Marzo 1992. In piena campagna elettorale per le politiche, dopo il lavoro, faccio il mio solito giro con manifesti e colla. In una postazione trovo i manifesti staccati e strappati. Li riattacco. Ripasso dopo una mezz'ora e i manifesti, ancora "freschi", sono a terra strappati. Riattacco i manifesti, parcheggio la macchina ad un centinaio di metri e mi "apposto". Dopo 5 minuti un gruppo di ragazzini di 10/12 anni si avvicina ai cartelloni e inizia a strappare i manifesti. Li lascio fare per un pò quindi mi dirigo verso di loro: "Ohé, cosa state facendo?". Terrorizzati mi guardano e balbettano qualcosa; alla fine capisco (facendo sforzi sovrumani per rimanere serio): i ragazzini staccavano i manifesti, ritagliavano alla belle e meglio i simboli della Lega e li mettevano ad asciugare al sole. A quel punto, serissimo, gli dico: "Siete Leghisti?". "Tutti" - mi rispondono. Vado in macchina, prendo un pacchettino di adesivi e glieli dò (per loro erano tante pepite d'oro). "Mi raccomando ragazzi, i manifesti devono rimanere su, settimana prossima vi porto ancora un pò di adesivi, ma controllate che nessuno li stacchi". Sono ripassato più volte da quella postazione, una piazzetta a fianzo del municipio, i ragazzini erano sempre lì con le loro biciclette "a fare la guardia", come mi dicevano loro.
Questo era il clima del '92, la Lega non era ancora esplosa ai suoi massimi livelli ma si avvertiva un'atmosfera unica: anche i bambini avevano percepito che si trattava di qualcosa di positivo, di diverso, di bello.
Su questo forum ci sono tanti delusi per eccesso di padanità (è un complimento), vi capisco. Io ancora oggi vado ad attaccare i manifesti e mi dò da fare. Ogni volta penso a quell'episodio e continuo a sperare che, prima o poi, un gruppo di ragazzini mi strappi i manifesti per ritagliare il simbolo del Movimento.




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