Giovedì 3 Luglio 2003 - 11:48 A. L.
La casta padrona.
Sarà che la categoria è continuo bersaglio degli strali del presidente del Consiglio, fatto sta che i magistrati hanno ottenuto dal governo un consistente regalo: i loro stipendi sono stati aumentati di un bel 12,4 per cento. Niente male visto che l’aumento dell’inflazione, per un comune cittadino italiano (quindi non magistrato e non politico), è stato quest'anno dell’1 per cento circa.
Eh sì, la categoria professionale che più turha i sonni di Silvio Berlusconi ha ottenuto dal ministero dell'Economia un cadeau di tutto rispetto, ma questo gesto ha visto una immediata e non proprio soddisfatta replica dei diretti interessati. "L'aumento effettivo sarà in realtà del 5 per cento” ha infatti rettificato il presidente del Comitato di coordinamento tra le magistrature e l'avvocatura dello Stato, Edmondo Bruti Liberati. Non solo, secondo Liberati l’incremento è stato un atto dovuto, determinato in relazione agli aumenti già riconosciuti ad altre categorie del pubblico impiego. Saranno quindi contenti, ad esempio, gli insegnanti, che a fronte di aumenti dell' ordine di poche decine di vecchie lire nella loro busta paga vedranno la retribuzione dei magistrati aumentare del tanto che occorrerebbe ad un italiano medio per pagare l'affitto di una casa decente.
Ma lorsignori, gli 8334 magistrati in servizio più i 5000 esonerati per i motivi più disparati, non sono evidentemente soddisfatti. Non gli basta aver preteso e ottenuto, qualche anno fa, di agganciare le loro retribuzioni a quelle dei parlamentari. Deve essere una deformazione professionale questa smania di ottener niente di meno di ciò che spetta ai "rappresentanti del popolo“. Anzi, di farne le veci.
Dopotutto molti di loro, emettendo sentenze che hanno la chiara intenzione di influenzare la vita del Paese, fanno politica dai banchi dei loro tribunali. Pretendere una retribuzione adeguata a chi decide delle italiche sorti gli parrà il minimo.
Rinascita




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