Domenica sera, approfittando di una serata finalmente serena, ho organizzato un barbecue a cui erano invitati una dozzina di amici, in buona parte ricercatori presso il mio istituto. Molti di loro erano logicamente tedeschi, poi c'erano un'italiana, una francese, un austriaco, un'americana e una spagnola.
Dopo aver accennato un discorso di politica e dopo aver fatto capire ai miei ospiti che non avevo voglia di parlare ancora di Berlusconi e dei suoi "camerieri", nè di quanto manchi la libertà di stampa in Italia (la ARD aveva appena mostrato Mentana che mentre copriva il Cavaliere con scuse patetiche "abbiamo un gravissimo problema tecnico e non possiamo mandare, proprio questa sera, i servizi da Strasburgo" tra gli sghignazzi degli anchormen tedechi)... la cena andava per il meglio. Il ragazzo austriaco, un nuovo arrivato, ad un certo punto ha attaccato "...insomma voi italiani sarete felici che c'è Berlusconi che pensa per voi così potrete stare più tempo in pizzeria a fare le pizze come probabilmente la tua mamma faceva..."
Non ha finito la sua frase.
Tra gli altri ospiti si è creato un momento di gelo, io mi sono avvicinato, gli ho preso la sua birra (una Flens, di quelle col tappo in ceramica attaccato al collo) gliela ho richiusa e gli ho detto che purtroppo non so fare la pizza... e mi reputo un buon cuoco, ma la pizza proprio non mi riesce... e nemmeno a mia madre, che avrà cucinato venti volte nella sua vita, è mai riuscita, neppure quando da bambino, per gioco, provavamo a farla insieme. Ho aggiunto che mi dispiace sinceramente non esserne capace, e che ho come l'impressione che sia una mancanza genetica... la mia famiglia, milanese, nata troppo lontana dal mare, non ha questo estro nel suo codice, e un po me ne vergogno. Ho aggiunto che spero che un giorno, magari con maggiore educazione, potrà di nuovo essere mio ospite e l'ho invitato ad andarsene.
Due miei cari amici tedeschi lo hanno raggiunto quando era già fuori di casa e lo hanno rimproverato duramente ed invitato a ritornare ed a scusarsi, cosa che lui ha fatto con grande umiltà. A questo punto gli ho offerto una nuova birra e la cosa é morta lì.
Prima cosa: non credo di avergli insegnato nulla, e non voglio insegnare nulla citando questa storia.
Seconda cosa: mai, in tre anni di vita amburghese, avevo avuto a che fare con qualcuno che mi desse del pizzaiolo gratuitamente, è anche vero che i bavaresi e gli austriaci sono diciamo più portati a queste devianze, rispetto agli amburghesi, ma non è una scusa.
Terza cosa: é apparso a tutti chiaro che il discredito che ci é piovuto addosso dopo le sparate del nano sia direttamente collegato agli sfottò... Ma non serviva un insulto a me per farmi capire che oggi, come italiano, valgo un decimo di due anni fa, quando il nano per fortuna non c'era ancora.
Saluti




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Nobis ardua
