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Ci sono ovviamente molti problemi che la vita ci pone: alcuni dei più noti sono rappresentati da domande quali “Perché noi uomini nasciamo”?,”Perché moriamo”?,”Perché passiamo tanta parte del tempo concessoci a portare orologi da polso digitali”?.
Molti,molti milioni di anni fa una razza di esseri iperintelligenti e pandimensionali (il cui aspetto fisico nel loro proprio universo pandimensionale non era diverso dal nostro) ne ebbero così le tasche piene che il continuo bisticciare a proposito del significato della vita continuasse a interrompere il loro passatempo preferito (che era l’Ultra-cricket Fottazzo,uno strano gioco che consisteva nel colpire all’improvviso le persone senza nessun motivo,e poi scappare via) che decisero di mettersi a tavolino per risolvere una volta per tutte i loro problemi.
Finirono per costruire un immenso computer,così straordinariamente intelligente che ancor prima che le sue banche dati fossero collegate aveva già cominciato a dire “Penso,dunque sono”,era quindi passato a dedurre l’esistenza del budino di riso e delle imposte sul reddito finchè qualcuno non era riuscito a spegnerlo.
Era grande come una cittadina.
La sua consolle principale fu installata in un ufficio da executive progettato all’uopo e fu montata su un’enorme scrivania da executive,una scrivania del più fine ultramogano,ricoperta di lussosa pelle ultrarossa. La moquette era abbastanza sontuosa: intorno alla stanza,facevano sfoggio di sé vasi di piante esotiche e fini incisioni rappresentanti i principali programmatori del computer con le loro famiglie. Solenni finestre davano su una pubblica piazza contornata di alberi.
Il giorno della grande attivazione due programmatori vestiti in modo sobrio arrivarono con le loro borse sobrie e furono fatti entrare con circospezione nell’ufficio. Erano consci che quel giorno avrebbero rappresentato l’intera razza umana nel momento culminante della sua storia,e si comportarono con estrema calma e senso di responsabilità: si sedettero rispettosamente davanti alla scrivania,aprirono le loro borse e tirarono fuori i loro notes in pelle.
I due programmatori si chiamavano Lunkwill e Fook. Restarono seduti alcuni attimi in perfetto e deferente silenzio,poi,dopo avere scambiato una tranquilla occhiata con Fook,Lunkwill si protese in avanti e toccò un piccolo pannello nero.
Un acuto ronzio indicò che l’immenso computer era attivato. Dopo un breve silenzio,questo parlò loro con voce sonora e profonda.
Disse:-Qual è il grande compito per il quale io,Pensiero Profondo,il secondo più grande computer dell’Universo del Tempo e dello Spazio sono stato chiamato in vita?
Lunkwill e Fook si guardarono l’un l’alro sbigottiti.
-Il tuo compito,o computer,,,- attaccò Fook.
-No,un attimo,c’è un errore- volle puntualizzare Lunkwill,preoccupato.-Noi abbiamo inteso progettare il computer più grande che sia mai esistito,e non il secondo più grande. Pensiero Profondo –e qui Lunkwill si rivolse direttamente al computer- non sei dunque come noi abbiamo inteso farti,ovvero il più grande e potente computer di tutti i tempi?
-Mi sono descritto come il secondo più grande- disse Pensiero Profondo –e tale sono.
I due programmatori si scambiarono un’altra occhiata preoccupata. Lunkwill si schiarì la voce.
-Ci dev’essere un errore- ribadì –Non sei forse un computer più grande del Gargantucervello Miliardo di Maximegalon,che può contare tutti gli atomi di una stella in un millisecondo?
-Il Gargantucervello Miliardo?- disse Pensiero Profondo con palese disprezzo –E’ solo un pallottoliere. Non menzionatelo nemmeno!
-E non sei forse –domandò Fook,protendendosi ansiosamente in avanti – un analista più grande del Pensatore della stella Googlepex,nella settima galassia di Luce e Ingegnosità,il quale sa calcolare la traiettoria di ogni singola particella di polvere per tutta la durata delle tempeste di sabbia di Dangrabat Beta,che si prolungano per cinque settimane?
-Cosa volete che sia una tempesta di sabbia che si prolunga per cinque settimane? –protestò Pensiero Profondo,altezzoso. – Chiedete una cosa del genere a me,che ho contemplato addirittura i vettori degli atomi dello stesso Big Bang? Non seccatemi con queste robette da calcolatori tascabili!
I due programmatori rimasero per un attimo immersi in un imbarazzato silenzio. Poi Lunkwill si sporse di nuovo in avanti.
-Non sei forse –chiese- un dialettico più diabolico del Grande Attaccabrighe Neutronico Iperbolico Onni-analogico di Ciceronico 12,detto anche il Magico e l’Infaticabile?
-Il Grande Attaccabrighe Neutronico Iperbolico Onni-analogico -disse Pensiero Profondo scandendo le parole- a furia di parlare potrebbe far perdere le zampe a un Mega-asino di Arturo,ma solo io potrei persuadere questo a camminare,dopo.
-Allora dov’è il problema –chiese Fook.
-Non c’è nessun problema –disse Pensiero Profondo con voce squillante. –Semplicemente,io sono il secondo più grande computer dell’Universo del Tempo e dello Spazio.
-Ma perché il secondo? –insistette Lunkwill. –Perché continui a dire il secondo? Non penserai mica al Macinatore Titanico Perspicutron Multicorticoide,vero? O al Meditomatic? O al…
Lampi di disprezzo balenarono sulla consolle del computer.
-Ma non fatemi sprecare unità di pensiero per parlare di questi imbecilli cibernetici! –tuonò Pensiero Profondo- Quando parlo del primo computer,parlo di quello che dovrà venire dopo di me!
Fook stava perdendo la pazienza. Spinse da parte il notes e borbottò: -Mi pare che questo computer faccia un po’ troppo il messianico.
-Voi non sapete nulla del tempo futuro –disse Pensiero Profondo- eppure io,coi miei circuiti brulicanti di intelligenza,riesco a governare la rotta delle infinite correnti delta delle probabilità future,e a capire che un giorno verrà un computer i cui soli parametri operativi io non sarò degno di calcolare: un computer,però,che infine sarà mio destino progettare...




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