[...] ..mentre molti sovrani stranieri avevano il propio stato nella regione,i Savoia mantenevano il cuore (anche se non la testa e il resto del corpo) nei loro domini di là dalle Alpi. Ufficialmente bilingui,la loro lingua di cultura e di famiglia era il francese.
Mentre Franceschiello e Canapone parlavano speditamente,sia pure con un colorito locale forse eccessivo,l'italiano standard,Vittorio Emanuele ebbe a congratularsi con i suoi ufficiali,dopo la battaglia di San Martino,con le spontanee parole,riportate da Umberto Eco: "Aujourd'hui,nous avons donnè aux Autrichiens une belle raclèe".
Il francese era la lingua della corte e del governo sabaudi. Lamarmora non imparò mai l'italiano. Cavour e perfino Garibaldi avevano difficoltà a scriverlo e l'ultimo cittadino "italiano" di lingua materna francese,alla testa di un governo italiano,fu Pelloux (1898-1900).
[...] Un altro paradosso della storia d'italia è che l'italia-Stato,motivata dall'ansia di "liberarsi dallo straniero",è sorta proprio grazie alle armi dello straniero. Essa deve la propria nascita e il proprio consolidamento a Napoleone III,di professione Empereur e a Guglielmo I,di professione Kaiser.
Le tappe di avvicinamento dello Stato sabaudo (in versione sempre più italiana) ai confini stabiliti dai geografi generali,si devono,infatti,soprattutto al "fattore S" (Bismarck definì l'italia il paese delle "tre S").
Con la vittoria di Solferino (1859),dovuta ai francesi,l'Austria fu costretta a cedere la Lombardia alla Francia che la girò al Re di Sardegna. Con la vittoria prussiana di Sadowa sugli austriaci (1866),Vienna,che pure aveva sconfitto l'italia,cedette alla Francia il Veneto,che venne anch'esso graziosamente girato allo stesso Re (divenuto nel frattempo d'italia). Con la vittoria prussiana di Sedan (1870),i francesi sconfitti permisero finalmente ai bersaglieri di agganciare roma (privata bruscamente della tutela di Parigi) all'italia-Stato,attraverso la breccia di Porta Pia.
Un paradosso ulteriore: afferma Denis Mack Smith che l'italia-Stato "indipendente" fu "un modesto satellite della Francia" fino al 1870: così come lo era stato il Ducato di Modena nei confronti dell'Austria e assai più di quanto non fosse mai stato il Regno delle Due Sicilie nei confronti della Spagna,dell'Austria e dell'Inghilterra (che pure non si peritavano di intervenire costantemente nella sua politica estera e interna).
In quanto alla percezione popolare degli stranieri,si rammenterà che i "meridionali" sono spesso sentiti,dagli "altri italiani",dopo l'unità d'italia e soprattutto a partire dal secondo dopoguerra,come tali ("terroni"). [...]
Sergio Salvi.
L'italia non esiste.
Leonardo Facco Editore.
Stendiamo un velo pietoso sulla "gloriosa impresa dei mille" che è meglio...
I casi sono due: o sa di raccontar balle, allora non tutela chi dice di rappresentare; oppure è un ignorante fatto e finito,e allora è meglio che parli per se stesso e non vada in giro per l'Europa a fare figure da peracottari ai suoi rappresentati...
Se vedòm!




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) satellite dei quella franco-inglese a ' fare l' italia' ..



