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    Predefinito La vita,l'Universo e tutto quanto.

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    Ci sono ovviamente molti problemi che la vita ci pone: alcuni dei più noti sono rappresentati da domande quali “Perché noi uomini nasciamo”?,”Perché moriamo”?,”Perché passiamo tanta parte del tempo concessoci a portare orologi da polso digitali”?.
    Molti,molti milioni di anni fa una razza di esseri iperintelligenti e pandimensionali (il cui aspetto fisico nel loro proprio universo pandimensionale non era diverso dal nostro) ne ebbero così le tasche piene che il continuo bisticciare a proposito del significato della vita continuasse a interrompere il loro passatempo preferito (che era l’Ultra-cricket Fottazzo,uno strano gioco che consisteva nel colpire all’improvviso le persone senza nessun motivo,e poi scappare via) che decisero di mettersi a tavolino per risolvere una volta per tutte i loro problemi.
    Finirono per costruire un immenso computer,così straordinariamente intelligente che ancor prima che le sue banche dati fossero collegate aveva già cominciato a dire “Penso,dunque sono”,era quindi passato a dedurre l’esistenza del budino di riso e delle imposte sul reddito finchè qualcuno non era riuscito a spegnerlo.
    Era grande come una cittadina.
    La sua consolle principale fu installata in un ufficio da executive progettato all’uopo e fu montata su un’enorme scrivania da executive,una scrivania del più fine ultramogano,ricoperta di lussosa pelle ultrarossa. La moquette era abbastanza sontuosa: intorno alla stanza,facevano sfoggio di sé vasi di piante esotiche e fini incisioni rappresentanti i principali programmatori del computer con le loro famiglie. Solenni finestre davano su una pubblica piazza contornata di alberi.
    Il giorno della grande attivazione due programmatori vestiti in modo sobrio arrivarono con le loro borse sobrie e furono fatti entrare con circospezione nell’ufficio. Erano consci che quel giorno avrebbero rappresentato l’intera razza umana nel momento culminante della sua storia,e si comportarono con estrema calma e senso di responsabilità: si sedettero rispettosamente davanti alla scrivania,aprirono le loro borse e tirarono fuori i loro notes in pelle.
    I due programmatori si chiamavano Lunkwill e Fook. Restarono seduti alcuni attimi in perfetto e deferente silenzio,poi,dopo avere scambiato una tranquilla occhiata con Fook,Lunkwill si protese in avanti e toccò un piccolo pannello nero.
    Un acuto ronzio indicò che l’immenso computer era attivato. Dopo un breve silenzio,questo parlò loro con voce sonora e profonda.
    Disse:-Qual è il grande compito per il quale io,Pensiero Profondo,il secondo più grande computer dell’Universo del Tempo e dello Spazio sono stato chiamato in vita?
    Lunkwill e Fook si guardarono l’un l’alro sbigottiti.
    -Il tuo compito,o computer,,,- attaccò Fook.
    -No,un attimo,c’è un errore- volle puntualizzare Lunkwill,preoccupato.-Noi abbiamo inteso progettare il computer più grande che sia mai esistito,e non il secondo più grande. Pensiero Profondo –e qui Lunkwill si rivolse direttamente al computer- non sei dunque come noi abbiamo inteso farti,ovvero il più grande e potente computer di tutti i tempi?
    -Mi sono descritto come il secondo più grande- disse Pensiero Profondo –e tale sono.
    I due programmatori si scambiarono un’altra occhiata preoccupata. Lunkwill si schiarì la voce.
    -Ci dev’essere un errore- ribadì –Non sei forse un computer più grande del Gargantucervello Miliardo di Maximegalon,che può contare tutti gli atomi di una stella in un millisecondo?
    -Il Gargantucervello Miliardo?- disse Pensiero Profondo con palese disprezzo –E’ solo un pallottoliere. Non menzionatelo nemmeno!
    -E non sei forse –domandò Fook,protendendosi ansiosamente in avanti – un analista più grande del Pensatore della stella Googlepex,nella settima galassia di Luce e Ingegnosità,il quale sa calcolare la traiettoria di ogni singola particella di polvere per tutta la durata delle tempeste di sabbia di Dangrabat Beta,che si prolungano per cinque settimane?
    -Cosa volete che sia una tempesta di sabbia che si prolunga per cinque settimane? –protestò Pensiero Profondo,altezzoso. – Chiedete una cosa del genere a me,che ho contemplato addirittura i vettori degli atomi dello stesso Big Bang? Non seccatemi con queste robette da calcolatori tascabili!
    I due programmatori rimasero per un attimo immersi in un imbarazzato silenzio. Poi Lunkwill si sporse di nuovo in avanti.
    -Non sei forse –chiese- un dialettico più diabolico del Grande Attaccabrighe Neutronico Iperbolico Onni-analogico di Ciceronico 12,detto anche il Magico e l’Infaticabile?
    -Il Grande Attaccabrighe Neutronico Iperbolico Onni-analogico -disse Pensiero Profondo scandendo le parole- a furia di parlare potrebbe far perdere le zampe a un Mega-asino di Arturo,ma solo io potrei persuadere questo a camminare,dopo.
    -Allora dov’è il problema –chiese Fook.
    -Non c’è nessun problema –disse Pensiero Profondo con voce squillante. –Semplicemente,io sono il secondo più grande computer dell’Universo del Tempo e dello Spazio.
    -Ma perché il secondo? –insistette Lunkwill. –Perché continui a dire il secondo? Non penserai mica al Macinatore Titanico Perspicutron Multicorticoide,vero? O al Meditomatic? O al…
    Lampi di disprezzo balenarono sulla consolle del computer.
    -Ma non fatemi sprecare unità di pensiero per parlare di questi imbecilli cibernetici! –tuonò Pensiero Profondo- Quando parlo del primo computer,parlo di quello che dovrà venire dopo di me!
    Fook stava perdendo la pazienza. Spinse da parte il notes e borbottò: -Mi pare che questo computer faccia un po’ troppo il messianico.
    -Voi non sapete nulla del tempo futuro –disse Pensiero Profondo- eppure io,coi miei circuiti brulicanti di intelligenza,riesco a governare la rotta delle infinite correnti delta delle probabilità future,e a capire che un giorno verrà un computer i cui soli parametri operativi io non sarò degno di calcolare: un computer,però,che infine sarà mio destino progettare...
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  2. #2
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    Fook tirò un gran sospiro e guardò Lunkwill.
    -Possiamo andare avanti e fare le domande previste?
    Lunkwill gli fece segno con la mano di aspettare un attimo.
    -Che computer è,questo di cui parli?
    -Ho già detto abbastanza su di esso,per il momento –rispose Pensiero Profondo- Ora chiedetemi quello che volevate chiedermi.
    I due programmatori si diedero un’occhiata,stringendosi nelle spalle. Fook assunse un’aria di grande compostezza.
    -O computer Pensiero Profondo –disse- il compito per il quale ti abbiamo progettato è questo: vogliamo che tu ci dia la Risposta!
    -La Risposta? –ripetè Pensiero Profondo- La Risposta a cosa?
    -Alla vita –esclamò Fook..
    -All’Universo –disse Lunkwill.
    -A tutto! –esclamarono all’unisono.
    Pensiero Profondo fece una pausa per riflettere.
    -Difficile –disse alla fine.
    -Ma ce la puoi fare?
    Il computer fece un’altra pausa significativa.
    -Si –affermò- Ce la posso fare.
    -C’è una risposta? –chiese Fook col fiato sospeso.
    -Una risposta semplice? –puntualizzò Lunkwill.
    -Si –disse Pensiero Profondo- La vita,l’Universo e tutto. Si,c’è una risposta. Ma devo rifletterci su.
    D’un tratto la solennità del momento fu disturbata: la porta si spalancò e due uomini imbufaliti,che indossavano la rozza tonaca azzuro scolorito e la cintura dell’Università Neracroce,irruppero nella stanza spingendo di lato i portieri,che inutilmente tentavano di sbarrare loro la strada.
    -Chiediamo di essere ammessi! –urlò il più giovane dei due,dando una gomitata in gola a una segretaria giovane e carina.
    Su –ribadì quello più vecchio- non potete tenerci fuori! –e spinse via un giovane programmatore che era accorso sentendo il baccano.
    -Chiediamo che non ci teniate più fuori! –strillò ancora l’universitario più giovane,benchè fosse già dentro la stanza e benchè nessuno tentasse più di fermarlo.
    -Chi siete? –domandò Lunkwill,scattando in piedi tutto arrabbiato- Cosa volete?
    -Io sono Majikthise! –dichiarò il più vecchio.
    -E io chiedo di essere Vroomfondel! –urlò il più giovane.
    Majikthise si girò verso Vroomfondel. –Ehi –disse arrabbiato- quello non ha mica bisogno di chiederlo!
    -D’accordo –strillò Vroomfondel,picchiando col pugno sulla vicina scrivania- Io sono Vroomfondel e questa non è una richiesta,ma un fatto concreto! Quello che noi chiediamo sono fatti concreti!
    -No invece! –esclamò irritato Majikthise- E’ quello invece che non chiediamo affatto!
    Quasi nemmeno senza prendere il respiro,Vroomfondel gridò: -Noi non chiediamo fatti concreti! Chiediamo invece una totale assenza di fatti concreti! Chiedo di poter essere o non essere Vroomfondel!
    -Ma chi diavolo siete? –domandò Fook indignato.
    -Noi –disse Majikthise- siamo Filosofi.
    -Anche se possiamo non esserlo –precisò Vroomfondel,menando un minaccioso indice contro i due programmatori.
    -Si,lo siamo –insistette Majikthise- Siamo qui in qualità di rappresentanti dell’Unione Amalgamata dei Filosofi,Saggi,Luminari e Altre Persone Pensanti,e pretendiamo che questa macchina venga disattivata,e disattivata immediatamente.
    -Perché? Qual è il problema? –domandò Lunkwill.
    -Ve lo dico io qual è il problema,amico –attaccò Majikthise- La demarcazione,ecco qual è il problema!
    -Le macchine devono solo far di conto –proseguì ora minaccioso Majikthise- Sta invece a noi occuparci delle verità eterne! Avete bisogno di dare una regolata alla vostra posizione legale,vecchi miei. Secondo la legge,la Ricerca delle Verità Ultime è chiaramente prerogativa inalienabile degli operatori del pensiero. Non vorrete mica che una qualsiasi fottuta macchina trovi le risposte e ci lasci senza lavoro,eh? Voglio dire,a cosa serve che noi stiamo alzati fino a notte fonda discutendo sulla possibilità dell’esistenza di un Dio,se poi questa macchina qui è capace senza il minimo sforzo di darvi la mattina dopo il fottuto numero di telefono di Dio in persona?
    -Esatto –urlò Vroomfondel- Esigiamo aree di dubbio e di incertezza rigidamente definite!
    D’un tratto una voce stentorea rimbombò nella stanza.
    -Potrei fare io un’osservazione,a questo punto? –chiese Pensiero Profondo.
    -Ci metteremo in sciopero –urlò Vroomfondel.
    -Si! –confermò Majikthise- Dovrete affrontare uno sciopero nazionale dei Filosofi!
    Il ronzio che si sentiva nella stanza crebbe d’un tratto d’intensità,perché varie unità ausiliarie,montate in cassette-altoparlanti dignitosamente intagliate e verniciate,intervennero per dare alla voce di Pensiero Profondo maggiore potenza.
    -Volevo solo dire –urlò il computer- che i miei circuiti sono adesso irrevocabilmente impegnati a calcolare la risposta alla Domanda fondamentale sulla vita,l’Universo e tutto. –Fece una pausa per sincerarsi di avere l’attenzione di tutti su di sé,poi continuò,in tono più pacato: -Ma mi ci vorrà un po’ di tempo per elaborare la risposta.
    Fook guardò con impazienza il suo orologio.
    -Quanto?
    -Sette milioni e mezzo di anni –rispose Pensiero Profondo.
    Lunkwill e Fook si guardarono increduli.
    -Sette milioni e mezzo di anni…! –esclamarono all’unisono.
    -Si –ribadì enfatico Pensiero Profondo- Vi avevo detto che ci avrei dovuto riflettere su,no? E mi viene in mente che varare un programma come questo creerà per forza un’immensa pubblicità a tutto il campo della filosofia in generale. Tutti si faranno le loro teorie sulla possibile risposta che io darò alla fine,e chi meglio di voi filosofi potrà sfruttare a suo vantaggio il giro di fantastiliardi dei mass media? Finchè continuerete a beccarvi l’un l’altro e a lanciarvi reciproci insulti dalle pagine dei giornali ad alta tiratura,e finchè avrete agenti abili,potrete spassarvela senza fare un cacchio per tutta la vita. Che ne pensate?
    I due filosofi erano rimasti a bocca aperta.
    -Perdio! –disse Majikthise- questo si che si chiama avere la testa! Ehi,Vroomfondel,perché non ci abbiamo mai pensato prima?
    -Non lo so –disse Vroomfondel,sgomento- Forse i nostri cervelli sono troppo specializzati,Majikthise.
    Così dicendo,i due girarono i tacchi e uscirono dalla stanza,pregustando una vita molto più bella di quella che avessero mai osato sognare anche nei loro sogni più pazzi...
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  3. #3
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    -Una storia molto edificante –commentò Arthur quando Slartibarfast ebbe finito di fare il suo resoconto per sommi capi- ma non capisco cos’abbia a che vedere tutto questo con la Terra,i topi e il resto.
    -Questa non è che la prima parte della storia,terrestre –disse il vecchio- Se vi interessa sapere cosa successe sette milioni e mezzo di anni dopo,il grande giorno della Risposta,permettetemi di invitarvi nel mio studio,dove potrete rivivere personalmente gli avvenimenti grazie alle registrazioni del nostro sens-o-tape. A meno che non ci teniate a fare una passeggiatina sulla superficie della Nuova Terra. Purtroppo i lavori sono ancora a metà: non abbiamo ancora finito di seppellire nella crosta gli scheletri di dinosauri artificiali,poi dobbiamo costruire il periodo Terziario e Quaternario dell’Era Cenozoica,e…
    -No,grazie –disse Arthur- non sarebbe assolutamente la stessa cosa.
    -No –concordò Slartibarfast- Non lo sarebbe –e girò l’aeromobile dirigendola verso il folle muro dal quale erano venuti.
    Lo studio di Slartibarfast era talmente incasinato che sembrava una biblioteca pubblica in cui fosse stata buttata una bomba. Entrando,il vecchio aggrottò la fronte.
    -Una terribile sfortuna –disse- E’ saltato un diodo in uno dei computer. Quando abbiamo provato a rianimare lo staff della manutenzione abbiamo scoperto che tutti i suoi membri erano morti da circa trentamila anni. Mi chiedo come si farà adesso a togliere di mezzo i corpi,chi se ne occuperà. Sentite,perché non vi sedete là e non lasciate che vi colleghi?
    Indicò una sedia che aveva l’aria di essere fatta di costole di stegosauro.
    -E’ stata fatta con costole di stegosauro –spiegò il vecchio mentre si gingillava con pezzi di filo che tirava fuori da sotto pile traballanti di carte e di strumenti da disegno. –Ecco –disse- Tenete questi –e pasò ad Arthur un paio di fili.
    Nel momento in cui li prese,si sentì attraversare come da una scarica. Subito dopo si ritrovò sospeso a mezz’aria: era invisibile,anche a sé stesso. Sotto di lui c’era una piazza contornata di alberi: intorno alla piazza,fin dove l’occhio si poteva spingere,si vedevano edifici bianchi di cemento,dalla linea delicata ma dall’aria un po’ cadente,perché erano pieni di fessure e di macchie d’umidità.
    La giornata era bella: splendeva il sole,una brezza fresca spirava lieve fra gli alberi,e l’impressione che tutti gli edifici stessero ronzando derivava probabilmente dal fatto che tutte le strade intorno alla piazza erano gremite di gente allegra ed eccitata.
    Arthur si sentì spaventosamente solo,lì in aria,senza nemmeno un corpo,ma prima di avere il tempo di rimuginare sulla cosa sentì risuonare una voce nella piazza,una voce che attirò l’attenzione di tutti.
    Su un palco addobbato vivacemente c’era un uomo,che si rivolgeva alla folla parlando al microfono. Il palco si trovava davanti all’edificio più grande,quello che dominava la piazza.
    -O voi che aspettate all’ombra del Pensiero Profondo! –gridava l’uomo- Onorevoli discendenti di Vroomfondel e Majikthise,i più Grandi e più Veracemente Interessanti Pandit che l’Universo abbia mai conosciuto… Il Tempo dell’Attesa è finito!
    La folla esplose in grida di gioia,lanciando fischi e alzando bandiere e pennoni. Le strade più strette sembravano,tant’erano affollate,dei cento piedi rovesciati sul dorso che agitassero freneticamente in aria le zampe.
    -Sette milioni e mezzo di anni ha aspettato la nostra razza questo grande giorno,Il Giorno della Speranza e dell’Illuminazione! –gridò l’allegro leader- il Giorno della Risposta!
    La folla entusiasta levò un coro di urrà.
    -Mai più –continuò l’uomo- mai più ci sveglieremo la mattina pensando: “Chi sono io? Qual è lo scopo della mia vita? Dal punto di vista cosmico ha veramente importanza se non mi alzo per andare a lavorare?”. Non avremo più questi problemi perché oggi finalmente sapremo una volta per tutte la chiara,semplice Risposta a tutte le seccanti domande sulla vita,l’Universo e tutto!
    Mentre la folla esplodeva un’altra volta in un coro di evviva,Arthur si ritrovò a volare nell’aria in direzione di una delle solenni finestre del primo piano dell’edificio che stava dietro il palco dell’oratore.
    Arthur entrò nella stanza: nessuno ebbe niente da ridire,il che non era strano,visto che nessuno lo poteva vedere. Era chiaro infatti,a quel punto,che ciò che Arthur stava vivendo non era che una proiezione a sei piste e settanta millimetri,che ti stracciava tanto da ridurti a un niente.
    La stanza era quasi come Slartibarfast l’aveva descritta. In questi sette milioni e mezzo di anni era stata abbastanza ben curata,e pulita regolarmente circa una volta al secolo. La scrivania di ultramogano aveva gli angoli consunti,la moquette era un po’ scolorita,ma il grande terminale del computer era sempre glorioso e scintillante,lì sulla ricopertura di pelle rossa della scrivania. Era bello lustro,come se fosse stato costruito il giorno prima.
    Due uomini vestiti in modo austero sedevano rispettosamente davanti al terminale,e aspettavano.
    -E’ quasi ora –disse uno dei due,e Arthur vide con stupore che nell’aria,vicino al collo dell’uomo,si stava materializzando una parola. La parola era LOONQUAWL: lampeggiò un paio di volte,poi scomparve. Dopo un attimo si mise a parlare l’altro uomo,e vicino al suo collo apparve la parola PHOUCHG.
    -Settantacinquemila generazioni fa,i nostri antenati avviarono questo programma –aggiunse il secondo uomo- e dopo tutto questo tempo,saremo noi i primi a sentir parlare il computer!
    -Una prospettiva che incute timore e riverenza,Phouchg –disse il primo uomo,e Arthur d’un tratto capì che stava guardando una specie di film coi sottotitoli.
    -Siamo coloro che udranno la risposta alla grande domanda sulla vita…! –esclamò Phouchg.
    -E sull’Universo…! –proseguì Loonquawl.
    -E su tutto…!
    -Shh! –fece Loonquawl –Credo che Pensiero Profondo si prepari a parlare!
    Ci furono alcuni attimi di ansiosa attesa,mentre i pannelli sul davanti della consolle si animavano a poco a poco. Le spie luminose si accesero e si spensero,per poi stabilizzarsi. Dal canale di comunicazione provenne un basso e sommesso ronzio .
    -Buongiorno –esordì finalmente Pensiero Profondo.
    -Ehm… Buongiorno,o Pensiero Profondo –gli si rivolse nervoso Loonquawl –Hai…Ehm,cioè…
    -Una risposta per voi? –disse solenne Pensiero Profondo- Si. Ce l’ho.
    I due uomini rabbrividirono. La lunghissima attesa non era dunque stata vana.
    -C’è davvero una risposta? –sussurrò Phouchg.
    -C’è davvero una risposta –confermò Pensiero Profondo.
    -A tutto? Alla grande Domanda sulla vita,l’Universo e tutto?
    -Si.
    Sia Loonquawl sia Phouchg si erano preparati per tutta la vita a quel momento,erano stati selezionati fin dalla nascita come le persone più adatte ad assistere a quel memorabile avvenimento,tuttavia si ritrovarono a boccheggiare e a stare sulle spine come bambini eccitati.
    -E sei pronto a darci la risposta? –domandò ansioso Loonquawl.
    -Si.
    -Adesso?
    -Adesso –confermò Pensiero Profondo.
    I due si umettarono le labbra.
    -Anche se penso che non vi piacerà –precisò Pensiero Profondo.
    -Non importa! –esclamò Phouchg- Dobbiamo saperla! Adesso!
    -Adesso? –chiese Pensiero Profondo.
    -Si! Adesso…
    -Va bene –disse il computer,e tacque. I due uomini si misero a giocherellare con le dita. La tensione era insopportabile.
    -Non vi piacerà davvero –insistette dopo un attimo Pensiero Profondo.
    -Diccela!...
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  4. #4
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    -D’accordo –disse Pensiero Profondo- La Risposta alla Grande Domanda…
    -Si…?
    -Sulla vita,l’Universo e tutto… -disse Pensiero Profondo.
    -Si…?
    -E’…
    -Si…???
    -Quarantadue –disse Pensiero Profondo,con infinita calma e solennità.
    Passò molto tempo prima che qualcuno parlasse.
    Con la coda dell’occhio Phouchg vedeva giù in piazza la marea di facce in ansiosa attesa.
    -Saremo linciati,vero? –sussurrò.
    -E’ stato un duro compito –disse pacato Pensiero Profondo.
    -Quarantadue –urlò Loonquawl. –E’ tutto quello che hai da dirci dopo sette milioni e mezzo di anni di lavoro?
    -Ho controllato con grande minuziosità –disse il computer- e questa è la risposta veramente definitiva. Credo che,se devo essere franco,il problema stia nel fatto che voi non avete mai realmente saputo quale fosse la domanda.
    -Ma era la Grande Domanda! La Domanda Fondamentale sulla vita,l’Universo e tutto! –urlò Loonquawl.
    -Si –concordò Pensiero Profondo col tono di voce di uno che sopporti a cuor leggero gli sciocchi- ma qual era in definitiva questa domanda?
    Un silenzio pieno di sgomento calò sui due uomini,che,dopo aver fissato sbalorditi il computer,si guardarono tra loro.
    -Bè,insomma,la domanda è semplicemente Tutto… Tutto… -disse Phouchg,prostrato.
    -Esattamente! –confermò Pensiero Profondo- Per questo è necessario che scegliate in mezzo al tutto qual è in realtà la domanda: solo così potrete capire cosa significa la risposta.
    -Dio,ma è terribile! –mormorò Phouchg gettando in un angolo il notes e asciugandosi una minuscola lacrima.
    -E va bè,d’accordo –disse Loonquawl –Puoi allora semplicemente dirci qual è la domanda la cui risposta è quarantadue?
    -La Domanda Fondamentale?
    -Si!
    -Sulla vita,l’Universo e tutto?
    -Si!
    Pensiero Profondo riflettè un attimo –Difficile –disse.
    -Ma ce la puoi fare? –gridò Loonquawl.
    Pensiero Profondo ci pensò su un altro lungo momento. Alla fine rispose,secco: -No.
    I due uomini si abbandonarono sulla sedia,in preda alla disperazione.
    -Ma vi posso dire chi ce la può fare –disse Pensiero Profondo.
    I due gli lanciarono un’occhiata penetrante.
    -Chi? Diccelo!
    Arthur si sentì trasportare piano ma inesorabilmente in avanti,verso la consolle,ma poi capì che si trattava solo di un drammatico zoom dell’operatore che aveva ripreso la scena a suo tempo.
    -Parlo di nient’altri che il computer che dovrà venire dopo di me –disse Pensiero Profondo,tornando ad assumere i toni declamatori che lo caratterizzavano- Un computer i cui semplici parametri operativi io non sono nemmeno degno di calcolare,e tuttavia un computer che sarò io a progettare per voi. Un computer che potrà calcolare la Domanda alla Risposta Fondamentale,un computer di tale infinita e raffinata complessità che la stessa vita organica farà parte della sua matrice operativa. E voi,voi in persona assumerete nuove forme e scenderete nel computer per dirigere il suo programma,un programma che durerà dieci milioni di anni! Si! Progetterò questo computer per voi. E per voi gli darò anche un nome. Esso sarà chiamato… Terra.
    Phouchg guardò a bocca aperta Pensiero Profondo.
    -Che nome insulso! –esclamò,e in quel mentre gli comparvero dei grandi tagli in tutto il corpo. E iimediatamente anche Loonquawl fu devastato da altrettanti tagli,che non si capiva da cosa fossero prodotti. La consolle del computer si macchiò e si ruppe,le pareti tremarono e si sgretolarono,e la stanza rovinò in su,verso il soffitto…

    Slartibarfast era in piedi davanti ad Arthur,e teneva i due fili.
    -Fine della registrazione –spiegò.




    DOUGLAS ADAMS.
    GUIDA GALATTICA PER GLI AUTOSTOPPISTI.
    Mondadori.
    Se vedòm!

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    and now - only for who understands English - you're ready for...

    http://www.douglasadams.com/creations/infocomjava.html

    (a few hints:Get Up, Turn on Light, Get Gown, Wear Gown, Look in pocket, take analgesic...)

  6. #6
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    Meglio che io stia lontano da certa roba..

    Mi "accontenterei" del film.
    Tra l'altro penso che sia entrato nel Guinnes come il copione perennemente in griglia di partenza per essere trasformato in pellicola e mai decollato.
    Quando stava per partire,il produttore ha cambiato idea e ha finanziato "Ghostbusters".

    VOGLIO IL FILM!!!!!!!!!!!!!!!


    E Voglio quest'uomo nella parte di Zaphod!!!!






    Se vedòm!
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