Rovereto: no ai violenti
Protesta di An e presidio anarchico
Nessun incidente nella città blindata
di Chiara Zomer
ROVERETO. E' passato senza incidenti il giorno più lungo di Rovereto. Settanta persone al corteo di An fra due ali di poliziotti, una sessantina al presidio degli anarchici. Unico momento di tensione alle 17, quando un gruppetto di giovani di An si è affacciato dalle parti del presidio, subito scoraggiato dalle forze dell'ordine. In mattinata, un centinaio i partecipanti alla manifestazione del Comune.
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ROVERETO. Il richiamo alla città, perchè unita dicesse il suo no alla violenza, i roveretani l'hanno accolto tiepidini. Erano un centinaio, ieri, quelli che hanno aderito alla manifestazione indetta dal consiglio comunale. Una mezz'ora in tutto di retorica e appelli all'unità e contro la violenza. Ascoltati da un pubblico che già pensava alle tensioni che avrebbero potuto animare il pomeriggio.
Alle 11 piazza del Nettuno si presentava ancora mezza vuota. A latitare erano soprattutto i cittadini. Tanti fin da subito, invece, i consiglieri comunali. E tutti a discutere, più che dell'iniziativa mattutina, della scelta di An di sfilare da sola col rischio che gli anarchici si faccessero vivi. Iniziativa che, dopo l'incapacità del consiglio comunale di approvare un documento unitario sul caso Pappolla, non ha fatto che sottolineare, giusto nel giorno che doveva essere di unità politica, la distanza tra le posizioni.
Ma ieri dovevano esserci tutte le forze politiche e, esclusa qualche defizione personale, così è stato. Senza bandiere, però. Solo Forza Italia le aveva: «Sono un segno, cerdevo che tutte le forze politiche avrebbero portato le loro - osservava ieri Marco Dalla Bernardina - è un modo di dire che tutti i colori politici sono uniti e dalla stessa parte». Pensiero, questo, a quanto pare non condiviso dai colleghi: escluso il tricolore di Forza Italia, nell'afa provava a sventolare solo la bandiera arcobalendo di Corradini.
Qualche minuto più tardi - giusto il tempo che in piazza arrivasse qualche cittadino in più - il presidente del consiglio Leonardo Boldrini è salito sul palco. Con lui, il sindaco Robetro Maffei, il commissario del governo De Muro, il senatore Renzo Michelini ed il presidente Lorenzo Dellai. Solo per fare presenza, Dellai e Michelini. Per non far sentire sola l'amministrazione in un frangente difficile da gestire. I loro commenti li hanno fatti poi, a margine della manifestazione. Per sottolineare entrambi come gli anarchici cittadini non siano da annoverare tra i soggetti politici quanto piuttosto nella categoria dei teppisti che, come ha osservato Dellai «nulla hanno a che fare con quel mondo giovanile che pur si interroga sui temi della mondialità».
Ed è stato Maffei a cominciare. Ricordando la tradizione democratica di Rovereto e la sua capacità di isolare le frange violente. Concetti ribaditi anche da Boldrini. Secondo il quale la volenza va combattuta con «le nostre straordinarie armi. Le armi della democrazia. Del rispetto delle regole. Della difesa dei nostri cittadini. Della condanna senza nessuna giustificazione e senza tentennamenti. Proprio affermando il valore del diritto si possono sconfiggere i fomentatori d'odio. Costoro devono sentire come un macigno il pubblico disprezzo».
Più che un discorso, un appello ai roveretani perchè facciano terra bruciata attorno agli anarchici. Discorso che ha chiuso la manifestazione accolto da applausi. Prima che la gente cominciasse a liberare la piazza. E mentre ognuno se ne tornava a casa, cominciavano ad abbassarsi alcune serrande dei negozi. Le stesse che, nel pomeriggio, non si sono rialzate.
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