Martedì 22 luglio 2003
Gianfranco Fini di fronte ai diktat della
Destra Sociale
di Ruggiero Capone
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“Devi tornare al partito”, con questo imperativo la Destra Sociale chiede a Fini di lasciare Palazzo Chigi. I seguaci di Storace ed Alemanno sanno benissimo che il vicepremier non lascerà mai il Governo per tornare ad An. Ma Francesco Storace, inducendo Fini ad una scelta precisa, sta pian pianino portando il partito verso il triumvirato, che vedrebbe proprio Storace gestire il partito in buona compagnia di Fini e Nania. Ma il trimvirato non garba a Destra Protagonista (corrente che fa capo a Gasparri, La Russa e Bocchino), perché assisterebbe all’occupazione di via della Scrofa da parte della Destra Sociale. “Se Fini lascia il governo, la Casa delle Libertà è finita”, sentenzia il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri, che bolla ogni proposta modificativa come assurda. “Dopo il fallimento della cabina di regia sulle politiche economiche - sostengono invece Storace ed Alemanno - il ritorno di Fini a via della Scrofa sarebbe il segnale necessario da dare agli alleati di governo, la risposta indispensabile per far ripartire il partito: dobbiamo chiedere a Fini definitivamente di scegliere tra partito e governo”.
Ad Orvieto, dove s’è svolta la tre giorni dell’Associazione Culturale di Area, s’è parlato de “il tempo delle scelte, governare l’Italia, rilanciare la destra”: iniziativa nell’ambito del convegno (giunto alla sua quarta edizione) dedicato ai quadri dirigenti della Destra Sociale. E Gianni Alemanno e Francesco Storace hanno dimostrato d’avere un ottimo dialogo con l’Udc (in special modo con il ministro per le Politiche Comunitarie, Rocco Buttiglione) e con i sindacati Cisl e Uil. E non è un mistero che la Destra Sociale controlli l’Ugl (ex Cisnal). Tutti fattori di consenso che non giocano a favore di Gianfranco Fini che, come ben sappiamo, non gode della stima delle parti sociali. E che il vicepremier non avesse la forza sufficiente a reggere sia il partito che l’azione di governo era emerso già tante volte. E con l’aborto della cabina di regia è anche tramontata l’idea finiana di fare di An un “partito del presidente”, struttura finiana in cui operare solo la convergenza su idee finiane: ma è mancata la volontà da parte delle correnti d’omologarsi sulle idee del presidente. Oggi in An conta Gianni Alemanno, ed in futuribile rimpasto il presidente Fini sa bene di non poter sostituire il ministro delle Politiche Agricole (Alemanno, appunto), pena la perdita d’un pezzo di An che andrebbe a costituire partito a sè stante. A Gianni Alemanno, Francesco Storace ed ai partecipanti al meeting della Destra Sociale, è giunto puntuale e “finiano” il messaggio del viceministro Adolfo Urso sull’azione di Alleanza Nazionale.
“Si apre - ha affermato Urso - la seconda fase del governo e quindi della legislatura: nessuna verifica di governo, perché la verifica politica è chiusa”. Così il viceministro alle Attività Produttive (Adolfo Urso) ha sottolineato che “si tratta ora di affrontare i temi secondo gli obiettivi che ci siamo dati nel Dpef, quali: una politica per lo sviluppo, per le imprese e per le famiglie e un percorso per una consultazione che verrà fatta con tavoli tecnici, quindi con la partecipazione al dialogo sociale: percorso - ha spiegato Urso - che dovrà portare alla realizzazione della legge finanziaria che ha l’obiettivo di stimolare lo sviluppo e la ripresa”. Per Urso, Gasparri e La Russa è vietato toccare la totale egemonia finiana su An, per Storace è ora d’iniziare a cedere alla Destra Sociale un terzo degli uffici di via delle Scrofa.
Ruggiero Capone




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