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Sono state pubblicate le motivazioni con le quali nel dicembre scorso la corte di Cassazione ha annullato la sentenza che aveva condannato a trent’anni Luigi Ciavardini, indicandolo come colui che materialmente ha posto alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980 l’ordigno che ha fatto a pezzi 85 persone. Sia ben chiaro che ciò ancora non significa che Ciavardini sia uscito scagionato, ma semplicemente che dovrà comparire un’altra volta di fronte alla Corte d’appello. La Cassazione però a fissato un punto fermo, e cioè che non vi è alcuna prova che Ciavardini si sia trovasse alle ore 10.20 del mattino alla stazione di Bologna e pertanto o l’accusa troverà queste prove o altrimenti l’esecutore materiale della strage deve ancora essere trovato. In realtà Ciavardini fin dal suo primi interrogatorio aveva dichiarato che il 2 agosto 1980 si trovava a Padova per incontrarsi proprio con Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. Questi ‘alibi’ è stato recentemente confermato dal neofascista ‘pentito’ Carlo Digilio, il quale ha dichiarato in un interrogatorio del ’97 davanti al Gip milanese Guido Salvini di essere lui lo ‘zio Otto’ con il quale Fioravanti e la Mambro avevano appuntamento a Padova il 2 agosto ’80. È così confermato definitivamente anche l’alibi dei due terroristi di destra, i quali non potevano trovarsi a Bologna il giorno della strage?… Vi sono i necessari presupposti per la revizione del processo a carico dei due terroristi neri?… Per quanto sembri incredibile la risposta è ancora no!…
La Cassazione ha infatti scagionato Ciavardini ma nel contempo si è premurata di escludere qualsiasi possibilità di revisione del processo per la strage di Bologna affermando che la responsabilità di Fioravanti e della Mambro è fuori discussione in quanto a loro carico esistono ‘dati certi’ [sic!!!…]. E’ evidente che il dogma politico, cristallizzatosi ormai in verità giudiziaria, non può essere rimesso in discussione. Che ne sarebbe allora della celebrazione che ogni anno si fa a Bologna nella ricorrenza della strage e che serve a tenere sempre viva la memoria e a ‘non dimenticare’, giacchè quella delle ‘stragi fasciste’ è una scure che torna ogni tanto utilissimo disseppellire quando più fa comodo. Certo la coscienza di un paese che di autodefinisce ‘democratico’ dovrebbe vergognarsi del fatto che coloro che si impegnano tanto per legittimare la grazia a Sofri non spendano una parola contro questi autentici orrori della nostra macchina giudiziaria…
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Nobis ardua
Comandante CC Carlo Fecia di Cossato




Nobis ardua
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… Un ‘particolare’ cui non è stata data particolare enfasi sui media è che tra gli ‘ospiti scomodi’ della manifestazione, oltre al ministro Lunari che altro non ha potuto fare se non prendersi la sua bella dose di fischi e nomi, ve ne era un altro che ad essa non è mai mancato: il senatore a vita Francesco Cossiga. A lui, che al tempo della strage ricopriva l’incarico di presidente del consiglio e pertanto non si può considerare del tutto ‘disinformato’ al riguardo, sono stati diretti da Cofferati e Bolognesi delle vere e propie frecce al curaro: ‘E’ vergognoso il comportamento di chi ha cercato incessantemente di riabilitare coloro che ‘a vario titolo’ [!?…] sono stati condannati per la strage!…’. A proposito di questa frase occorrerà precisare che l’ex-presidente del consiglio e capo di Stato Francesco Cossiga, cioè colui che ad oggi, per il ruolo istituzionale allora ricoperto, conosce più cose dell’argomento di chiunque altro, ha dichiarato in più di una occasione l’assoluta innocenza di Fioravanti e della Mambro e in ognuna di queste occasioni ha fatto esplicito riferimento ai Servizi Segreti. Anche in questa circostanza poi quest’uomo, certamente non un esempio in fatto di ‘riservatezza’, ha voluto dire la sua pronunciando all’indirizzo di Sergio Cofferati la seguente frase, riguardo alla quale mi è assai arduo trovare un aggettivo idoneo a qualificarla: ‘Sono pronto ad assumermi una responsabilità postuma [!!…] della strage se l’ineffabile sindaco di Bologna è disposto ad assumersi la sua parte di responsabilità politica e morale nell’assassinio di Marco Biagi, nelle assemblee sindacali da lui sempre definito traditore…’. Più chiaro di così non si può caro senatore Cossiga!… certo che, in attesa che il buon Sergio si decida a fare [cosa assai poco probabile in verità…] il ‘passo coraggioso’ da lei auspicato perchè non prova a spiegarci in che cosa consisterebbe questa ‘responsabilità postuma’ che lei si è voluto autoattribuire?… 

9, il Dc 9 dell’Itavia, Roma Palermo sparisce dai monitor del Centro Radar di Ciampino. 

