Il ministro Bossi contro il Concilio Vaticano II
“Mi definisco cattolico tradizionalista”
A titolo informativo segnaliamo un’interessante intervista del ministro Bossi concessa a La Stampa del 27 ottobre 2003, sulla sentenza del tribunale dell’Aquila contro il crocefisso.
Bossi: E’ colpa della Chiesa che ha lasciato la tradizione. Ha aperto la strada alla laicizzazione dell’Europa dei massoni. La logica del giudice è la stessa del mandato di cattura della Ue.
Sopreso, ministro Bossi?
Assolutamente no. Questa è una sarabanda che non mi stupisce.
Cominciata con il vicepremier Fini che sollecita il voto per gli immigrati?
E’ un clima. Un clima dove può trovar posto anche quella roba lė che non passerà mai.
Data d’inizio?
Il Concilio Vaticano II, quando la Chiesa rinuncia alla Tradizione.
Da Papa Giovanni al giudice de L’Aquila?
Questa mi sembra la sentenza di un pazzo che si muove contro il popolo e la tradizione. Il problema è che qui arriva un matto e magari s’innescano reazioni fondamentaliste.
Nei commenti c’è chi parla del protagonismo del giudice.
Non è solo di quel magistrato. E’ della magistratura, che non è mai un stata un potere democratico. Forse quel giudice sente vicina una parte della Curia marcia che ha tradito, o avverte che dai loro antri puzzolenti i Massoni hanno elaborato la fine della tradizione e l’apertura dei confini. E’ un clima che avverto da tempo…
I vescovi della Cei sono stati tra i primi a contestare quella sentenza.
Siamo sicuri? Intendo siamo sicuri che si rendono conto anche delle loro responsabilità?
Quali?
Aver ceduto alla modernità e al modernismo rinunciando alla Tradizione.
Esempio?
Schumacher a Monza ha l’acceleratore che è la modernità e il freno che è la tradizione, la società. Ecco, alla Chiesa è scappato il freno e usciti in curva.
Per colpa del Concilio Vaticano II?
Io sono contro il Concilio Vaticano II. Mi definisco cattolico tradizionalista.
Lei? La Lega si è sempre presentata come movimento laico.
La religione cristiana è la storia dell’Occidente, ma la Chiesa ha grandi responsabilità in quello che sta avvenendo. Per troppo tempo si è tolta di mezzo una dimensione religiosa fondante e il risultato è che adesso è in piena velocità una macchina legata alla laicizzazione dell’Europa dei Massoni: comunista e anticristiana.
Non vorrà sostenere che anche la Chiesa è d’accordo?
La Chiesa ha perso l’Europa e ora rischia di andare verso il baratro. Sono loro che dicono che tutte le religoni sono uguali, no?
Si aspetta altre reazioni dalla Cei?
Vedremo se ci fu, e quale grandezza, il tradimento con il Concilio Vaticano II. Io sono come San Tommaso, voglio vedere. Sono arrivati al dunque, e proprio nel momento in cui per l’Europa s’aggira questo strano clima che sa di globalizzazione e dittatura.
Altro esempio?
Il mandato di cattura europeo che si vuole imporre da parte di un Superstato che non è uno Stato. In Europa si sono cacciati in un bel tunnel, ma è la stessa logica del giudice dell’Aquila. Io decido: e il popolo, con la sua storia, la sua cultura, la sua identità, e le sue tradizioni, si fotta.
Il ministro Castelli ha già annunciato un’ispezione a L’Aquila.
Fa benissimo. Io sono assolutamente contro questa sentenza. Dico che è chiaramente contro il popolo, come accadeva ai tempi della Rivoluzione Francese o in Russia.
E contro la Chiesa no?
Penso a quei missionari che hanno passato la loro vita in Africa a predicare “non avrai altro Dio fuori di me”. Come reagirebbero se venissero a sapere che qui c’è un giudice che toglie i crocifissi dalle nostre scuole?
Per non discriminare, dice il giudice.
Ecco il punto. E invece bisogna discriminare. Gesù Cristo era un grande discriminatore, di qua sta il bene e di là sta il male. In questo clima, invece, va bene tutto e tutto diventa virtuale. Anche l’extracomunitario che arriva qui, fa niente se viene dal Polo sud o dal Polo nord, s’impara quattro regoline e oplà: ecco un nuovo cittadino occidentale… Di un’Europa senza crocifisso e senza Dio.
carlomartello





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