1) ''Non risponde a verità ciò che la retorica classica dell'immigrazione continua a ripetere secondo cui l'immigrato è sempre e solo il frutto della fuga disperata dalla paura, dal bisogno e dalla povertà. La dinamica dell'emigrazione è assai più complessa e sofisticata di quanto a prima vista possa apparire. Basta riflettere sul fatto che se davvero la sua determinante esclusiva fosse la povertà dovremmo trovare nei movimenti migratori ciò che invece non troviamo: in maggioranza non si emigra infatti dai paesi più poveri ma da quelli che lo sono relativamente meno. Sono pochi quelli che lasciano, ad esempio, le terre poverissime della Sierra Leone, Burkina Faso, Indonesia, Paraguay, Bolivia. Molti, moltissimi sono invece coloro che partono dai paesi relativamente più ricchi come il Messico, le Filippine, l'India o il Pakistan'' [G. Bolaffi, ''I confini del patto. Il governo dell'immigrazione in Italia'', Einaudi, 2001, p. 31]
2) ''Non si dovrebbe dimenticare che all'origine della decisione migratoria va collocato innanzitutto quel processo di acquisizione degli stili di vita del mondo occidentale e di diffusione del consumo di massa, come anche di crescente esposizione ai mass media stranieri e, per così dire, di assimilazione di una certa mentalità 'all'occidentale', che viene definito socializzazione anticipatoria'' [R. Marini, ''Immigrazione e società multiculturale'', in AA. VV., ''Multiculturalismo e democrazia'', Donzelli, 1996, p. 139].
Questi due aspetti essenziali sono strettamente collegati tra loro perché è ovvio che il processo descritto al punto 2 riguarda innanzitutto abitanti di paesi meno sottosviluppati [punto 1].
Inoltre è evidente [punto 2] come la gran parte degl'immigrati sia già costituita da perfetti replicanti degli ''occidentali'' [e quindi dei disvalori occidentali]. E coloro che non lo sono [gl'islamici, ad es.], sono comunque portatori di principi in irrimediabile contrasto sia con gli ''occidentali'' ma anche con chi non si riconosce in alcun universalismo [laico o religioso che sia] ma si riconosce nelle specificità etnoculturali dei popoli europei.
Per finire, inutile aggiungere che la società multirazziale è il modello sociale yankee. E fa specie notare che tanti ''fieri'' nemici degli yankees su questo punto decisivo, guarda un pò il caso,...latitano


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