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Discussione: Nagott

  1. #11
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    In origine postato da asburgico
    Essendo entrambi due pronomi indefiniti, e ricordiamo che la differenza tra alcuno e nessuno è alquanto sottile, mi pare che il mio dubbio sia più che legittimo.
    Certo, c'è la possibilità che vi sia un legame tra il termine svedese e quello lombardo. Ma ritengo molto più probabile che si tratti di un latinismo nella lingua svedese piuttosto che uno "svedesismo" nel dialetto lombardo. Del resto, le lingue scandinave, come tutte le altre lingue europee (a parte il finnico), sono piene di latinismi.
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

  2. #12
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    In origine postato da Fenris
    Certo, c'è la possibilità che vi sia un legame tra il termine svedese e quello lombardo. Ma ritengo molto più probabile che si tratti di un latinismo nella lingua svedese piuttosto che uno "svedesismo" nel dialetto lombardo. Del resto, le lingue scandinave, come tutte le altre lingue europee (a parte il finnico), sono piene di latinismi.
    Non sono d'accordo. Aldilà del caso particolare in questione non trovo così improbabile che svedese e dialetti padani abbiano delle parole in comune, non sottoforma di "svedesismi" ma in quanto lascito delle lingue paleo-germaniche (un termine che mi sono inventato io per rendere l'idea) parlate sia dai paleo-svedesi che dai longobardi (la cui origine, forse mitica, si fa risalire alla penisola scandinava).

  3. #13
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    In origine postato da asburgico
    Non sono d'accordo. Aldilà del caso particolare in questione non trovo così improbabile che svedese e dialetti padani abbiano delle parole in comune, non sottoforma di "svedesismi" ma in quanto lascito delle lingue paleo-germaniche (un termine che mi sono inventato io per rendere l'idea) parlate sia dai paleo-svedesi che dai longobardi (la cui origine, forse mitica, si fa risalire alla penisola scandinava).
    Le lingue scandinave odierne derivano tutte dall'antico norreno (praticamente il latino del Nord). La lingua islandese in particolare, per via dell'isolamento del Paese rispetto agli altri scandinavi ed al resto d'Europa, è rimasta praticamente immutata negli ultimi 1000 anni (contiene addirittura due caratteri runici), al punto che gli islandesi riescono a leggere senza problemi gli scritti in antico norreno. Insomma, è come se in una qualche regione di'Italia si parlasse ancora latino.

    Ora, in islandese l'equivalento del "något" svedese è "eitthvað", che come vedi è completamente diverso. Per questo ritengo che la parola svedese in questione sia un latinismo.
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  4. #14
    PADANIA LIBERA!
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    Predefinito Re: Re: Re: Nagott

    In origine postato da Landser
    Autari... non credo che collegare i nostri dialetti celto-germanici all'occupazione romana sia una mossa molto perspicace...

    Beh,gran parte delle nostre lingue e dialetti ha origine latina,il Piemontese,il friulano ad esempio.Sono lingue nate dall "incrocio" tra latino e parlate celtiche,ma hanno preso da entrambe.
    Saluti Padani

  5. #15
    allevatore
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    In origine postato da Fenris
    Le lingue scandinave odierne derivano tutte dall'antico norreno (praticamente il latino del Nord). La lingua islandese in particolare, per via dell'isolamento del Paese rispetto agli altri scandinavi ed al resto d'Europa, è rimasta praticamente immutata negli ultimi 1000 anni (contiene addirittura due caratteri runici), al punto che gli islandesi riescono a leggere senza problemi gli scritti in antico norreno. Insomma, è come se in una qualche regione di'Italia si parlasse ancora latino.

    Ora, in islandese l'equivalento del "något" svedese è "eitthvað", che come vedi è completamente diverso. Per questo ritengo che la parola svedese in questione sia un latinismo.
    Sinceramente la mia conoscenza riguardo alle lingue scandinave è piuttosto limitata, ho sempre saputo che esse appartengono al ceppo delle lingue germaniche e questo mi pare più che evidente osservando i numerosi vocaboli (latino a parte) in comune con l'inglese o il tedesco e notando anche la somiglianza nelle strutture sintattiche e grammaticali. Ho anche letto che le antiche parlate dei popoli germanici settentrionali (es. Longobardi) erano molto simili a quelle delle popolazioni che vivevano nella penisola scandinava. Ribadisco, aldilà del caso trattato in particolare, non trovo affatto fuori da ogni logica pensare che un vocabolo utilizzato da un popolo della germania settentrionale 2000 anni fa possa essere oggi utilizzato sia nei dialetti lombardi che nello svedese. Cmq forse tu non hai bene inteso il significato del mio post iniziale, che non era quello di dimostrare la presenza diun vocabolo scandinavo nei dialetti lombaardi, ma piuttosto quella di dimostrare la presenza di un vocabolo paleo-germanico sia nei dialetti lombardi che in un lingua scandinava. Ciò non toglie che molto probabilmente la spiegazione più plausibile sia quella presentata da Autari ma questo non esclude che esistano esempi a suffragio della mia teoria. Certo il tempo non ci è amico dato che le voci dialettali più arcaiche stanno velocemente scomparendo dall'uso comune.

  6. #16
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    In origine postato da asburgico
    Sinceramente la mia conoscenza riguardo alle lingue scandinave è piuttosto limitata, ho sempre saputo che esse appartengono al ceppo delle lingue germaniche e questo mi pare più che evidente osservando i numerosi vocaboli (latino a parte) in comune con l'inglese o il tedesco e notando anche la somiglianza nelle strutture sintattiche e grammaticali. Ho anche letto che le antiche parlate dei popoli germanici settentrionali (es. Longobardi) erano molto simili a quelle delle popolazioni che vivevano nella penisola scandinava. Ribadisco, aldilà del caso trattato in particolare, non trovo affatto fuori da ogni logica pensare che un vocabolo utilizzato da un popolo della germania settentrionale 2000 anni fa possa essere oggi utilizzato sia nei dialetti lombardi che nello svedese. Cmq forse tu non hai bene inteso il significato del mio post iniziale, che non era quello di dimostrare la presenza diun vocabolo scandinavo nei dialetti lombaardi, ma piuttosto quella di dimostrare la presenza di un vocabolo paleo-germanico sia nei dialetti lombardi che in un lingua scandinava. Ciò non toglie che molto probabilmente la spiegazione più plausibile sia quella presentata da Autari ma questo non esclude che esistano esempi a suffragio della mia teoria. Certo il tempo non ci è amico dato che le voci dialettali più arcaiche stanno velocemente scomparendo dall'uso comune.
    Bè, sulle lingue della Germania settentrionale di 2000 anni fa non ho nessuna preparazione, quindi non mi pronuncio. Non trovo neanch'io fuori da ogni logica l'associazione che fai tu, rispondevo solo nella fattispecie del vocabolo in questione. Del resto, è probabile che, come le lingue egrmaniche sono state influenzate dal latino, queste abbiano lasciato qualche traccia nei dialetti delle zone dove tali popolazioni sono arrivate. ma questo richiede studi più approfonditi di quelli che si possono fare in questa sede.

    In quanto alle lingue scandinave, è vero che sono lingue germaniche, grammaticalmente, sintatticamente ecc., ma hanno anche delle peculiarità a sè stanti, sia dal punto di vista grammaticale (l'uso dell'articolo è diverso da quello delle altre lingue germaniche e latine, sono lingue cosiddette "parzialmente agglutinanti", ossia, in alcuni casi l'articolo non è una particella separata dal sostantivo e posta prima di esso, ma una desinenza del sostantivo stesso), sia dal punto di vista del vocabolario (ad esempio, in norvegese "sera" si dice "kveld", che non mi risulta avere nessun corrispondente in altre lingue germaniche). E adesso mi fermo che se mi metto a parlare delle lingue scandinave non smetto più!
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  7. #17
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    La lingua dei Longobardi
    da http://www.melegnano.net/spie0006bb.htm

    Il mistero della lingua dei longobardi è quasi fitto come quello dell’etrusco.
    I Longobardi, che hanno lasciato numerose parole in eredità alla lingua italiana non sono passati "inosservati". In Friuli ad esempio, oltre a 232 toponimi, esistono numerosi vocaboli di tale origine. Ecco quindi che troviamo la parola jökull, che sta per "capretto", oppure scroc, il caratteristico berretto di lana in uso nelle zone montane, che deriva da krokfelar, copricapo delle donne sposate usato in Scandinavia, terra originaria dei Longobardi. Anche i caratteristici nastri alla cintola adoperati, fino a pochi decenni fa, dalle donne maritate hanno origini longobarde. Poi c'è il ragnarök, terreno di una zona di pendìo, sul quale si crea, al momento del disgelo primaverile, una situazione di sassi, fango e detriti. Questo termine proviene da "regana", divinità delle acque, da cui il toponimo Reana del Rojale. Altre parole in lingua friulana di derivazione longobarda: crùchigne (stampella), gruse (crosta del sangue raggrumato sulla pelle), flap (floscio), bleòn (lenzuolo), stortheais (il gocciolio delle grondaie), garsona (ragazza, figlia). Ma del longobardo sono ancora in uso molte parole, sia pur modificate nella pronuncia e nella grafia, come "grinta" da "ghign", "topich" (inciampo, ostacolo), "sgurà" (lavare con energia), "müchela" (smettila, proveniente dall’originario mozzare), "magon" (afflizione), "bicocca" (tugurio, casa precaria) che nell’etimo stava ad indicare una costruzione provvisoria, solitamente le torrette militari di avvistamento. Ma simpaticamente longobardi sono anche alcuni modi di dire: "andà in vacca", che non necessita di spiegazioni, oppure "in truscia" (andare di fretta).

  8. #18
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    In origine postato da asburgico
    Cmq forse tu non hai bene inteso il significato del mio post iniziale, che non era quello di dimostrare la presenza diun vocabolo scandinavo nei dialetti lombaardi, ma piuttosto quella di dimostrare la presenza di un vocabolo paleo-germanico sia nei dialetti lombardi che in un lingua scandinava. Ciò non toglie che molto probabilmente la spiegazione più plausibile sia quella presentata da Autari ma questo non esclude che esistano esempi a suffragio della mia teoria. Certo il tempo non ci è amico dato che le voci dialettali più arcaiche stanno velocemente scomparendo dall'uso comune.
    Anche in Piemontese(che è una lingua e non un dialetto:-) ) ci sono molte parole derivanti direttamente dal germanico....come ad esempio
    GRATE'(rubare) che deriva dal germanico Kratzen,rubare
    GERBa(covone di grano),dal germanico garba
    GRIGNE'(ridere) da germanico grinam

    eccecc....Il Piemontese(lingua neolatina occidentale) è piena di parole di origine (oltre a latina e celtica) spagnole,longobarde,francese e tedesco antico....e la stessa cosa credo riguardi anche le altre lingue e dialetti....
    Saluti Padani

  9. #19
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    Interessante stralcio, ma ci sono due particoalrità che mi hanno sorpreso.

    1) la parola "jökull" esiste tuttora in islandese, scritta esattamente nello stesso modo, ma significa tutt'altro che capretto. Infatti si traduce con "ghiacciaio".

    2) la parola "ragnarök" è un termine preso pari pari dalla mitologia scandinava e rappresenta la battaglia finale tra "il bene" ed "il male", praticamente l'apocalisse dei miti nordici. Come ha fatto ad arrivare nel friulano identica, ma con il significato completamente stravolto?
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