La Lega riconferma il capogruppo di Montecitorio, eletto personaggio del mese. La battuta dei colleghi: "Il presidente c'era, c'é e ci sarà".
ROMA - E' il leghista "gagliardo" più amato dal Senatùr. 48 anni, medico chirurgo di Brescia, Alessandro Cé è l'anima di lotta della Lega. La settimana scorsa è riuscito in soli dieci minuti a scagliarsi contro l'intero arco istituzionale. Ha messo sulla stessa sponda gli scafisti e il Vaticano, dichiarato senza tanti giri di parole che la Caritas "mangia" sull'assistenza agli immigrati. Ha licenziato il ministro Pisanu, urlandogli di "cambiare mestiere". Metà Polo vorrebbe invece spedire lui a casa. Tra i suoi nemici giurati ci sono i centristi. D'Onofrio non lo può vedere: "Se è una persona che ha il senso della dignità, ritengo che debba dimettersi". Giovanardi lo considera un "caso umano". Anche Storace lo tiene a distanza: "Con lui non berrei neanche un caffè".
Per le bordate all'indirizzo del Viminale si beccò persino il rimbrotto di Berlusconi che in aula, all'opposizione che lo incalzava, chiese di distinguere tra teatro e realtà. "C'è chi usa il fioretto e chi la scimitarra", disse il premier.
Anche in quella occasione Cé non inarcò un sopracciglio: "Ieri penso di aver fatto un discorso serio condiviso unanimemente dal mio gruppo parlamentare, per cui non credo che sia questa la forma di teatro. Poi non so se si riferiva al mio intervento o meno".
La cronaca politica l'ha eletto personaggio del mese. Tra i tanti ultimatum, ha annunciato anche il disimpegno dal governo: "La Lega si considera con le mani libere". Per giorni ha giocato di sponda con Bossi, vestito i panni del "kamikaze" sui clandestini, sulla devolution, sulla verifica. E poi, puntualmente, le sue minacce venivano dissinescate dal capo. Bossi appunto, che di Cé ha bisogno come di un comico della spalla.
"Presidente c'era, c'é e ci sarà". E' la dedica scherzosa che i deputati della Lega gli hanno rivolto oggi dopo averlo rieletto presidente del gruppo a Montecitorio. Perché serve sempre tenere alta, molto alta, la tensione. E sotto questo punto di vista Cé, il gagliardo, non tradisce mai.
(2 LUGLIO 2003, ORE 180)


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