascinato Scalfaro{/B] dentro con tutte le scarpe.

    L’ordine di scuderia di insabbiare il Sisdegate partì fin da quel 3 novembre 1993 quando Oscar Luigi Scalfaro comparve a reti unificate per dire "non ci sto" alle rivelazioni che cominciavano a filtrare circa la sua percezione di 100 milioni al mese dai fondi riservati del Sisde per il tramite del direttore pro tempore. Per quattro mesi Malpica e per i quattro anni precedenti il compianto Vincenzo Parisi.

    Le odierne vicende di prescrizione per gli eventuali reati di abuso di ufficio, inteso come peculato per distrazione, commessi dall’architetto del Quirinale, Adolfo Salabè, in combutta con i vertici del Sisde dei tempi di Broccoletti, vanno lette oggi con il famoso senno di poi.

    Già da dopo il discorso del "non ci sto" si mise in moto a Roma una formidabile macchina di insabbiamento giudiziario di cui ha dato notizia, con dovizia di dettagli, un pm "pentito", quel Francesco Misiani, che si autodefinisce "toga rossa" in un libro dall’omonimo titolo, e che racconta le lunghe interminabili riunioni tra Coiro e i suoi pm più fedeli (a sinistra) per mettere una toppa al dilagante scandalo che in quei giorni era allo zenith subito dopo l’arresto e le ammissioni dell’ex direttore Riccardo Malpica (31 ottobre 1993).

    La prima fase di questo insabbiamento fu infatti quella del "bastone", che consisteva nel contestare agli 007 infedeli il reato di cui all’articolo 289 del codice penale, attentato contro organi costituzionali, pena minima dieci anni, e ciò proprio per "convincerli"a tacere su Scalfaro.

    Dopo quel bastone, però, arrivò la "carota", sotto forma di agevolazioni giudiziarie per tutti quegli imputati che avevano capito l’antifona

    . Solo il processo di primo grado si concluse con pene pesanti per quasi tutti gli agenti (dai 7 ai 9 anni di reclusione per i vari Finocchi, De Pasquale, Galati, Broccoletti, condannati per peculato, tre anni e mezzo per la Sorrentino, condannata solo per ricettazione, mentre Malpica e la sua assitente Matilde Martucci presero entrambi pene appena superiori ai tre anni, per abuso d’ufficio, sempre nella sua accezione di ex peculato per distrazione).

    Dal secondo processo in poi era già iniziata l’operazione dimenticatoio. Le pene infatti vennero sensibilmente ridotte per tutti gli imputati più pericolosi per il Quirinale e poi, il 5 giugno del 1997, la Cassazione annullò tutto il vecchio processo e ancora oggi deve essere fissato il nuovo procedimento.

    Altro processo per cui non si è riusciti a svolgere neppure il primo grado è quello del cassiere Timpano, il quale, da quando ha fatto sapere di avere altre carte sui ministri dell’interno, ha visto rinviare il proprio dibattimento. Adesso, in piena campagna elettorale per il Quirinale, c’è da giurare che quasi tutti i vari imputati di quello scandalo conosceranno giorni di serenità.


    Estrapolato da:
    http://www.destra.it/html/archivio.o...articolo1.html

    Pronto c'è Scalfaro? Non ci sto...

    di Maurizio Gasparri - gasparri@destra.it

    Ho chiamato il Quirinale, ho chiesto "c'e' il presidente Scalfaro?" ma di rimando una voce registrata di una segreteria telefonica, con la voce del vegliardo, ha risposto "non ci sto...".

    Non ci credete? Provate a telefonare....

    Scherzi a parte proviamo a fare un rapido bilancio telematico su quanto avvenuto.
    Primo punto: Scalfaro e' davvero andato a casa, il che era prevedibile ma non certissimo. Era indispensabile evitare il rischio di vedere ancora al Quirinale chi ha palesemente violato le regole democratiche tenendo a battesimo ribaltoni in serie, il piu' grave dei quali vanifico' la vittoria del centro-destra del marzo 1994. Scalfaro ha calpestato la democrazia e la volonta' popolare. Sarebbe bene a questo punto riaprire anche il capitolo Sisde. Non si capisce perche' Andreotti debba girare per tribunali, accusato di omicidi e appartenenza a cosche, mentre Scalfaro dovrebbe rimanere a Palazzo Madama tra i salamelecchi dei convenuti. Sospendiamo il nostro conto alla rovescia anti-Scalfaro, lieti del fatto che Oscar abbia lasciato il Quirinale qualche secondo prima della fine del mandato....
    post esemplare

    a quanto pare è ai sinistri che fa difetto la memoria...

  10. #20
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    No no, mi ricordo da DIO come Scalfaro a Montecitorio manovrava il SISDE per obbligare sotto la minaccia delle armi i leghisti a mandare a puttane il governo del cdx del 1994.


 

 
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