Risultati da 1 a 10 di 10

Discussione: Immigrati

  1. #1
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito Immigrati

    1) ''Non risponde a verità ciò che la retorica classica dell'immigrazione continua a ripetere secondo cui l'immigrato è sempre e solo il frutto della fuga disperata dalla paura, dal bisogno e dalla povertà. La dinamica dell'emigrazione è assai più complessa e sofisticata di quanto a prima vista possa apparire. Basta riflettere sul fatto che se davvero la sua determinante esclusiva fosse la povertà dovremmo trovare nei movimenti migratori ciò che invece non troviamo: in maggioranza non si emigra infatti dai paesi più poveri ma da quelli che lo sono relativamente meno. Sono pochi quelli che lasciano, ad esempio, le terre poverissime della Sierra Leone, Burkina Faso, Indonesia, Paraguay, Bolivia. Molti, moltissimi sono invece coloro che partono dai paesi relativamente più ricchi come il Messico, le Filippine, l'India o il Pakistan'' [G. Bolaffi, ''I confini del patto. Il governo dell'immigrazione in Italia'', Einaudi, 2001, p. 31]


    2) ''Non si dovrebbe dimenticare che all'origine della decisione migratoria va collocato innanzitutto quel processo di acquisizione degli stili di vita del mondo occidentale e di diffusione del consumo di massa, come anche di crescente esposizione ai mass media stranieri e, per così dire, di assimilazione di una certa mentalità 'all'occidentale', che viene definito socializzazione anticipatoria'' [R. Marini, ''Immigrazione e società multiculturale'', in AA. VV., ''Multiculturalismo e democrazia'', Donzelli, 1996, p. 139].

    Questi due aspetti essenziali sono strettamente collegati tra loro perché è ovvio che il processo descritto al punto 2 riguarda innanzitutto abitanti di paesi meno sottosviluppati [punto 1].

    Inoltre è evidente [punto 2] come la gran parte degl'immigrati sia già costituita da perfetti replicanti degli ''occidentali'' [e quindi dei disvalori occidentali]. E coloro che non lo sono [gl'islamici, ad es.], sono comunque portatori di principi in irrimediabile contrasto sia con gli ''occidentali'' ma anche con chi non si riconosce in alcun universalismo [laico o religioso che sia] ma si riconosce nelle specificità etnoculturali dei popoli europei.


    Per finire, inutile aggiungere che la società multirazziale è il modello sociale yankee. E fa specie notare che tanti ''fieri'' nemici degli yankees su questo punto decisivo, guarda un pò il caso,...latitano

  2. #2
    vicepres Destra cricetale
    Data Registrazione
    29 Jun 2002
    Messaggi
    4,646
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    1) per emigrare serve una certa disponibilità economica per pagarsi il viaggio. Inoltre serve un livello di cultura minimo che permetta la consapevolezza dell'esistenza di un'altra terra dove emigrare.
    Inoltre l'emigrazione è facilitata dall'esistenza di reti di accoglienza nei paesi dove si arriva (pensa ai turchi o ai kurdi in Germania, ai cinesi in Italia, ai marocchini in Spagna, agli algerini in Francia....). Insomma, Bolaffi non scopre nulla di nuovo

    2) se fosse vero, gran parte della retorica anti-immigrazione va a farsi friggere. Io personalmente credo che gli immigrati cerchino un discreto benessere economico ma non abbiano intenzione, né facilità, di integrarsi nella società di accoglienza (almeno quelli della prima generazione). E dovrebbe farti contento, perché tutto ciò crea una segregazione di fatto

    3) un giorno o l'altro mi dovrai chiarire quale sia il modello sociale e culturale yankee, senza ricorrere a feticci (cheeseburger, nike, michael jordan...). Continuo a pensare che la cultura yankee sia fortemente wasp e calvinista/luterana ed i modelli culturali africani, chicanos o cinesi non hanno mai attecchito, al di là di residui folkloristici (per lo più musicali/gastronomici: in effetti la cultura alimentare yankee è un, pessimo, minestrone di tradizioni diverse)

  3. #3
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Eheheh, non ci siamo proprio, Enrique.

    Bolaffi scopre che la...retorica terzomondista dell'immigrato ''povera vittima'' è ''leggermente'' inesistente o, perlomeno, enormemente...sovrastimata. E non è mica poco...

    Sul punto 2, tu tendi a confondere l' autopercezione dell'allogeno con la realtà. Sono cose molto diverse. Io alludevo all'allogeno che viene qui con l'idea di far parte a pieno titolo del mondo ''occidentale'' e che ne condivide i principi. NON mi riferivo, ovviamente, alla reale integrazione. Per il resto, se è vero che alcune comunità allogene tendono a ''fare gruppo'' a sé [cinesi e filippini, ad es.], negri e magrebini ad es. no [a meno che non siano islamici].

    Ps. la seconda e finanche la terza generazione allogena [naturalizzata o no, non cambia nulla, ovviamente] sono persino meno integrate della prima se dai un occhio agl'indici di criminalità nei paesi di più lunga immigrazione

    Punto 3. Forse sei rimasto indietro di qualche annetto. E tendi, inoltre, a dimenticare come sono nati gli Usa e su quali ''principi''

  4. #4
    vicepres Destra cricetale
    Data Registrazione
    29 Jun 2002
    Messaggi
    4,646
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da Paul Atreides
    Eheheh, non ci siamo proprio, Enrique.

    Bolaffi scopre che la...retorica terzomondista dell'immigrato ''povera vittima'' è ''leggermente'' inesistente o, perlomeno, enormemente...sovrastimata. E non è mica poco...

    Sul punto 2, tu tendi a confondere l' autopercezione dell'allogeno con la realtà. Sono cose molto diverse. Io alludevo all'allogeno che viene qui con l'idea di far parte a pieno titolo del mondo ''occidentale'' e che ne condivide i principi. NON mi riferivo, ovviamente, alla reale integrazione. Per il resto, se è vero che alcune comunità allogene tendono a ''fare gruppo'' a sé [cinesi e filippini, ad es.], negri e magrebini ad es. no [a meno che non siano islamici].

    Ps. la seconda e finanche la terza generazione allogena [naturalizzata o no, non cambia nulla, ovviamente] sono persino meno integrate della prima se dai un occhio agl'indici di criminalità nei paesi di più lunga immigrazione

    Punto 3. Forse sei rimasto indietro di qualche annetto. E tendi, inoltre, a dimenticare come sono nati gli Usa e su quali ''principi''


    Ma quello che dice Bolaffi (punto 1) è chiaro e sottinteso quando si parla di povertà del terzo mondo. Anche nella povertà esistono diversi livelli: una povertà assoluta non consente nulla, una povertà relativa (accompagnata da certe condizioni facilitanti tipo distanza del viaggio, presenza di una comunità di accoglienza...) consente qualcosa. Non mi sembra una scoperta dirompente, è una cosa che tutti i sociologi o gli antropologi che studiano i fenomeni migratori sanno, e da decenni

    Per quello che concerne il punto 2), continuo a non capire. Se l'immigrato "condivide i principi" (della cultura occidentale), allora non c'è problema perché non è un elemento dirompente o colonizzante, è solo un individuo in più. Se non li condivide tenderà a farsi i cavoli suoi, ed avremo una segregazione di fatto. Se li disapprova, allora le cose possono anche essere un po' più pericolose perché potrebbe voler imporci i suoi. Ma il terzo caso è generalmente una minoranza.

    Riguardo agli Usa, "l'etica protestante", il mito del successo ed i principi culturali informatori wasp sono diffusi anche tra i negri, i messicani o i cinesi. Lo dimostra, per esempio, il fortissimo nazionalismo degli americani, comune a tutte le razze, o la presenza di due grossi blocchi politici oligarchici che sono il frutto di una grande compattezza ideologica... Che sia una cultura non raffinata è un altro discorso, ma non mi sembra che le ondate migratorie l'abbiano mai mutata.

  5. #5
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Le basi della società multirazziale stanno in alcune paroline che, PER LA PRIMA VOLTA, vennero scritte nel Bill della Virginia del 1776: ''noi teniamo per fermo che queste verità siano evidenti per se stesse: che tutti gli uomini sono creati uguali e bla bla bla'' [e poi le ritroviamo nella Dichiarazione d'indipendenza], laddove ad es. nel Bill dell'Habeas Corpus del 1679 o nel Bill of Rights del 1689 i diritti fondamentali NON erano diritti di natura e dove NON si ritrovano proclamazioni universali e astratte ma diritti tradizionali basati sulla common law.

    Questo è quanto...

  6. #6
    email non funzionante
    Data Registrazione
    26 Jan 2003
    Messaggi
    1,849
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da Paul Atreides
    Le basi della società multirazziale stanno in alcune paroline che, PER LA PRIMA VOLTA, vennero scritte nel Bill della Virginia del 1776: ''noi teniamo per fermo che queste verità siano evidenti per se stesse: che tutti gli uomini sono creati uguali e bla bla bla'' [e poi le ritroviamo nella Dichiarazione d'indipendenza], laddove ad es. nel Bill dell'Habeas Corpus del 1679 o nel Bill of Rights del 1689 i diritti fondamentali NON erano diritti di natura e dove NON si ritrovano proclamazioni universali e astratte ma diritti tradizionali basati sulla common law.

    Questo è quanto...
    Il chiarimento storico che hai fatto è veramente opportuno.
    Gli inglesi, nei rapporti con le colonie avevano ancora una concezione verticale; l'Inghilterra è il centro -infatti è un'isola separata da tutto il resto- e la colonie sono la periferia.
    Gli Stati Uniti nascono già globalizzatori; anche la Francia utilizzerà nozioni ugualmente universalistiche, ma qui è la geografia, anzi la geo-politica a fare la differenza. A parità di dichiarazioni d'intenti, la realizzazione riesce a chi gode dei più ampi spazi, specie marittimi, e quindi agli Stati Uniti. La Francia tutt'alpiù riuscì per vent'anni a scombussolare l'Europa.

  7. #7
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Infatti. Se uniamo diritti naturali universali [per la prima volta ''positivizzati''nel 1776], dottrina Monroe, mito della frontiera come ''fronte'' in perenne avanzata [Turner], ''Destino manifesto'' e guerra di Secessione abbiamo le tessere più importanti del puzzle.

    E i risultati sono sotto gli occhi di tutti...

  8. #8
    Cavaliere
    Data Registrazione
    07 Mar 2002
    Messaggi
    5,062
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da Paul Atreides
    Le basi della società multirazziale stanno in alcune paroline che, PER LA PRIMA VOLTA, vennero scritte nel Bill della Virginia del 1776: ''noi teniamo per fermo che queste verità siano evidenti per se stesse: che tutti gli uomini sono creati uguali e bla bla bla'' [e poi le ritroviamo nella Dichiarazione d'indipendenza], laddove ad es. nel Bill dell'Habeas Corpus del 1679 o nel Bill of Rights del 1689 i diritti fondamentali NON erano diritti di natura e dove NON si ritrovano proclamazioni universali e astratte ma diritti tradizionali basati sulla common law.

    Questo è quanto...
    Peccato però che quei bellissimi principi di uguaglianza siano stati applicati solo a rate e fra orrori in netta controtendenza.
    Basti pensare alla distruzione degli indiani d' America, alla schiavitù, alle Leggi di Jim Crow, alle repressioni del movimento operaio USA, al maccartismo, ecc....
    Non sono per negare OGNI importanza ai valori della costituzione del 1787 nella storia USA, ma nemmeno per darne un'idea miracolistica.

  9. #9
    El Venexian
    Ospite

    Predefinito

    ke pppalle...

    sempre a parlare degli yankees.

    forsa e corajo , tiremose su le maneghe , butei !

  10. #10
    El Venexian
    Ospite

    Predefinito

    tra l'altro saria curioso de saver kuanti de voaltri gabia mai meso piede nea tera d'Albion o nea Merika.

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 103
    Ultimo Messaggio: 16-07-13, 19:09
  2. Risposte: 174
    Ultimo Messaggio: 17-06-12, 03:25
  3. Risposte: 44
    Ultimo Messaggio: 12-01-09, 23:50
  4. Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 22-07-04, 12:31
  5. Immigrati: Bossi, Case A Immigrati? Gentilini Non Faccia Errore
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 18-09-02, 18:17

Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito