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Discussione: Record di Occupati

  1. #1
    SENATORE di POL
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    Predefinito Record di Occupati

    dal quotidiano reazionario confindustriale

    " Il Sole 24 ore del 27/06/2003


    --------------------------------------------------------------------------------
    Il mercato del lavoro - Secondo l'Istat anche in aprile è continuato il trend positivo con 301mila nuovi posti creati in un anno

    Record di occupati oltre i 22 milioni
    In forte aumento l'impiego degli untracinquantenni (+147mila) - Tasso di disoccupazione ai minimi (8,9%)
    Elio Pagnotta
    --------------------------------------------------------------------------------

    ROMA - Le difficoltà dell'economia non sembrano aver ostacolato il miglioramento del mercato del lavoro che continua a segnare risultati positivi. A dirlo sono i dati Istat che rilevano come nello scorso aprile l'occupazione ha fatto registrare una crescita di 301mila (+1,4%) unità rispetto allo stesso mese dell'anno precedente e come contemporaneamente si è verificato un calo della disoccupazione di 62mila unità (-2,8%). La disoccupazione, dunque, è scesa ai minimi negli ultimi venti anni toccando quota 8,9% contro il 9,2% dell'aprile 2002 (8,8% il tasso destagionalizzato), un livello inferiore a quello francese (9,3% in aprile) e soprattutto a quello tedesco (10,7% in maggio).
    I disoccupati sono il 6,9% tra gli uomini (7% ad aprile 2002) e il 12% tra le donne (contro il 12,6% dell'anno precedente). Arretra, se pur lentamente, pure la disoccupazione giovanile, che è pari al 26,8% (27,1% nell'aprile 2002). In flessione la disoccupazione di lunga durata con un tasso che raggiunge il 5,1 % (contro il 5,4% dell'aprile 2002). Mentre per quanto riguarda i dati destagionalizzati: l'occupazione congiunturale (rispetto cioè al gennaio 2003) è salita dello 0,3% (+59 mila unità), mentre la disoccupazione si è alleggerita dell'1,5% (-32 mila unità).
    La crescita che sembrava, dunque, aver perso vigore all'inizio del 2003 si è nuovamente intensificata: per la prima volta ha toccato il tetto dei 22 milioni e 57mila occupati, mentre le persone in cerca di occupazione sono scese a 2 milioni e 147mila. Una tendenza nettamente positi va quella della creazione di posti di lavoro in Italia, che dura da alcuni anni: dal 1998 a oggi ci sono un milione e settecentomila occupati in più.
    Sull'aumento dell'occupazione, precisa l'Istat, ha giocato un ruolo determinante il contributo offerto dai lavoratori più "maturi": il numero degli occupati tra i 50 e i 59 anni è salito di 147mila unità su base annua, raggiungendo un totale di 3 milioni e 872mila persone. Sensibile anche l'espansione del lavoro dipendente "classico" (permanente a tempo pieno), che con un incremento di 257mila unità è salito dell' 1,9%. Al contrario, ha registrato una battuta d'arresto il lavoro atipico, che complessivamente ha perso 6mila unità (-0,2%), soprattutto a causa della diminuzione degli addetti a termine a
    tempo pieno (-43 mila, -3,9%). In aprile, comunque, a sostenere con forza il miglioramento del mercato del lavoro è stata l'occupazione dipendente cresciuta dell' 1,6% (+251 mila unità), mentre quella indipendente è aumentata dello 0,8% (+50 mila unità). E sempre in aprile l'aumento dell'occupazione si è rivelato più sostenuto per la componente femminile (+190 mila unità, +2,3%) che non per quella maschile (+111- mila unità, +0,8%).
    L'accelerazione della crescita occupazionale è da attribuire principalmente al rinnovato slancio dei servizi (+200 mila addetti, pari al +1,4%) e alla vivacità del settore delle costruzioni (+112 mila addetti, ovvero +6,5%). Ma anche nell'industria in senso stretto si avverte qualche sintomo di risveglio (+21 mila addetti, +0,4% su base annua), mentre prosegue la flessione dell'agricoltura (-32 mila unità, -3%), prossima a scendere come numero di addetti sotto il milione di unità (in aprile erano 1 milione e 40 mila).
    A trarre profitto dal buon andamento del mercato del lavoro sono tutte le aree geografiche, anche se il miglioramento è più intenso salendo dal Sud al Nord. Su base annua, il tasso di disoccupazione nel Mezzogiorno è sceso dal 18,5% al 18,4% (sono 12 mila disoccupati in meno) e contemporaneamente si è verificato un modesto aumento dell'occupazione, salita di 9mila unità (+0,1%). Tasso di disoccupazione in discesa anche nelle regioni centrali (dal 6,8% al 6,6%), mentre l'occupazione ha segnalato un ritmo di crescita del 2,1% (+94mila). Al Nord si è registrato un calo tanto nel Nord Est dove è sceso dal 4,5% dell'anno scorso all'attuale 4,1% e nel Nord Ovest dove è passato dal 3,6% al 3%. L'occupazione ha invece avuto incremento su base annua dell' 1,9%
    (+122mila) nel Nord Ovest e dell'1,6% nel Nord Est (+75mila).
    "

    Saluti liberali

  2. #2
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    certamente c'è un posto di lavoro in più,

    quello di chi ha compilato queste statistiche.

  3. #3
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    lasciamo esprimere liberamente Il Sole 24 ore...

    Il nuovo rallentamento dell'economia che ha caratterizzato la prima parte del 2003, protrattosi ben oltre le attese anche a causa della crisi di importanti settori industriali (a cominciare dall'auto), non ha dunque frenato la crescita dell'occupazione, confermando invece la dinamica sempre brillante del mercato del lavoro italiano. L'aumento degli occupati tende a consolidarsi; il loro ritmo di espansione è senza dubbio sostenuto e sembra realizzarsi, soprattutto, sull'onda di quegli elementi di flessibilità gradualmente introdotti negli ultimi cinque anni, che hanno consentito la creazione di oltre 1,5 milioni di nuovi posti di lavoro
    Ci sono, tuttavia, alcuni recenti segnali premonitori di una possibile inversione di tendenza in questo fenomeno di aumento dei posti di lavoro senza una sottostante crescita produttiva. Il lavoro "atipico", a tempo parziale e a termine, è tornato a rappresentare, nella seconda metà del 2002, la componente rilevante nella dinamica degli occupati, con ben due posti su tre fra quelli di nuova creazione. La conferma degli incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato, ma a condizioni più restrittive nella Legge finanziaria per il 2003, ha avuto senza dubbio riflessi sull'andamento dell'occupazione, contribuendo ad attenuare la domanda di lavoro.

    Questa tendenza, insieme alla complessiva moderazione salariale, ha determinato un andamento decisamente positivo nel mercato del lavoro italiano, che da alcuni anni si è messo in movimento, talvolta a passo spedito, sulla spinta delle riforme avviate dal pacchetto Treu nel 1997. Ai primi elementi di flessibilità allora introdotti, si sono poi aggiunte l'estensione del part time e la liberalizzazione dei contratti a termine, contribuendo allo sviluppo di un sistema, quello del lavoro, rimasto troppo a lungo ingessato.
    Il fenomeno della creazione di posti di lavoro senza crescita produttiva sta, in ogni caso, continuando anche nella prima parte del 2003. Ma questa fase di sviluppo dell'occupazione potrebbe oggi avere il fiato corto: nonostante gli ultimi dati Istat non segnalino particolari allarmi per l'immediato futuro, occorre tenere conto che che, nello stesso periodo, il ricorso alla cassa integrazione guadagni è molto aumentato.
    Il ritardo con cui la dinamica dell'occupazione si aggiusta al ciclo economico non è, poi, un contesto favorevole per valutare i prossimi effetti dell'attuazione della cosiddetta riforma Biagi, che completa e amplia le misure del pacchetto Treu. La maggiore flessibilità prevista, infatti, può accompagnarsi nel breve termine, accentuandole, alle negative ricadute cicliche sul mercato del lavoro.

    27 giugno 2003


    ed ora spazio alle le immagini... così a occhio la curva sembra destinata a risalire nell'epoca della Prosperità di S.B.
    Vedremo gli effetti dei licenziamenti in massa dei co.co.co, i primi che saranno colpiti dalla brillante riforma di Maroni



  4. #4
    Sospeso/a
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    invece di parlare del record di occupati, sarebbe ora che qualcuno si occupasse del record delle ore di cassa integrazione, la spia rossa che preannuncia i licenziamenti in massa.

    Ci aspetta un grande autunno 2003.

  5. #5
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    In origine postato da brunik
    lasciamo esprimere liberamente Il Sole 24 ore...

    Il nuovo rallentamento dell'economia che ha caratterizzato la prima parte del 2003, protrattosi ben oltre le attese anche a causa della crisi di importanti settori industriali (a cominciare dall'auto), non ha dunque frenato la crescita dell'occupazione, confermando invece la dinamica sempre brillante del mercato del lavoro italiano. L'aumento degli occupati tende a consolidarsi; il loro ritmo di espansione è senza dubbio sostenuto e sembra realizzarsi, soprattutto, sull'onda di quegli elementi di flessibilità gradualmente introdotti negli ultimi cinque anni, che hanno consentito la creazione di oltre 1,5 milioni di nuovi posti di lavoro
    Ci sono, tuttavia, alcuni recenti segnali premonitori di una possibile inversione di tendenza in questo fenomeno di aumento dei posti di lavoro senza una sottostante crescita produttiva. Il lavoro "atipico", a tempo parziale e a termine, è tornato a rappresentare, nella seconda metà del 2002, la componente rilevante nella dinamica degli occupati, con ben due posti su tre fra quelli di nuova creazione. La conferma degli incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato, ma a condizioni più restrittive nella Legge finanziaria per il 2003, ha avuto senza dubbio riflessi sull'andamento dell'occupazione, contribuendo ad attenuare la domanda di lavoro.

    Questa tendenza, insieme alla complessiva moderazione salariale, ha determinato un andamento decisamente positivo nel mercato del lavoro italiano, che da alcuni anni si è messo in movimento, talvolta a passo spedito, sulla spinta delle riforme avviate dal pacchetto Treu nel 1997. Ai primi elementi di flessibilità allora introdotti, si sono poi aggiunte l'estensione del part time e la liberalizzazione dei contratti a termine, contribuendo allo sviluppo di un sistema, quello del lavoro, rimasto troppo a lungo ingessato.
    Il fenomeno della creazione di posti di lavoro senza crescita produttiva sta, in ogni caso, continuando anche nella prima parte del 2003. Ma questa fase di sviluppo dell'occupazione potrebbe oggi avere il fiato corto: nonostante gli ultimi dati Istat non segnalino particolari allarmi per l'immediato futuro, occorre tenere conto che che, nello stesso periodo, il ricorso alla cassa integrazione guadagni è molto aumentato.
    Il ritardo con cui la dinamica dell'occupazione si aggiusta al ciclo economico non è, poi, un contesto favorevole per valutare i prossimi effetti dell'attuazione della cosiddetta riforma Biagi, che completa e amplia le misure del pacchetto Treu. La maggiore flessibilità prevista, infatti, può accompagnarsi nel breve termine, accentuandole, alle negative ricadute cicliche sul mercato del lavoro.

    27 giugno 2003


    ed ora spazio alle le immagini... così a occhio la curva sembra destinata a risalire nell'epoca della Prosperità di S.B.
    Vedremo gli effetti dei licenziamenti in massa dei co.co.co, i primi che saranno colpiti dalla brillante riforma di Maroni



    Sì lasciamo il Sole 24 ore nella sua incompetenza (quella degli articoli che non piacciono ai rossi che ne ripescano altri per contrappeso) e rivolgiamoci al grafico brunikkiano.
    A proposito che fine ha fatto Treu (che ha avuto dei meriti, gli unici in assoluto dei governi disastro) grazie ai Massimalisti dell'Ulivo???
    Shalom!!!

  6. #6
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    In origine postato da Pieffebi
    Sì lasciamo il Sole 24 ore nella sua incompetenza (quella degli articoli che non piacciono ai rossi che ne ripescano altri per contrappeso) e rivolgiamoci al grafico brunikkiano.
    A proposito che fine ha fatto Treu (che ha avuto dei meriti, gli unici in assoluto dei governi disastro) grazie ai Massimalisti dell'Ulivo???
    Shalom!!!

    Dovresti leggere meglio gli articoli e confrontarli tra loro prima di rispondere:

    - quello che hai riportato fa soprattutto considerazioni e confronti di breve periodo,

    - i grafici illustrati da Brunik invece illustrano l'andamento di medio/lungo periodo, evidenziando che il calo della disoccupazione comincia dopo la riforma del ministro Treu e prosegue pressochè invariato fino a metà 2001 (in coincidenza con le elezioni politiche, curioso....), poi rallenta.

    Quindi i due non sono in contraddizione, si tratta di vedere quale trend si confermerà, se quello di medio/lungo periodo o quello di breve.

    Per i dettagli vedi i seguenti link:

    Articolo

    http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=ar...rticolo&back=0

    Grafici (vedere anche "Dieci anni di disoccupati")

    http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=ar...325909&chId=14


    Spero che Brunik si sbagli sulla cassa integrazione, altrimenti in autunno avremo una brutta sorpresa.
    Speriamo bene.....

  7. #7
    SENATORE di POL
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    Sì conosco i grafici a cui brunik è affezionato, e anche perchè vengono tirati fuori, quali sì, quali no.....eccetera

    Shalom!

  8. #8
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    In origine postato da Pieffebi
    Sì conosco i grafici a cui brunik è affezionato, e anche perchè vengono tirati fuori, quali sì, quali no.....eccetera

    Shalom!

    Quali no??? Quali?

  9. #9
    SENATORE di POL
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    Quelli che indicano, ad esempio, quando è effettivamente iniziato il "declino produttivo" italiano, in un contesto internazionale opposto a quello attuale.........
    Ricordate quello che ha detto CorteConti a proposito, in un intervento che è piaciuto così tanto agli agitpropisti della sinistretta illiberale? Ah no.....certo.
    Shalom!!!

  10. #10
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    In origine postato da Curioso
    Dovresti leggere meglio gli articoli e confrontarli tra loro prima di rispondere:

    - quello che hai riportato fa soprattutto considerazioni e confronti di breve periodo,

    - i grafici illustrati da Brunik invece illustrano l'andamento di medio/lungo periodo, evidenziando che il calo della disoccupazione comincia dopo la riforma del ministro Treu e prosegue pressochè invariato fino a metà 2001 (in coincidenza con le elezioni politiche, curioso....), poi rallenta.

    Quindi i due non sono in contraddizione, si tratta di vedere quale trend si confermerà, se quello di medio/lungo periodo o quello di breve.

    Per i dettagli vedi i seguenti link:

    Articolo

    http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=ar...rticolo&back=0

    Grafici (vedere anche "Dieci anni di disoccupati")

    http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=ar...325909&chId=14


    Spero che Brunik si sbagli sulla cassa integrazione, altrimenti in autunno avremo una brutta sorpresa.
    Speriamo bene.....
    Invito a leggere il Rapporto Istat 2001, nel quale si analizzano le dinamiche occupazionali dal 1992. Si evidenzia coma la crescita occupazionale sia quasi interamente dovuta, fino al 2000, a contratti a tempo determinato o atipici, evidenzia come fosse in atto una significativa inversione di tendenza nella crescita economica mondiale e italiana.... evidenzia di come la bolla speculativa abbia rappresentato uno dei fattori più gravi che si sono riversati con effetti deprimenti sulle economie mondiali, al pari dell'apprezzamento del dollaro e la crescita del prezzo del petrolio.... di tutte queste cose brunik non ci ha mai parlato, forse perché avrebbe dovuto ammettere che le ragioni della crescita erano imputabili a fatti congiunturali.

    Qualcuno non si è mai sognato di considerare che nonostante l'economia ristagni l'occupazione ha proseguito la sua crescita, dovuto negli ultimi trimestri principalmente ai contratti a tempo indeterminato?

    Saluti

 

 
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