Tesauro: "La scarsa concorrenza porta al declino"
Il Garante dell'Antitrust nella sua relazione annuale fa il punto sul rischio di declino dell'azienda Italia: "Bisogna liberalizzare i mercdati di energia e Tlc". E punta il dito sulla trasparenza delle imprese
ROMA – Giuseppe Tesauro, presidente dell’Antitrust, nella consueta relazione annuale davanti al mondo dell’economia e della finanza italiana, riprende le fila delle parole del Governatore di Bankitalia, Antonio Fazio, e pone l’accento sul rischio di declino dell’Italia se non aumenta la concorrenza in settori vitali anche se “problematici” dell'economia, quali l'energia, le telecomunicazioni ma anche il commercio all'ingrosso, i servizi finanziari ed i trasporti.
Ma sulla liberalizzazione del mercato dell’energia esiste un decreto legislativo che ha iniziato il suo iter parlamentare, precisa a margine della relazione, il ministro delle attività produttiva Antonio Marzano, “un ddl che si trova in linea con le parole del Garante”.
Tesauro punta il dito anche “sulla struttura di governance delle imprese, sulle condizioni dei mercati del credito, sulla la carenza di incentivi alla ricerca e allo sviluppo” che sono ugualmente “fonti di ostacolo non trascurabile al pieno sviluppo delle potenzialità dell’azienda Italia”.
E in particolare, sulla scarsa trasparenza delle governance aziendali, Tesauro cita il caso dell’operazione Sai-Fondiaria che “ha messo in luce l'esigenza di una verifica analitica del controllo di fatto di un’impresa nei confronti di un'altra, come strumento per garantire l'effettività degli interventi in materia di concentrazione". Il caso - ha detto - ha messo in evidenza "il rilievo e l'importanza delle partecipazioni di minoranza nel creare una rete di interdipendenza tra i principali operatori del mercato finanziario italiano ed il mondo delle imprese".
Il Garante Antitrust ha parlato anche di un “cartello” particolarmente grave riscontato quest’anno: “quello relativo alle collusioni tra imprese concorrenti nella fornitura di beni e servizi alla pubblica amministrazione”. Tesauro ha detto che questo tipo di pratica “è particolarmente odioso” perché “lede sia l’interesse generale allo spiegarsi di un’effettiva concorrenza tra le imprese partecipanti alla gara, sia l’interesse pubblico alla trasparenza, sia quello dell’amministrazione ad ottenere una prestazione conforme alle proprie esigenze in termini di risparmio a livello quantitativo”.
Ma Tesauro non ha dimenticato neppure il nodo caro-tariffe Rc Auto che "non è solo un problema delle famiglie, ma anche delle imprese. Pesa sull'industria delle due ruote e forse anche su quella delle quattro ruote".




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