Perche' il governo insiste nella costruzione di questa opera pubblica(?)???...Leggete e tirate le vostre conclusioni.
http://www.terrelibere.it/mafiaponte.htm
Ciao


Perche' il governo insiste nella costruzione di questa opera pubblica(?)???...Leggete e tirate le vostre conclusioni.
http://www.terrelibere.it/mafiaponte.htm
Ciao


Un piccolo estratto dal dossier corrispondente al sito di cui sopra....
Proprio alla vigilia della realizzazione delle grandi opere promesse dal governo Berlusconi, sono stati raccolti ulteriori segnali che comproverebbero una evoluzione in tal senso delle relazioni mafia-imprenditoria. Il procuratore Pier Luigi Vigna, in una sua recente audizione davanti alla Commissione parlamentare antimafia, ha fatto esplicito riferimento ad “una vera e propria mimetizzazione in atto delle imprese colluse con la mafia”, fenomeno che si accompagna ad un vasto movimento delle imprese stesse, una “sorta di trasmigrazione” da una regione all’altra. Molte società cioè, avrebbero deciso di trasferire la loro attività e di abbandonare la Sicilia, lasciando il mercato libero ai grandi gruppi imprenditoriali del Nord. E’ questo il frutto di un accordo più o meno tacito, oppure è il segnale di una modifica in atto delle stesse composizioni societarie delle holding finanziarie a capo delle grandi imprese?
.....Ciao


Conoscete la ditta Rocksoil del ministro lunardi?......eccovi un esempio del suo operato....
( Sempre tratto dal dossier in questione )
Al club degli impresentabili-incompatibili
La Rocksoil vanta nel suo curriculum importanti commesse da parte delle maggiori imprese del settore trasporti, su cui nonostante la privatizzazione in atto, il ministero delle infrastrutture esercita ancora ampi poteri decisionali e di gestione (la Società Autostrade, l’ANAS, le Ferrovie dello Stato, società le ultime due azioniste della Stretto di Messina). Importanti attività progettuali sono state commissionate alla società di Lunardi dai giganti dell’industria chimica e petrolifera italiana, come la Selm-Montedison (una galleria idraulica in Val Camonica nel 1986) e la SNAM Progetti del Gruppo ENI (5 gallerie di un metanodotto nell’ex Unione Sovietica). La SNAM Progetti, come abbiamo visto, è una delle società che concorrono alla realizzazione del cosiddetto Ponte d’Archimede, il tunnel sommerso proposto in alternativa al Ponte sullo Stretto dagli armatori Matacena.
In realtà, la Rocksoil è più vicina di quanto pare all’ipotesi progettuale per un collegamento stabile del corridoio marino tra Scilla e Cariddi. Nel 1987, per conto dell’ANAS, la società ha eseguito lavori di progettazione relativi “all’attraversamento dello Stretto”. A differenza di tutte le altre opere progettate e di cui la Rocksoil fornisce una lunga serie di dati tecnici, le informazioni della società Lunardi sulle attività svolte a Messina sono proprio ridotte al minimo. Titolo e anno lasciano però presupporre un intervento diretto nell’iter progettuale del Ponte: due anni prima, la Società Stretto di Messina aveva stipulato proprio con l’ANAS e le Ferrovie dello Stato, una convenzione per lo “studio, la predisposizione del progetto di massima del ponte, la costruzione e l'esercizio del collegamento stradale”. Il periodo, tra l’altro, coincide con un certo attivismo della società nell’area compresa tra le province di Messina e di Reggio Calabria: nel 1980 il Genio Civile di Reggio aveva assegnato alla Rocksoil i lavori di consolidamento del promontorio di Scilla; nel 1984 Lunardi si era aggiudicato dalla Società Autostrada Messina-Palermo la progettazione di alcuni tunnel dell’arteria mai completata (gallerie S. Elia, Carbonara e Laugenia); tre anni più tardi aveva ottenuto dalle Ferrovie dello Stato la progettazione della galleria di Capo d’Armi sulla tratta ionica Reggio-Metaponto (147).
Se il ministro non trova incompatibile il decidere sulla fattibilità e sulla messa in opera di infrastrutture proposte o appaltate a imprese di cui è stato consulente e contrattista, ancor meno ritiene possibile un qualsiasi conflitto d’interessi lo scegliere collaboratori e commissari che sono stati suoi committenti o datori di lavoro. Lunardi, ad esempio, ha nominato commissario dell’ANAS, Vincenzo Pozzi, già amministratore delegato della RAV, la società del Raccordo Autostradale Valdostano che ha affidato alla Rocksoil la progettazione del raccordo autostradale e di quattro gallerie in Val d’Aosta (148). “Pozzi dà incarichi professionali miliardari al Lunardi-progettista, Lunardi-progettista diventa ministro, il Lunardi-ministro nomina Pozzi presidente dell’ANAS” ha commentato il giornalista Gianni Barbacetto il circolo vizioso che ha posto l’ex manager Rav a capo della società titolare del 12,25% delle azioni della Società Stretto di Messina (149).
E’ proprio in tema di Ponte che appaiono più evidenti i conflitti d’interessi dei nuovi incaricati dal governo alla gestione delle Grandi Opere. Da qualche mese sono stati nominati i nuovi membri del consiglio d’amministrazione della Stretto di Messina, più alcuni ‘consulenti’ da affiancare per la riprogettazione dell’infrastruttura. Le sorprese sono tante. Il neo amministratore delegato della società ad esempio, è il dottor Pietro Ciucci, attuale consigliere di Alitalia e di Rai Holding, direttore generale dell’IRI e componente del Collegio dei liquidatori dell’istituto di Via Veneto. Trasporti, emittenza televisiva e settore industriale, quasi a volere enfatizzare i pilastri su cui poggia il ‘modello di sviluppo’ dell’era Berlusconi. Ciucci, però, ha un curriculum vitae ancora più ampio e ramificato: dal 1969 al 1987 ha lavorato come direttore amministrativo nella Società Autostrade; poi è passato alla presidenza della finanziaria Cofiri e alla vicepresidenza della Banca di Roma e, infine, è stato nominato membro dei consigli d’amministrazione di colossi del settore creditizio ed industriale come l’ABI, la Banca Commerciale Italiana, il Credito Italiano, la Stet, Finmeccanica, Aeroporti di Roma, e della stessa società Autostrade. Come è possibile notare molte di queste società o dei gruppi che ne detengono i pacchetti azionari sono tra i maggiori concorrenti alla cofinanziazione-realizzazione-gestione del Ponte di Messina.
A dar soluzione agli enormi problemi di tipo tecnico-strutturale della infrastruttura che si vorrebbe realizzare nello Stretto, Pietro Lunardi ha chiamato il professore di tecnica delle costruzioni Remo Calzona, anchegli impegnato in prima persona, insieme allo stesso ministro delle infrastrutture, nella progettazione dellAlta Velocit e dei tunnel autostradali del Raccordo Valdostano. Remo Calzona è stato nominato presidente del comitato tecnico che dovrà sovrintendere all'adeguamento del progetto del Ponte di Messina, mentre già circola il suo nome tra i candidati che potrebbero assumere la carica di commissario straordinario per la realizzazione dell'opera.
Nella classifica degli impresentabili spicca poi il nome di Lino Cardarelli, fresco di nomina nel consiglio d’amministrazione della Stretto di Messina, a cui è transitato dopo aver fatto parte per circa un anno della segreteria particolare del ministro Pietro Lunardi. Cardarelli è uno dei tanti miracolati dalla rapida fine del ciclone Mani Pulite e dall’altrettanto repentino passaggio alla seconda repubblica: arrestato per finanziamento illecito ai partiti quando era dirigente della Montedison di Schimberni, ne è poi uscito ‘assolto’ per intervenuta prescrizione del reato (150). Nelle file degli impresentabili c’è poi l’ex amministratore delegato della Stretto di Messina, il dottor Carlo Bucci, riconfermato tra i membri del nuovo consiglio d’amministrazione della società. In questo caso non si tratta di qualche errore di gioventù ma di una riprovata ignoranza in tema storico-ambientale. E’ sufficiente riportare una sua dichiarazione ad un convegno sui trasporti, a cui la Gazzetta del Sud non poteva non dare grande rilevanza. “Di tutte le possibilità di collegamento – ha sottolineato Bucci – il Ponte è la più ecologicamente compatibile: non ha fondamenta in acqua ma poggia sulla terraferma, dunque non altera l’equilibrio marino, né scarica nulla a mare”. Bucci ha poi aggiunto che nell’arco di otto anni, i lavori per il Ponte impegneranno un indotto “di 75 mila persone: gli abitanti virtuali di una città invisibile che prospererà sulla costruzione di un’opera di rilievo planetario, la prima che sarà realizzata in Italia dopo il Duomo di Milano, sorto 700 anni fa” (151). Forse Bucci non conosce Piazza San Pietro, il Duomo di Firenze e la Torre di Pisa, ma la cosciente menzogna sull’indotto, moltiplicato per dieci volte il suo valore reale, è proprio imperdonabile.
Ciao


Una cosa è certa: per costruirlo servono un mare di soldi, che per ora lo Stato non può erogare.
Quali privati si arrischierebbero a finanziare un ponte modernissimo costruito prima e dopo collegamenti ferroviari e stradali obsoleti, a bassa velocità e basso volume di traffico (rispetto a quanto potrebbe offrire il ponte, beninteso)?


tu fai un discorso tecnico...ma secondo me il problema e', chi ci guadagna a fare questo ponte?
Ciao


In Origine Postato da Volodate
tu fai un discorso tecnico...ma secondo me il problema e', chi ci guadagna a fare questo ponte?
Ciao
Non ne ho idea, io piuttosto mi chiedo: chi ci rimette?
E soprattutto, chi dovrebbe metterci i soldi e (presumo) non li ha o non ha alcuna intenzione di sganciarli?
Insomma, quello che sostengo è che il dibattito è ozioso, 'sto ponte senza soldi non si può fare. Banale, no?
Secondo me è inutile chiedersi a chi giova se prima non si verifica che tutte le condizioni per costruirlo sono soddisfatte.....ovvio che, se costruito, giova alle società che parteciperanno alla costruzione dell'opera, ed è ovvio che fra queste ce ne sarà qualcuna legata a doppio filo al ministro Lunardi.....ormai il conflitto d'interessi in questo governo è diventato prassi istituzionale.....roba da matti.....


La Sicilia ha bisogno di tante altre cose... il ponte non serve...
B.


Cio guadagna solo la Mafia di dell`Utri


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Livio