E dopo la bolgia di ieri, stasera me lo vedrò dal vivo...
![]()
E dopo la bolgia di ieri, stasera me lo vedrò dal vivo...
![]()
Imponente il palco: 100 metri per 20 e altri 30 d'altezza
Vasco accende San Siro. «E' un mito»
In 80 mila al concerto. Fan anche dall'America. Le proteste degli abitanti: troppo rumore, tremavano le case
«Benvenuti. Bentornati. Benarrivati. Finalmente a San Siro». E ottantamila persone rispondono. Pronte a cantare in coro ogni strofa di ogni canzone. Sono arrivati da tutta Italia. In treno, in aereo, in macchina. Prendendo d'assalto la città fin dalle prime ore del mattino, riempiendo la stazione Centrale, i treni della metropolitana, i tram, i bar. E, naturalmente, il piazzale davanti a San Siro.
Aspettando, tra cori, striscioni e lattine di birra, le 15,30, orario di apertura dei cancelli. Intorno, decine di poliziotti e carabinieri. Un centinaio di vigili impegnati, dalla mattina fino a tarda notte, a dirigere il traffico intorno al Meazza e a tenere piazza Axum libera dagli ambulanti abusivi. Mentre gli abitanti di San Siro attaccano quello che hanno ribattezzato «Titanic concert». E protestano contro l'«effetto terremoto» per tutto lo show. Decine e decine di telefonate al centralino dei vigili urbani per il suono troppo alto. «Veniamo da California, ma nonni di Udine. Negli States Vasco conosce pochi, ma noi amiamo molto». Anche dall'America sono arrivati. E dalla Sicilia, dalla Sardegna, da tutta Italia. Gruppi di ragazzi — trentacinque amici di Treviso vestiti con la stessa maglietta verde fatta apposta per l'occasione — ma anche coppie di adulti che si sono innamorati con le note di «Silvia» e «Siamo solo noi». C'è una donna incinta di tre mesi e mezzo, «così il piccolino si abitua subito», adolescenti che conoscono solo l'ultimo album del Blasco e che pensano che «Generale» sia una sua canzone, giovani già ubriachi fin dalle prime ore del pomeriggio e impiegati in cravatta appena usciti dal lavoro. Qualcuno cerca ancora i biglietti davanti ai cancelli. Subito accontentati: i bagarini offrono ingressi anche a 150-200 euro. Ma il rischio della truffa è alto. E molti malcapitati, passando il biglietto sotto la macchinetta per entrare, hanno una brutta sorpresa. Il tagliando è falso, non si passa: «Che sciagura. E adesso? Tutti quei soldi buttati via. Vediamo se c'è qualcuno che ce ne vende di giusti».
E, superato il brutto colpo, via, alla ricerca di altri ingressi: «Ormai ci siamo e si vede il concerto. A tutti i costi». Finalmente si entra: i più accaniti, quelli in piedi dalle 4 del mattino, corrono sul prato, cercano il posto migliore, qualcuno si perde, altri vengono fermati dalla polizia ai cancelli, altri, sotto il palco, iniziano a gridare «Vasco, Vasco». Dallo stadio si leva un boato, le signore con i sacchi della spesa salgono sul tram 24 e domandano: «Cos'è tutta questa gente?». San Siro si riempie, sembra non contenere più uno spillo. La gente continua ad arrivare, fino all'ultimo. Il clima è fresco, il palco, anche vuoto, incanta tutti con i suoi 100 metri per 20, i 350 fari, i 500 punti luce, per un totale di un milione di watt. Finalmente arrivano le 19.15. Sul palco salgono gli Articolo 31, i ragazzi si scaldano, gli adulti un po' meno, ma intanto la febbre sale. E alle 21 Vasco arriva. E incanta tutti.
E, superato il brutto colpo, via, alla ricerca di altri ingressi: «Ormai ci siamo e si vede il concerto. A tutti i costi». Finalmente si entra: i più accaniti, quelli in piedi dalle 4 del mattino, corrono sul prato, cercano il posto migliore, qualcuno si perde, altri vengono fermati dalla polizia ai cancelli, altri, sotto il palco, iniziano a gridare «Vasco, Vasco». Dallo stadio si leva un boato, le signore con i sacchi della spesa salgono sul tram 24 e domandano: «Cos'è tutta questa gente?». San Siro si riempie, sembra non contenere più uno spillo. La gente continua ad arrivare, fino all'ultimo. Il clima è fresco, il palco, anche vuoto, incanta tutti con i suoi 100 metri per 20, i 350 fari, i 500 punti luce, per un totale di un milione di watt. Finalmente arrivano le 19.15. Sul palco salgono gli Articolo 31, i ragazzi si scaldano, gli adulti un po' meno, ma intanto la febbre sale. E alle 21 Vasco arriva. E incanta tutti.
Non appena si alzano le note di «Credi davvero», ottantamila persone iniziano a cantare. All'unisono. Lo stadio trema per Ti prendo e ti porto via. I telefonini rimangono accesi per far ascoltare le canzoni più belle agli amici. Gli accendini si alzano al cielo per «Ogni volta» e due ore e mezzo di spettacolo volano via, tra successi come «Splendida giornata», «Liberi liberi», «Una canzone per te». Vasco è in formissima, ipnotizza tutti con la sua musica. Ringrazia, e saluta il suo pubblico. Anche se alle 23.30 tutto tassativamente deve finire. Serviranno alcune ore per far uscire tutti dallo stadio, i vigili impegnatissimi fino a tarda notte, gli abitanti del quartiere ancora una volta sul piede di guerra contro gli 80 decibel del concerto. La protesta del «Gruppo verde San Siro» dura infatti per tutto lo show, con i residenti fermi sul ballatoio di un palazzo di via Dessiè 15. Pronti a calcolare le vibrazioni causate dagli enormi amplificatori. I fan escono lentamente e sembrano non voler lasciare il piazzale. Si abbracciano esausti. Qualcuno si massaggia la gola per aver cantato troppo, altri si raccontano le emozioni provate durante il concerto. Molti camminano silenziosi. Per fissare le emozioni di una giornata indimenticabile.
Vasco Rossi, venerdì 4 (supporter Articolo 31), sabato 5 (supporter Irene Grandi) e martedì 8 (supporter Anouk), stadio San Siro. Apertura cancelli ore 16, inizio concerti dei supporter ore 19.30, inizio concerti di Vasco Rossi ore 21. Tel. 02.53.00.65.01, biglietti esauriti
![]()


PRESENTE!


Che bello....mi sarebbe piaciuto anche a me esserci


Che tristezza, vent'anni fa Rossi era una cosa seria, cantava canzoni serie ed aveva un pubblico serio; ora è diventato l'idolo di ragazzine tamarre, padanogeni e destrorsi...Originally posted by Iena Plissken
E dopo la bolgia di ieri, stasera me lo vedrò dal vivo...
![]()
Poveri noi...


Senza contare che per fare sti merda di concerti mi sputtanano San Siro...


ahah destrorsi e padanogeni....chissà che c'entra...Originally posted by Il_Siso
Che tristezza, vent'anni fa Rossi era una cosa seria, cantava canzoni serie ed aveva un pubblico serio; ora è diventato l'idolo di ragazzine tamarre, padanogeni e destrorsi...
Poveri noi...![]()
![]()


Che venticinque anni fa il pubblico di Rossi erano ragazzi di estrema sinistra, ora sono tamarri e tamarre, padanogeni come Iena e destrorsi come te.Originally posted by O'Rei
ahah destrorsi e padanogeni....chissà che c'entra...![]()
![]()


bah...tutte ste cazzate per me siamo tutti uguali, te fai distinzioni anche su chi piscia di fuori dal vaso....Originally posted by Il_Siso
Che venticinque anni fa il pubblico di Rossi erano ragazzi di estrema sinistra, ora sono tamarri e tamarre, padanogeni come Iena e destrorsi come te.![]()
Poi non capisco perchè questo cambiamento, non mi sembra che Vasco Rossi in questi ultimi anni abbia appoggiato Berlusconi e poi la musica è musica, non è politica, i tuoi discorsi sono ridicoli
Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0