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    Predefinito Il canto degli sciacalli

    Torneremo presto a parlare di scorie nucleari, sia per fare il punto della situazione, che per mantenere viva l'attenzione della gente su un atto che lo stato italiano stava per compiere e che era ai confini tra l'arroganza e il terrorismo.

    Nell'attesa, avendo notato che un paio di sciacalli spelacchiati hanno messo il loro muso tremante fuori dalle fogne dove si erano mantenuti acquattati finché il loro dio-padrone, costretto dalla furia degli elementi, non ha dovuto obtorto collo togliergli la paura dalle reni, dedico a loro, ai loro simili presenti anche in mezzo ai sardi ed al loro dio-padrone, questo "Canto":


    IL CANTO DELLO SCIACALLO

    Vivo
    in compagnia del mio branco
    negli oscuri anfratti
    della viltà e della paura.
    Anzi
    più che vivere
    sto.
    Custodisco il livore
    l’invidia che mi consuma
    la malvagità innata
    che non sono capace di esprimere
    se non nel buio della notte
    quando non corro pericoli
    ed è più facile la fuga.

    Non conosco sentimenti
    non ho cuore
    ed il cervello
    rinsecchito
    non mi consente di pensare.
    Ma non ho nemmeno artigli
    né zanne robuste
    solo miseri denti cavernosi
    per rosicchiare carogne.

    Dall'albero caduto
    ognuno vuol fare legna...
    ed io aspetto
    con la bava alla bocca
    che cada la Quercia
    che l’Aquila precipiti dal cielo
    o il Toro cada in un agguato.
    Io aspetto anzi bramo
    che ciò avvenga
    fin da quando mi accorgo
    che l’aria tempestosa
    e i fulmini del cielo
    potrebbero abbattere
    un mito, un simbolo, un eroe
    o semplicemente
    un qualsiasi soldato
    con le armi in pugno.

    Quello è il giorno del trionfo!

    Allora
    con le mascelle scarnite
    e la gola gonfia di bile
    invio il mio ululato al cielo...
    Ma... lo stomaco in tumulto
    continua a indicare
    la mia paura insana
    del momento in cui
    il Toro
    o l’Aquila
    o la Quercia
    o il semplice Soldato
    si rialzeranno
    e mi colpiranno a morte.

  2. #2
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    Predefinito Scorie nucleari: guardiamo oltre

    " Il problema di fondo è impedire il tentativo in atto di un ritorno all'opzione nucleare"

    Mentre tutti si interessano su che fine faranno le scorie nucleari prodotte ad oggi in Italia, limitando così il proprio raggio d'azione, di pensiero e di interesse su una problematica invece molto più ampia e complessa (il problema, semmai, è evitare che se ne producano ulteriormente, altro che ciance!) nel resto d'Europa le potenti lobbies legate al nucleare non stanno con le mani in mano e rilanciano quindi l'opzione nuclearista. Le ultime novità in proposito - per fortuna positive - ci dicono che il Presidio della Convenzione Europea, accedendo finalmente alla pressante richiesta degli Amici della Terra e di tutto il movimento ambientalista, ha rinunciato alla proposta di includere il trattatoEuratom nel testo della futura Costituzione. " Questo è un implicito riconoscimento che il trattato è obsoleto, un dinosauro che non può trovare posto in una costituzione moderna - ha dichiarato Laura Radiconcini, Vice Presidente degli Amici della Terra Europei -. Si tratta di una prima importante vittoria, di cui ringraziamo anche le migliaia di cittadini che hanno rivolto un appello contro l'Euratom, a Giuliano Amato e agli altri membri della Convenzione". Una buona notizia, che tuttavia non deve farci abbassare la guardia e che, anzi, deve richiamare la nostra attenzione su quanto sta accadendooltre i nostri confini. Ora, secondo il nuovo testo adottato, l'Euratom avrà una diversa personalità giuridica e questo aprirà la strada ad una sua ulteriore marginalizzazione, secondo la volontà della maggioranza dei cittadini europei che non hanno più alcuna fiducia nelle tecnologie nucleari. A detta degli ambientalisti " il mantenimento dello status quo, non è accettabile ed il Trattato Euratom dovrebbe essere abolito". Il suo mandato originario, ovvero : "assicurare che la Comunità Europea promuova un rapido assetto e la conseguente crescita dell'industria nucleare", a detta di molti non risponde più alla situazione politica attuale e ai principi del libero mercato. Per questo motivo, gli ambientalisti - quelli seri, mica la Legambiente che vorrebbe esportare i nostri rifiuti nucleari in un paese estero - chiedono che esso venga sostituito da misure che assicurino "la difesa della salute, la protezione dell'ambiente, l'assunzione di responsabilità e che siano in linea con gli attuali orientamenti politici, che intendono realizzare - in un quadro di sicurezza e tutela della salute umana e dell'ambiente - un mercato dell'energia liberalizzato, integrato e competitivo". E magari, aggiungiamo noi, che sappia puntare verso le energie rinnovabili.

    12 luglio 2003 Massimo Manca

  3. #3
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    Predefinito Continua la saga delle scorie nucleari.7/14/2003

    7/14/2003
    giusi, cagliari
    penso proprio che l'intervista di berlusconi abbia raggiunto il suo scopo:neanche le parole di jean ci hanno risvegliato..in ogni caso a giorni ci sarà il verdetto,giusto?ma è possibile che non ci facciano sapere la verità?come facciamo in questo caso?non dobbiamo farci fregare! P.S. grazie a tutti i sardi del mondo che con internet e con questo forum ci stanno vicini

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    7/14/2003
    Tania Corsi, corsica
    Berlusconis dizia cu la genti chi abà par eddu Sardignia è nienti, no so' nudda li sardi. E u parlamentu di Roma sin'affutti. Semu luttendu per a libertà di a patria. Tany

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    7/14/2003
    gilles, corsica
    che ne dite il 2 agosto di manifestare il nostro no al nucleare a cala gonone in occasione delle riprese di linea blu? gerard gilles

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    7/13/2003
    frantziscu, Roma/Italia
    Home Page: http://www.indipendentzia.net
    « Contra sas iscòrias… fraigamus àndalas de libertade. » Atòbiu de totu sos sardos in Roma pro ordinzare sas formas de lutta. Incontro di tutti i sardi a Roma per organizzare le forme di lotta. Mèrcuris su 16 de Trìulas - 170 oras - in sa Facultade de Sotziolozia, carrela Salària 113 (Pratza Fiume). Mercoledì 16 Luglio - ore 170 - presso la Facoltà di Sociologia, via Salaria 113 (Piazza Fiume). Fra. p.s. spargete la voce e datemi conferma per la presenza www.indipendentzia.net irs-roma@indipendentzia.net

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    7/13/2003
    zuddas cesare, Firenze
    Home Page: http://libero
    Io sono come tanti sardi emmigrato,e con la lontananza mi sento ancora piu' attacato alla nostra terra per tutte le sue bellezze, e anchio come tutti i sardi ribadisco con forza No ALLE SCORIE BASTA CON LO SFRUTTAMENTO DELLA NOSTRA TERRA!!

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    7/13/2003
    RITA SABEDDU, SANT'ANTIOCO
    Qualche tempo fa il ministro all’Ambiente Matteoli, in una trasmissione televisiva, ha rilasciato una dichiarazione. “L’ambiente non va solo difeso ma anche sfruttato come fonte di economia”. La frase porta ad alcune riflessioni. Intanto è quello che vogliamo noi Sardi. Sicuramente il ministro non pensava alla Sardegna. Ma se così fosse il ministro ne parli col collega Giovannardi, che ha criticato chiesa e popolo sardo per la loro difesa dell’ambiente, del lavoro e dello sviluppo economico basato sul turismo che solo una Sardegna libera (dalle scorie) e pulita può consentire. Quindi bisogna stare sempre all’erta e non cadere nei tranelli. Forza Sardegna. Rita Sabeddu Sant'Antioco

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    7/13/2003
    Andrea, Assemini (CA)
    Purtoppo, il sedicente "nuclei proletari coministi", o come si chiama, ha colpito ancora facendo recapire al sede del giornale Unione Sarda tre lettere con tre proiettili indirizzati ad esponenti di spicco sulla faccenda delle scorie radioattive. Compreso avviamente al caro generale Jean. Ciò che mi ha colpito invece, è stata una sua dichiarazione rilasciata l'altro ieri in cui smentisce le parole di Pisanu e Berlusconi, reincludendo la Sardegna nella lista delle regioni candidate a diventare deposito di scorie radioattive. La Sogin prende tempo. Berlusconi prende tempo, giusto per transcorrere tranquillamente le sue ricche vacanze. Il generale Jean prende tempo. Il governo vuol prendere tempo. Mi puzza tanto di fregatura. Non è che per caso, con il via vai di turisti nell'isola, ne approfittano per trasportare le scorie dentro container, con su' l'indicazione che contengono solo cibo o vestiario per le basi militari nell'isola? Mistero.

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    7/13/2003
    SANDRO MANAI
    SCORIE – SARDI NEL MONDO SIATE SEMPRE CON LA SARDEGNA! X Rachele Marongiu Duke – USA Ho letto il suo intervento nel forum contro le scorie radioattive in Sardegna, perché reputo importante, in un momento così delicato per il futuro della nostra terra, sapere se i sardi nel mondo hanno sempre a cuore la nostra terra o se al di là dell’oceano l’amor patrio può subire forti rilassamenti. Nel constatare che la sua analisi è tanto impietosa quanto veritiera, devo comunque, dissentire un tantino dal dipingere lo sviluppo in generale a tinte fosche. L’Isola ha tante risorse proprie, ma, a mio modestissimo avviso, le sono confacenti contributi di tipo cultural-economico, anche dall’esterno. Il punto sta sulla serietà di chi ha in mano le redini della gestione della res – pubblica. Un’analisi approfondita del territorio, delle risorse economiche naturali ed ambientali, della gente che lo abita, insieme alle proprie tradizioni, dovrebbe portare con facilità a scelte giuste per il futuro economico e sociale di questa perla d’Europa e del mondo. E’ importante che da qualsiasi parte del mondo arrivino segnali chiari contro qualsiasi ipotesi di deturpamento od oltraggio alla Sardegna. Quindi, passate voce fra tutti i sardi che conoscete nel mondo affinché partecipino numerosi a questo forum pr manifestare il più sentito e determinato dissenso all’ipotizzato scempio del deposito delle scorie radioattive nell’Isola. Rimarcavo nel titolo di questo breve intervento: siate sempre con la Sardegna, contribuite a difenderla da qualunque malintenzionato, la stessa isola vene ne sarà grata ogniqualvolta ci metterete piede e con il suo nome ed immagine anche quando starete lontani.

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    7/13/2003
    SANDRO MANAI
    NO ALLE SCORIE IN SARDEGNA - SI ALL’ENERGIA PULITA! Ho letto con molta attenzione, un’intervista, riportata sull’Unione Sarda di ieri 12 luglio - forse all’uomo più ponte in assoluto nell’Isola: l’ex Gran Maestro Armandino Corona. Questo protagonista di prim’ordine nella vita politico-economico-sociale dell’Isola e fuori dell’Isola, fino a non molto tempo fa, nell’intervista fa emergere (per quanto ho capito io) due dati molto significativi, e cioè: la Sardegna in questi ultimi tempi non sta disponendo di un leader della portata che meriterebbe e di cui necessiterebbe; d’altro verso l’uomo dichiara di aiutare una società che si occupa della realizzazione di una centrale eolica (quindi energia pulita) nell’area del CASIC, con una sottolineatura importante: senza l’apporto di denaro pubblico. In buona sostanza lo ammiro, perché si occupa di un'opera nobile e cioè la produzione di energia pulita, e quindi, sicuramente non è per le scorie radioattive in Sardegna – d’altro canto, porta alla luce un grande handicap per la Sardegna, e cioè la non disponibilità nell’isola di gran vero Leader politico in grado di far valere e rispettare i nostri grandi diritti ed interessi oltre tirreno.

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    7/13/2003
    andrea, firenze
    IO ORA NON ABITTO PIU IN SARDEGNA MA VADO PER VISITARE I MIEI FAMIGLIARI ,VOGLIO DIRE UNA COSA IO SONO CON VOI E NON MOLLATTE PERCHE LA NOSTRA TERRA E TANTO BELLA E NON LA DEVONO ROVINARE NESSUNO E NON DEVONO MUORIRE DELLE PERSONE INNOCENTI ,PER COLPA DI UNO STATO CHE NON ABITA LI CHE VA SOLO PER LE VACANZE PERCHE ANNO DELLE MEGA VILLE SUI POSTI PIU BELLI .QUINDI QUESTE SCORIE PERCHE NON LE SCARICANO A ROMA?MA NO PERCHE NON SI PUO FARE SI CERCANO DEI POSTI DOVE VEDONO CHE CE DELLE PERSONE CHE NON ANNO TANTE FORZE COSI E TANTO FACILE COMUNQUE A TUTTI I SARDI CHE STANNO NEL PAESE E ANCHE FUORI DEL PAESE TENIAMO LA GURDIA CHE LA NOSTRA TERRA E BELLISSIMA

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  4. #4
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    Predefinito LA "MALA INSULA" ANCORA SFRUTTATA

    Entro il 15 luglio (oggi) si dovrà decidere quale sarà la regione d'Italia che avrà il privilegio di stoccare le scorie nucleari.
    La nostra isola è tra le favorite. A quanto pare sarebbe l'ideale (!) per questo stoccaggio: un'infinità di gallerie srtificiali sotterranee, centinaia di miniere dismesse, scarsa densità di popolazione e molte basi militari a garanzia (addirittura) della massima sorveglienza...
    E poi ci sono Rubbia e Zichichi che assicurano chre non c'è alcun pericolo, come per l'uranio impoverito. Peccato che, se questa garanzia e questa sorvegianza dovessero rivelarsi del tipo di quelle riservate ai poveri militari colpiti in Bosnia dall'uranio impoverito, saremmo proprio ben serviti.
    Notiamo che anche il trasporto di queste scorie avviene sotto il più stretto segreto militare. Ma se i rifiuti nucleari non sono pericolosi, perchè non si sceglie qualsiasi altra regione al di fuori della Sardegna, già penalizzata in tanti modi?
    Dobbiamo dire che siamo alle solite. "Mala insula", come dicevano gli invasori romani, e intanto diventiamo ancora una volta regione di sfruttamento. Ancora una volta siamo invasi con sopraffazione e ingiustizia.
    Addirittura c'è il ricatto. Il ministro Carlo Giovanardi, di fronte alla decisione negativa e unanime della Regione di negare il suo spazio per il deposito delle scorie dice che << allora la Sardegna dovrà fare a meno dell'energia nucleare importata dalla Francia e resterà senza luce. O dovrà rinunciare alla medicina nucleare per curare i tumori>>.
    E' nostro dovere quindi accettare l'imposizione, anche senza controvantaggi, perchè già veniamo ripagati con la fornitura di luce e di energia per le urgenze mediche...
    Le altre Regioni che facessero lo stesso gran rifiuto non verrebbero così esplicitamente e grossolanamente ricattate.
    Al ministro Giovanardi, che abita a Modena, vicino ai rifiuti napoletani (non nucleari) e dice che gli <<sta bene lo stesso>> sfugge che la natura e la bellezza intatta del nostro territorio, non ancora "geneticamente modificato", è ciò che più si apprezza in campo nazionale e internazionale. Esso è l'unica moneta che la Sardegna può spendere per un suo legittimo progresso.
    E poi, già siamo abbastanza penalizzati dalle servitù nazionali: basi Nato, sottomarini nucleari, Perdasdefogu, misteriosi transiti qua e là di navi con residui di plutonio e uranio.
    Stiamo pur sicuri che Giovanardi, alla riunione conclusiva di questa triste vicenda, voterà contro la Sardegna.

    Vitale Scanu
    13 luglio 2003

  5. #5
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    Predefinito SCORIE, UN RICORSO A CIAMPI

    << Sia la dichiarazione di stato d'emergenza sia la nomina del generale Carlo Jean per l'individuare un sito dove stoccare le scorie nucleari del Paese sono illegittime>> Con questa motivazione sei consiglieri regionali della Margherita hanno presentato un ricorso straordinario al Capo dello Stato, chiedendo la sospensione dei provvedimenti e dei poteri straordinari attribuiti a Jean, contenuti in un'ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri emanata il 7 marzo scorso. << Lo stato d'emergenza >>, ha spiegato Carlo Dore, primo firmatario, << si giustifica solo in caso di calamità o di catastrofi naturali. Perciò la sua dichiarazione è arbitraria. Partendo da questo atto, i cui presupposti sono falsi, è stato nominato il generale Jean con poteri di derogare a una ventina di leggi elencate nel ricorso. In particolare, si viola l'articolo 117 della Costituzione in cui si prevede che in materia come tutela della salute, protezione civile e governo del territorio siano oggetto di legislazione concorrente fra Stato e Regione>>

    Unione Sarda 15 luglio 2003

  6. #6
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    Predefinito Re: SCORIE, UN RICORSO A CIAMPI

    In Origine Postato da magda
    << Sia la dichiarazione di stato d'emergenza sia la nomina del generale Carlo Jean per l'individuare un sito dove stoccare le scorie nucleari del Paese sono illegittime>> Con questa motivazione sei consiglieri regionali della Margherita hanno presentato un ricorso straordinario al Capo dello Stato, chiedendo la sospensione dei provvedimenti e dei poteri straordinari attribuiti a Jean, contenuti in un'ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri emanata il 7 marzo scorso. << Lo stato d'emergenza >>, ha spiegato Carlo Dore, primo firmatario, << si giustifica solo in caso di calamità o di catastrofi naturali. Perciò la sua dichiarazione è arbitraria. Partendo da questo atto, i cui presupposti sono falsi, è stato nominato il generale Jean con poteri di derogare a una ventina di leggi elencate nel ricorso. In particolare, si viola l'articolo 117 della Costituzione in cui si prevede che in materia come tutela della salute, protezione civile e governo del territorio siano oggetto di legislazione concorrente fra Stato e Regione>>

    Unione Sarda 15 luglio 2003
    Dal punto di vista giuridico è assai probabile che questi signori abbiano ragione. Ma cosa vanno a rivolgersi al Capo dello Stato italiano che quando tace acconsente e quando acconsente fa lo gnorri?

    Se mai dovessero sperare in un suo intervento (lo si è visto con la legge salva-culo di Berlusconi), hanno proprio sbagliato indirizzo. Il nostro Ciampi, infatti, è un "buono", perdona facilmente ai ladri e ai mafiosi che sono stati capaci di ammaliare con il loro zufolo un sacco e una sporta di votanti.

    Non che questa non sia prassi consolidata, fra loro democristiani si son sempre coperti nei dovuti modi, ed esperti com'erano, hanno usato invece la lor esperienza contro gli altri (Tanassi, craxi, De Lorenzo, ecc.).

    Non che costoro non lo meritassero, è che forse non erano i soli....

    Adesso il povero Ciampi starà pensando: cazzo, qui bisogna cambiare metodo, perché fra poco ci verranno contro tutte le regioni.

    A me che dei suoi problemi personali non importa un cazzo, quasi quasi mi farebbe piacere se vi fosse una rivolta generale di tutte le regioni, comprese le più italiote di tutte.

    Eppure per Ciampi vi sarebbe una grossa opportunità per salvarsi da un simile evento. Basterebbe proclamare solennemente che noi siamo una nazione non italiana, una minoranza etnico linguistica che ha sovranità assoluta sul proprio territorio e che pertanto uno stoccaggio di scorie nucleari sulla nostra terra sarebbe da considerare un'aperta violazione di tutte le norme internazionali sulla sovranità dei popoli.

  7. #7
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    Predefinito Pili "scomunica" il capo della Sogin

    Roma. Il generale Carlo Jean << è andato oltre il suo mandato>>, ha cercato di <<mettere le Regioni con le spalle al muro>>, pur sapendo che sullo smaltimento delle scorie nucleari <<nessun accordo politico è possibile>>: perciò i presidenti devono <<rispedire al mittente tutti i suoi atti>> sulla ricerca di un deposito nazionale <<senza nemmeno esaminarli>>. Mauro Pili irrompe a sorpresa in una riunione tecnica di funzionari e assessori all'Ambiente - a Roma, nella sede della Conferenza delle Regioni - e, unico governatore presente, attacca senza esitazioni il commissario delegato da Silvio Berlusconi alla soluzione del problema dei rifiuti radioattivi. Il presidente - sfiduciato - della Sardegna smonta sin dalle fondamenta il lavoro fin qui svolto dal numero uno della società statale Sogin: << Nell'ordinanza di nomina firmata dal premier - sostiene Pili - si parla di "gestione centralizzata" delle scorie: ciò non vuol dire deposito unico, ma può significare controllo e monuitoraggio centralizzato. Perciò ecco la mia proposta: conservazione e messa in sicurezza definitiva dei materiali radioattivi laddove oggi si trovano>>, ovvero in una serie di centrali spente e fabbriche in Piemonte, Emilia, Campania, Lazio e Basilicata. Sin qui la posizione di Pili che trova un consenso di massima parte dei - pochi - assessori presenti. La soluzione del rinvio al mittente degli studi di Jean - relativi ai criteri di scelta del deposito unico - verrà presa dalla Conferenza dei presidenti nelle prossime settimane.

    LA RIUNIONE. Alle 14,30 in via Parigi 11 si incontrano i tecnici dell'Ambiente per esaminare il dossier della Sogin con le indicazioni per la scelta di un deposito dei materiali atomici. Il Piemonte che coordina i lavori, invia l'assessore Ugo Cavallera: altrettanto fa la Puglia con Michele Saccomanno. C'è anche l'assessore sardo Emilio Pani, che prima di varcare la soglia dice con chiarezza: << Sono qui per ribadire con forza che la SArdegna non vuole le scorie>>.

    LA SORTITA DI PILI. Mauro Pili compare quando i lavori, a porte chiuse, sono cominciati da qualche minuto. Entra nel salone al secondo piano e, dopo l'introduzione del Piemonte, prende la parola per circa cinque minuti. << Intervengo - spiega - perchè la Sardegna è stata la prima regione trascinata in questa vicenda. Sono convinto che una soluzione politica non sia possibile>>, visto che nessun territorio sarà disposto a prendersi in casa i rifiuti radioattivi. << non voglio - prosegue Pili - farmi trascinare lungo una strada che il commissario Jean ha perseguito in maniera arbitraria e autonoma rispetto all'ordinanza di Berlusconi>>. E' un passaggio, questo, che colpisce: proviene da un esponente di Forza Italia che non fa mistero di avere buoni e frequenti contatti con il premier.

    L'ATTACCO A JEAN: << Il generale Jean - riprende Pili - vuole coinvolgere le Regioni pur sapendo che il consenso non ci sarà>>. Quindi il nuovo affondo, dopo la proposta di Cavallera di un incontro tra i presidenti e il generale: << Concordo - riprende Pili - sulla necessità di un'audizione di Jean, che ritengo un gentiluomo anche se non l'ho mai incontrato. I suoi atti però inducono alla diffidenza e alla fermezza. Per queste ragioni dico: prima il rigetto formale di ogni suo atto, poi il confronto. Il generale - dice ancora il presidente sardo - ha messo le Regioni con le spalle al muro di fronte all'opinione pubblica: è accaduto prima alla Sardegna, sta avvenendo ora alla Puglia>>.

    LE CENTRALI ATOMICHE. Pili contesta quindi altre parti del lavoro del commissario per il nucleare: << Ha l'incarico di mettere in sicurezza le centrali atomiche spente, ma ha omesso di informare le Regioni su quanto fatto finora>>. Pili non lo dice, ma questa parte del lavoro di Jean è illustrata in documenti sui quali è stato apposto il segreto di Stato, tanto che persino nella Gazzetta Ufficiale appaiono con gli "omissis".

    LA SARDEGNA. Il presidente spiega poi che le rassicurazioni di Berlusconi lo hanno convinto che l'Isola << non ospiterà mai le scorie>>. Aggiunge tuttavia, come per coprirsi le spalle, che << nessuna ordinanza di chicchessia può violare il potere delle Regioni autonome, sancito dalla Costituzione, di governare direttamente il proprio territorio>>. Quindi, per non far pensare ad uno scaricabarile, Pili precisa: << Mantenere in via definitiva le scorie dove si trovano oggi vuol dire anche metterle davvero in sicurezza, per dare certezza e protezione alle popolazioni locali>>.

    LE ALTRE REGIONI. L'assessore pugliese Saccomanno sposa in pieno le proposte di Pili, mentre il piemontese Cavallera, al termine dell'incontro sceglie toni morbidi: << Si è trattrato di una riunione tecnica nella quale abbiamo sospeso l'esame dei documenti del commissario Jean, pur mettendone in discussione i presupposti, compresa la necessità di un deposito unico nazionale. Ora la decisione politica spetta alla Conferenza dei presidenti che metterà quanto prima la questione all'ordine del giorno>>. Se ne parlerà nelle prossime settimane, dunque. Ma già ora si capisce che il "no alle scorie" si sta trasformando in un "no al generale": un problema serio per Jean, visto che gli attacchi partono da Regioni - Sardegna, Puglia, Piemonte - governate non dai nemici di Berlusconi, ma dai partiti della Casa delle libertà.

    Marco Mostallino 16 luglio 2003

  8. #8
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    Predefinito PUGLIA - L'assessore all'ambiente- " I rifiuti mandateli al nord"

    << Non vogliamo le scorie destinate alla Sardegna>>: sono le parole che pochi giorni fa, alcuni media hanno attribuito all'assessore all'Ambiente della Puglia Michele Saccomanno, però, a Roma per discutere di rifiuti radioattivi, smentisce di averle pronunciate. Sorride e spiega che << certamente la Puglia non accetterà le scorie, ma non ho mai detto nè pensato che spettino all'Isola. Anzi, durante la riunione - prosegue l'assessore - ho teso una mano alla Sardegna, dove tra l'altro ho tanti amici. Berlusconi ha detto che questi rifiuti atomici non andranno nell'Isola? Bene, è un'occasione per cominciare a fidarsi di lui><, dice ancora Saccomanno ( di Forza Italia) sempre col sorriso sulle labbra.
    La Puglia sposa la proposta di Mauro Pili, ovvero respingere al mittente gli atti del generale carlo Jean. Resta tuttavia aperto il problema della sistemazione delle scorie: << Io - conclude Saccomanno - avrei in mente una Regione del nord, ma non la posso dire...>>.

    Ma. M.

  9. #9
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    Predefinito Marzano: << L'Isola resta fuori>>

    Cagliari. << Melo ha assicurato il ministro dell'Industria Antonio Marzano: le scorie radioattive non saranno mai stoccate in Sardegna perchè il suolo della nostra isola è prevalentemente poroso e quindi non si presta tecnicamente adessere individuato quale sito unico di stoccaggio dei rifiuti radioattivi>>. Parola del deputato di Forza Italia Giampaolo Nuvoli, che è convinto di poter così <<rassicurare definitivamente i sardi sul fatto che l'isola non diventerà mai una pattumiera nucleare, come del resto aveva anche confermato il presidente Berlusconi>>.

    Nuvoli ha ottenuto la rassicurazione di Marzano, competente per materia, nel corso di un incontro chiesto e ottenuto dallo stesso parlamentare <<azzurro>> per affrontare l'argomento che ha suscitato una grande mobilitazione nell'isola, pronta a contrastare con tutte le forze a disposizione un futuro fatto di rifiuti nucleari. Nuvoli, che è capogruppo di Forza Italia nella commissione per gli affari regionali, afferma di essere <<soddisfatto>< per <<la risposta chiara>< ottenuta dal ministro Marzano, che sembra scongiurare, almeno a suo parere, un'ipotesi contrastata in Sardegna da tutte le forze politiche e anche dal presidente dimissionario della Regione Mauro Pili. Che, dopo una serie di prudenti dichiarazioni, ha affermato che il piano del generale Jean deve essere rispedito al mittente.
    Intanto la Sogin, la società di gestione degli impianti nucleari, attraverso il centro di direzione e coordinamento del commissario Jean, delegato dal Governo per la sicurezza delle installazioni e dei materiali nucleari, in un comunicato afferma: << in nessuno degli atti e delle dichiarazioni del commissario delegato, così come in nessun documento prodotto dal gruppo di lavoro costituito a proposito, sono state formulate ipotesi circa la localizzazione del deposito in Sardegna, in Puglia o in altre Regioni>>.
    La Sogin insiste di aver già dato questa comunicazione << ai mezzi d'informazione sardi, ma che ciò non ha impedito il manifestarsi di campagne di stampa che restano tutt'ora fondate su illazioni prive di riscontri oggettivi>>. Insomma per la Sogin, quanto ha fatto il gruppo di lavoro, composto dai suoi esperti e da quelli dell'Enea, delle università iotaliane e di società di ingegneria ambientale, <<non è altro che un supporto tecnico al processo che dovrà poi portare, d'intesa con la Conferenza dei presidenti delle Regioni, all'individuazione di un sito per la localizzazione del deposito definitivo dei rifiuti radioattivi a bassa e media attività>>.
    Intanto sulla vicenda scorie ha preso posizione anche il coordinatore di Rinascimento sardo, Federico Palomba, il quale ha scritto una lettera al premier Berlusconi perchè << licenzi>< il generale Jean << in quanto irrispettoso delle sue direttive><, oppure gli revochi i poteri straordinari. Solo così Rinascimento sardo ritirerà il ricorso straordinario al Capo dello Stato.
    Il consigliere regionale Gian mario Selis invece stigmatizza la nuova presa di posizione di Pili sulle scorie. << Solo adesso scopre che il generale Jean ha poteri straordinari che potrebbero prevaricare le competenze regionali: il presidente sfiduciato ha ancora una volta dimostrato l'assoluta subordinazione nei confronti di Berlusconi e degli interessi nazionali>>.

  10. #10
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    Predefinito NON PAGHINO I DEBOLI

    Anche la Cei è stata chiara contro le scorie. Mi piace riprendere un passo molto significativo del documento di chiusura della Conferenza episcopale sarda, che recita chiaramente:<< Che non deb bano essere i più deboli, quelli che hanno meno voce, a pagare ancora una volta un prezzo che non certo è addebitabile a loro>>. Da non dimenticare, comunque, che il primo grido d'allarme - non a caso - lo hanno detto i sindaci dei comuni di Villaputzu, Perdasdefogu e Teulada, senza dimenticare quanto ha fatto il cronista dell'Unione Sarda con il suo reportage.

    Sandro Manai

 

 
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