Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
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    Predefinito Le Cinque lune non erano della Cia

    A proposito di un film sull'uccisione di Aldo Moro e di una lettera a "Liberazione"
    Le Cinque lune non erano della Cia



    Caro Curzi, mi ha sorpreso che una vostra lettrice vi abbia scritto proponendovi di appoggiare come documento storico e culturale da far vedere nelle scuole il film "Piazza delle cinque lune" di Renzo Martinelli, che l'avrebbe illuminata sul sequestro e l'uccisione di Aldo Moro. Immagino che sia molto giovane se no forse ne avrebbe qualche memoria. E tuttavia mi sorprende in una ragazza che la persuada tanto una versione della storia italiana recente in chiave "complotto della Cia" che permette di non farsi nessuna domanda e rimandare a potenze oscure e servizi segreti una vicenda che è tutta di casa nostra.
    Sarebbe stato opportuno che Liberazione desse una risposta. Vedo invece uscire oggi una lettera analoga anche se con qualche esitazione in più, anch'essa senza risposta. Mi permetto dunque di precisare io stessa un paio di cose nella sostanza e nel merito.

    Nella sostanza, il film di Martinelli riflette la posizione di una parte del Partito comunista italiano dopo il sequestro, uscita in alcuni libri come quelli dei fratelli Cipriani o del senatore Sergio Flamigni, secondo i quali nulla poteva e doveva essere fatto per salvare la vita di Aldo Moro perché era stato catturato per essere ucciso dalla Cia, i cui agenti erano infiltrati nelle Brigate Rosse; anzi lo stesso leader delle Br di allora - gli altri "storici" essendo in carcere - Mario Moretti sarebbe stato un agente americano. Il Dipartimento di stato avrebbe organizzato l'operazione perché sapeva che Moro vivente avrebbe aperto il governo al Pci, e che la storia italiana si sarebbe avviata quindi a una sorta, se non di rivoluzione, di progressismo antimperialista o simili. Le vere vittime, accanto a Moro, sarebbero state dunque la politica di Berlinguer e tutto il paese.

    A dir la verità il Pci non ha mai sostenuto apertamente questa tesi, si è limitato a lasciarla circolare. Messo alle strette, lo stesso senatore Flamigni ammette di non poter dichiarare che sia andata così. Un ex br, Alberto Franceschini, lascia intendere ma non afferma. Infine nessun procuratore della Repubblica e nessun giudice dei molti processi fatti sul caso Moro ha mai accettato neanche da lontano una tesi simile. Mario Moretti è stato condannato a mezza dozzina di ergastoli, cosa che per un agente della Cia sarebbe davvero strana.

    Le Brigate Rosse sono state un gruppo italiano estremista, armato, formatosi nel 1968-69, e che ha agito anche con sequestri e dal 1976 in poi con uccisioni; non era il solo ma è stato il più forte. Mario Moretti è stato arrestato nel 1981, le Br si sono in seguito divise in un paio di tronconi che hanno continuato con azioni più sporadiche per qualche anno nel corso degli anni Ottanta. Non risulta che chi agisce oggi sotto il nome di Partito comunista combattente sia un loro troncone.


    Nel metodo. Mi è capitato di scrivere altre volte che nella storia l'essenziale non è mai invisibile, e cercare complotti e orchestrazioni segrete è un modo per non guardare a quel che si vede e alla responsabilità che in piccolo ciascuno ha in quel che di visibile oggi avviene. Ieri peraltro è stato il ministro Castelli ad uscirsene con un "non si sa ancora chi ha ucciso Moro", mentre misteri non ce ne sono. Un giovane poi, messo davanti a una storia come questa, dovrebbe aver voglia di informarsi: ci sono atti processuali, dichiarazioni, libri e documenti, ultimo quello di un insospettabile storico e archivista, Vladimiro Satta; ne ha scritto Giorgio Bocca a suo tempo, ne ho scritto io, ne ha scritto la Commissione stragi. Si trovano in qualsiasi biblioteca.

    Informarsi non è soltanto - sarebbe già molto - farsi un'idea della storia degli Anni Settanta e di che cosa fu in essa lo spezzone degli armati, ma anche un dovere. I brigatisti hanno sbagliato nell'analisi politica e nel ricorso a quel tipo di violenza contro un presunto "cuore dello stato" - cuore che non c'è e non c'era già allora da nessuna parte. Inoltre nessuno merita di morire per mano altrui e Aldo Moro - che io non considero affatto un santo - non lo meritava. Ma non è giusto dire che tutta quella parte della generazione che si è armata era composta di mercenari e mascalzoni al servizio degli Stati Uniti o di un altro paese estero. Che allora il Pci abbia temuto che fossero figli o nipotini suoi si può spiegare - era sotto sospetto e avrebbe dovuto chiedersi dove erano stati i suoi errori o quantomeno la sua mancanza di egemonia per far deviare a questo modo una parte della generazione del 1968. Fu più semplice per il Pci dire: sono fascisti. Non è vero, erano un pezzo di sinistra, hanno sbagliato tutto, quelli che non sono morti hanno pagato e stanno pagando. Gettargli addosso l'accusa di essere prezzolati è una scorciatoia ignobile commessa da chi con un film vuol fare quattrini, con l'appoggio dell'attuale governo, ma che non dovrebbero consentirsi i nostri più giovani compagni o amici né glielo dovremmo consentire.

    Ti ringrazio,
    Rossana Rossanda

    www.liberazione.it
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

    Partigiano antifascista, Venezia, 1943





  2. #2
    sacher.tonino
    Ospite

    Predefinito

    Ho visto il film 2 volte e mi ripropongo di acquistare il dvd quando ne avrò la possibilità.
    A mio modesto parere, il regista, paventa una sua ipotesi che si può condividere o meno.
    Rimane un film coraggioso, dal quale possono nascere spunti di riflessione.
    Bello anche il sito:

    www.piazzadellecinquelune.it

    p.s. Le immagini di Siena, nel film, sono di una superba bellezza.

  3. #3
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    Predefinito contesto

    Il film, oltre ad essere pessimo porta avanti una tesi semplicistica e grossolana.
    Se avesse voluto fare della dietrologia avrebbe avuto di che attingere a piene mani su documenti quali "Il misterioso intermediario" e sugli atti processuali.
    Si è invece limitato ad uno schematismo adolescenziale dimostrando, tra l'altro, di non aver alcuna conoscenza degli uomini e dei fenomeni.

  4. #4
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    l'oceano perduto
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    Predefinito the big game and the five moons

    Mah! non ho visto il film , quindi su di esso non mi esprimo.

    Però mi pare che ad essere semplicistiche sul caso Moro siano le parole della Rossanda.
    Visto che lei cita le br, dovrebbe citare- a supporto di una denaturazione mirata di quella breve realtà armata- il libro di Franceschini,"Mara, renato ed io".
    Ora, quel Franceschini trattato con tanta superficialità dalla Rossanda(come se fosse un illustre signor nessuno) è stato , al pari di Curcio e della sua compagna, un FONDATORE delle br.
    Nel libro in questione l'autore delinea chiaramente la prassi metodica prodotta dagli apparati repressivi dello stato per arrivare ad una decapitazione netta delle br e ad una "preservazione" del corpo acefalo del raggruppamento;
    "Corpo" su cui "innestare" le diramazioni nervose dello stesso stato che le br volevano abbattere.
    Poco prima del loro arresto i capi br ricevettero una proposta, da un servizio segreto "occidentale", di "supporto e finanziamento": la motivazione consisteva nel voler destabilizzare il ruolo filo-arabo dell'italia nel mediterraneo e accreditare agli USA un altro stato - medio orientale - come partner più affidabile nella regione.
    I vertici br rifiutarono tale proposta: nel giro di pochi mesi furono falciati.

    Ad un ricevimento all'ambasciata americana ricordo che fù Henry Kssinger -the "jakal"- a minacciare neanche troppo velatamente di morte Moro per la sua posizione eccessivamente "filo-araba": motivi d'oro nero ovviamente.

    Da subito dopo l'arresto Franceschini spiega nel suo libro come , assieme a Renato, si accorsero che ciò che era subentrato a loro nella direzione/organizzazione delle br era completamente estraneo alla linea originale....

    Ora, il sequesto Moro.
    Non disquisiamo sul luogo di detenzione di Moro, un palazzo -pare- di proprietà del sisde....nè sul fatto che in quel palazzo -pare- furono controllati dalla polizia tutti gli appartamenti, tranne quello dove si trovava la prigione di Moro.....

    Discutiamo piuttosto di "balistica"....
    Degli idealisti, convertiti all'azione armata.....con non più di qualche mese di "addestramento informale " alle spalle...riescono a perpetrare una agguato così perfetto?
    Ad autovetture fermate uscire allo scoperto, puntare l'arma contro ogni agente della scorta(si suppone ben addestrato) senza colpire il presidente....e sparare con un margine d'errore vicino allo zero, puntando ai centro vitali.......

    Andiamo! Non è roba da "terroristi" questa....
    Questo è lavoro da "professionisti", killers.....e solo questo basta ad inficiare ogni tesi "spontaneista".
    Quanto a Moretti....
    La Rossanda non sa, o finge di non sapere, che prassi inveterata dei servizi di sicurezza dei paesi occidentali è di trovare l'utile idiota che faccia il lavoro per te, assicurando così un duplice livello di sicurezza riguardo al reale mandante dell'operazione.
    E' prassi seguita anche nelle stragi: laddove per pescare nel serbatoio neo-fascista non vi era nemmeno bisogno di mascherare la propria appartenenza ai servizi militari....
    Il lavoro d'intelligence consiste nel affiancare un gruppo primario -di agenti- ad un gruppo secondario-di spontaneisti-, e nel "condurre/spingere" il gruppo secondario nelle "condizioni oggettive" affinchè un determinato avvenimento abbia luogo.
    Vi ricordate dell'infiltrato dei cc, "frate mitra"?
    Ci cascarono tutti.....
    Moretti e i suoi hanno effettivamente avuto un ruolo nel sequestro Moro: ma io contesto che l'azione armata sia stata compiuta da loro. E contesto che il sequestro e l'esecuzione di Moro siano state organizzate da un gruppo "eversivo" autocefalo.
    Chi voleva la morte di Moro?
    A chi faceva comodo, per davvero?
    Alla "sinistra" DC??
    Ai comunisti??
    Agli operai???
    Ai cassaintegrati???
    Ai disoccupati??
    Ai paesi dell'est?????
    All'Iri???
    All'Eni???

    Oppure... faceva comodo solo al nemico di sempre: l'imperialismo capitalista statunitense; Il vero mandante di quell'omicidio di stato, supportato da pezzi "istituzionali" della repubblica italiana e delle sue forze armate...con l'ausilio di qualche in-utile idiota....appunto.

    Mi chiedo se mr. K. riesca a dormire sonni tranquilli......lui, che di Moro è stato giuria e vindice...nel nome e nel segno del medesimo scudo crociato.....

    Privyet Tovarich

    - N -

  5. #5
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    Predefinito

    Teoria interessante Nemo... non so quanto crederci, però è perfettamente possibile. Le BR furono un gruppo estremamente organizzato, nonostante, come tu dici, non fosse composto da "professionisti", ma in professori, studenti e operai. Uccidere un'intera scorta, rapire un grande esponente politico e tenerlo segregato per molto tempo (tenendo in scacco lo Stato intero) non è cosa semplice. Del resto i nostri servizi segreti sono ben noti per essere più che altro fedeli agli USA che alla Repubblica.
    TUTTO IL POTERE AI SOVIET!

  6. #6
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    Predefinito

    In origine postato da soviet999
    Teoria interessante Nemo... non so quanto crederci, però è perfettamente possibile. Le BR furono un gruppo estremamente organizzato, nonostante, come tu dici, non fosse composto da "professionisti", ma in professori, studenti e operai. Uccidere un'intera scorta, rapire un grande esponente politico e tenerlo segregato per molto tempo (tenendo in scacco lo Stato intero) non è cosa semplice. Del resto i nostri servizi segreti sono ben noti per essere più che altro fedeli agli USA che alla Repubblica.

    Si, effettivamente è solo una teoria: per di più si basa su una analisi sistematica di tipo deduttivo, soprattutto nelle conclusioni.
    Tuttavia, come hai notato, troppi elementi portano a scartare di netto la prospettiva "spontaneista".

    Pace e salute.

    -N-

 

 

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