E poi, quali erano questi "piccoli atti di intimidazione"? Puoi essere più preciso? Hai altre notizie in merito?In Origine Postato da Franci
Ferruccio de Bortoli, il direttore del Corriere, ha replicato con un articolo in prima pagina, in cui diceva fra l’altro che «l’esposto è l’ultimo di una serie di piccoli atti di intimidazione nei confronti di un giornale libero da parte di un uomo politico: atti che, in certi casi, ricordano il “miglior” Craxi».
A questo articolo, D’Alema ha risposto facendo causa a de Bortoli, al quale ha chiesto due miliardi di danni. Non solo: ha sfidato il direttore del Corriere a sottoscrivere un «giuramento decisorio»: a giurare insomma davanti al giudice su un documento preparato dallo stesso D’Alema.”
D'Alema ha spesso avuto contrasti con i giornalisti (è stato giornalista in passato) soprattutto a causa del suo pessimo carattere (lo dico anche se ho stima della persona e la reputo intelligente e fine).
Ribadisco che a me pare un contrasto forte ma alla luce del sole. Dall'articolo non vedo nessun attentato alla libertà di stampa: D'Alema non ha tentato di comprarsi il Corriere, non ha aperto un TV per rubare la pubblicità al quotidiano, grazie ad una legge fatta "ad hoc" dal Parlamento, non si è fatto approvare una legge per garantirsi l'impunità anche nel caso il contrasto approdasse in Tribunale e lui perdesse la causa.
Queste sono azioni che possono configurare, a mio parere, un attentato alla libertà di stampa.
Ma contestare un articolo di giornale, anche aspramente e ricorrendo ad "organi istituzionali", è una cosa diversa.
O no?




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