Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 15

Discussione: Giulio Andreotti....

  1. #1
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Roma
    Messaggi
    39,362
     Likes dati
    434
     Like avuti
    643
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Giulio Andreotti....

    GIULIO ANDREOTTI


    BIOGRAFIA:
    Giulio Andreotti, uomo politico italiano fra i più conosciuti, amati ma anche fortemente discussi, è nato a Roma il 14 gennaio 1919. Riassumerne la vita è impresa disperante e difficile, sia per l'enorme arco temporale che essa investe, sia per la quantità di esperienza che il grande vecchio della politica italiana è in grado di vantare.

    Ha praticamente dominato la scena politica degli ultimi cinquant’anni anni: sette volte presidente del Consiglio, otto volte ministro della Difesa, cinque volte ministro degli Esteri, due volte delle Finanze, del Bilancio e dell’Industria, una volta ministro del Tesoro e una ministro dell’Interno, sempre in Parlamento dal 1945 ad oggi, ma mai segretario della Dc.

    Dopo essersi laureato in giurisprudenza nel 1941, specializzandosi successivamente in diritto canonico è presidente della FUCI già a ventidue anni, ed eletto in seguito all'Assemblea costituente. Entrò alla camera come deputato democristiano (1948), e fu rieletto anche nelle successive legislature.

    Dopo la liberazione di Roma nel giugno del '44, divenne delegato nazionale dei gruppi giovanili della Democrazia Cristina e nel 1945 fece parte della Consulta Nazionale. Deputato dell’Assemblea Costituente nel 1946, è stato confermato in tutte le successive elezioni della Camera dei Deputati nella circoscrizione di Roma-Latina-Viterbo-Frosinone, dove è stato eletto, per la dodicesima volta, nel 1987. E’ stato anche eletto per due volte al Parlamento Europeo (Italia Centrale e Nord-Est). Il 1° giugno 1991 il Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, lo ha nominato Senatore a vita.

    L’attività di governo incominciò a 28 anni come sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel quarto governo De Gasperi. Ricoprì tale carica dal quarto all’ottavo governo De Gasperi tra il 1947 e il 1953, e mantenne tale incarico anche col successivo governo Pella, sino al gennaio 1954. In seguito ha ricoperto numerosi incarichi di governo: Interno, Finanze, Tesoro, Difesa, Industria, Bilancio ed Esteri. E' stato sette volte presidente del Consiglio, otto volte ministro della Difesa, cinque volte ministro degli Esteri, due volte delle Finanze, del Bilancio e dell’Industria, una volta ministro del Tesoro e una ministro dell’Interno.

    Presidente dei deputati della D.C. dal dicembre 1968 al febbraio 1972, ha presieduto per tutta l’ottava legislatura la Commissione Affari Esteri della Camera.

    Diventò per la prima volta presidente del Consiglio nel 1972 (il governo più breve della repubblica solo 9 giorni di durata). L’incarico gli viene affidato di nuovo nel luglio del ’76, nella stagione del compromesso storico tra Dc e Pci. I comunisti si astengono e il monocolore democristiano può nascere. Ci sono da affrontare due drammatiche emergenze: la crisi economica e il terrorismo che insanguina l’Italia. L’accordo tra Enrico Berlinguer e Aldo Moro diventa sempre più stretto. Quest’ultimo è presidente della Dc ed è anche l’uomo che negli anni Sessanta aveva aperto le stanze del potere ai socialisti e adesso sta per tentare l’operazione con il Pci. L’occasione è il governo di solidarietà nazionale che nel ’78 si accinge a formare sempre Andreotti e che prevede non più l’astensione, ma il voto favorevole anche dei comunisti (che però non avrebbero incarichi di governo). Aldo Moro viene rapito dalla Brigate rosse il 16 marzo, il giorno della nascita del nuovo esecutivo. La notizia dell’agguato e dell’uccisione degli uomini della scorta piomba in Parlamento proprio al momento del voto di fiducia al governo Andreotti. Sono momenti di grande tensione nel Paese, sull’orlo di una crisi istituzionale senza precedenti. Il governo non cede al ricatto brigatista – chiedono la liberazione di alcuni terroristi in carcere – e Andreotti sposa la linea della fermezza contro le Br, così il Pci e i repubblicani. Moro viene trovato morto il 9 maggio del ’78 in una Renault 4 parcheggiata in via Caetani, nel centro di Roma, simbolicamente a metà strada tra Botteghe Oscure e Piazza del Gesù, le sedi rispettivamente di Pci e Dc.

    La morte di Moro segnerà la vita politica italiana degli anni successivi. Francesco Cossiga, ministro dell’Interno, si dimette dall’incarico. I veleni legati al memoriale scritto dal presidente della Dc durante il suo sequestro, affioreranno in mezzo a storie di servizi segreti, ricatti e tragiche vicende che coinvolgeranno anche Andreotti.

    Il governo di solidarietà nazionale dura poco, fino al giugno del 1979. Poi Berlinguer torna all’opposizione e dichiara finita la stagione del compromesso storico. Diventa presidente del Consiglio Arnaldo Forlani e Andreotti non partecipa all’esecutivo; la sua temporanea uscita di scena dura fino al governo Craxi (1983), quando assume la carica di ministro degli Esteri. Si tratta del primo esecutivo a guida socialista (in precedenza il primo non Dc alla guida del Paese era stato il repubblicano Giovanni Spadolini). A capo della Farnesina viene confermato anche nel secondo governo Craxi e negli esecutivi di Fanfani, Goria e De Mita.

    Esperto degli equilibri di geopolitica, fa della distensione l’asse portante della politica estera italiana, insieme all’appoggio alla strategia atlantica. Ha un ruolo incisivo nelle tensioni medio-orientali, lavora alla composizione del conflitto Iraq-Iran, sostiene i Paesi dell’Est nel loro processo di democratizzazione e l’opera coraggiosa di Mikhail Gorbaciov in Urss, dà il sì italiano all’istallazione degli euromissili della Nato. Gli anni Ottanta si chiudono con il patto di ferro con Craxi e Forlani (Caf, dalle iniziali dei tre): Andreotti sale a Palazzo Chigi e Forlani alla segreteria democristiana. Nel ’91 Andreotti forma un nuovo esecutivo, l’ultimo perché la Dc viene travolta dall’inchiesta di Tangentopoli.

    Andreotti non entra nell’indagini, ma a metà degli anni Novanta viene processato da due procure: quella di Perugia e quella di Palermo. I magistrati umbri lo accusano di essere il mandante dell’omicidio del giornalista Mino Pecorelli, il direttore dell’Op, ucciso il 20 marzo del ’79 che avrebbe ricattato Andreotti, tra l’altro, proprio per le verità del memoriale Moro. L’11 aprile 1996 comincia il processo: dopo 169 udienze, il 24 settembre 1999 viene pronunciato il verdetto che lo assolve “per non aver commesso il fatto”.

    Ma un’altra accusa scuote l’imperturbabile Andreotti: quella di essere colluso con la mafia. La notizia fa il giro del mondo e, se provata, darebbe un duro colpo all’immagine dell’Italia: per cinquant’anni la Repubblica sarebbe stata guidata da un politico mafioso. Il 23 marzo del '93 l'ufficio di Giancarlo Caselli inoltra al Senato la richiesta di autorizzazione a procedere per concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo i magistrati Andreotti avrebbe favorito la mafia nel controllo degli appalti in Sicilia attraverso la mediazione di Salvo Lima. A riprova di ciò la testimonianza di alcuni pentiti fra cui Balduccio Di Maggio, che racconta agli inquirenti di aver visto Andreotti baciare Totò Rina (nel gergo mafioso il gesto significa che fra i due c’è un rapporto di conoscenza e stima reciproca). Il 13 maggio del ‘93, il Senato concede l'autorizzazione. Il dibattimento comincia il 26 settembre del '95, i Pm chiedono 15 anni di reclusione. Il processo di primo grado si chiude il 23 ottobre 1999: Giulio Andreotti viene assolto perché "il fatto non sussiste”. Ma la Procura di Palermo decide, comunque, di ricorrere in appello.

    Risolte le questioni giudiziarie, a oltre ottant’anni, il “Divo Giulio” ritorna in politica. Lascia il Ppi e fa il suo rientro sulla scena con un nuovo partito fondato insieme all’ex leader della Csil Sergio D’Antoni e all’ex ministro dell’Università Ortensio Zecchino. Alle elezioni politiche 2001 la nuova formazione si presenta svincolata dai due poli e ottiene solo il 2,4 per cento dei voti non superando la soglia di sbarramento.


    SECONDO VOI ..SE FACESSIMO UN BILANCIO DELLA SUA ATTIVITA' POLITICA... SAREBBE DA RICORDARE COME UNO DEI MAGGIORI UOMINI POLITICI E STATISTI ITALIANI O RIMANE UNA "PRESENZA OCCULTA "CHE HA FATTO PATTI ANCHE COL DIAVOLO PUR DI RIMANERE ATTACCATO ALLA POLTRONA??
    Se hai un po di tempo da perdere fai un salto qui:
    www.candidonews.wordpress.com
    Un blog in cui parlare di Politica, Informazione, Televisione, Cinema e tanto altro...

  2. #2
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Roma
    Messaggi
    39,362
     Likes dati
    434
     Like avuti
    643
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    per me "ilsacco di palermo" dice tutto.
    Se hai un po di tempo da perdere fai un salto qui:
    www.candidonews.wordpress.com
    Un blog in cui parlare di Politica, Informazione, Televisione, Cinema e tanto altro...

  3. #3
    Registered User
    Data Registrazione
    14 Sep 2002
    Località
    mondo delle idee
    Messaggi
    34
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    "UNO DEI MAGGIORI UOMINI POLITICI E STATISTI ITALIANI"

    senza dubbio.

    stiamo parlando innanzitutto di una persona che ha dedicato la propria vita alla politica.

    Il suo immenso bagaglio di cultura e di conoscenze non può essere messo in discussione.

    E questi due semplici elementi - secondo me - già impongono di astenersi da giudizi complessivi e categorici. Stiamo parlando di qualcosa che per noi opinionisti improvvisati è troppo grande per essere capita e giudicata in poche parole.

    Parlare di andreotti è parlare della storia della Repubblica Italiana.
    E la storia della nostra beneamata Repubblica non può essere valutata fuori dal contesto internazionale.
    Ed è alla scena politica internazionale che attribuisco la causa della duratura e ininterrotta permanenza di Andreotti in Parlamento.
    Non possiamo dimenticare che fino all'89 abbiamo avuto una contrapposizione tra due superpotenze. In quegli anni si giocava nel mondo una pericolosissima partita a scacchi e l'Italia si trovava in una posizione molto delicata. Non solo per la sua collocazione geografica, ma anche per il fatto che con la Resistenza le forze comuniste e socialiste avevano acquistato grande importanza. In Italia si giocava, più in piccolo, la stessa partita.In Italia c'era il più forte partioto comunista di un Paese della Nato. Lasciare l'italia in mano ai comunisti avrebbe potuto modificare l'equilibrio geopolitico dell'Europa intera.
    In Italia ci voleva STABILITA'. Non stabilità dei Governi: si sa che quella non c'è mai stata. Ma stabilità nella guida del Paese, che non poteva essere lasciata ai comunisti.
    In un contesto internazionale di questo genere è facile immaginare come un politico colto e con esperienza via via crescente come Andreotti abbia potuto restare "incollato alla poltrona".

    Sta di fattio che restare al potere per così tanti anni ha reso Andreotti un "animale politico" come pochi. Se c'è qualcuno attualmente che potrebbe insegnare la politica (che a noi forumisti di POL piace tanto) è lui.

  4. #4
    Registered User
    Data Registrazione
    14 Sep 2002
    Località
    mondo delle idee
    Messaggi
    34
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    risposte 1? qualcosa non funziona...

  5. #5
    Abbi Dubbi
    Data Registrazione
    01 Sep 2002
    Località
    Abruzzo
    Messaggi
    15,342
     Likes dati
    462
     Like avuti
    470
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Giulio Andreotti....

    In Origine Postato da danny78
    GIULIO ANDREOTTI

    SECONDO VOI ..SE FACESSIMO UN BILANCIO DELLA SUA ATTIVITA' POLITICA... SAREBBE DA RICORDARE COME UNO DEI MAGGIORI UOMINI POLITICI E STATISTI ITALIANI O RIMANE UNA "PRESENZA OCCULTA "CHE HA FATTO PATTI ANCHE COL DIAVOLO PUR DI RIMANERE ATTACCATO ALLA POLTRONA??

    ...la seconda che hai detto.....senza dubbio !!
    E i patti li ha fatti con qualcuno o qualcosa che è anche peggio del diavolo !

  6. #6
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    168,780
     Likes dati
    12,137
     Like avuti
    15,263
    Mentioned
    580 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Re: Re: Giulio Andreotti....

    In Origine Postato da Crack!
    ...la seconda che hai detto.....senza dubbio !!
    E i patti li ha fatti con qualcuno o qualcosa che è anche peggio del diavolo !
    Già; il diavolo te lo raccontano i preti. La mafia, invece...


  7. #7
    Abbi Dubbi
    Data Registrazione
    01 Sep 2002
    Località
    Abruzzo
    Messaggi
    15,342
     Likes dati
    462
     Like avuti
    470
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine Postato da piece_of_shit
    "UNO DEI MAGGIORI UOMINI POLITICI E STATISTI ITALIANI"

    senza dubbio.

    Sta di fattio che restare al potere per così tanti anni ha reso Andreotti un "animale politico" come pochi.
    Se c'è qualcuno attualmente che potrebbe insegnare la politica (che a noi forumisti di POL piace tanto) è lui.
    Infatti sembra che insegnasse pure il "Baciamo le mani, vossia".
    Non c'è dubbio.
    Per voi berluschini, Andreotti è un vero maestro !

  8. #8
    Moderatore
    Data Registrazione
    17 Jul 2002
    Località
    terra de Sardigna
    Messaggi
    11,935
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    IL TEOREMA "ANDREOTTI = MAFIA NON E' STATO INVENTATO DAI P.M. CATTIVI CHE GLI HANNO ATTRIBUITO L'OMICIDIO PECORELLI E ALTRE AMICIZIE PERICOLOSE. ESSO E' EMERSO SIA DALLA SPREGIUDICATEZZA CON CUI IL GOBBO AGIVA SENTENDOSI "INTOCCABILE" SIA DALLE RIVELAZIONI DI UN "PENTITO" VERAMENTE AUTENTICO CHE HA SEMPRE RIVELATO COSE VERE.

    PERCHE' QUINDI INTERROGARSI ANCORA SULLA NATURA DIABOLICA DI QUESTO ESSERE?

  9. #9
    Registered User
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    3,099
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Giulio Andreotti....

    In Origine Postato da danny78
    GIULIO ANDREOTTI



    SECONDO VOI ..SE FACESSIMO UN BILANCIO DELLA SUA ATTIVITA' POLITICA... SAREBBE DA RICORDARE COME UNO DEI MAGGIORI UOMINI POLITICI E STATISTI ITALIANI O RIMANE UNA "PRESENZA OCCULTA "CHE HA FATTO PATTI ANCHE COL DIAVOLO PUR DI RIMANERE ATTACCATO ALLA POLTRONA??

    non ha fatto patti col diavolo, ma sempre prontamente eseguito ciò che i poteri forti del paese gli hanno chiesto di fare.
    E tra questi c'era anche la mafia.

    La mafia ha garantito il sostegno alla DC negli anni in cui si aveva paura di finire comunisti. E dunque era tollerata.

    La mafia ha iniettato capitali a buon mercato nel nostro sistema economico quando la Sicilia era diventata la principale sede della raffinazione dell'eroina per gli USA.
    Negli ambienti che contavano della nostra finanza lo si sapeva bene, ma li hanno accettati perchè pecunia non olet.
    Era la mafia di Bontade con cui Andreotti è stato dimostrato si incontrava.
    Ma condannarlo sarebbe stato riservargli il ruolo dell'agnello sacrificale, e questo non è stato permesso. E' scattata la provvida prescrizione.
    Con la mafia di Riina credo che non abbia avuto contiguità.

    Ritengo che sulla vicenda Andreotti l'articolo più obiettivo sia stato scritto da Enrico Deaglio su DIario.
    mr

  10. #10
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    168,780
     Likes dati
    12,137
     Like avuti
    15,263
    Mentioned
    580 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Anche questo non è male

    Andreotti premier rafforzò Cosa Nostra


    Gioacchino Natoli, insieme a Gian Carlo Caselli, Guido Lo Forte e Roberto Scarpinato, fa parte di quella pattuglia di Visionari che portarono sotto accusa per mafia il senatore Giulio Andreotti. Diede parere favorevole il giudice per le indagini preliminari. Diede parere favorevole l'intero Parlamento. Ma crocifissero solo loro, i Visionari. Altri tempi. Una stagione antimafia, quella successiva alle stragi del 1992, quando si indagava per accertare i legami politici e istituzionali di Cosa Nostra, nella convinzione che la mafia fosse qualcosa di profondamente diverso da tutte le altre organizzazioni criminali. Una stagione che, proprio in queste ore, gli uomini della Casa delle Libertà in Commissione parlamentare antimafia vorrebbero cancellare per sempre. Difficile.
    Come è noto, in primo grado Andreotti è stato assolto per “insufficienza di prove”, anche se l'espressione urta la suscettibilità di un certo baraccone garantista che non avrebbe voluto mai assistere al “processo del secolo”. In secondo grado, Andreotti è stato assolto perché, nel frattempo, è intervenuta la prescrizione del reato contestato.
    Gioacchino Natoli fu pubblico ministero, insieme a Lo Forte e Scarpinato, nel primo processo. Oggi, sostituto procuratore a Palermo, accetta di commentare le motivazioni della sentenza della corte d'appello presieduta da Salvatore Natoli.
    Dottor Natoli, vi considerate Visionari riabilitati dalla sentenza?
    Non so se i Visionari sono stati riabilitati o se invece non sono mai esistiti. Avendo letto la sentenza, so solo che, per la prima volta, è stato accertato in un processo che un presidente del consiglio in carica incontrò, nell'estate 1979, nella riserva di caccia dei Costanzo , "la Scia", nel catanese, esponenti di Cosa Nostra del calibro di Stefano Bontate. E che poco dopo, nella primavera 1980, li incontrò nuovamente a Palermo per discutere con loro dell' omicidio di Pier Santi Mattarella, presidente della Regione siciliana.
    Dottor Natoli, è vero che sin dal primo incontro l'omicidio Mattarella apparteneva alla rosa delle “soluzioni” possibili?
    Questo non può essere detto con certezza. È certo, però, che della “delicata questione Mattarella” si parlò in quell'incontro e che Andreotti, allora presidente del consiglio in carica, ritenne di fornire a Bontate e agli altri delle “soluzioni politiche” alla “delicata questione”.
    Cioè?
    La sentenza afferma che il presidente Andreotti fornì "soluzioni politiche" e che, dopo l'omicidio, tornò a incontrare Bontate e gli altri per chiedere spiegazioni di quanto era accaduto. E del perché tali soluzioni fossero state disattese. Non è un caso che la sentenza fa riferimento al "drammatico fallimento del disegno" del presidente Andreotti.
    Dottor Natoli, pare di capire che da questa sentenza Tommaso Buscetta e Marino Mannoia escono come giganti del pentitismo. Non è così?
    Un fatto è indiscutibile: sono stati ritenuti assolutamente credibili.
    Dottor Natoli, come mai molti politici si ritengono quasi sollevati dal fatto che Andreotti ebbe rapporti con Cosa Nostra “solo” fino al 1980?
    Non sono ovviamente legittimato a interpretare pensieri e stati d'animo degli altri. Mi limito a osservare, da cittadino comune, che apprendere da una sentenza che uno dei massimi esponenti delle istituzioni si è incontrato con i massimi esponenti di Cosa Nostra dell'epoca, è un fatto estremamente inquietante, che non può essere liquidato con osservazioni superficiali.
    Dottor Natoli, dicono anche che così come Andreotti ebbe, per ragioni del suo ufficio, rapporti con il mondo del comunismo, non ci si dovrebbe meravigliare se li ebbe anche con il mondo dei mafiosi.
    Questa affermazione mi sembra inaccettabile perché eleva a dignità di “forza politica” una associazione segreta e illegale, quale era e continua a essere Cosa Nostra. Un'organizzazione - ricordiamolo - che si è macchiata di gravissimi delitti e atroci stragi. Il presidente Andreotti, comunque, diede a Cosa Nostra una dignità che non meritava.
    Dottor Natoli, hanno anche detto che Andreotti, quando “scende” in Sicilia per la prima volta trova già una tavola apparecchiata.
    Certo che la mafia non l'ha inventata il presidente Andreotti. La sentenza, però, dà corpo a quello che la prima commissione antimafia aveva scritto nel 1976. E cioè che la cifra distintiva di Cosa Nostra consisteva nel suo rapporto con pezzi deviati della politica e delle istituzioni.
    Dottor Natoli, ma dopo il 1980 in Sicilia si scatena l'inferno…
    Nella sentenza del presidente Scaduti è scritto che: «la manifestazione di amichevole disponibilità verso i mafiosi, proveniente da una personalità politica così eminente e così influente, non poteva di per sé non implicare la consapevole adduzione alla associazione di un rilevante contributo rafforzativo».
    Dottor Natoli, lo faccia capire a noi comuni mortali.
    Significa che Cosa Nostra si rafforzò enormemente per il contributo di amichevole disponibilità mostrato dal presidente Andreotti verso di essa.
    Dottor Natoli, le avevo chiesto dell' inferno che si scatenò in Sicilia…
    In effetti, fra il 1979 e il 1993, in Sicilia e in Italia, si è registrata una sequenza di omicidi eccellenti che non ha l'eguale al mondo, e che ha colpito trasversalmente tutte le istituzioni. Mi riferisco agli omicidi: Reina e Pecorelli, marzo 1979; Ambrosoli e Giuliano, luglio 1979; Terranova, settembre 1979; Mattarella, gennaio 1980; Basile, maggio 1980; Costa, agosto 1980; La Torre, Aprile 1982; Calvi, giugno 1982; Dalla Chiesa, settembre 1982; D'Aleo, giugno 1983; Chinnici, luglio 1983. Su molti di questi omicidi, la responsabilità di Cosa Nostra è ormai accertata da sentenze definitive. Per altri, le indagini non si sono concluse. Ma proprio alla luce della sentenza, e del passo che le leggevo prima, resta per tutti l'obbligo di continuare a investigare su eventuali responsabilità esterne a Cosa Nostra.
    Dottor Natoli, ma nella sentenza non si parla solo di quei due incontri di Andreotti con i mafiosi. C'è dell' altro. A quali certezze è giunta la corte?
    Le certezze non sono poche.Si va dalle relazioni dirette con Bontate e Badalamenti al legame con i cugini Salvo. Dall' appoggio elettorale dei mafiosi alla corrente andreottiana, per altro non l'unico, all' impegno dei mafiosi per soddisfare possibili esigenze del presidente Andreotti o di suoi amici, ma anche all'incontro di Mazara del Vallo, con il boss della zona, Andrea Manciaracina.
    Dottor Natoli, in altre parole quei rapporti si sono protratti nel tempo?
    Certamente fino alla primavera del 1980 i rapporti ci furono.
    E poi?
    I giudici hanno dato atto ad Andreotti di un suo successivo ravvedimento, con una legislazione ad hoc contro i mafiosi.
    Come si spiega? Paura? Pentimento? O, all'origine, l'ignoranza del fenomeno mafioso?
    Fra le possibili risposte, una possibile sottovalutazione del fenomeno mafioso sembra essere la più plausibile.
    Dottor Natoli, la sottovalutazione da parte dell' uomo politico che tanti hanno considerato e considerano il più furbo d'Italia?
    È una domanda alla quale non posso rispondere. Dovrebbe semmai rivolgerla al presidente Andreotti.
    Il quale, però, ha detto: «sono contento dell'assoluzione, per il resto amen». Ci saremmo aspettati di più.
    È una soddisfazione legittima che proviene da un “imputato modello”.
    Addirittura?
    Guardi: non ha mai ricusato i suoi giudici. Si è sempre presentato in aula per tutti gli impegni processuali. Il suo comportamento è sempre stato corretto.
    E non si è dato da fare perché il Parlamento gli confezionasse qualche legge su misura…
    Questo è incontestabile.
    Dottor Natoli, un'ultima domanda. Il presidente della Camera, Casini, ha polemizzato con i giudici dicendo che la Storia non si scrive con le sentenze. Ma i giudici d'appello, nella sentenza, hanno scritto che di Andreotti se ne occuperanno gli storici. Per caso è insorto un equivoco?
    I giudici della corte d'appello hanno scritto quello che lei dice. Se poi le loro affermazioni entreranno a far parte della Storia con la esse maiuscola, non possiamo dirlo noi contemporanei.

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Giulio Andreotti
    Di albertsturm nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 33
    Ultimo Messaggio: 28-07-08, 19:51
  2. Giulio Andreotti
    Di cixcix nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 23
    Ultimo Messaggio: 16-01-08, 00:32
  3. Giulio Andreotti
    Di cixcix nel forum Destra Radicale
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 13-01-08, 23:25
  4. LA POLITICA E LA RAI - di Giulio Andreotti
    Di Pieffebi nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 12-04-07, 14:48
  5. San Giulio Andreotti
    Di Totila nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 19-11-02, 19:03

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito