L'intervista. Uno studente (sceriffo) musulmano non tradisce Khatami
di Antonello Sacchetti
Innanzitutto una breve presentazione. Quanti anni hai, dove vivi, che studi fai. E perché hai scelto come soprannome Kalantar?
Prima di rispondere alle domande, vorrei spiegare che la situazione sociale e politica dell'Iran non è quello raccontato dai media occidentali. Come iraniano, mi dispiace tantissimo che l'Iran non abbia una rete internazionale capace di spiegare al mondo il vero volto del nostro Paese. Ad ogni modo, ho 23 anni e vivo a Teheran. Studio ingegneria meccanica. Kalantar in persiano vuol dire sceriffo. Ho creato un blog con questo nome per creare un dibattito sui problemi grandi e piccoli della società iraniana. Weblogestan, il mio blog, è appunto la terra di Kalantar.
Cosa volete voi studenti iraniani? Libertà, benessere? Qual è la condizione del popolo iraniano e dei giovani in particolare?
Non chiediamo poi molto. Vogliamo essere indipendenti. E vogliamo scegliere da soli come vivere, vogliamo che sia l'Iran a scegliere ciò che desidera. Vogliamo la nostra democrazia, non quella che l'Occidente e gli Usa in particolare vorrebbero decidere per noi. Vogliamo la nostra identità iraniano e islamica. Ma da quando abbiamo chiesto questo al mondo, i Paesi più potenti ci hanno risposto di no. Da quando abbiamo abbattuto la dittatura dello Scià, hanno cominciato a crearci problemi. Vari tipi di problemi, dagli otto anni di guerra con l'Iraq, alle sanzioni economiche, agli innocenti uccisi mentre andavano in vacanza (il 3 luglio è stato l'anniversario dell'abbattimento da parte della Marina Usa di un aereo civile iraniano diretto a Dubai).
Dove vuole arrivare la vostra protesta? Avete paura? Chi sono i vostri nemici?
Credo di parlare abbastanza di tutto questo nel mio blog. La protesta è nata contro la privatizzazione dell'università, ma i politici ne hanno fatto una protesta politica. Tutti, da Bush ad alcuni parlamentari, persino alcuni studenti iraniani, vogliono avere un tornaconto da questa storia. E la protesta perde il suo senso.
Cosa pensi del presidente Khatami?
Mi piace moltissimo. Ha infranto alcuni tabù della società iraniana. E' un'energia nuova per l'Iran. Ha mostrato il volto positivo dell'Iran e dell'Islam al mondo. Sembra aver recuperato alcuni obiettivi della rivoluzione del 1979 che erano stati dimenticati negli anni passati. E' il nuovo spirito nel corpo rivoluzionario iraniano.
Quali sono le differenze tra questo movimento studentesco e quello del 1999? Ci sono leader nel movimento? Come possono gli altri Paesi darvi una mano?
"Movimento studentesco"… Non conosco il reale significato di questa parola nella vostra lingua. In Iran il movimento non è una novità, è una realtà che esiste da anni. Fu uno degli elementi più importante della Rivoluzione del 1979. Gli studenti sono tra i più informati e consapevoli di quanto accade intorno a loro. Lo hanno dimostrato nel 1979 sostenendo la Rivoluzione e nel 1999 appoggiando il Presidente Khatami. Non abbiamo bisogno del sostegno di gruppi di opposizione che sono fuori dell'Iran. Loro non hanno a cuore il destino dell'Iran o degli studenti iraniani. Vogliono soltanto combattere la Repubblica Islamica dell'Iran. Quando nel 1979 il popolo votò per la Repubblica Islamica, fu un grosso shock per molti di questi gruppi. Basta vedere quali gruppi sostengono le manifestazioni del 9 luglio. Sono tutti gruppi contrari alla Repubblica Islamica, che vogliono cambiare regime in Iran. No, no, il loro sostegno è negativo per il nostro movimento. Io credo nella Repubblica Islamica, non credo nelle cose negative fatte in nome dell'Islam. Abbiamo molti problemi nel nostro Paese, determinati sia da fattori esterni che interni al Paese. Da Paesi contrari alla Repubblica Islamica e dai gruppi di opposizione all'estero. Se altri Apesi riducessero la loro pressione sull'Iran, noi potremmo risolvere i nostri problemi. In altre parole, posso dire che il movimento studentesco non è un movimento di opposizione.
La maggioranza degli iraniani di oggi è nata dopo la Rivoluzione Islamica. Hai qualche idea di come era il Paese sotto lo Scià? I più anziani come parlano di quel periodo?
Non so molto di quel periodo. Conosco qualcosa dai libri e dai racconti della gente. Uno dei problemi più grandi sotto lo Scià era l'Islam. La maggior parte degli iraniani sono religiosi, l'Islam è parte dell'identità iraniana. L'Islam è nel nostro sangue e nella nostra carne. Anche in chi rifiuta l'Islam. Ad esempio, tutti gli iraniani, anche chi non è credente, saluta sempre dicendo 'Salam'. Ma lo Scià non lo capiva e ha sempre combattuto l'identità islamica. Se avesse rispettato l'Islam (come i re arabi, ad esempio), forse la Rivoluzione del 1979 non ci sarebbe stata. Le persone più anziane parlano degli anni dello Scià come di un periodo buio. La paura, le condizioni economiche difficili, l'oltraggio alla legge islamica, la totale dipendenza economica e politica dall'Occidente e dagli Usa in particolare… Credo ch ese ci fosse ancora lo Scià, l'Iran sarebbe ormai terra americana. Noi vogliamo essere indipendenti e da 23 anni ne paghiamo il prezzo.
Secondo i dati delle Nazioni Unite l'Iran è oggi un Paese più sviluppato rispetto al 1979. E' così? Credi che la Rivoluzione sia stato un evento positivo nella storia del tuo Paese?
Non so se sono d'accordo. Non conosco l'era dello Scià e non ho gli elementi per valutare questi dati. Ma se confronto l'Iran del 1990 (la mia infanzia) a quello di oggi, noto molte differenze. Ricordo le lunghe file per una bottiglia di latte per il mio fratellino appena nato. Ricordo che avevamo black out almeno una volta la settimana. Ricordo lunghe code in inverno per avere combustibile per il riscaldamento e tante altre cose del genere. Era una vita dura. Ora è tutto più semplice. La gente può spendere di più e avere tutto. Alcune cose sono care, ma si può trovare di tutto.
Qual è la situazione dei diritti umani in Iran? Puoi farmi qualche esempio?
In Iran vige la legge islamica che definisce l'uomo una creatura a due dimensioni, una fisica e una spirituale. I diritti umani nell'Islam sono definiti su questa base. Nella visione islamica la parte spirituale dell'uomo è più importante del corpo. La parte spirituale è eterna e per questo la legge islamica definisce ciò che è buono per ciò che di eterno c'è nell'uomo. Solo così una vita retta per la parte terrena sarà buona per la parte eterna. A causa di questa visione dell'uomo, ci sono alcune differenze tra la concezione dei diritti umani nell'Islam e altre definizioni dei diritti umani. Ma questo non vuol dire che noi applichiamo la legge islamica nel migliore dei modi in Iran. No, non potremmo ancora. Ma è il nostro fine ultimo.
In Italia sono in molti a credere che il movimento degli studenti iraniani sia una conseguenza della caduta di Saddam Hussein in Iraq. E così? Siete più motivati dopo la caduta del regime iracheno?
No, credo che questa visione sia una conseguenza dell'attività dei media occidentali contro la Repubblica Islamica dell'Iran. Dopo l'Iraq, è la volta dell'Iran. Ma quella contro di noi non può essere una guerra militare. Allora comincia la sua guerra in altri modi, come sostenendo gruppi d'opposizione al governo iraniano.
Cosa pensi dell'appello di George W. Bush agli studenti iraniani?
Molti iraniani vedono negli Usa e nel suo governo il nemico dell'Iran. Se conosci un poco della nostra storia capisci perché. Durante gli 8 anni di guerra contro l'Iraq, gli Usa furono i primi sostenitori di Saddam. Gli diedero moltissime armi, da quelle convenzionali a quelle di distruzione di massa. Persino la marina Usa sparò contro lacune nostre navi nel Golfo Persico durante quella guerra. Dopo la Rivoluzione gli Usa bloccarono molto denaro iraniano nelle loro banche. Per anni gli Usa hanno sostenuto i gruppi terroristi di Monafeghin che ha ucciso molta gente innocente in Iran. Gli Usa furono tra i principali sostenitori della dittatura dello Scià. Quasi tutti gli iraniani odiano il governo Usa e Bush. Anche gli studenti iraniani. Bush sostiene i gruppi antigovernativi e il movimento studentesco non è un movimento anti governativo. Bush ha una visione sbagliata degli studenti iraniani.
Qual è il tuo sogno? Una democrazia parlamentare? Credi che l'Iran debba rimanere uno Stato islamico?
Io credo nella democrazia islamica. Credo nella Repubblica islamica. Credo sia la più completa del mondo.
Come vedi il futuro della regione dopo la caduta del regime dei Talebani in Afghanistan e quello di Saddam Hussein in Iraq? L'Iran è in un cul de sac?
Cos'è un cul de sac??!? Uno degli obiettivi degli Usa nel Medio Oriente è cambiare la mappa politica della regione Vogliono controllare le risorse energetiche mondiali, in modo da controllare più facilmente tutto il mondo, dal Giappone alla Cina, dalla Francia alla Germania all'Italia Gli Usa non possono sconfiggere l'Iran con la guerra. Perciò combattono l'Iran con mezzi politici, economici e culturali. Ora l'Iran è quasi completamente circondato dagli Usa. I Paesi arabi a Sud dell'Iran sono nelle loro mani. Il Pakistan, dopo i Talebani, obbedisce molto bene. In Turchia l'esercito è agli ordini degli Usa. I Paesi a Nord dell'Iran hanno chiesto aiuto agli Usa per salvare le loro economie. L'Afghanistan ora è terra americana. L'ultimo a cadere nelle mani Usa è stato appunto l'Iraq (ma credo che gli americani dovranno fare i conti con grossi problemi lì). Ora gli stati Uniti hanno tutto per aumentare la pressione sull'Iran, contro il programma nucleare di Boshehr. Pakistan e India hanno armi nucleari, ma gli Usa non esercita alcuna pressione su di loro. Israele è un altro esempio.
Sei religioso? Potresti spiegare in poche parole a un cattolico italiano cosa significa essere sciita?
Sì, sono religioso. E' difficile spiegare lo sciismo in poche parole. Puoi vedere la forza dello sciismo in Iran, ovviamente.
Sciita è un religioso che dice: "Morire con orgoglio è meglio che vivere nella paura e nella schiavitù. Un'ora di pensiero è meglio di 70 anni di preghiera. Se la notte dormi mentre un tuo fratello di fede ha bisogno di te, non sei un vero musulmano".
Cosa pensi della letteratura e della cultura italiana?
Hmmmm.. A essere sincero non conosco nulla. Dell'Italia so che è una terra di grandi artisti e stilisti. Anche la mafia è un fenomeno molto conosciuto. Recentemente è diventato famoso in Iran Eduardo Agnelli. Un programma Tv che ha spiegato come è diventato musulmano e come è stato ucciso (sic, ndr) lo ha reso famoso in Iran. C'è anche un weblog persiano a suo nome.
(domenica 13 luglio 2003)
Tratto da www.clorofilla.it




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