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Discussione: La Chiesa e gli....

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    Predefinito La Chiesa e gli....

    ....omo.


    Scrive il cardinale Joseph Ratzinger.
    “Il matrimonio è santo, mentre le relazioni omosessuali contrastano con la legge morale naturale”. Gli atti omosessuali “non sono il frutto di una vera complementarietà affettiva e sessuale. In nessun modo possono essere approvati”, e i parlamentari cattolici hanno il “dovere morale” di dire di no a qualsiasi progetto di legge favorevole al riconoscimento legale delle unioni omosessuali. Anzi, “concedere il suffragio del proprio voto a un testo legislativo così nocivo per il bene comune della società è un atto gravemente immorale”.
    Sono parole contenute nel documento dal titolo “Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali”, già distribuito a tutte le diocesi cattoliche, reso pubblico ieri mattina dalla sala stampa del Vaticano.
    Nella posizione della Chiesa sull’argomento non c’è nulla di nuovo, del che forse ci si può rammaricare ma non certo stupire. La concezione cattolica della legge morale naturale considera leciti solo i rapporti sessuali nel matrimonio, eterosessuale e indissolubile, e solo se sono finalizzati alla procreazione.
    Si tratta di una concezione che è stata travolta, nei fatti, dalla secolarizzazione della vita civile, tant’è vero che in pressoché tutti i paesi cattolici ormai vigono leggi che ammettono il divorzio e regolamentano l’aborto. La chiesa ha il diritto di predicare la sua morale, la politica ha il dovere di organizzare la convivenza civile com’è, non come si vorrebbe che fosse.
    Sul tema dell’estensione ai cittadini omosessuali dei diritti civili vale il principio dell’eguaglianza di fronte alla legge, indipendentemente dalle concezioni religiose. D’altronde su questi argomenti c’è disparità di orientamenti in tutti i settori politici.
    Nella Cuba di Fidel Castro l’omosessualità è un reato, in Spagna e in Francia si sono recentemente approvate norme liberali e in America c’è dissenso persino fra il presidente George W. Bush, contrario a ogni apertura, e il suo vice Dick Cheney, che ha sostenuto, in un incontro con i gay, che “ogni persona dovrebbe essere libera di impegnarsi in ogni tipo di relazione che voglia”.
    Sarebbe strano che, mentre si chiama il mondo intero a battersi contro il fondamentalismo, si scelga di legiferare solo in base a principi religiosi. Ed è altrettanto assurdo che i sostenitori della libertà di opinione negassero alla Chiesa il diritto di propagandare la sua.

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Re: La Chiesa e gli....

    In origine postato da mustang
    ....omo.


    Scrive il cardinale Joseph Ratzinger.
    “Il matrimonio è santo, mentre le relazioni omosessuali contrastano con la legge morale naturale”. Gli atti omosessuali “non sono il frutto di una vera complementarietà affettiva e sessuale. In nessun modo possono essere approvati”, e i parlamentari cattolici hanno il “dovere morale” di dire di no a qualsiasi progetto di legge favorevole al riconoscimento legale delle unioni omosessuali. Anzi, “concedere il suffragio del proprio voto a un testo legislativo così nocivo per il bene comune della società è un atto gravemente immorale”.
    Sono parole contenute nel documento dal titolo “Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali”, già distribuito a tutte le diocesi cattoliche, reso pubblico ieri mattina dalla sala stampa del Vaticano.
    Nella posizione della Chiesa sull’argomento non c’è nulla di nuovo, del che forse ci si può rammaricare ma non certo stupire. La concezione cattolica della legge morale naturale considera leciti solo i rapporti sessuali nel matrimonio, eterosessuale e indissolubile, e solo se sono finalizzati alla procreazione.
    Si tratta di una concezione che è stata travolta, nei fatti, dalla secolarizzazione della vita civile, tant’è vero che in pressoché tutti i paesi cattolici ormai vigono leggi che ammettono il divorzio e regolamentano l’aborto. La chiesa ha il diritto di predicare la sua morale, la politica ha il dovere di organizzare la convivenza civile com’è, non come si vorrebbe che fosse.
    Sul tema dell’estensione ai cittadini omosessuali dei diritti civili vale il principio dell’eguaglianza di fronte alla legge, indipendentemente dalle concezioni religiose. D’altronde su questi argomenti c’è disparità di orientamenti in tutti i settori politici.
    Nella Cuba di Fidel Castro l’omosessualità è un reato, in Spagna e in Francia si sono recentemente approvate norme liberali e in America c’è dissenso persino fra il presidente George W. Bush, contrario a ogni apertura, e il suo vice Dick Cheney, che ha sostenuto, in un incontro con i gay, che “ogni persona dovrebbe essere libera di impegnarsi in ogni tipo di relazione che voglia”.
    Sarebbe strano che, mentre si chiama il mondo intero a battersi contro il fondamentalismo, si scelga di legiferare solo in base a principi religiosi. Ed è altrettanto assurdo che i sostenitori della libertà di opinione negassero alla Chiesa il diritto di propagandare la sua.

    saluti
    Anche io mi rammarico della posizione della Chiesa e principalmente perchè appare come sostenitrice di posizioni retrograde e quindi non "al passo con i tempi", anche se non è sempre vero.

    In sostanza, quello che temo è che, con l'acqua sporca si rischi di buttare via anche il bambino:
    alcuni principi di fondo della morale cattolica sono di certo tuttora validi e lo saranno a lungo; altri probabilmente sarebbero da aggiornare alla luce dei mutamenti della nostra civiltà. Il mio timore è che il superamento di quelli da aggiornare trascini con se' anche la "parte nobile" del messaggio cristiano, quella che tutto sommato fornisce ai più dei punti di riferimento, senza i quali l'evoluzione culturale della nostra società procederebbe in modo imprevedibile e persino pericoloso.

    Ad esempio, non conoscere la distinzione tra "bene e male" può condurre una persona, ad esempio un giovane, a commettere azioni terribili senza realmente rendersi conto di ciò che ha fatto, solo perchè fa parte di un gruppo, di un "branco" in cui la concezione di "bene" e "male" è totalmente diversa da quella che intendiamo comunemente.

    A mio parere, la Chiesa per prima dovrebbe comprendere appieno la portata di questo rischio, che ovviamente contiene in se' la sua emarginazione.

  3. #3
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    Predefinito Bella lotta....

    ....fra chierichetti.


    Antonio Socci, sul Giornale di oggi, interviene sull’argomento con l’articolo “Il demone progressista”.

    “Apprendo da un libro del Card. Ratzinger che tempo fa Flores D’Arcais ha scritto sulla tedesca FAZ che anche la Chiesa, nella persona di Giovanni Paolo II, rappresenta – come Silvio Berlusconi – una grave minaccia per la democrazia”.

    Il Papa è un eccezionale “evidenziatore” delle contraddizioni che convivono nell’ideologia della “politically correct”; che tra l’altro esalta il Papa quando parla di guerra (tra l’altro fraintendendolo) e si strappa le vesti cercando di zittirlo quando parla di Costituzione europea, aborto, eutanasia, omosessualità.
    Dice, Socci.
    L’antica e scoperta pretesa della sinistra, cioè di dividere il mondo in Buoni e Cattivi ha toppato cercando di chiudere nello stesso recinto anche la Chiesa.
    La “Straniera”, come la chiama Eliot, la Chiesa, dice cose grandi e spesso scomode. Non ama il guinzaglio.
    (Anche se, a mio modesto avviso, ha amato moltissimo infilare il guinzaglio agli altri “poteri”, e sempre in nome di Dio).
    Ma dice spesso cose giudiziose e profonde, nel senso “materiale” della vita.
    Per esempio: Ratzinger, facendo una panoramica sulla disgregazione del comunismo europeo e sui suoi errori ed orrori, afferma che questo repentino vuoto “ha cambiato profondamente anche lo scenario teologico”, perché una parte del mondo cattolico erra succube della cultura comunista.
    E mettendo in guardia i liberal-democratici e il centro-destra scrive:”Io ritengo senz’altro pensabile che ci si presenteranno nuove forme dell’immagine marxista del mondo.
    Ma sul fallimento del marxismo, per Ratzinger, l’errore di fondo fu la “pretesa di una politica che vuol essere redenzione, che promette troppo. Quando la politica vorrebbe fare l’opera di Dio, non diventa divina, bensì demoniaca”.
    Mentre, dice sempre il Cardinale, la vera liberaldemocrazia è portata al “compromesso”, ovvero al realismo della ragione, cioè di quella politica che riconosce se stessa come imperfetta e, dunque, sempre da riformare.
    (Che sia questo il vero motivo che ha spinto i vecchi comunisti a insistere sul loro “riformismo?).
    Nel suo recente libro Ratzinger riconosce che il relativismo, nel campo della politica, rappresenta il fondamento della democrazia la quale implicitamente riconosce che nessuno possa pretendere di conoscere la strada giusta….tutti i cammini si riconoscono reciprocamente come frammenti del tentativo indirizzato al meglio.
    Ma è proprio qui da dove nasce il problema, che sta nel concepire tale relativismo come illimitato, e quindi applicabile anche nei confronti della religione e dell’etica.

    E la Chiesa non ci sta.
    Ci sono dei punti fermi: la legge naturale (quando le fa comodo) accessibile a chiunque, e la rivelazione che Dio ha fatto di se stesso, ossia Cristo.
    Su questo Ratzinger non accetta nessun relativismo.
    Socci scrive: “non gli si può dar torto, neanche come laici: non si può pretendere che la Chiesa non creda più in Cristo”.
    (Ma nemmeno pretendere che la Chiesa "governi" quei poveri cristi che non credono).
    Dunque i relativismo, che Ratzinger vede come un pericolo mortale (per il mondo o solo per la Chiesa?) non è quello dell’Occidente politico, ma è “la cosiddetta teologia pluralista delle religioni” la quale “assume ora il posto che nel decennio scorso spettava alle teologia della liberazione”.
    Che indubbiamente si sposa facilmente all’ideologia progressista e no-global del cosiddetto relativismo culturale, per il quale ogni gruppo umano ha le sue tradizioni e tutte sono egualmente legittime anche se “significano” mutilazioni, discriminazioni delle donne, disumanità, atrocità mascherate da culture indigene.
    Per questa ideologia se l’Occidente chiede il rispetto dei diritti delle persone diventa colpevole di imperialismo. Se la Chiesa pretende di predicare Cristo a tutte le nazioni compie un abuso coloniale.
    E per contrastare questa ideologia il Papa emanò la “Fides et Ratio” dove si esalta e si elogia la ricerca umana della verità e si “riafferma” che Gesù Cristo è questa universalmente desiderata verità.
    (Ora, tutto questo va bene per il cattolico che crede; ma i “poveracci come me e tanti altri” che non hanno la “grazia” di credere nella verità degli uomini che si "eleggono unica parola di Dio"dove cavolo la cercano la verità?).
    A Flores D’Arcais che dichiara:”La dottrina ufficiale della Chiesa non ha più nulla da dire alla cultura tout court” (Modestamente e sottovoce sottolineo l’evidente “clericalismo” nella dichiarazione del Fores, assiso sulla cattedra della cultura “tout court”) Ratzinger domanda:”Questa cultura tout court non è piuttosto un’anti cultura? E questa presunzione di essere la cultura in senso assoluto non è allora una presunzione arrogante, che disprezza le persone?”

    Bella lotta fra “chierici”.
    Flores condanna l’Enciclica perché avrebbe “conseguenze micidiali per la democrazia in quanto il Papa ha designato leggi che permettono l’aborto e l’eutanasia come destituite di autentica valenza giuridica”
    Sentite cosa dice Flores: opporsi così alle decisioni di un Parlamento eletto sarebbe segno di pericoloso dogmatismo. (Ma opporsi alle decisioni di un Parlamento eletto da cittadini di centro-destra sarebbe invece segno di libera democrazia).
    Risponde Ratzinger:”Tali affermazioni presuppongono che non si possa dare alcun’altra visione superiore alle decisioni prese dalla maggioranza”.
    Uno dice, in pratica, che il diritto di verità sull’uomo e su Dio non possono essere abolite da nessun Parlamento.
    L’altro ,che pretende di rappresentare il Parlamento e rivendica l’infallibilità della cultura “tout court”, negando il diritto al Papa di criticare certe leggi, afferma implicitamente che c’è un Magistero Assoluto: la sinistra degli illuminati.

    Perbacco come sono messo male, tra gli infallibili di sinistra, quelli della “cortina di ferro” e del Muro di Berlino caduti senza “colpo subire”, e tra gli infallibili di Dio, coloro che parlano, uccidono e rubano e comandano a fottono e predicano ma sempre e comunque in linea diretta con Dio.

    Sono messo male, ma pure Lui, Dio, non è che sta proprio meglio.

    saluti

 

 

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