Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    22 Jul 2002
    Messaggi
    17,110
     Likes dati
    18
     Like avuti
    1,849
    Mentioned
    24 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tanto per chiarire:totò che visse 2 volte

    ho visto quel film 6 volte ed è uno dei miei preferiti.
    scommetto che nessuno di voi lo ha mai visto ma ne ha solo sentito parlare. trovo molto più blasfemi i film con rossi stuart ,nella parte di yeshua che dice "ogniuno ha la sua verità" e altra roba di questo tipo, rispetto a dun titolo volutamente eccessivo, grottesco e ironico.

  2. #2
    Operam non perdit
    Data Registrazione
    28 Aug 2002
    Località
    Ca' Soranzo Parochia de San Moisè Sestier de San Marco Venexia
    Messaggi
    3,483
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ascolta, Shambler, io, per ragioni professionali, l'ho visto.
    Lo trovo, al di là d'ogni blasfemia insita, triste e privo di qualsiasi autorevolezza cinematografica.
    Criprì e Maresco hanno fatto un'opera senza costrutto, senza storia, senza il minimo valore estetico.
    Buñuel, per esempio, aveva una sua grandezza artistica e fece senza dubbio meglio e, pur essendo anche i suoi dei film blasfemi, gli riconosco ampiamente un'estetica.
    Anche Pasolini, che sappiamo tutti quale paradigma d'uomo era, fece film a tematica religiosa, uno su tutti il Vangelo.
    Nella perversione dell'uomo Pasolini quello è un film pieno di sentimento religioso, anche nel paganesimo pasoliniano, e l'unica nota stonata è quella dedica alla "cara e lieta memoria di Papa Giovanni".
    Ecco il confine: fra il Cristo che perdona sulle note dell'adagietto bachiano, quello che chiama alla tavola i miserabili nella feroce polemica anti-borghese buñueliana, i due siciliani hanno fatto veramente un'infame opera. Un rumore intestinale! espressione che i Nostri amano non poco!
    @+

  3. #3
    Operam non perdit
    Data Registrazione
    28 Aug 2002
    Località
    Ca' Soranzo Parochia de San Moisè Sestier de San Marco Venexia
    Messaggi
    3,483
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Tutti in rosso i film di Veltroni

    di Stefania Piazzo
    I critici non hanno altro in bocca in questi giorni che un commento: «Al Festival di Taormina spicca la mancanza di film italiani, sia nel concorso sia nella sezione più importante, "Il cinema che verrà"». Ma come, cari criticoni, e i 93 film riconosciuti di recente dal ministro Walter Veltroni come opere di interesse culturale nazionale? E di quel gruppone, che dire dei 56 che hanno pure ricevuto finanziamenti pubblici per la bellezza di 161 miliardi? Si sono consumate anzitempo le pellicole? Perché i migliori non hanno affrontato il Taormina Festival? O, se ci hanno provato e gli è andata buca, perché non hanno alzato la voce contro un'ingiustificata esclusione? Mah! Doppio mah anzi, perché le condizioni per dare una connotazione più tricolore alla manifestazione non sono mancate, a meno vi siano fatti sconosciuti. Il cinema italiana dunque latita a Taormina: tutto tace, tranne il tintinnio della monete spese dal ministero per il cinema di casa.A oggi, di quell'esercito di 93 pellicole, solo otto sono finite nelle sale cinematografiche, incassando meno di quanto avuto come aiuto pubblico. Gli spettatori? 721mila, davvero pochi. A proposito, a Taormina verrà proiettato il "Totò che visse due volte" di Ciprì e Maresco, al centro di una complicatissima polemica per essere stato prima ammesso al finanziamento di 1.178 milioni di lire quale pellicola di spessore culturale, per poi essere censurato per aver oltrepassato la soglia del pudore e della decenza.A parte l'eccezione della sua proiezione all'interno di una rassegna estiva a Catania dove, della censura e della proiezione ai minori di 18 anni, a quanto pare, non ci hanno fatto troppo caso. Ora Toto ci riprova dunque a Taormina. E non poteva mancare una pioggia di critiche anche dal fronte politico-parlamentare. «In quell'opera» ha commentato il senatore Antonio Serena «si ostentano atti di depravazione compiuti sopra una statua della Madonna, c'è una sodomizzazione di gruppo ai danni di un angelo, le volgarità lascive pronunciate e compiute da un Gesù triviale e squilibrato, la messa in scena di una specie di rito con masturbazione collettiva. Insomma, si tratta di una pellicola blasfema e pornografica, che trasuda guano a ogni fotogramma, volutamente laida e ripugnante, soprattutto nel parodiare figure ed eventi simbolici della religione». Ma il parlamentare del Carroccio non ha finito: «Questa oscura collezione di schifezze, peraltro presentata al Festival cinematografico di Berlino quale biglietto da visita della cultura italiana» afferma.Ma le perplessità non finiscono qui. Come mai, s'interroga Serena, lo Stato ha provveduto a finanziare la pellicola "La medaglia" del regista Sergio Rossi, con due miliardi e 160 milioni, un film visto da soli 750 spettatori paganti? E come mai gli ultimi film finanziati dallo Stato avrebbero incassato circa nove miliardi di lire dopo essere costati 149 miliardi, rigorosamente pagati dal solito contribuente? Ed è vero che il film "Cronache dal Terzo millennio", del regista di sinistra Francesco Citto Maselli, finanziato pubblicamente con due miliardi e mezzo, è stato visto da ben 850 spettatori paganti? Risulta poi che simili risultati sarebbero stati ottenuti con "Cervellini fritti impanati", "Consigli per gli acquisti", "Al centro dell'area di rigore", tutti della prestigiosa serie "Un titolo un programma"? E risulta anche che il film "In barca a vela contromano" avrebbe incassato 600 milioni di lire dopo aver ottenuto un finanziamento superiore di quattro volte la cifra guadagnata al botteghino?Ministro Veltroni, se c'è, batta un colpo. Ma non manchi di parlare, di esternare, gli capitasse l'occasione, anche a qualche altro eminente uomo di Stato che ogni tanto sale il pulpito della condanna morale. Che fa, presidente, non ci dirà che "ci sta"?

    la Padania, 2. agosto 1998

  4. #4
    Operam non perdit
    Data Registrazione
    28 Aug 2002
    Località
    Ca' Soranzo Parochia de San Moisè Sestier de San Marco Venexia
    Messaggi
    3,483
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    TOTO' CHE VISSE DUE VOLTE
    CAST TECNICO ARTISTICO

    Regia: Daniele Ciprì, Franco Maresco
    Sceneggiatura: Daniele Ciprì, Franco Maresco, Lillo Iacolino
    Fotografia: Luca Bigazzi
    Montaggio: Daniele Ciprì, Franco Maresco
    Art director: Fabio Sciortino
    Suono: Luigi Melchionda, Silvia Moraes
    Prodotto da: Daniele Ciprì, Franco Maresco
    (ITALIA, 1998)
    Durata: 95'
    Distribuzione cinematografica: LUCKY RED
    Distribuzione home video: LUCKY RED

    PERSONAGGI E INTERPRETI

    Totò/Don Totò: Salvatore Gattuso
    Paletta: Marcello Miranda
    Fefè: Carlo Giordano
    Pitrinu: Pietro Arcidiacono



    Primo episodio: nel tentativo di trovar danaro per dare sfogo ai propri irrefrenabili desideri sessuali, il derelitto Paletta compie un furto all'edicola votiva dell'Ecce Homo, protetta dal boss mafioso locale. Verrà a sua volta derubato, e dovrà per giunta subire una terribile punizione da parte del potente malavitoso.
    Secondo episodio: Fefè, anziano omosessuale, si presenta alla veglia funebre del suo amante sfidando l'ira di Bastiano, fratello del defunto e strenuo difensore dell'onore di famiglia. Spinto dalla fame e dalla disperazione, egli deruba la salma dell'amante di un prezioso anello: ma i topi e la città marcescente gli impediranno di trarre profitto dalla ruberia.
    Terzo episodio: mentre il feroce boss Don Totò scioglie nell'acido il rivale sconfitto Lazzaro, un vecchio Messia attraversa i luoghi controllati dalla mafia. Egli riesce a resuscitare il morto - che mette in atto una feroce vendetta - dopo molti miracoli falliti: sarà prelevato durante l'ultima cena e spietatamente eliminato dagli uomini d'onore.
    A due anni di distanza dal discusso esordio de "Lo zio di Brooklyn", Ciprì e Maresco ripropongono con questo "Totò che visse due volte" le tematiche e lo stile della loro opera prima: il frazionamento in tre parti - più vicino all'ideale icasticità delle cose di Cinico TV - giova all'equilibrio dell'insieme, ma la mancanza della carica di novità del film precedente si fa sentire.
    Non che diminuisca la provocatorietà dell'assunto, tutt'altro (pur se nella programmatica blasfemia delle immagini è possibile scorgere una sorta di paradossale nostalgia del sacro, di struggimento per la impossibilità ad esistere del medesimo ch'è forse la vera cifra della pellicola); lascia semmai perplessi la sensazione che la ricerca dello scandaloso preesista ed in qualche modo costringa in una sorta di letto di Procuste le notevoli potenzialità creative degli autori (espresse al meglio, a nostro avviso, nell'irridente e nichilistico sarcasmo del segmento di mezzo).
    Ci pare perciò opportuno sospendere il giudizio, in attesa di ulteriori elementi; la prossima volta, però, Ciprì e Maresco dovranno davvero decidersi a dare coordinate maggiormente intelligibili e meno contingenti al proprio cinema.

    Francesco Troiano

    da Tempi Moderni, 1998

  5. #5
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    22 Jul 2002
    Messaggi
    17,110
     Likes dati
    18
     Like avuti
    1,849
    Mentioned
    24 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    ovviamente non puoi paragonarlo a Buñuel o a Pasolini .sarebbe come prendere Fellini come paragone per ogni film di un certo spessore che esce: ovviamente qualunque altro film ne uscirà massacrato.
    il primo episodio è molto divertente
    paletta circuito da un omino che gli propone di farsi un ....... a vicneda; paleta smette di sorridere, poi gira la testa, guarda l'omino e lentamente si avvia verso caso, insegito dall'omino che prova a convincerlo.
    e anche il secondo : dissotterranno il padre ( che era dedito allo sciacallaggio) per prendergli l'oro ma bastiano non lo deve sapere!
    " la sentisti? ce lo vuole dire a tuo frate bastiano, se idda parla semo rovinati!"
    smette di scavare
    " la tiesta me scippa!"
    pietrino" non temere amore mio , mia madre non parlerà e noi potremo sposarci E VIVERE FELICI PER TUTTA LA VITA"
    fefè si immobilizza tenendo aperta la bocca sdentata.rimane immobile per mezzo minuto e poi , con un tono tutt'altro che benevolo "amore mio.."
    ecco, il terzo episodio, quello messianico è forse troppo ambizioso.
    totò che visse due volte è un buon film comico grottesco , realizzato anche discretamente e con perizia.

 

 

Discussioni Simili

  1. Tanto per chiarire
    Di Dark Knight nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 10-07-10, 00:28
  2. La patch che visse tre volte.
    Di Max72 nel forum Scienza e Tecnologia
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 18-09-06, 14:20
  3. L' uomo che visse cinque volte
    Di Filippo Strozzi nel forum Repubblicani
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 14-09-06, 19:33
  4. tanto per chiarire
    Di uqbar nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 11
    Ultimo Messaggio: 16-09-05, 12:27
  5. Tanto Per Chiarire.
    Di Sir Demos nel forum Liberalismo e Libertarismo
    Risposte: 18
    Ultimo Messaggio: 13-04-02, 01:46

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito