ENERGIA: SCATTATI DA OGGI I PRIMI BLACK OUT
ROMA - Il piano di interruzioni per il black out elettrico e' in corso in tutta Italia. Gli stop all'erogazione di elettricita' avvengono a macchia di leopardo e a rotazione su tutto il territorio nazionale e sono iniziate alle 9. In ambienti industriali si ritiene che il programma di stop possa terminare intorno alle 16,30.
ENERGIA: BLACK OUT ROMA, NON USATE GLI ASCENSORI APPELLO DI SINDACO E PREFETTO - Il prefetto Emilio Del Mese e il sindaco di Roma, Walter Veltroni, subito dopo l'inizio del primo black out hanno lanciato l' appello alla cittadinanza a non usare gli ascensori. Problemi potrebbero anche essere legati alle interruzioni improvvise dei computer. E' stata inoltre richiamata dalla prefettura l' attenzione delle persone che hanno in casa apparecchi elettromedicali non denunciati a non usarli nel periodo in cui potrebbe essere interrotta l' energia elettrica. L' Acea ha ricordato che l' ultimo allarme del genere, sfociato poi in una vera e propria interruzione di energia elettrica, risale al 1983.
ENERGIA: BLACK OUT, ALLE 11 CONFERENZA STAMPA MARZANO - Il ministro delle Attivita' Produttive Antonio Marzano ha convocato per oggi alle 11 al ministero, in via Veneto 33, una conferenza stampa sulle interruzioni nella fornitura di elettricita'.
26/06/2003 093
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ROMA - Il ministro dell' economia Giulio Tremonti, che ha incontrato prima Maroni e poi Berlusconi, respinge gli allarmi su un possibile rischio declino dell'economia italiana. ''Quelli che parlano di declino mi fanno venire in mente alcuni economisti che 'sanno tutto tranne l'essenziale'. Il paese e' molto piu' forte di quanto sembra''. Secondo Tremonti non bisogna poi dimenticare l'influenza che ha avuto gli attacchi terroristici sull' economia mondiale: ''tornare al Dpef del 2001? E chi se lo ricorda. E' impossibile tornare al 10 settembre, ma bisogna lavorare per il 12''. Il Paese e' molto piu' forte di quello che sembra, secondo Tremonti, perche' non tutta la ricchezza appare ''dalle statistiche ufficiali'' e perche' l'internazionalizzazione dell'economia italiana e la proprieta' delle aziende nel nostro Paese e' diversa: ''molte delle ricchezze e dei numeri sono inserite in statistiche straniere, ma sono economia italiana. Bisogna rivedere i metodi di calcolo, ma per farlo occorre una visione un po' diversa da quella scolastica''.
Quanto poi al Dfef del 2001, richiamato nelle considerazioni finali del governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio come documento dal quale ripartire per il rilancio del Paese, Tremonti ha spiegato che, dopo gli attacchi terroristici dell'11 settembre, le cose sono cambiate. Tutti i settori in cui l'Italia ha perso competitivita', ha osservato il ministro dell' Economia, ''sono quelli in cui e' entrata la Cina. Certamente bisogna investire - ha osservato Tremonti - ma il nostro Paese e l'Europa devono iniziare a riflettere sulla protezione della produzione nazionale''. Il mercato italiano, ha aggiunto il responsabile di via XX Settembre, ''si e' aperto troppo velocemente. E' facile fare liberismo sui mercati esterni e protezionismo all'interno - ha sottolineato facendo implicitamente riferimento agli Stati Uniti - se hai alta tecnologia e tutela della proprieta' intellettuale. E' vero che a lungo andare il commercio ti rende piu' ricco, ma bisogna evitare di morire nel frattempo''. Le riforme nell' economia sono essenziali, ha spiegato Tremonti, ''puoi riformare tutto, ma non puoi competere con chi non ha regole: se vendi a 100 e un cinese a 10 non c'e' mercato. Non puoi competere se devi rispettare l'art. 18 e gli altri utilizzano gli schiavi, o rispettare la 626 e gli altri fanno quello che vogliono, non puoi fare commercio se hai le mani legate dietro''.
25/06/2003 20:15




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