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Risultati da 1 a 10 di 64
  1. #1
    Manuel
    Ospite

    Predefinito Gli errori di Berlusconi

    di Ida Magli
    ItalianiLiberi | 10 Giugno 2003


    Se una riflessione realistica e utile si deve fare sulla sconfitta del Polo nelle elezioni amministrative, allora è indispensabile cominciare dal primo, grave errore di valutazione politica commesso da Berlusconi: non aver capito che l’attacco alle Torri Gemelle aveva cambiato la situazione del mondo e che, di conseguenza, il famoso “patto con l’Italia”, concepito e sottoscritto prima di questo avvenimento, doveva immediatamente essere ripensato, dichiarandolo con concreta sincerità agli Italiani. Quali erano, infatti, le immediate conseguenze? Il crollo di un modello culturale e di sviluppo socio-economico fondato sulle comunicazioni, sul turismo, sullo scambio fra i popoli; ossia sul superfluo, che può essere apprezzato solamente da chi vive in sicurezza e non teme di poter essere deprivato dei propri bisogni essenziali. I progetti di sviluppo (non soltanto del governo italiano, ma anche dell’Unione Europea, che non è mai stata capace di prevedere nemmeno quello che era già sotto il suo naso) dovevano quindi essere abbandonati insieme all’ottimismo, sparso a piene mani sul futuro. Bisognava spiegare con fiducia agli Italiani la situazione di crisi; con una fiducia tanto più reale in quanto l’elettorato della Casa delle libertà crede nel sistema logico, crede nella concretezza dell’agire in funzione di scopi raggiungibili, fondati sul buon senso, sul lavoro personale, sulla responsabilità individuale.

    Di tutto questo, invece, Berlusconi (ma insieme a lui, e purtroppo peggio di lui gli esponenti di Alleanza Nazionale e della Lega) non ha tenuto conto, continuando a ripetere che avrebbe tenuto fede al patto sottoscritto con l’Italia; cosa non soltanto troppo difficile ma anche, almeno in parte, non più funzionale, come gli Italiani di buon senso capivano molto bene. Contemporaneamente giungevano al traguardo tutte le conseguenze negative del passaggio alla moneta unica. Anche di questo Berlusconi non ha voluto parlare con sincerità agli Italiani, sebbene si trattasse di una operazione compiuta dai governi precedenti. Le accuse ai commercianti di essere tutti dei profittatori e ladri, e agli acquirenti di essere tutti degli allocchi incapaci di contare monetine, non soltanto erano ingiuste, ma di certo non potevano far piacere a nessuno. Perché non dire la verità e riconoscere che l’euro vale la metà della lira? Che un italiano medio con in tasca un biglietto da cinquanta euro, esce di casa con il senso di una grande ristrettezza di potere d’acquisto in confronto a quando usciva con in tasca un biglietto da cinquantamila lire? Ossia con la metà? La maggior parte degli Italiani è dunque diventata di colpo più povera, e visto che tutti esaltano l’Unione Europea come se si trattasse del “Bene” allo stato puro, è stato il governo in carica a farne le spese. Come può sembrare opera di buon senso esortare i cittadini a “consumare”, a spendere in cose superflue, quando l’elettorato di Berlusconi aveva riposto la fiducia proprio nella concretezza del buon senso, in una saggia amministrazione, insomma che si mettesse fine allo spreco, alla spensieratezza dell’oggi, alla magniloquenza del “donare”, fondata sul lavoro di chi non chiede, per incrementare all’infinito il piagnisteo di poveri, immigrati, drogati, criminali?

    A tutto questo si è aggiunto lo sfrenato attivismo di Berlusconi nella politica estera, anche questo di per sé positivo se il quadro della realtà creatosi con il fallimento economico dell’Unione Europea e con i conflitti ideologici sulla guerra all’Irak, non avesse dovuto indurre a cambiare alcune linee del programma predisposto in precedenza. Davvero si crede di poter contare sulla Russia, il più grande paese del mondo, battendo qualche pacca sulle spalle di Putin a colazione? E il piano Marshall per la Palestina chi lo pagherà? Gli Italiani? L’Unione Europea a crescita zero? L’elettorato di Berlusconi ha la testa sulle spalle e, se comincia ad intravedere il “solito” (solito dei governanti da duemila anni a questa parte) spirito di grandezza privo di principio di realtà, giustamente si ritrae.

    Tutto questo lo abbiamo detto perché abbiamo ancora fiducia che Berlusconi riprenda in mano le redini del suo governo, con i piedi per terra, ricordandosi di due cose che aveva promesso all’inizio. La prima: che avrebbe accettato suggerimenti e critiche liberando gli Italiani da tutti quei legami, ideologici e amministrativi creati dalle sinistre, che ne impedivano l’affermazione personale, la responsabilità individuale. Da questo punto di vista occorre richiamare alla coerenza soprattutto gli alleati di Alleanza Nazionale e i cattolici. La seconda: gli Italiani si sono fidati dell’ “uomo” Berlusconi, della sua capacità manageriale. Se comincia a dire che certe cose non le può fare lui ma le deve fare l’Europa, non soltanto cancella la fiducia riposta in lui, ma fa intravedere l’incubo di un potere dittatoriale.

    Ida Magli


    http://www.italianiliberi.it/Edito03/errori.htm

  2. #2
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    Predefinito

    Da questo punto di vista occorre richiamare alla coerenza soprattutto gli alleati di Alleanza Nazionale e i cattolici


    ohoooooo....brutta....cattiva.....e soprattutto leghista sta Magli

  3. #3
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    Predefinito Re: Gli errori di Berlusconi

    In origine postato da Manuel
    di Ida Magli
    ItalianiLiberi | 10 Giugno 2003


    Se una riflessione realistica e utile si deve fare sulla sconfitta del Polo nelle elezioni amministrative, allora è indispensabile cominciare dal primo, grave errore di valutazione politica commesso da Berlusconi: non aver capito che l’attacco alle Torri Gemelle aveva cambiato la situazione del mondo e che, di conseguenza, il famoso “patto con l’Italia”, concepito e sottoscritto prima di questo avvenimento, doveva immediatamente essere ripensato, dichiarandolo con concreta sincerità agli Italiani. Quali erano, infatti, le immediate conseguenze? Il crollo di un modello culturale e di sviluppo socio-economico fondato sulle comunicazioni, sul turismo, sullo scambio fra i popoli; ossia sul superfluo, che può essere apprezzato solamente da chi vive in sicurezza e non teme di poter essere deprivato dei propri bisogni essenziali. I progetti di sviluppo (non soltanto del governo italiano, ma anche dell’Unione Europea, che non è mai stata capace di prevedere nemmeno quello che era già sotto il suo naso) dovevano quindi essere abbandonati insieme all’ottimismo, sparso a piene mani sul futuro. Bisognava spiegare con fiducia agli Italiani la situazione di crisi; con una fiducia tanto più reale in quanto l’elettorato della Casa delle libertà crede nel sistema logico, crede nella concretezza dell’agire in funzione di scopi raggiungibili, fondati sul buon senso, sul lavoro personale, sulla responsabilità individuale.

    Di tutto questo, invece, Berlusconi (ma insieme a lui, e purtroppo peggio di lui gli esponenti di Alleanza Nazionale e della Lega) non ha tenuto conto, continuando a ripetere che avrebbe tenuto fede al patto sottoscritto con l’Italia; cosa non soltanto troppo difficile ma anche, almeno in parte, non più funzionale, come gli Italiani di buon senso capivano molto bene. Contemporaneamente giungevano al traguardo tutte le conseguenze negative del passaggio alla moneta unica. Anche di questo Berlusconi non ha voluto parlare con sincerità agli Italiani, sebbene si trattasse di una operazione compiuta dai governi precedenti. Le accuse ai commercianti di essere tutti dei profittatori e ladri, e agli acquirenti di essere tutti degli allocchi incapaci di contare monetine, non soltanto erano ingiuste, ma di certo non potevano far piacere a nessuno. Perché non dire la verità e riconoscere che l’euro vale la metà della lira? Che un italiano medio con in tasca un biglietto da cinquanta euro, esce di casa con il senso di una grande ristrettezza di potere d’acquisto in confronto a quando usciva con in tasca un biglietto da cinquantamila lire? Ossia con la metà? La maggior parte degli Italiani è dunque diventata di colpo più povera, e visto che tutti esaltano l’Unione Europea come se si trattasse del “Bene” allo stato puro, è stato il governo in carica a farne le spese. Come può sembrare opera di buon senso esortare i cittadini a “consumare”, a spendere in cose superflue, quando l’elettorato di Berlusconi aveva riposto la fiducia proprio nella concretezza del buon senso, in una saggia amministrazione, insomma che si mettesse fine allo spreco, alla spensieratezza dell’oggi, alla magniloquenza del “donare”, fondata sul lavoro di chi non chiede, per incrementare all’infinito il piagnisteo di poveri, immigrati, drogati, criminali?

    A tutto questo si è aggiunto lo sfrenato attivismo di Berlusconi nella politica estera, anche questo di per sé positivo se il quadro della realtà creatosi con il fallimento economico dell’Unione Europea e con i conflitti ideologici sulla guerra all’Irak, non avesse dovuto indurre a cambiare alcune linee del programma predisposto in precedenza. Davvero si crede di poter contare sulla Russia, il più grande paese del mondo, battendo qualche pacca sulle spalle di Putin a colazione? E il piano Marshall per la Palestina chi lo pagherà? Gli Italiani? L’Unione Europea a crescita zero? L’elettorato di Berlusconi ha la testa sulle spalle e, se comincia ad intravedere il “solito” (solito dei governanti da duemila anni a questa parte) spirito di grandezza privo di principio di realtà, giustamente si ritrae.

    Tutto questo lo abbiamo detto perché abbiamo ancora fiducia che Berlusconi riprenda in mano le redini del suo governo, con i piedi per terra, ricordandosi di due cose che aveva promesso all’inizio. La prima: che avrebbe accettato suggerimenti e critiche liberando gli Italiani da tutti quei legami, ideologici e amministrativi creati dalle sinistre, che ne impedivano l’affermazione personale, la responsabilità individuale. Da questo punto di vista occorre richiamare alla coerenza soprattutto gli alleati di Alleanza Nazionale e i cattolici. La seconda: gli Italiani si sono fidati dell’ “uomo” Berlusconi, della sua capacità manageriale. Se comincia a dire che certe cose non le può fare lui ma le deve fare l’Europa, non soltanto cancella la fiducia riposta in lui, ma fa intravedere l’incubo di un potere dittatoriale.

    Ida Magli


    http://www.italianiliberi.it/Edito03/errori.htm
    E' quello che penso anche io: Berlusconi, e con lui Tremonti, ha dato prova di una straordinaria "rigidità" nel tenere ferme le promesse fatte in campagna elettorale, raccontando un sacco di balle nonostante gli indicatori economici fossero sempre più in stridente contrasto con le sue dichiarazioni ottimistiche.

    In più il Governo non ha gestito il passaggio dalla lira all'euro, lasciando andare le cose (i prezzi) per il loro verso, senza alcun intervento per consentire un atterraggio "morbido". Questo di certo non ha aiutato la ripresa dei consumi, già penalizzata da una crescita sempre più debole.

    Anche in politica estera, finora due anni di attivismo non hanno portato a risultati concreti, se non il fatto che Bush ha recentemente invitato Berlusconi a passare qualche giorno nel suo ranch in Texas. Altro di concreto non vedo, anche perchè Berlusconi ce lo avrebbe puntualmente e ampiamente comunicato.

    Qui invece dissento del tutto: io credo che Berlusconi abbia combinato tutto 'sto casino perchè non è capace di tenere insieme una coalizione, di governare, non ha una visione di medio periodo per il Paese. Le redini non le ha mai tenute, è vissuto sull'"idillio" col Paese, in attesa dei "miracoli". Ora l'idillio è finito (da un po'), i miracoli promessi non sono arrivati e il risveglio, sia pure lento, è assai amaro.

    Il dramma vero è che milioni di italiani si sono fidati di un uomo solo ed ora, qualcuno, comincia ad avvertirne tutta la inadeguatezza a ricoprire il ruolo di guida del Paese.

    Il guaio è che le elezioni sono fra 3 anni! Te li immagini altri 3 anni con un governo così diviso e litigioso? Non voglio nemmeno pensarci.....

  4. #4
    email non funzionante
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    Predefinito Interessante articolo questo...

    ....della Magli...peccato che non l'abbia "pensato", diciamo, il 10 giugno del 2002.

    Ora potrebbe dire...io l'avevo detto.

  5. #5
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    Predefinito Re: Interessante articolo questo...

    In origine postato da mustang
    ....della Magli...peccato che non l'abbia "pensato", diciamo, il 10 giugno del 2002.

    Ora potrebbe dire...io l'avevo detto.

    Guarda, ma son sicura che non serve te lo dica, che sull'Europa la Magli lo diceva in tempi non sospetti, non per niente il suo best-seller "Contro l'Europa" ha fatto furori.....la pensava in tutto e per tutto come qualcun altro......e aveva ragione visti i risultati

  6. #6
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    Predefinito Re: Re: Interessante articolo questo...

    In origine postato da pensiero
    Guarda, ma son sicura che non serve te lo dica, che sull'Europa la Magli lo diceva in tempi non sospetti, non per niente il suo best-seller "Contro l'Europa" ha fatto furori.....la pensava in tutto e per tutto come qualcun altro......e aveva ragione visti i risultati
    Quanta nostalgia per l'amata liretta, eh?

    Chissà come si sarebbe trovata bene dopo l'11 settembre e con questa specie di governo.

  7. #7
    Veneta sempre itagliana mai
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    Predefinito Re: Re: Re: Interessante articolo questo...

    In origine postato da brunik
    Quanta nostalgia per l'amata liretta, eh?

    Chissà come si sarebbe trovata bene dopo l'11 settembre e con questa specie di governo.




    eheheheh.......si mio caro fosse stato x me la liretta ci sarebbe ancora, in mancanza degli scudi padani così come l'Inghilterra c'ha la sua bella sterlina e sta più che bene......

  8. #8
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Interessante articolo questo...

    In origine postato da pensiero
    eheheheh.......si mio caro fosse stato x me la liretta ci sarebbe ancora, in mancanza degli scudi padani così come l'Inghilterra c'ha la sua bella sterlina e sta più che bene......

    Peccato che noi non siamo l'Inghilterra, anche perchè abbiamo sempre usato la debolezza della cara vecchia lira per competere meglio sui mercati internazionali (la "svalutazione competitiva").

    Mica come loro che hanno ancora una moneta piuttosto forte, rapporti privilegiati con ex-colonie (che noi non abbiamo), un fortissimo mercato finanziario (che noi ci sogniamo), ecc...
    Peraltro noi abbiamo altre caratteristiche che loro si sognano: l'inventività, il patrimonio culturale e paesaggistico, il clima piacevole. Si tratta di tradurli (meglio) in business.

    Insomma, non paragoniamo l'Italia con l'Inghilterra, ci sono troppe differenze. Ciò che vale oggi per la sterlina difficilmente potrebbe valere per la lira.
    Infine, considera che anche in Inghilterra stanno meditando di aderire all'euro.

  9. #9
    Veneta sempre itagliana mai
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Interessante articolo questo...

    In origine postato da Curioso

    Infine, considera che anche in Inghilterra stanno meditando di aderire all'euro.

    Si ma non si arrischiano a fare il referendum(cosa peraltro che da noi, uno dei rari paesi non è stato fatto, grazie alla democrazia di sinistra) perchè sanno che molto probabilmente la gente saggiamente voterebbe NO

  10. #10
    Araldo
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    Predefinito

    In origine postato da pensiero
    Si ma non si arrischiano a fare il referendum(cosa peraltro che da noi, uno dei rari paesi non è stato fatto, grazie alla democrazia di sinistra) perchè sanno che molto probabilmente la gente saggiamente voterebbe NO
    sconcertante....se vuoi far parte di una Europa unita devi adottare l'Euro come moneta altrimenti non puoi stare in una Europa unita, mi sembra chiaro questo.
    Se un governo lavora anni per far parte di questa unione che senso ha fare un referendum per chiedere: volete l'Euro oppure no?.....dovevano caso mai fare il referendum volete entrare nell'Europa unita oppure no?......il referendum sulla moneta da adottare e' insensato perche' e' implicito che se aderisci all'Unione adotti anche la stessa moneta in uso nell'unione.
    Lampante.

    Ciao

 

 
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