...una sciocca lite fra estranei alla CdL....
Paura nella Procura di Milano?
Quando il ministro della Giustizia Roberto Castelli inviò gli ispettori del ministero (tutti magistrati) a verificare l’andamento del tribunale e della procura milanese, come peraltro accadeva in numerose altre sedi, si levarono altissime le proteste per “l’interferenza politica”.
Il ministro esercitava un potere (e un dovere) costituzionale, ma per i fan del giustizialismo milanese, che parlano di Costituzione per diritto e per rovescio, vale un articolo non scritto, quello della intangibilità dei procuratori milanesi.
Ora che cominciano a filtrare alcuni aspetti della relazione degli ispettori (che avrebbe dovuto rimanere riservata, ma anche la segretezza degli atti giudiziari a Milano è da sempre un optional e la fuga di notizie la regola) della inutilità dell’ispezione non parla più nessuno.
Gli ex procuratori Francesco Saverio Borrelli e Gerardo D’Ambrosio, passati con la pensione a un attivismo politico
più esplicito, si nascondono dietro le varie richieste di nuovo personale, che hanno inoltrato negli anni, esattamente esattamente come i procuratori di tutte le sedi giudiziarie della Repubblica. Insinuano che alla base dell’ispezione ci sia la volontà di ostacolare l’azione giudiziaria contro “i potenti”, ma non danno alcuna spiegazione convincente dello stato caotico e delle violazioni delle norme sull’attribuzione delle inchieste. (In qualità di ex eccellenti, o se volete di pensionati di lusso, Borrelli e D’Ambrosio che diritto hanno di intervenire criticamente contro decisioni del Ministero? E’ un peccato considerare questi non richiesti interventi “inquinamento politico o conflitto d’interesse? ndr).
Il segretario di Unicost, Fabio Roia, se la prende un po’ maramaldescamente con il procuratore reggente Ferdinando Vitiello, in carica da pochi mesi, che non avrebbe, per il suo mandato interinale, l’autorità necessaria per mettere ordine.
Lamenta anche il ritardo nella nomina del successore di D’Ambrosio, come se non sapessero tutti che era dovuto alla volontà degli amici della procura di far sfumare tutte le candidature per far rimanere solo quella gradita, com’è effettivamente accaduto. Resta il fatto che, dopo l’ispezione, il clima è cambiato.
Si minimizza, si rinvia a questioni di assetto, di pianta organica, di difficoltà nell’applicazione delle nuove leggi, insomma ci si difende, talora con goffaggine.
Non è un cambiamento da poco.
saluti




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