Originally posted by Pasquin0
io non credo che poggibonsi sia una città reale.![]()
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Ecco, stai attentoOriginally posted by marcejap
Passò tempo fa da Fi, e lo sentiì per mezza mattinata dalle mie parti.
Se ripassa correrò fuori con un paio di forbici che sono veramente da arrotare. Sarà dura perchè viaggia sempre a forte velocità. Forse ripassa successivamente. Però sono propenso a credere che XT abbia ragione riguardo al segnale in codice per "mogliettine" disponibili.
Mmmh, ora che ci penso, io sono sposato da poco...
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"Senta, c'ho la cucina a gasse che non funziona bene. Me la viene a dare una revisionatina??"
"Cerrrrto, signora. Subito!"
ZAC! E uno si trova cervo a primavera![]()
"Preoccuparsi e' inutile. Infatti se esiste una soluzione al problema non ha senso preoccuparsi. E se la soluzione non esiste allora perche' preoccuparsi?" - Ignoto.


Un po' come il fiorentino Polvere, cenciajuolo, robivecchi, ma anche esperto antiquario, uno de' più noti protagonisti - assieme a Gano i' dduro di San Frediano, alla Sora Alvara e al Nonno Pilade - dell'intramontabile saga del Grillo canterino. Girava per le vie della città, questo Polvere, canterellando con voce stonata e sguajata Viva la pappa col po-po-pomodoro; propagandava la sua merce e cercava, nelle case (possibilmente di donne), mobili vecchi da rivendere. Soprattutto letti. Letti a due piazze con le... palle di ottone. Letti che, prima di acquistare per rivendere, voleva... provare egli stesso. E ovviamente non da solo.
Saliva negli appartamenti delle signore per tastare il terreno - così diceva - e poi... approfittava anche per tastare qualcos'altro.
<<Spose! E' arrivato i' Ppolvere!>>


Dal sito Www.CoopFirenze.It
Donne, c'è l'arrotino!
Storie di venditori ambulanti nella Firenze dell'800
di Riccardo Gatteschi
Gli abitanti di qualsiasi città si lamentano spesso dei rumori assordanti che affliggono ogni centro abitato, causati in genere dal traffico. Ma i cronisti del passato, quando il motore a scoppio non c'era ancora, descrivono città non meno caotiche e rumorose di quelle di oggi. Se si pensa alle centinaia e centinaia di carri e carretti che, in un centro di medie dimensioni come Firenze, percorrevano incessantemente le strade e alle urla che i conducenti dovevano lanciare contro i pedoni riluttanti a farsi da parte, e contro i loro stessi animali, poco propensi a procedere speditamente, si può arguire come anche allora una città potesse essere davvero assordante.
C'era anche dell'altro: ogni mattina decine e decine di venditori ambulanti battevano la città a tappeto, annunciando la loro presenza con alte grida. Passava il cocciaio tirando un carretto carico di terraglie di ogni genere: "Donne venite, è arrivato il cocciaio!", era il suo modo di presentarsi. Poi passava l'ombrellaio che faceva sapere di essere in grado di riparare sul posto qualsiasi tipo d'ombrello. E poi l'arrotino: se in epoche più remote si spostava con un carretto sul quale era fissata una mola da azionare a mano, in tempi più recenti usava una bicicletta sul davanti della quale era applicata una ruota in pietra, collegata ai pedali con una cinghia. "E' arrivato l'arrotino! Portate coltelli, forbici, mannaie!", era il suo grido.
Non mancavano, in ogni rione, i friggitori di sommommoli o di roventini, i venditori di focacce - "Ce l'ho con l'olio!" - di gelati nella stagione calda, di caldarroste nel periodo invernale.
Lo stagnino era l'ambulante che doveva trasportare il carico più pesante e spesso usava un carro trainato da un asino o da un cavallo. Il suo compito era quello di riparare brocche per l'acqua, pentole di metallo, i paioli che si appendevano ai caminetti. Il seggiolaio, dopo aver annunciato a gran voce il suo arrivo, si metteva a rimpagliare le sedie sul margine della strada, come se si trovasse all'interno della sua bottega.
Spesso ci si poteva imbattere, nelle piazze principali dove transitava un maggior numero di persone, nei cosiddetti "ciarlatani", giovani senza arte né parte ma dotati di voce possente e parlantina sciolta. Qualsiasi prodotto vendessero, dalle stoviglie agli utensili da cucina, il loro frasario non cambiava: "Gente, oggi son qui, in questa pubblica piazza, per farvi un regalo! Di tutta la roba che vi offro ne pagate solo la metà. Se vale cento, non ve la do per novanta e nemmeno per ottanta. Ma che dico? Neanche per settanta. Oggi mi voglio rovinare: datemi cinquanta e non se ne parli più!"
Ad addolcire un poco il frastuono delle mille voci che si rincorrevano e si intrecciavano fra le botteghe, le bancarelle, le case e la gente per strada, ogni tanto facevano la loro apparizione i musicanti, spesso ciechi: suonatori di violino, di fisarmonica o di mandolino che giravano per la città ripetendo continuamente il loro scarno repertorio. E tutt'intorno si radunava subito un gruppo di persone - più che altro ragazzi - che si dileguavano appena uno dei musicanti si faceva avanti con il cappello in mano.
Forse l'ultimo retaggio di quella civiltà è costituito da quell'ambulante, tuttora presente in alcune vie o piazze di Firenze, che vende trippa e lampredotto caldi.
Quasi sconosciuto in altre parti d'Italia, il "trippaio" esercita oggi il suo mestiere come il suo progenitore di cento anni fa: uguali gesti per estrarre il pezzo fumante di trippa dal pentolone che è a bollire fin dal primo mattino, stessi "semelli" o fette di pane sui quali viene sminuzzata la porzione di trippa ben speziata e poi, a richiesta, insaporita con della salsa verde. Qualcosa, certo, è cambiato in questi ultimi decenni: il mezzo di locomozione. Se prima i fornelli e il marmo sul quale si tagliava il pane, e lo si riempiva, trovavano posto in un carretto sormontato da un ampio ombrellone, oggi la bancarella è quasi sempre ricavata in un furgoncino. Il trippaio arriva sul posto, parcheggia il veicolo, solleva una fiancata che farà da tettoia e all'interno è già tutto predisposto, dal fornello a gas all'illuminaz ione elettrica, dalla bilancia al registratore di cassa.


5 - io credo tu abbia qualche problema mentale. Fatti vedere da uno bravo.Originally posted by Pasquin0
4- io non credo che poggibonsi sia una città reale.
ULTRAS MODUS VIVENDI


Aug...l'arrotino è quello che in maniera ambulante ti rifà la lama ai coltelli o alle forbici, e alle volte aggiusta anche gli ombrelli....io non ricordo di averlo mai sentito dalle mie parti, so però che esiste e che gira ancora....