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    Thumbs up Lega:No al voto agli immigrati!

    Muro contro muro sul voto agli immigrati


    Diatriba sul voto agli extracomunitari tra Polo e Ulivo. Il leghista Stiffoni: "Finchè siamo al governo non se ne fa niente". Diliberto: "Votino anche alle politiche".



    ROMA- Nuovo scontro sul voto agli immigrati tra maggioranza e opposizione. Qusta volta la diatriba riguarda i Ds e la Lega nord che per bocca del senatore Piergiorgio Stiffoni critica duramente la proposta di legge presentata ieri dalla Quercia volta ad estendere il diritto di voto agli immigrati residenti in Italia da almeno cinque anni. Pur riconoscendo la liceità dell’iniziativa diessina: “E’facoltà di ogni parlamentare presentare proposte e disegni di legge su ogni argomento”, Stiffoni è certo che: “le proposte presentate dai Ds, finché ci sarà questo governo e finché ci sarà la Lega a supportare questo governo, non verranno mai prese in considerazione”. Poi prendendo spunto dai dettami costituzionali dice: “La norma costituzionale italiana prevede che siano i cittadini italiani gli unici a votare a qualsiasi livello elettorale. Successivamente si affretta a rassicurare: “Non siamo disposti a cambiare le norme costituzionali per agevolare chi non ha radici nella nostra terra e chi è oggi in Italia e domani può ritornarsene al suo paese. Il senatore del Carroccio chiosa con una stilettata all’ex ministro Livia Turco, alla quale consiglia di “mettersi l’anima in pace come a tutti gli ascari di sinistra, perché anche su queste motivazioni si è basato il programma elettorale che ha premiato questo tipo di maggioranza”.

    Di tutt’altro avviso è il segretario dei Comunisti italiani Oliviero Diliberto che approva la proposta presentata dai Democratici di sinistra: “Appoggio convintamente la proposta dei Ds di concedere il voto agli immigrati che svolgono regolare lavoro in Italia. E’un atto di giustizia elementare. Diliberto si spinge anche oltre: “Concedere il voto alle amministrative mi sembra più una concessione, che non il riconoscimento pieno di un diritto. Successivamente prende spunto dalle legislazioni vigenti in altri paesi che concedono il diritto di voto agli emigranti italiani: “Se hanno diritto al voto, giustamente, gli italiani all’estero, perché non dovrebbero averlo gli immigrati che risiedono da noi e contribuiscono, con il loro lavoro, allo sviluppo del nostro paese? Il Segretario conclude con un annuncio: “Il Pdci ha preparato una proposta di legge per il pieno diritto di cittadinanza che presenterà a breve”.


    (16 LUGLIO ORE 19:00)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    «Gli immigrati devono poter votare». La campagna dei ds per le amministrative
    di Massimo Franchi



    La ragazza è sorridente. La scritta dice: “È nata a Teheran, ama un italiano, va pazza per Alex Britti, vive e lavora a Pisa da 5 anni. Sarebbe orgogliosa di votare italiano”. Il bimbo asiatico ha una mano sulla bocca. “È nato in Italia, va a scuola con i nostri figli, tifa per Totti, adora la pizza. Perché domani non dovrebbe votare italiano?”. Messi da parte gusti musicali e calcistici dei protagonisti, la campagna pubblicitaria lanciata dai Democratici di sinistra sul diritto di voto agli immigrati per le elezioni amministrative è efficace. Mostra i volti di persone che lavorano in Italia da anni, ma che, a differenza di quanto accadrebbe loro nella stragrande maggioranza dei paesi europei, non godono del diritto di voto. Denuncia la situazione di tutti i bambini con genitori stranieri che affollano le nostre scuole, costretti ad attendere di aver compiuto diciotto anni per avere la cittadinanza italiana.

    Da oggi in tutte le Feste de l’Unità sarà possibile firmare la petizione popolare per riconoscere la partecipazione al voto agli immigrati, per istituire la cittadinanza europea di residenza e per riformare la legge italiana sulla cittadinanza. «Il nostro obiettivo - spiega Livia Turco - è quello di raccogliere un milione di firme per poi portarle al Parlamento italiano e a quello europeo. Questa è una battaglia di civiltà che riguarda il futuro del nostro paese, la portiamo avanti con molta convinzione». Come previsto in un disegno di legge già presentato nel 2001, si chiede l’elettorato attivo nelle elezioni locali per i cittadini stranieri che risiedono in Italia da cinque anni. In più si propone la cittadinanza europea di residenza e il voto nelle elezioni europee per chi è nel nostro continente da 5 anni, come chiede un emendamento presentato dall’europarlamentare Ds Elena Paciotti. Per ultimo, i Ds propongono di riformare la legge sulla cittadinanza del 1991. «È una legge penalizzante - continua l’ex ministro per la Solidarietà sociale - in cui ciò che conta è il legame di sangue. Crediamo che sia necessario voltare pagina rispetto al modo in cui si parla di immigrazione in Italia. Basta con l’equazione immigrazione uguale sbarchi, clandestini e sanatorie. È un fenomeno che sta cambiando il paese in cui viviamo con i matrimoni misti, i figli di seconda generazione, la scuola con la crescita tumultuosa del numero di bambini stranieri. La politica non può trovarsi spiazzata da questo cambiamento a cui il governo non dà un minimo di attenzione e delega a Comuni e volontariato la gestione del problema».
    E molti sono i Comuni italiani che stanno portando avanti esperienze di Consulte degli stranieri, veri e propri parlamentini votati dagli immigrati. Non a caso quasi tutte queste esperienze sono in regioni guidate dal centro sinistra. L’esperienza più avanzata è quella di Modena, dove presidente e vice della Consulta stranieri da giugno hanno un gettone di presenza uguale a tutti gli altri consiglieri comunali. Per restare in Emilia-Romagna, anche Ravenna e Rimini hanno le loro Consulte, mentre è proprio di qualche giorno fa la proposta del presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, di estendere agli immigrati il diritto di voto alle Regionali.
    «È necessario - insiste Turco - passare dalla politica della paura alla politica della convivenza, noi proponiamo un patto di diritti e doveri tra stranieri e cittadini italiani: un messaggio di speranza, fiducia e anche serenità all’Italia. La partecipazione politica è principio per eccellenza che sancisce un valore e dà pari dignità. Nelle esperienze locali già portate avanti è emerso che gli immigrati chiamati a partecipare sono più responsabili, diritti ma anche doveri dunque. Solo così potremo avere una democrazia inclusiva, non monca come quella che abbiamo ora». Copiando magari dalla Spagna di destra di Aznar, dove gli immigrati votano per tutte le elezioni amministrative e il grado di coesione sociale è molto più alto. L’ex ministro che ha dato il nome assieme a Napolitano alla oramai rimpianta legge sull’immigrazione, aveva già tentato, proprio con un articolo di quella legge, di introdurre il diritto di voto per le elezioni amministrative, ma un po’ il fuoco di sbarramento della Lega, un po’ il rischio che il provvedimento rischiasse di essere incostituzionale, la fecero desistere, stralciando l’articolo. Così il disegno di legge presentato il primo agosto 2001 dalla stessa Turco con Violante, Montecchi e Soda è una “proposta di legge costituzionale”, con annesso iter più lungo e complesso.
    «Già nella mia dichiarazione di voto sulla modifica costituzionale per il voto degli italiani all’estero - ricorda Vannino Chiti, coordinatore segreteria Ds - avevo ricordato la necessità di dare questo diritto agli immigrati in Italia e anche Tremonti riconobbe che il problema esisteva. In più credo che come accaduto in Toscana, gli Statuti regionali possono essere l’occasione per dare più rilevanza al tema e fare dell’immigrazione una potente molla propulsiva di cambiamento e sviluppo come in tutti i paesi moderni, cosa che da noi non accade a causa della Bossi Fini».
    A questo proposito al Festival nazionale dei migranti che si è aperto ieri sera agli ex Mercati generali a Roma, c’è un muro che ricorda il mare con su scritto “No alla fortezza Europa” e sarà lanciato un concorso di scultura per il “monumento al naufrago migrante», per ricordare tutti quelli che il diritto di voto l’hanno perso su una carretta in viaggio verso il nostro paese.

    http://www.unita.it/index.asp?SEZION...TOPIC_ID=27397
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
    Fieramente Leghista
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    Predefinito Re: Lega:No al voto agli immigrati!

    Originally posted by Der Wehrwolf
    Muro contro muro sul voto agli immigrati


    Diatriba sul voto agli extracomunitari tra Polo e Ulivo. Il leghista Stiffoni: "Finchè siamo al governo non se ne fa niente".
    E questo è il motivo più che sufficiente per restare al governo insieme con certi farabutti. Al di là di tante chiacchere di gente che è troppo ingenua per capire, o che fa finta di non capire...

  4. #4
    Ludovico
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Lega:No al voto agli immigrati!

    Originally posted by halexandra
    E questo è il motivo più che sufficiente per restare al governo insieme con certi farabutti. Al di là di tante chiacchere di gente che è troppo ingenua per capire, o che fa finta di non capire...
    Il fatto che il sinistrume voglia dare il voto agli immigrati è naturale, ovvio. Se fosse per gli altri partiti della Casa del Likud, lo stesso, non ci sarebbero problemi o molto pochi. Il voto agli immigrati è quindi nel destino del paese.
    Il problema che ci si deve porre è quale comportamento politico deve assumere la Lega in questo momento per il suo futuro anche in relazione al voto dei suoi elettori.

  5. #5
    Totila
    Ospite

    Predefinito Festa Nazionale dell'Unità

    Nella multietnica Festa dell' "United Colors of Benetton" di Roma, la Turco chiede per i "migranti" (si chiamano così e non clandestini, gnurant leghisti!) la possibilità di votare. Per la sinistra, ovviamente.

  6. #6
    Fieramente Leghista
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    Predefinito Vivere alla giornata...

    Originally posted by Ludovico
    Il fatto che il sinistrume voglia dare il voto agli immigrati è naturale, ovvio. Se fosse per gli altri partiti della Casa del Likud, lo stesso, non ci sarebbero problemi o molto pochi. Il voto agli immigrati è quindi nel destino del paese.
    Il problema che ci si deve porre è quale comportamento politico deve assumere la Lega in questo momento per il suo futuro anche in relazione al voto dei suoi elettori.
    La questione è molto semplice, Ludovico, come ho detto altre volte, la differenza è che, molto prosaicamente, i banditi democristian-liberalmassonici nostri alleati oggi come oggi il voto agli allogeni non lo darebbero semplicemente perchè non converrebbe loro, in quanto si rendono conto benissimo che, al momento, gli extracom voterebbero in massa il sinistrume loro difensore fanatico ed accreditato.
    E questo ovviamente toglierebbe loro le cadreghette dorate di sotto al posteriore, unico loro motivo di esistere in politica...
    Anche se poi molti di questi galantuomini non avrebbe gran difficoltà a riciclarsi saltando dall'altra parte del fosso.

    Ovviamente non sono così ingenua da non sapere che certo democristianume della cdl gli extracom se li vorrà coltivare per bene nel futuro anche prossimo, ma per ora la situazione è quella che ho descritto...

    E in politica bisogna sapere vivere adeguandosi alla situazione del momento, cercando di portare avanti i propri ideali senza quella rigidità paralizzante che è il frutto peggiore di una visione ideologica, sapendo cambiare strategie a seconda delle condizioni che mutano a velocità vertiginosa nella società di oggi.

  7. #7
    Ludovico
    Ospite

    Predefinito Re: Vivere alla giornata...

    Originally posted by halexandra
    E in politica bisogna sapere vivere adeguandosi alla situazione del momento, cercando di portare avanti i propri ideali senza quella rigidità paralizzante che è il frutto peggiore di una visione ideologica, sapendo cambiare strategie a seconda delle condizioni che mutano a velocità vertiginosa nella società di oggi.
    Sono d'accordissimo, cara halexandra. Auguriamoci solo che la Lega non si "adegui" troppo.

 

 

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