Si avvicina la data dell’ 8 luglio. Nella lunga e fitta agenda coi cui hanno voluto inchiodarmi ad una fitta sequela di procedimenti a mio carico per togliermi il fiato e la volontà di resistere, vedo nell’agenda la data dell’ 8 luglio. Giornata memorabile ! Dovrebbe esser ricordata come “il giorno dell’ingiustizia”. Essa racconta di come si può esser processati, nella civile Italia, per…..esser stati vittima di un reato! Non sto scherzando. E’ una vicenda di ordinaria protervia democratica, dove le leggi e il diritto sono piegati, supini e resi mezzi servili, utili solo ad una ordalia di stampo medievale dove un luteolento feudatario chiede la testa di un villano ribelle che non si piega alla sua legge che ha un solo nome: sopruso. Sfoglio questi atti processuali e medito un istante. La scacchiera metaforica dove sono schierate da un lato le forze che mi vogliono distruggere e dall’altro la piccola immagine del sottoscritto, disegnata a fronte di uno schieramento che conta procuratori della repubblica , grassi e corrotti avvocati, luridi maneggioni di questura, miserabili falsi testimoni e schifosi esseri circoncisi sullo sfondo, accompagnati in una lubrica danza oscena con altri osceni esseri incappucciati, pare destinata ad essere sopraffatta. Ma non è la prima volta che mi trovo in questa situazione. Ed ora sono, qui a renderla pubblica. E i miei avversari si agitano sulla scacchiera, come impazziti. Mi chiedo a quale proterva sinergia di luride mafie, mi debba trovare io ad esser processato e non il senatore Callegaro che ha fatto della mia rovina una delle ragioni della sua vita e la principale ragione del suo successo politico. (circoncisi e cappucci ne dovrebbero sapere qualcosa…)
Ormai molti anni fa, nel 1996, il Callegaro riuscì a farmi sospendere ingiustamente dalla professione. Non ebbe neppure a dover sudare tanto : dieci avvocati pronti a denunciarmi per fatti risibili (bisognerà pur che un giorno me ne occupi), e dieci miserabili dediti ai più luridi intrallazzi per campare, sono pur tuttavia una bella armata per far fuori un giovane avvocato solitario…
Ma, come ha scritto Robin Hood nel suo “Toghe e forchette”, all’arrembante senatore democristiano non bastava solo danneggiarmi. Doveva anche umiliarmi. Altrimenti il seggio senatoriale se lo sarebbe dovuto sognare. Non si costruisce una carriera politica se non sulla pelle di qualche sfortunato, e l’ebbro politicante doveva servire ai suoi ricchi sponsors un ricco bottino in pelli. Oltre a me mi chiedo quali altri miseri miei concittadini hanno avuto lo stesso trattamento per permettere il successo politico dell’insaziabile Kannibale... Una lunga storia di eliminazione di personalità sgradite…
La storia di questo processo è breve. È la storia di una prevaricazione indecente, che nasconde dietro a sé una manovra dai profili equivoci ed inquietanti. L’odor di mazzette è così forte che è difficile anche per il procuratore cercare di occultarlo. Nel 1996 venni sospeso per motivi ritorsivi legati alla mia attività pubblicistica. Negli ambienti giudiziari c’era il timore che venissi candidato, seppur senza alcuna possibilità di successo, con le liste del MS-FT: ciò avrebbe comportato una forte emorragia di voti dal Polo, che candidava come proprio “cavallo di razza” il Callegaro. Mi sarebbe bastato un paio di incontri televisivi per dissuadere molti elettori di destra dal votare un siffatto personaggio che si distingueva soprattutto nella “caccia al fascista”… Venne fatta una operazione di “pulizia etnica antifascista” per bloccare questo pericolo che avrebbe impedito l’ascesa del cavallo di Caligola ai seggi romani. Il noto Callegaro, poi, infatti, vinse per una incollatura di voti, circa una cinquantina scarsa, sul suo concorrente.
Le rivelazioni sulla sua attività di “Deontologo” senza scrupoli gliene avrebbe fatti perdere di più e il personaggio ora dovrebbe limitarsi a fare il vigile di quartiere, anziché il riverito senatore maneggione… Fu così che venni sospeso con una manovra che meriterà qualche pagina lanciata al vento. Ma non bastava : bisognava sputtanarmi : ed allora, ecco il Senatore prodigarsi in blandizie, titillamenti, dolci ricatti alla democristiana (accompagnati dal tenero fruscìo di banconote fresche di conio e di rapina…) ai direttori dei giornali locali affinché “strillassero” la notizia della mia sospensione ai giornali.
Nel caso dei gazzettieri valse la frase di Dante : “Più che l’Onor potè il digiuno”.
La notizia venne strillata con ampio risalto.
Pagamento pronto cassa.
Anzi, dopo le vicine elezioni…
Ma io avevo avuto informazioni precise e scritte su tutta questa vicenda. Alcuni sindacalisti della Cisnal, fra cui il coraggioso Fabrizio Schowick – poi messo in condizioni di doversene andare da Alleanza Nazionale, partito alleato al sottobosco purulento di democristiani in cui allignava come una Ammannite Falloide il senatore – che mise per iscritto una deposizione in cui affermava per certo di aver appreso presso la redazione de Il Messaggero Veneto di “forti pressioni “ del Callegaro affinché la notizia della mia sospensione venisse pubblicata con clamore. Alcuni anni dopo, convinto che i criminali se non vengono puniti prima o poi delinquono di nuovo, decisi di denunciare questo comportamento ignobile del Callegaro alla Procura.
Amico lettore, bada bene: L’individuo aveva passato ai giornali una notizia riservata ( la pendenza di procedimenti disciplinari) in veste di presidente dell’ordine degli avvocati. Aveva violato la legge sulla tutela della privacy di un iscritto a tale associazione (cioè io) ed aveva compiuto un grave abuso d’ufficio. Un’altra persona avrebbe per questo fatto conosciuto la frescura delle manette e la gioia della radiazione dall’albo. Sono reati gravissimi ed ignobili, che si pagano con anni di galera. Ma chi si avvale dell’amicizia di circoncisi e incappucciati, può anche fregarsene della legge. Ma c’è di più: non si tiene un procuratore della repubblica sul libro paga solo per archiviare le gravi denunce di un fascista rompiballe che incrina gli equilibri di santa Democrazia delle Mazzette.
Che diamine!
Il mostro fascista potrebbe riprovarci e magari la querela finire sulla scrivania di un procuratore che non è sul libro paga… Meglio quindi non correre rischi : rapida archiviazione della scomoda querela, senza ascoltare nessuno dei numerosi testi indicati dall’avvocato Longo che avrebbero portato di filato all’incriminazione del senatore (non sia mai, ad un democratico di provata fede!) e… incriminazione per calunnia (quale poi?) dell’avvocato Longo... così la smette di chiedere giustizia contro i nostri Sacri Abusi Democratici! E lo manda pure in galera, cosa che fa molto piacere agli sponsors circoncisi ed incappucciati… E così, amico lettore, pur avendo io ragione da vendere, pur avendo le prove della colpevolezza di quel figuro, anzichè esser lui a comparire davanti alla giustizia, dovrò esserlo io…
Giustizia democratica. Mi ricorda Esopo: Superior stabat lupus…
Ma la partita non è mica finita. Non ho nessuna intenzione di abbandonarla: come sempre l’arroganza del potere si accompagna alla stupidità. Tutto preso dal sacro fervore di vendicare le terga del senatore, il “rasputin “ delle procure ha dimenticato una cosa: se mi processa, allora sarà inevitabile che io porti davanti al giudice i miei testimoni… Non solo sarò assolto, ma dimostrerò anche la colpevolezza del senatore che potrebbe anche vedersi inquisito in “zona Cesarini” e in pieno mandato elettorale... Qualcuno si è accorto della idiozia di chi ha ordito tale selvaggia vendetta nei miei confronti e ha predisposto qualche controreazione. Nuove pedine sono state schierate sulla scacchiera processuale... Non vedo eroi (la democrazia non ne ha…), non vedo alfieri o cavalieri, ma solo quattro sicofanti prezzolati in cerca di un pugno di monete in cambio di un mucchio di maldicenze... Ma intanto i miei testi sfileranno davanti al Tribunale per inchiodare l’obeso senatore alle sue responsabilità politiche, professionali e giudiziarie… Sarà giustizia? Essendo in democrazia ne dubito molto. Sicuramente Rasputin avrà qualche altra mossa…
Ormai, dopo la mobilitazione generale delle già agitate truppe cammellate di Sion, mi aspetto di tutto. La scacchiera sta diventando un po’ affollata dinanzi a me… Bisognerebbe farla saltare per aria. E così ho deciso, per intanto, di delegittimare questo tribunale di merda, che processa gli innocenti e manda in senato (non in galera) i criminali. Il tribunale sarà delegittimato a suon di istanze alla Corte di cassazione per trasferire il processo.
L’udienza salterà.
La scacchiera non è più tanto solida e le truppe avversarie rivelano qualche insicurezza.
Chiudo la pagina del mio calendario.
Questa è una guerra che durerà per tutta una vita...
Pordenone, 23.06.2003
Edoardo Longo
longo.e@libero.it




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