ROMA - Anche il futuro da precari. Dopo anni di lavoro e contributi versati, nel domani dei Co.Co.Co - la sigla che raccoglie l' esercito di 1.890.000 collaboratori coordinati e continuativi - si prospetta una pensione che, in molti casi, e' piu' bassa di quella assicurata dall' assegno sociale. I versamenti contributivi di 40 anni possono portare ad una pensione annua compresa tra 2.227 e 5.056 euro, contro i 4.138 euro circa dell' assegno sociale. A fare i conti in tasca ai collaboratori e' un rapporto del Cerp (Center for Research on Pensions and Welfare Policies) sulla tema ''Previdenza dei parasubordinati: situazione attuale e prospettive'', che sara' presentato martedi' a Verona.

A rischiare di piu' sono i collaboratori che hanno iniziato presto, a 24 anni, e che rimangono Co.co.co per tutta la vita. Le elaborazioni, infatti, mostrano che un ventiquattrenne che dopo 10 anni di collaborazioni diventa dipendente aumenta il valore della propria pensione, dopo 40 anni di contributi, a 15.895 euro l' anno.

Lo studio del Cerp e' ricco di tabelle e basta le elaborazioni sulle stime di reddito da collaborazione calcolato in base ad analisti statistiche dell' Istat, un reddito medio che varia con l' aumentare dell' anzianita'. Parlando in cifre, il collaboratore che abbia cominciato a pagare i contributi a 19 anni (a partire dal 1996, anno di istituzione della Gestione separata) una volta raggiunta un' anzianita' di 40 anni, percepira' una pensione di quasi 2 mila euro l'anno inferiore a quella sociale: 2.227 euro contro i 4.138 dell' assegno sociale; poco piu' di 171 euro al mese per tredici mensilita', contro i 318 euro mensili 'sociali' considerate tredici mensilita'. In questa ipotesi, spiega il rapporto, la ragione della ''scarsa'' copertura previdenziale risiede ''prima ancora che nella ridotta aliquota contributiva, nei livelli di reddito particolarmente bassi che caratterizzano la carriera di chi comincia a lavorare molto giovane''. Per loro, infatti, pur considerando un'attivita' lavorativa di 40 anni e gia' una aliquota del 20% costante, la pensione percepita non supera i 2.441 euro l'anno, pari cioe' a 188 euro al mese per tredici mensilita'. Ammontare che verra' integrato al livello dell' assegno sociale solo al raggiungimento dei 65 anni.

Un futuro piu' roseo si configura per coloro che nel 1996 si sono iscritti alla Gestione separata a 24, 32 o 42 anni di eta': per loro, infatti, la copertura sara' superiore a quella offerta dall'assegno sociale. Nel caso dei 24 anni di eta' e una anzianita' di 40 anni la pensione annuale sara' di 4.199 euro: circa 323 euro al mese (per 13 mensilita'), che diventano 4.537 euro all'anno considerando l'aliquota del 20% prevista dalla normativa a regime. Nel caso dei 24 anni e un'anzianita' di 35, il livello della pensione resta comunque di 245 euro mensili. Nell'ipotesi che il lavoratore raggiunga l'eta' dei 65 anni prima dell'anzianita' di 35 anni, cioe' nei casi di iscrizione a 32, 42 o 52 anni, si ha rispettivamente una pensione, secondo la normativa vigente, di 5.056, 4.333 e 2.280 euro all'anno (in quest'ultima ipotesi il risultato basso dipende principalmente dal breve periodo di contribuzione considerato).

In tutti questi casi, sottolinea comunque il rapporto, i valori si riferiscono alla copertura previdenziale maturata da un soggetto la cui intera carriera lavorativa sia svolta da parasubordinato. Diverso e' il caso di chi dopo 10 anni da collaboratore diventa un lavoratore dipendente: la pensione di un 24/enne salirebbe dai 4.199 euro di chi ha fatto per tutta la vita un collaboratore a quota 15.895 euro l' anno: sarebbe comunque piu' bassa dei 20.514 che spetterebbero ad un lavoratore dipendente.

da www.ansa.it