L'ira di Valdobbiadene: ora ci armiamo
Choc per l'anziana violentata.
Il parroco: «Ci vogliono terrorizzare»
Michele Modesto
VALDOBBIADENE. Esplode la rabbia dopo la brutale aggressione alla maestra di 77 anni, violentata sotto gli occhi del marito ottantenne da un bandito durante una rapina in casa a Valdobbiadene. Tra paura ed esasperazione la gente del paese taglia corto: per difenderci dobbiamo armarci. Nessuna traccia ancora dei due malviventi.
Il parroco, don Marcello Bettin, dopo aver visitato l'anziana vittima, ieri ancora sotto choc, denuncia: un atto atroce, compiuto deliberatamente per terrorizzare la comunità e scoraggiare chi vuol difendersi. Intanto i carabinieri di Valdobbiadene, coordinati dalla Compagnia di Vittorio, stanno indagando sull'accaduto e su altre recenti rapine simili compiute nella Sinistra Piave. Ieri si è tenuto un vertice in Procura.
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VALDOBBIADENE. Quello di ieri mattina è stato un risveglio angosciante per la città. La notizia che una donna di 77 anni mercoledì notte è stata rapinata e violentata in casa da due banditi ha provocato un profondo senso di smarrimento. Ma anche di rabbia. Più d'uno parla di paura, più d'uno dice che è venuto il momento di avere una pistola in casa, per l'autodifesa. I due rapinatori - pare slavi - mercoledì notte sono piombati nella casa dell'ex insegnante, tra le colline, immobilizzandola assieme al marito e consumando la violenza.
Il marito, 80 anni, shoccato e minacciato con un bastone, non ha potuto difenderla.
I carabinieri di Valdobbiadene, coordinati dalla Compagnia di Vittorio, stanno indagando sull'accaduto e su altre rapine accadute nella Sinistra Piave di recente.
La donna ieri ha ricevuto la visita del suo parroco, che le ha portato conforto. Anche il sindaco di Valdobbiadene, Pietro Giorgio Davì, si sta interessando al caso. «Il Comune è pronto a mettere a disposizione dell'anziana un'assistente sociale che l'aiuti a superare il momento difficile - dice Pietro Giorgio Davì - Qui non siamo in presenza di criminali, ma delle peggiori bestie. Ci deve dare una mano anche lo Stato, con pene severissime: la legislazione attuale è troppo permissiva».
La sfiducia nelle istituzioni è palpabile nei cittadini, che non vedono misure idonee a fronteggiare l'immigrazione clandestina. A Valdobbiadene, su 10.660 abitanti, gli stranieri regolari sono 463. «Devono concedere a tutti noi il porto d'armi, perché ormai siamo costretti a difenderci così - sostiene Giovanni Minute - Pensare che qualcuno potrebbe violentarti la moglie o la figlia è spaventoso. Noi genitori ora abbiamo due preoccupazioni: gli incidenti stradali e le violenze alla persona. In paese sono pochi gli immigrati che si sono inseriti: gli altri come vivono?».
«Sono decine i furti messi a segno nelle nostre abitazioni - afferma Vittorio Dall'Armi - Quanto è successo all'anziana mi addolora e posso confermare che in un caso ho assistito ai pesanti approcci fatti da un immigrato a una ragazza locale».
Qualcuno dice di vivere ormai in un bunker. «Di notte preferisco soffocare dal caldo che tenere le finestre aperte - spiega Rita Minute - Spesso passano per la mia strada auto sospette. Dopo ciò che è successo sono davvero terrorizzata».
«Ho spedito una lettera al sindaco per fargli notare la situazione che c'è in via Foro Boario - dice Angelica Balliana - Gli stranieri che frequentano la birreria del posto appena usciti fanno i loro bisogni fisiologici in mezzo alla strada. Noi residenti siamo al limite della sopportazione». «Le forze dell'ordine locali non possono fare più di tanto - conclude Anna Piccolo - E' il Governo che deve adottare misure appropriate sia per l'immigrazione, sia dal lato delle pene».
Tribuna di Treviso 13/06/2003
Sto governo schifoso che fa? Sta a guardare? Abbiamo città e paesetti di campagna strapieni di questa orda di selvaggi...
In 4 giorni 4 stupri commessi da immigrati...Milano,Jesolo e Valdobbiadene.... e nei telegiornali silenzio assoluto!
E' UNA VERGOGNA!




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