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Discussione: Osservatorio sulla RAI

  1. #51
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    Par condicio, Beltrandi: cade la licenza di arbitrio dei conduttori

    Roma, 10 febbraio 2010

    • Da una nota di agenzia letta a Radio Radicale

    'Sarà 'snaturata' la licenza di arbitrio assoluto di cui i conduttori hanno goduto sino ad oggi': cosi' il relatore Marco Beltrandi, radicale eletto nelle file del Pd, commenta in una conferenza stampa alla Camera il regolamento per la par condicio in vista delle Regionali, che nell'ultimo mese prevede sostanzialmente solo tribune elettorali, approvato ieri sera dalla commissione di Vigilanza Rai.

    'Le trasmissioni possono benissimo ospitare le tribune politiche, oppure possono adottare le regole delle tribune politiche, oppure occuparsi d'altro', ribadisce Beltrandi che aggiunge che il regolamento non va cambiato, come sostiene la maggioranza. 'Siamo assolutamente sulla stessa posizione - sottolinea - anche perche' non ne esiste una diversa. In termini di diritto il regolamento e' stato approvato e tra due giorni al massimo sara' in Gazzetta Ufficiale, quindi non ci sono altre istanze'.

    Riguardo al Cda Rai che si discutera' domani di questo tema, Beltrandi dice che 'giustamente si preoccupera' di cercare di fare un programma per l'ultimo mese della campagna elettorale vedendo quali soluzioni adottare, perche' con questo regolamento sono possibili varie soluzioni. Mi auguro - conclude - che la Rai decida per il meglio dei telespettatori per dare la possibilita' di consentire un confronto regolato tra i candidati, soprattutto tra i candidati governatori e anche delle liste che si contendono il voto delle liste'.

    'Per la Rai, per Vespa, Floris e Santoro si tratta di una sfida professionale dimostrare di saper fare tv e audience rispettando le regole. La legalita' e il rispetto del diritto in Italia e' rivoluzionario', ha aggiunto Mario Staderini, segretario dei Radicali italiani, presente alla conferenza stampa.

  2. #52
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    Rai, Beltrandi: risponderemo con il massimo rigore nonviolento in caso di non applicazione della par condicio

    Roma, 11 febbraio 2010

    • Dichiarazione di Marco Beltrandi, radicale, relatore in Commissione di Vigilanza sulla Rai

    Leggo con sconcerto di intenzioni di modifiche o “interpretazioni” del regolamento sulla par condicio approvato regolarmente l’altro ieri dalla Commissione di Vigilanza.
    Ricordo che il Presidente Sergio Zavoli della Vigilanza ha oggi solo l’obbligo di dare tempestiva esecuzione allo stesso. Ricordo anche che il Presidente Zavoli aveva formalmente assicurato solo qualche mese fa che mai più si sarebbe ripetuto il caso di un regolamento approvato in sede di Ufficio di Presidenza della Commissione, che non ha tale competenza secondo tutte le norme e le prassi parlamentari
    Avviso che ove mai non si desse seguito a quanto obbligato, da nonviolento radicale metterò in atto ogni forma di denuncia formale, e di iniziativa nonviolenta incluse le più estreme, per il rispetto del diritto e dei diritti

  3. #53
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    Rai: Beltrandi, Togliamo il velo a qualche vecchia/nuova bugia su par condicio..

    12 febbraio 2010

    * Dichiarazione di Marco Beltrandi, radicale, relatore in Commissione di Vigilanza Rai sulla par condicio


    Roma, 12 febbraio 2010. “Ringraziando Furio Colombo che sul “Il Fatto Quotdiano” ha rotto oggi il disco stonato del conformismo di sinistra che non vuole la par condicio proprio nelle trasmissioni più importanti, sento il dovere di dover squarciare il velo da un’altra bugia di queste ore su quanto deciso in Vigilanza.
    E’ stato infatti detto che tale regolamento sarebbe in violazione della legge sulla par condicio. Niente di più falso: chi volesse appurarlo può leggere l’art. 5, comma 1, della legge 28/2000 che riguarda l’informazione in campagna elettorale.
    Qualcuno, di molto autorevole, ha poi citato l’art. 2, comma 2, della legge sulla par condicio, distorcendone però il testo che recita: “esse (le norme sulle tribune, ndr) non si applicano alla diffusione di notizie nei programmi di informazione”, laddove è chiaro che la diffusione di notizie nei programmi di informazione si riferisce chiaramente ai Tg, e a quegli approfondimenti che diffondono notizie. Ed infatti le nuove regole decise dalla Vigilanza non si applicano nei TG e nemmeno a trasmissioni come Report.”

  4. #54
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    Pannella a Radio Radicale, dopo la puntata di Anno Zero: scandalo? Sì, di verità. Sulle squadre RaiSet di regime.

    Roma, 12 febbraio 2010

    • Dichiarazioni di Marco Pannella

    Annozero? Il bilancio è chiaro, davvero zero per i conflitti. La presenza di Emma, da sola, e con la pertinenza e la tempestività dei suoi interventi su quello che doveva essere la grande serata di rivolta per la difesa della libertà di stampa contro i sicari, i killer radicali di Berlusconi, ha portato Santoro e la sua banda a toppare completamente. E naturalmente, essendoci solo Emma con qualche amore per la verità, semplicemente per il resto non vi era persona che non fosse manifestamente in conflitto di interessi, tra la funzione che avrebbe dovuto avere di difesa della libertà televisiva e la difesa di uno statu quo di cui tutti fanno parte, uno statu quo immondo.
    L'unica cosa sulla quale hanno reagito con le viscere, hanno reagito da casta o da castina, è stata la difesa della cultura di RaiSet. Loro si sono formati in questo modo e sono un prodotto di tutto questo. Se fossero testi scritti, la vittoria di Emma solo dicendo 'ma leggete le cose!' sarebbe manifesta. L'unica che ha manifestato un momento di imbarazzo era la Annunziata, mentre confesso che comincio ad essere -disperato per quanto riguarda Marco Travaglio, perché contrariamente a quel che pensavo indubbiamente la sua passione è una sola: quella di far pulizia della merda, ma per questo gli interessa solo la merda, e non si preoccupa se per far questo bisogna esserci un po' immersi.
    Questo dunque il primo bilancio: era una serata pericolosa, c'era un assunto ideologico, il Presidente della Rai, intellettuale, di Repubblica, al di sotto o al di sopra di qualsiasi sospetto: intanto mi pare di ricordare che fu Bettino Craxi a nominarlo alla Seconda Rete, vorrei dirlo a sua difesa... Tutti erano lì, dalla FNSI in poi, a difendere la “libertà di informazione”. Come domani avremo occasione di fare, scrivendo -lettere a tutti i giornali nel merito, è accaduto che siamo riusciti ad imporre non solo il principio ma alcune traduzioni pratiche di un principio che da vent'anni se non già da trenta o quaranta si cercasse di far valere. Anche per il partito RaiSet abbiamo in sostanza ottenuto che anche per loro vi siano delle regole, anche se solo per un mese.
    Capite? Tutto quel che è successo, tutto quel che urlano, è perché difendono… cosa? Difendono diritti da imprenditori, partite Iva insomma, ottimi imprenditori, che fanno molti soldi e hanno molto successo, come Santoro, Floris, Vespa, magari anche -altri... E per questi, per un mese, si cerca di evitare che prevalgano eventualmente i loro indecenti - per me - interessi, i loro privilegi, con il riflesso di conservazione dello statu quo proprio di chi, dei titolari, dei padroni, dei Presidenti, del Direttore Generale. In questo momento appaiono tutti d'accodo. Lo ha ben detto Emma: noi abbiamo tentato di impedire che continui -quel sempiterno processo antidemocratico, ideologico, partitocratico, anti democratico (consapevole nella misura in cui sapessero cosa è democrazia) di avere le Tribune politiche, gli scontri elettorali in modo da non raggiungere che per qualche centinaio di migliaio di persone, di pomeriggio o di sera tardi, con dall'altra parte una bella trasmissione politica di uno dei signori suddetti della banda dei tre o quattro.
    Tutti sono insorti perché? Perché per esempio la Rai avrebbe ora la possibilità di scegliere qualche tribuna politica, dibattito politico, presenze politiche garantite degli ultimi trenta giorni. Questo mentre i Tg restano totalmente (totalmente, totalmente) nelle mani di lor signori, nelle mani di Massimo Berlusconi e di Silvio D'Alema, di questo regime, di questa realtà. Possono però fare questa sorta garantita di tribune, o dei faccia a faccia, all'interno di Anno Zero o all'interno di Ballarò. Per cui i cinque milioni o sei abituali potranno sentirli. O possono scegliere di spostare i giorni, per cui il giorno di Ballarò si fa una cosa nuova e il giorno dopo si fa Ballarò. Il problema è che si danno finalmente delle regole -per garantire il rispetto della legge e degli indirizzi.
    Capito, Signor Presidente della Repubblica? Lo dico francamente per consentire che non sia solo il tre per mille degli elettori in -grado di documentarsi, assistendo almeno per una volta o due a presenze di -propaganda o di dibattito elettorale delle forze politiche concorrenti. Tutto qui.
    Ieri era spettacolo bellissimo: perché in Anno Zero c'era tutta la sequela di “denunce” a favore della libertà da parte di costoro che hanno perso anche -la nozione da scuola elementare su cosa sia...
    E quindi c'era anche -Berlusconi, c'era anche Vespa. Ad Anno Zero hanno scelto il momento in -cui Berlusconi diceva quel che diceva con alla destra l'ottimo Vespa, e -davanti a Vespa c'erano ben poste in verticale le copie del libro di -Vespa...
    Detto questo - e su questo ancora dobbiamo prendere atto che -l'intellettualità italiana nel sessantennio è ridotta come il ventennio -non aveva ridotto gli intellettuali italiani. Molti magari erano allora esuli, ma anche quelli che erano in casa o in carcere.
    Per il resto il bilancio è un altro. Emma si è difesa, anzi è intervenuta benissimo anche -sulla sanità - ha voluto porre quel problema, c'era Storace - ma la -politica è stata assente. Emma ha ricordato di essere Radicale ma non si -può pretendere davvero che Emma si assuma sempre da sola, grazie anche all'ottimo lavoro di Marco Beltrandi, la responsabilità per tutti noi.
    Emma li ha mandati in tilt tutti quanti, ed era una possente banda, articolata, multicolore, arcobaleno, una banda possente: ma che ha toppato! Per le persone serie, almeno è restata la possibilità di capire che tutto questo scoppio di indignazione puzzava, non era chiaro. Segnaliamo dunque questo. Segnaliamo anche che -dovremo vendere cara la pelle, ma in condizioni che immagino saranno -interessanti. Sarà un bel vedere questo inverno.
    La sola Emma, con la sua presenza, con la sua impostazione, ha mandato -all'aria quella che questa sera doveva essere una grande serata di -difesa della libertà, messa in crisi per il passaggio dei Radicali alla -vergogna Berlusconiana. Non è risultato da poco anche il fatto di aver -fatto comprendere a Storace che dall'altra parte la persona - come gli -diceva, lo ammoniva Emma - queste cose le aveva ben studiate.

  5. #55
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    Par Condicio. Beltrandi: da Calabro? parole di verità /Calabro? zittisce i mistificatori

    12 febbraio 2010

    Grazie al Presidente Calabrò si inizia a fare chiarezza tra le tante mistificazioni di questi giorni, evitando di essere tirato per la giacca dai tanti che vorrebbero usare la sua autorevolezza per difendere tesi senza capo ne coda.
    Bene ha fatto il Presidente dell’Agcom a ripetere pubblicamente quello che aveva già detto nella sua relazione al Parlamento e nelle audizioni in Commissioni di vigilanza, e cioè che in ogni campagna elettorale Porta a Porta & co adottano format e contenuti tipici della comunicazione politica, per i quali la legge 28/2000 prevede la regola di divisione paritaria di tempo tra i partiti.
    Non poteva essere diversamente, visto che proprio Calabrò ha condannato decine di volte queste trasmissioni per non aver rispettato gli obblighi di imparzialità e pluralismo .
    Anche la sentenza n 155/2002 della Corte Costituzionale dice chiaramente che solo la diffusione di notizie nei programmi di informazione è esente dalle regole della comunicazione politica.
    Non basta, insomma, autodefinirsi “informazione” per esserlo veramente ed eludere le regole.

  6. #56
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    Par condicio. Beltrandi: Garimberti strumentalizza Calabrò
    'Dispiace che il Presidente della Rai strumentalizzi il Presidente Dell?AGCOM Corrado Calabro'.

    13 febbraio 2010

    Dichiarazione di Marco Beltrandi, Deputato Radicali - Pd e membro della Commissione di Vigilanza Rai

    È bene chiarire una volta per tutte che la decisione della Commissione di vigilanza di collocare le Tribune elettorali negli spazi di prima serata è assolutamente legittima, non contrastando con nessuna legge o sentenza della Corte costituzionale, ma anzi trovando la propria base giuridica nella lettera della legge 28/2000. La stessa Agcom non mette in discussione questa scelta.

    La Rai, invece, sta tentando di mischiare le carte, facendo credere che tutte le trasmissioni di informazione siano vietate per evitare così che gli italiani possano conoscere tutte le forze politiche in gioco anziché quelle decise dai Vespa, Floris o Santoro di turno.

    In realtà, nei 30 giorni prima del voto la “diffusione di notizie” nei programmi di informazione è sempre consentita, avvenga essa nei telegiornali veri e propri o nei programmi come Report o Tv7.
    Sia l’art. 2 della legge 28/2000 che la sentenza n 155/2002 della Consulta, infatti, tutelano la “diffusione di notizie” e non i programmi che si autodefiniscono “di informazione”.

    Con questa interpretazione dell’articolo 6 comma 4 del Regolamento, che è poi la sua interpretazione naturale, anche i residui dubbi giuridici, ove ce ne fossero, sarebbero spazzati via.

    Evidentemente il servizio pubblico radiotelevisivo non vuole i confronti fra i candidati in regime di par condicio, ed è disposta ad ogni falsificazione, anche la più vergognosa, pur di allontanare da se ciò che altrove sarebbe considerato normale ed ovvio.”

  7. #57
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    Par condicio. Beltrandi: da Rai campagna vergognosa contro il Parlamento

    Roma, 14 febbraio 2010

    • Dichiarazione di Marco Beltrandi, radicale, relatore sulla par condicio in Commissioni di Vigilanza sulla Rai

    Mai avrei pensato che la campagna che la Rai sta conducendo da alcuni giorni contro le decisioni assunte dal Parlamento, cioè dalla Commissione di Vigilanza, sulla par condicio potesse giungere ad un tale vergognoso livello, quello cioè di attribuire al regolamento sulla par condicio da me proposto un divieto che è imposto da una legge in vigore dal 1993. Quello che ha portato all’assurda decisione di vietare nella trasmissione A Sua Immagine di ieri la presenza dell’On. Giovanni Bachelet.,



    Naturalmente, malgrado il puntuale intervento di verità di ieri di Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani, oggi diverse testate, politici, e commentatori anche di prestigio, continuano a propalare questa falsità, senza minimamente dar conto di quanto ieri dimostrato dai radicali. Per poi non parlare dei TG di ieri della Rai tv.



    A questo punto mi pare evidente, che oltre alle iniziative politiche, ad ogni livello, andranno intraprese anche iniziative di carattere giudiziario nei confronti di una azienda che sta usando il denaro dei contribuenti per difendere la pretesa di alcuni conduttori di violare ogni norma di legge nell’ultima fase della campagna elettorale, facendosi beffe delle decisioni del Parlamento.

  8. #58
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    RAI: Quante bugie!

    di Marco Beltrandi

    Una delle bugie più clamorose che ho letto è che la Rai sarebbe obbligata a trasmettere tribune con la presenza contemporanea di decine di candidati. Non è affatto così: non solo non esiste nessun obbligo di questo tipo, ma addirittura il regolamento prevede che si possano usare per le tribune anche spazi di ascolto equivalente a quello degli approfondimenti, qualora, ma non lo credo, questi ultimi non bastassero.

    Leggo poi che si vorrebbe mettere il bavaglio ai talk show, o addirittura chiuderli. Invito chi lo scrive a citare articolo e comma del regolamento in cui ciò sarebbe previsto. Penso che costoro scambino le regole della par condicio dei dibattiti nei paesi anglosassoni e normali con un “bavaglio”.

    Leggo infine che l’UDC non sarebbe responsabile di un regolamento di cui sarei responsabile io e il centro destra, mentre l’UDC sarebbe stata ferocemente contraria in commissione. Perché allora l’On. Rao non solo ha assicurato il numero legale in commissione, non solo si è solo astenuta alla votazione finale, ma ha anche condiviso la soluzione adottata, solo proponendone una durata minore? Comunque ringrazio l’onorevole Rao di questa attribuzione.

    Infine leggo di autorevoli componenti della Vigilanza che scrivono oggi di regole che sarebbero da rivedere. Evidentemente, avendo essi abbandonato i lavori della Commissione prima del termine, non si sono resi conto che la Commissione ha approvato in via definitiva regole chiarissime e non soggette ad interpretazioni politiche.”

    NOTE

    L'autore è deputato radicale, relatore della par condicio in Commissione di Vigilanza Rai

  9. #59
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    Dietro fronte Rai: andrà in onda il caso-Bachelet

    • da La stampa del 15 febbraio 2010

    di Pao. Fes.

    Il programma dedicato a Vittorio Bachelet andrà in onda. La Rai corre ai ripari dopo le polemiche di quest`ultimo fine settimana appena trascorso. Decisione saggia e «positiva, arrivata dopo le tante sollecitazioni di queste ore» secondo il presidente della Commissione di Vigilanza Sergio Zavoli, e che,
    però, passa attraverso la mediazione del Quirinale. Sarebbe stato, infatti, proprio il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che venerdì scorso aveva presieduto un convegno-ricordo dell`ex vicepresidente del Csm assassinato dalle Brigate Rosse, a esercitare la moral suasion sui vertici di viale Mazzini e a far cambiare rotta ai dirigenti Rai che il prossimo 20 febbraio, «nel giorno del compleanno di mio padre» sottolinea il figlio di Vittorio Bachelet, Giovanni, manderanno in onda
    il ricordo del giurista cattolico assassinato all`università «La Sapienza» di Roma nel programma «A sua immagine» di Raiuno condotto da Rosario Carello.
    La Rai, dunque, ci ripensa. Un dietrofront maturato ieri mattina e giustificato con una nota per sottolineare come «la decisione sia stata presa per l`eccezionalità della vicenda storica e sociale
    di Vittorio Bachelet». Insomma la puntata «stoppata» a causa delle norme sulla par condicio, che vietano la presenza di politici in televisione a quarantacinque giorni dalle elezioni (tale è stata considerata dalla rete ammiraglia Rai quella del figlio del giurista assassinato Giovanni,parlamentare del Pd), ci sarà e avrà una nuova collocazione nel palinsesto della tv pubblica.
    Una decisione, dunque, che colma quello che Giovanni Bachelet definisce il «guaio o la papera Rai» e il silenzio intorno alla figura del padre. «Ma tutto coopera nel bene per chi crede nella divina
    provvidenza», ha spiegato Bachelet, che dopo le polemiche ha ricevuto ieri sia la telefonata di solidarietà di Giorgio Napolitano (che avrebbe parlato di un clima di barbarie e di rapporti incivili,
    con Vittorio Bachelet vittima due volte) e quella del presidente della tv di Stato, Paolo Garimberti, sollevato per la conclusione positiva della vicenda.
    Una vicenda risoltasi sì positivamente, ma che non lenisce lo scontro tra gli schieramenti politici sul «rigore» della legge. E così per molti, il «caso Bachelet», che il presidente della Commissione Vigilanza sulla Rai Sergio Zavoli aveva definito sabato scorso come «un atto di inspiegabile
    miopia dell`attuazione di una norma», si trasforma in un`altra occasione per innalzare il
    livello di polemica sulle regole che governano la presenza dei politici in televisione e la comunicazione elettorale nelle fasi che precedono il voto. Tant`è che alla considerazioni
    del capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, per il quale la «decisione della Rai
    manda in archivio la non compianta legge sulla par condicio» e immagina «le sollecitazioni
    istituzionali piovute per chiedere la violazione delle norme» replica a breve giro Vincenzo Vita del Pd, avvertendo che «se il centrodestra vuole abolire la legge» deve sapere che «non troverà alcuna
    accondiscendenza». La vicenda, dunque, dal terreno del confronto sull`«eccezionalità storica e sociale di Bachelet», e che ha condotto alla messa in onda «riparatrice» si trasferisce nel più classico
    degli scontri politici con Beppe Giulietti (Articolo 21) che senza troppi giri di parole sottolinea
    che «usare la trasmissione dedicata a Bachelet per sferrare un altro attacco alla legalità rappresenta davvero un vergognoso caso di sciacallaggio che la dice lunga sul cinismo che segna lo spirito dei
    tempi».

  10. #60
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    Rai, Di Bella difende programmi e regole: «In onda con par condicio»

    • da L'Unità del 16 febbraio 2010

    di Natalia Lombardo

    É ancora in alto mare la soluzione del paradosso par condicio nelle trasmissioni Rai. Oggi ne discute il Cda, in attesa del quale la commissione di Vigilanza ha rinviato a giovedì l`ufficio di presidenza che deve affrontare la grana. Fra Viale Mazzini e Palazzo San Macuto è in corso
    un braccio di ferro: secondo il presidente Rai Garimberti, devono essere i parlamentari a dover cambiare il regolamento, mentre per la Vigilanza dovrebbe essere la tv pubblica ad adattare col minore danno il regolamento stesso che, dal 28 febbraio farebbe saltare i talk show, sostituiti
    da tribune politiche. Oggi il presidente aupica un voto unanime del Cda sulle «criticità» già
    espresse alla Vigilanza: giuridiche, economiche (3 milioni di spot persi), di gestione dei palinsesti e di difesa dell`autonomia dei giornalisti.
    RAITRE LA PIU' DANNEGGIATA
    Il primo ad essere preoccupato è Antonio Di Bella, direttore di RaiTre, che ha nel palinsesto nove trasmissioni di approfondimento. Ieri ha scritto una lettera al presidente e al direttore generale Rai, chiedendo che «tutte le trasmissioni d`informazione di RaiTre vadano in onda, nel pieno rispetto della par condicio». Perché, è il principio sul quale si basa Di Bella (ma espresso anche da Garimberti e dal Garante dell`Authority Calabrò) : la legge prevale sul regolamento, quindi la par condicio è ampiamente garantita dalla legge. Il direttore è disponibile a dare spazio in prima serata (il mercoledì) alle Tribune, mantenendo però l`autonomia di Ballarò, di In Mezz`ora, Che tempo che fa, Report, Presadiretta e altri. Giovanni Floris, ospite di Fabio Fazio, ha espresso il suo rifiuto
    a «farsi scegliere gli ospiti» dai partiti, e piuttosto non va in onda. A meno che, ipotizza Di Bella, non si accoglie la soluzione annunciata da Michele Santoro: andare in onda senza politici. Santoro infatti, individuando nel regolamento degli aspetti incostituzionali, ha lanciato la sua sfida: in una lettera al Dg Mauro Masi, annuncia che «AnnoZero potrà continuare ad andare in onda con cadenza settimanale senza politici», anche in giorni diversi dal giovedì. Certo è che se Annozero trattasse il tema del lavoro, per dire, con sindacalisti e imprenditori, sarebbe comunque considerato politico. A meno che non si parli di «fiori o di moda», scherzano a Viale Mazzini.
    In questo senso Vespa, con sedici puntate in un mese, è l`unico che può ospitare tribune e parlare di amenità, tra lifting e diete. Impossibile «simulare» il palinsesto secondo il regolamento perverso:
    ci rinunciano sia il Dg Masi che il suo vice Marano. «Non sono prevedibili gli argomenti di attualità» che i talk show potrebbero affrontare nel prossimo mese e «la loro eventuale compatibilità con il regolamento della Vigilanza», spiega Garimberti. Le stesse cose le ha dette a
    Sergio Zavoli, presidente della Vigilanza, che ieri al telefono ha sollecitato la «simulazione». A Viale Mazzini l`ufficio legale ha evidenziato la possibile incompatibilità tra la legge 28/200 sulla par condicio e il regolamento della Vigilanza. Il nodo verte sulla differenza tra «comunicazione
    politica» dei candidati (le tribune) e «informazione», un dibattito con la mediazione giornalistica.
    Una sentenza della Corte Costituzionale (n.155 del 2002), ha sancito che la legge sulla par condicio garantisce l`informazione, purché nel massimo equilibrio, 45 giorni prima del voto, come ricorda anche Santoro. Zavoli è in cerca di una mediazione (sollecitata anche da Napoletano)
    e ha chiesto il parere di costituzionalisti. Il regolamento è legge, e i parlamentari dovrebbero votarne un altro. Ma da Pdl e Lega questa disponibilità non c`è, ieri il pidiellino Lainati si è detto d`accordo con il radicale Beltrandi (e pure con Emma Bonino).


    lista Bonino-Pannella: campagna per le Elezioni regionali 2010
    IN PRIMO PIANO

    Pannella: perché, se non ottenessimo immediatamente il rientro nella legalità politica ed elettorale della Repubblica Italiana, dovrei chiedere di rinunciare alla cittadinanza italiana

    Roma, 15 febbraio: Assemblea dei candidati Governatori della lista Bonino-Pannella

    Par condicio, Staderini: su Bachelet opera di sciacallaggio

    Conferenza stampa " Tutta la verità contro il tentato trionfo della menzogna partitocratica"

    Pannella a Radio Radicale, dopo la puntata di Anno Zero: scandalo? Sì, di verità. Sulle squadre RaiSet di regime.

 

 
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