Edward Goldsmith (a.c.)
Processo alla globalizzazione
Prefazione di Serge Latouche
pp. 312 - 15,00
Edizioni Arianna 2003
La fede nel progresso ci possiede a tal punto da sembrarci inconcepibile non andare avanti. Siamo saliti su un bolide che sembra non aver più né marcia indietro, né freno, né conducente. Il suo motore? La mondializzazione liberale. Il suo obiettivo? La mercificazione del mondo. I suoi effetti? La crisi di mucca pazza, gli orrori degli organismi geneticamente modificati, l'instabilità economica, il surriscaldamento della terra, i terribili attentati all'ambiente. La presente opera, di una notevole varietà e ricchezza, riunisce i più grandi specialisti mondiali di tutte le materie trattate. Studia i differenti processi della mondializzazione e il suo impatto su vari aspetti della vita: aggravamento della povertà e dell'esclusione, smantellamento delle economie locali, omogeneizzazione culturale, minacce agli ambienti naturali, alla salute, alla diversità biologica, ai processi democratici, nonché all'indipendenza dei paesi, a causa del neocolonialismo veicolato al contempo dalle multinazionali e da istituzioni come il FMI, la Banca mondiale o il WTO. Un libro fondamentale che ha il valore di una presa di coscienza: è urgente, se non vogliamo rischiare la grande implosione, rimettere l'economia là dove sarebbe sempre dovuta restare: al servizio dell'uomo.
Edward Goldsmith è il fondatore della più importante rivista europea di ecologia, The Ecologist. Co-fondatore dell'International Forum on Globalization, ha scritto quindici libri di fama internazionale; tra quelli pubblicati in Italia, ricordiamo: La morte ecologica (Laterza, 1972), 5000 giorni per salvare il pianeta (Zanichelli, 1990), La grande inversione (Muzzio, 1993), Il Tao dell'ecologia (Muzzio, 1997), Glocalismo. L'alternativa strategica alla globalizzazione (Arianna, 1999).
La prefazione è curata da Serge Latouche, professore all'Università di Paris XI. Nome di spicco tra i pensatori critici della civilizzazione occidentale legati all'antiutilitarismo è autore, tra l'altro, di L'occidentalizzazione del mondo (Boringhieri, 1992), Il pianeta dei naufraghi (Boringhieri, 1993), La megamacchina (Boringhieri, 1995), L'altra Africa (Boringhieri, 1997), Il mondo ridotto a mercato (Ed. Lavoro, 1998), La sfida di Minerva: razionalità occidentale e ragione (Boringhieri, 2000), L'invenzione dell'economia (Arianna Editrice, 2001).
Indice
Prefazione - Serge Latouche
Parte prima - I MOTORI DELLA GLOBALIZZAZIONE
Il fallimento delle istituzioni di Bretton Woods - David C. Korten
Una seconda giovinezza per le agenzie coloniali - Edward Goldsmith
Le tecnologie al servizio della globalizzazione - Jerry Mander
La moneta elettronica e l'economia-casinò - Richard Barnet e John Cavanagh
L'egemonia delle transnazionali e i suoi meccanismi - Tony Clarke
Il codice di comportamento dell'impresa - Jerry Mander
Monsanto: l'arroganza di una transnazionale - Brian Tokar
Parte seconda - GLI EFFETTI DELLA GLOBALIZZAZIONE
Libero scambio, il grande distruttore - David Morris
I piani di aggiustamento strutturale. Un successo per chi? - Walden Bello
Perché lo sviluppo crea povertà - Edward Goldsmith
La globalizzazione, flagello del Terzo Mondo - Martin Khor
La globalizzazione della cultura - Richard Barnet e John Cavanagh
Il bilancio di un quinquennio di WTO - Lori Wallach
Il commercio mondiale e l'ambiente - Simon Retallack
Il Wto e l'agricoltura del Terzo Mondo - Vandana Shiva
AGCS: l'accordo di tutte le trappole - Agnès Bertrand e Laurence Kalafatidès
Globalizzazione e cambiamento climatico - Simon Retallack e Ladan Sobhami
Parte terza - LA VIA VERSO LA RILOCALIZZAZIONE
Cambiare direzione - Helena Norberg-Hodge
Salvare le comunità - Wendell Berry
Piccoli mondi significativi. La sfida introversa alla globalizzazione - Eduardo Zarelli
Monete locali per il bene comune. Lo spirito del SEL - Paolo Coluccia
La “rilocalizzazione”, un nuovo protezionismo - Colin Hines e Tim Lang
Per una democrazia comunitaria - Edward Goldsmith
Nota dell'editore
La piccola editoria ogni tanto riesce a suscitare interesse. È il caso del volume che precede questa ultima fatica di Goldsmith e Mander, Glocalismo. Volutamente, il neologismo ha svolto il suo compito suscitando grande curiosità ma anche fraintendimenti, che questo Processo alla globalizzazione dovrebbe definitivamente fugare. In effetti, sono due i motivi per cui, pur riprendendo quel primo volume esaurito, presentiamo in realtà un nuovo libro, aggiornato nei suoi interventi all'immediata realtà, e quindi all'evoluzione ultima del processo analizzato. Il primo è dato dalla semantica stessa del titolo, meno creativo e più realistico: l'intenzione, nell'uso del termine “glocalismo”, era propositiva, rimandava alla possibilità di un diverso modo di declinare la modernità nelle forme del comunitarismo e del locale “nonostante” la globalizzazione, ovvero la razionalizzazione del sistema mondo nelle forme del mercato liberistico; in realtà - indipendentemente dai contenuti del volume, espliciti in merito - l'etimo del titolo è stato distorto dalla banalizzazione mediatica, assumendo una valenza riformista dell'ineluttabile processo in atto e ridotto in fin dei conti a una “globalizzazione buona”, poiché sensibile alle ragioni dell'esclusione. In realtà una tale eventualità non esiste. Ecologicamente, culturalmente, socialmente, le dinamiche in corso causano effetti devastanti, per i quali non vi sono accomodamenti possibili. Ecco perché il nuovo titolo scelto, Processo alla globalizzazione, indica il secondo motivo di questo ulteriore sforzo editoriale incentrato sulla critica radicale del fenomeno, che caratterizza contraddittoriamente la tarda modernità. A sette anni dalla versione originale - anglosassone - degli interventi della prima edizione italiana (1998), il denominatore comune dei saggi qui raccolti non lascia spazio a fraintendimenti possibili sulla natura e sulle conseguenze della globalizzazione, tanto da poterla chiamare senza remore a un metaforico banco degli imputati di fronte ad una corte drammaticamente reale, costituita dalla biodiversità dei sistemi naturali, dalla giustizia sociale e dalla conseguente partecipazione democratica, dalla reciprocità comunitaria e dalla qualità della nostra esistenza. L'intento è di contribuire, pur nei nostri limiti operativi, allo sforzo di fornire un adeguato strumento culturale per una critica rigorosa e sostanziale alla mercificazione del mondo, in nome della libertà dei popoli e delle persone, delle identità culturali e della sacralità del vivente. Ringraziamo dunque gli autori (e i traduttori), che hanno contribuito gratuitamente nella maggioritaria stesura dei nuovi saggi e nell'aggiornamento di quelli antecedenti, fino a creare una sintesi unica nella nostra redazione tra le edizioni anglosassoni e francofone del presente volume, disponibile anche nelle versioni spagnola e tedesca. Un particolare ringraziamento va a Edward Goldsmith, che nell'infaticabile opera di divulgazione internazionale delle ragioni olistiche della critica ecologista alla società industriale ci ha sostenuto infaticabilmente.
Per un ulteriore approfondimento e aggiornamento delle tematiche rimandiamo ai seguenti siti internet:
www.ifg.org (International Forum on Globalization),
www.theecologist.org (The Ecologist, versione inglese),
www.ecologiste.org (L'Ecologiste, versione francese),
www.theecologist.net (L'Ecologista, versione spagnola).




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