il Resto del Carlino del 26 giugno 2003, edizione di Bologna



Anche lasciando da parte le dispute teologiche nel dibattito dell'altra sera, su: 'Cristianesimo e islamizzazione' (organizzato dalla Lega), è stato don Ugo Carandino, di Rimini, a dimostrarsi più integralista del prof. Giulio Soravia che rappresentava i musulmani. Il religioso, infatti, ha considerato l'ecumenismo uscito dal Concilio Vaticano II «una catastrofe per il cristianesimo». Contestato poi da Giorgio Boschi del Farneto, per non aver mai citato il papa Giovanni Paolo II, ha addirittura criticato il pontefice per «aver baciato il Corano riconoscendolo come testo di fede».
Riguardo all'Islam il sacerdote ha citato la persecuzione dei cristiani nei paesi islamici e le testimonianze di ragazze cattoliche sudanesi rapite, stuprate e schiavizzate oltre alle questioni della poligamia e di usanze in contrasto con le leggi italiane. Per don Carandino, cattolico tradizionalista, «la Chiesa è indebolita dal progressismo di parte del clero che favorisce l'espansione dell'Islam minando così le basi della nostra società pigra e decadente».
Per Soravia «la poligamia è un falso problema ‹ di cui si discute anche nei paesi islamici ‹ perché gli islamici italiani, o che vivono in Italia, rispettano le leggi. Per quanto riguarda il contestato rapporto tra Islam e politica se ne è discusso in più sedi e non esiste nessuna indicazione del profeta, o nel Corano, su quale deve essere la forma di governo di uno stato islamico. Tanto è vero che accanto a governi democratici, e costituzionali, ce ne sono altri dove viene negata ogni libertà».
'Arbitri' della contesa il capogruppo locale della Lega Nord Giampiero Bagni e quello regionale Maurizio Parma. Per Bagni il dibattito è nato dalla proposta fatta un anno dal sindaco di costruire a San Lazzaro una moschea a servizio della comunità islamica bolognese. «E' quindi bene ‹ ha dichiarato Bagni (nella foto) ‹ che si conoscano le differenze culturali, sociali e religiose che ci dividono dall'Islam». Per Parma, poi, «la libertà religiosa non deve andare contro le nostre leggi con pratiche come le mutilazioni genitali femminili e dobbiamo soprattutto porre un freno all'immigrazione clandestina che è ripresa con ritmi da invasione».
g. f.