COMPRERESTE UN’AUTO USATA DA QUEST’UOMO?
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“Compreresti un’auto usata da quest’uomo?”: a taroccare i manifesti elettorali del 2001 di Berlusconi, questa volta non è stato il buontempone di “Meno tasse per Totti”, ma il combattivo comitato norvegese per il no alla Unione Europea. Testimonial d’eccezione della campagna antieuropea di “Nei til EU” (No all’Unione Europea), il Presidente del Consiglio italiano che, dopo lo scontro con il deputato tedesco Martin Schulz, viene proposto come argomento convincente per chi in Norvegia vede Bruxelles come il fumo negli occhi.
Berlusconi paladino degli eurofobi scandinavi? E’ l’opinione del politologo Frank Aarebrot che al giornale Nationen ha sottolineato come il neopresidente di turno dell’Unione abbia “senza dubbio le potenzialità per essere il migliore amico degli oppositori all’UE”.
Aarebrot, che insegna a Bergen, commentava uno studio appena pubblicato dall’istituto di ricerca Sentio-Norsk Statistikk, secondo cui l’entusiasmo dei norvegesi per l’Unione Europea è calato a luglio. Guarda caso in coincidenza con il caso Berlusconi-Schulz. I media scandinavi sono stati tra i più attenti nel seguire gli sviluppi dell’episodio di Strasburgo. A Nationen, Aarebrot ha dichiarato che, oltre al calo del tasso di interesse, sarebbero state proprio le esternazioni del premier italiano a far crollare la fiducia dei norvegesi nell’Europa.
I dati di Sentio parlano chiaro: se a giugno scorso il 48.2% dei norvegesi si pronunciava per il sì alla UE, a luglio soltanto il 46.4% si dichiara favorevole, mentre crescono i no, passati dal 37.7 dello scorso mese all’attuale 40.3. Poco più di due settimane fa, alla vigilia della performance di Berlusconi al Parlamento europeo, un altro quotidiano, l’Aftenposten, aveva pubblicato un sondaggio che indicava in netta crescita i favorevoli alla adesione della Norvegia all’Unione; 56 per cento contro un 35 per cento di contrari. Analogo riscontro nelle cifre diffuse da Sentio-Norsk Statistikk: il trend illustrato dal barometro UE mostra evidente la risalita dei “nei” (no) e la flessione degli “ja” (sì). Questi sondaggi, assieme ad altri simili, hanno dato una scarica di adrenalina ai partiti e ai movimenti più critici nei confronti di Bruxelles.
Di qui la scelta del movimento per il No all’Unione Europea di riproporre il faccione di Berlusconi in apertura del suo sito web (www.neitileu.no) che al Presidente del Consiglio dedica un’intera sezione speciale, con rassegna stampa norvegese ed internazionale. Sopra campeggia il simbolo del comitato, un disco rosso con sopra scritto in grande “no”. Lo stesso che fa bella mostra di sé sul manifesto ‘taroccato’ del premier.
Anche l’Economist, in un severissimo editoriale che appare nel numero in edicola questa settimana, si chiede se la presidenza semestrale di Berlusconi non dia nuova spinta alle pulsioni euroscettiche, o addirittura eurofobe, che si agitano in Europa. Passando in rassegna le dichiarazioni di Bossi e della Lega, di Tremonti e Martino, il compassato settimanale britannico si interroga sul mutato atteggiamento verso l’Europa di un Paese come il nostro che, tradizionalmente, è sempre stato tra i più caldi sostenitori della UE. “Burlesquoni” titola sprezzante l’Economist, dopo il caso Schulz. Evidentemente in Norvegia qualcuno lo ha preso alla lettera e, contro l’Europa, battezza un isolazionista, aggressivo “Forza Norvegia”.





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