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Discussione: Da "L'Unità".....

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    Lega sull’orlo di una crisi di nervi
    di Carlo Brambilla

    L’emergenza immigrazione continua ad arroventare il clima politico: tutti contro la Lega e la Lega contro tutti. Ieri il presidente del Senato, Marcello Pera, ha bocciato con ironia la linea delle cannoniere, invocata dal Carroccio: «Di solito chi alza la voce, abbassa la mente». La replica, truce truce, è stata affidata proprio al vice di Pera, Roberto Calderoli: «I clandestini entrano perchè nessuno li vuole vedere. Mettetevi gli occhiali, o adottate cani lupo per non vedenti. Tolleranza zero sarà, con le buone o con le cattive». La verifica di maggioranza è fissata per venerdi è c’è da giurare che le polemiche soprattutto interne al centrodestra sono destinate a crescere ancora. Intanto il presidente della Camera Pierferdinando Casini ha già fissato per il prossimo martedi una conferenza dei capigruppo su richiesta dell’Ulivo che vuole Berlusconi in aula a riferire sulle politiche del Governo in materia di immigrazione, soprattutto dopo le dichiarazioni del capogruppo del Carroccio, Alessandro Cè, che aveva di fatto sancito una sorta di crisi di Governo, poi fatta rientrare da Bossi.

    E proprio su questa circostanza è scattato l’intervento di Pera, che ha bacchettato la Lega: «L’immigrazione è un fenomeno grave, che si protrae e che sta assumendo ormai dimensioni tragiche. Deve essere affrontato con realismo. Ma senza alzare la voce, senza pensare che misure di carattere repressivo possano essere risolutive». Due gli aspetti importanti da sottolineare secondo il presidente di Palazzo Madama: «Da un lato gli accordi che l'Italia ha fatto, circa 30, con i Paesi dai quali proviene direttamente o per transito questo popolo di disperati, e dall'altro la consapevolezza del problema, confermata a Salonicco, che finalmente l'Europa ha preso, dopo essere stata un pò lenta a comprenderne la gravità. Ecco bisogna insistere su questa strada, anche perchè l'Europa, e non solo l'Italia, ha bisogno di nuova manodopera e perciò deve prendere quelle misure che consentono un afflusso regolato e non pensare siano sufficienti soltanto alcune navi, peggio ancora se da guerra, a fare da cordone sanitario attorno alle nostre coste».

    Lega bocciata, Lega ancora più incavolata. E le nuove bordate del Carroccio non si sono fatte attendere. Calderoli: «Con gli sbarchi di clandestini siamo veramente arrivati alla farsa...Giovedì Pisanu ha emanato il decreto contro gli sbarchi e non solo non si sono fermati, ma addirittura 107 clandestini sono riusciti, indisturbati, a entrare nel porto di Lampedusa senza che nessuno si accorgesse del loro arrivo o della loro presenza». Ancora: «Nel decreto si parla di aerei, elicotteri, di sofisticati apparati tecnologici per il rilevamento dei contrabbandieri di uomini, ma forse visto come sono andate le cose, sarebbe più semplice dotarsi di un più umile paio di occhiali o, nei casi disperati, di cani per non vedenti». Anche il capogruppo leghista al Senato, Francesco Moro, ironizza con Pera: «Siamo in un mondo di sordi e di ciechi e in situazioni del genere l'unico modo per farsi sentire è alzare la voce. Sono dispiaciuto che la seconda carica dello Stato tratti da deficienti chi vuole il rispetto delle regole e dei patti elettorali. Insomma io alzerò ancora la voce, se necessario, e urlerò anche se non si fermerà questa invasione manovrata dal business delle braccia umane». Dunque la Lega insiste sulla «tolleranza zero» e sul «commissario per l’immigrazione». Calderoli è categorico: «Tolleranza zero doveva essere contro la clandestinità e tolleranza zero sarà, con le buone o con le cattive».
    Così Bossi si prepara a riempire questi sei giorni chiamando alla mobilitazione generale i suoi colonelli. Bossi si è inventato la linea politica del «quasi crisi» (come il famoso «quasi gol» di Niccolò Carosio). Prima ha mandato avanti il suo capogruppo alla Camera Alessandro Cè a dire che «la Lega ha le mani libere», poi ha scatenato il ministro Roberto Maroni che ha ribadito che le «pensioni di anzianità non si toccano», poi Calderoli con le reiterate richieste truculente sull’immigrazione e gli attacchi diretti al ministro degli Interni Pisanu. Quindi ha puntato l’indice sui silenzi di Berlusconi e sulla politica dorotea di Gianni Letta, poi ha fatto impaginare il suo quotidiano «la Padania» che grida contro un presunto «inciucio fra destra e sinistra».
    Ancora: Radiopadania manda in onda ore e ore di microfoni aperti col movimento che urla contro il Governo; una delegazione di leghisti è andata a far casino a Lampedusa, guidata da Mario Borghezio che ha subito non solo attaccato Pisanu ma anche pronunciato una frase terribile: «Occorre agire le navi della vergogna non debbono nemmeno raggiungere le nostre acque territoriali. Abbiamo una Marina efficiente che se lasciata fare, non con parole ma con fatti, sarebbe perfettamente in grado di tenerle lontane. Anzichè farli ritornare nei loro Paesi sarebbe meglio non farli mai arrivare». Infine per sostenere la devolution impantanata nell’«interesse nazionale» Bossi ha fissato la prima riunione (sabato prossimo) del riesumato Parlamento del Nord nella «storica» sede di Bagnolo San Vito, a due passi da Mantova. Come gestione della «quasi crisi» non c’è male.

    Riassumendo, Bossi vuole tre risposte da Berlusconi «chiare e convincenti»: commissario dell’immigrazione, approvazione in Senato della Devolution e assicurazioni sulle pensioni. E se fosse proprio questo terzo, il punto della vera contraddizione? Dentro la Lega qualcuno comincia a convincersi. Il ragionamento è semplice: sulle pensioni il fidatissimo alleato ministro Tremonti non è d’accordo con Bossi. Sulla materia Tremonti si ritrova in sintonia solo con Berlusconi che vuole tagliare le pensioni di anzianità. Insomma se si rompesse l’asse Bossi-Tremonti lo scenario cambierebbe totalmente.

    http://www.unita.it/index.asp?topic_...topic_id=26774
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    Intervista a: Gavino Angius





    Intervista
    a cura di
    Oreste Pivetta

    21.06.2003
    Mozione di sfiducia a Bossi

    MILANO - Che cosa risponde Berlusconi a Bossi e alla Lega Nord? Per ora poche parole rieccheggiano dalla Grecia. Ma i capigruppo dell’Ulivo alla Camera chiedono qualche cosa di più: che Berlusconi venga a riferire in aula. In una lettera al Presidente Casini, firmata da Violante, Castagnetti, Boato, Rizzo. Intini, Pecoraro Scanio, Pisicchio, spiegano che a questo punto è indispensabile «la presenza del Presidente del Consiglio in aula nel più breve tempo possibile e comunque non oltre la prossima settimana, perché venga chiarito al più alto livello di responsabilità, qual è la politica del governo nei confronti dell’immigrazione e se questa politica è sostenuta da tutte le forze della maggioranza».
    Gavino Angius, capogruppo ds al Senato, fa un passo oltre: «Per la valenza non solo politica, ma anche morale delle posizioni della Lega Nord e in particolare del suo leader, mi chiedo se non vi siano gli estremi per una mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro delle riforme, Umberto Bossi».
    Angius è in Toscana, ad Empoli, per concludere una Festa dell’Unità. Gli abbiamo chiesto un commento alle dichiarazioni di Alessandro Cè.
    Cominciamo dalla questione immigrazione e dal modo con cui la Lega l’affronta...
    «Se si parla di immigrazione, si deve anche sapere d’essere in presenza di una vicenda epocale, che ha riflessi di portata gigantesca, come comprende qualsiasi persona di buon senso. Uno dei più grandi fotografi del nostro tempo, Sebastiao Salgado, scrisse nell’introduzione a un suo bellissimo libro di immagini, “In cammino” che stiamo vivendo il più grande spostamento di persone che sia mai avvenuto nella storia dell’umanità. Spostamento fisico, sconvolgente, inevitabile, che ha una sola ragione: le diseguaglianze terribili, lo squilibrio tra Nord e Sud del mondo. L’Italia lo avverte molto, evidentemente, per la sua posizione di confine tra poveri e ricchi. È un paese tra i più esposti ai flussi immigratori, qualcosa di inarrestabile: il problema non è come li si contrasta, il problema è come li si gestisce...».
    Questo è il punto: la Lega sostiene che l’azione di contrasto è debole...
    «La Lega osserva il fallimento della legge che ha voluto, la legge Bossi-Fini, propagandata come risoluzione del problema dell’ingresso degli immigrati clandestini e che si è rivelata inutilmente punitiva verso gli immigrati onesti e totalmente inefficace per contenere o comunque governare il fenomeno dell’immigrazione di massa. Siamo alla resa di una legge che Bossi e Fini hanno strenuamente voluto e che Pisanu sta solo applicando. Pisanu, il bersaglio dell’onorevole Cè, l’applica persino bene per quanto la possa applicare, nel senso cioè che la applica correttamente, senza le forzature che vorrebbe la Lega... Bossi sogna già altre norme... La verità è che sul fenomeno degli sbarchi c’è una sola risposta: la risposta è accoglienza, solidarietà, rimpatrio».
    Dovrebbe essere possibile: gli ultimi arrivi sono stati di poche centinaia di persone.
    «Bisognerebbe chiedersi che cosa possano provare dentro di sé, nel loro animo, ministri che invece propongono di bombardare gli immigrati, come educano i loro figli, che cosa insegnerebbero nelle loro scuole. Provo una ripugnanza morale nei confronti di alcuni uomini di questo governo».
    Ma non fa parte anche l’uscita di Cè del solito gioco di Bossi?
    «Intanto, anche su una questione di questo tipo si dimostra che il governo non è all’altezza del compito... Non solo: le polemiche in corso sono una delle conseguenza della sconfitta politica subita nelle ultime elezioni e nelle difficoltà politiche all’interno del governo risalta l’insofferenza crescente della Lega Nord, che chiede sempre qualcosa di più a Berlusconi... C’è un aspetto un po’ comico della faccenda perché alla fin fine il rapporto tra Berlusconi e Bossi diventa una lotta continua tra due furbi, uno che cerca di fregare l’altro. Purtroppo insieme fregano l’Italia...».
    L’alleanza però, tra tanti tira e molla, reggerà?
    «Siamo ai limiti della rottura del patto di maggioranza che ha tenuto insieme il governo. Per cui mi verrebbe da dire che la verifica la dobbiamo chiedere noi in parlamento, l’Ulivo, l’opposizione tutta. E poi insisto: se Berlusconi e la Casa delle libertà non sono in casa grado di tenere a bada le sortite della Lega Nord se ne traggano le conseguenze e, per quanto riguarda l’opposizione, devo chiedermi se non esistano buoni motivi, anche morali per una mozione di sfiducia individuale al ministro delle Riforme».
    Ma le intenzioni vere di Bossi? Al solito ha già frenato Cè, in vista della verifica.
    «Appunto, è una lotta tra due furbi. Bossi che cerca di capitalizzare al massimo la rendita di posizione elettorale che vanta in una parte del paese, facendola pesare all’interno della Casa delle Libertà. Berlusconi che in qualche modo si copre sul versante “nordista”. E comunque penso che i guai nei quali si trovano la Lega Nord e la Casa delle libertà siano molto più serie di quanto noi sinora abbiamo giudicato. Non escludo sviluppi clamorosi».
    Infatti. Cè ha sollevato anche il tema della devolution.
    «Certo. Sale di tono l’iniziativa della Lega, per giunta a tutto campo, con quest’ultima sortita sulla devolution, che allude al rifiuto di una sorta di scambio politico. Stavolta non abbiamo ascoltato una sorta di slogan per leghisti lanciato nel corso di un comizio a Pontida. Siamo in presenza di qualcosa di ben più rilevante, un messaggio in un conflitto interno alla maggioranza, un conflitto che abusa di questioni terribilmente serie. Mi sembra un segno di barbarie politica. Non dimentichiamo il malessere di An».
    Storace che scherza su Cè («Se va avanti così diventerà Cera»), Landolfi che fa sapere che la paziensa ha dei limiti, gli altri che comunque reagiscono.
    «Ma anche queste reazioni mostrano un grandissimo imbarazzo. Non sanno che fare. Ha voglia Bondi di comunicarci che il confronto all’interno della maggioranza è sempre benvenuto. Ma quale confronto? Questo è uno scannatoio».

    http://www.unita.it/index.asp?SEZION...TOPIC_ID=26764
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    Der Wehrwolf

 

 

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