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    Predefinito rilfessioni sul sionismo

    riporto una risposta che ho dato tempo fa a un amico:


    Il sionismo è una forma di nazionalismo , non dissimile ai nazionalismi della “terra e del sangue” che hanno funestato l’Europa centro orientale e che hanno fatto pagare il loro contributo di sangue anche recentemente, durante la guerra tra le repubbliche della ex-jugoslavia ..anche in quel contesto la religione era un elemento identitario forte. E come nel contesto balcanico, anche in M.O la posta in palio sono quegli stati nazionali per i quali nell’Europa centro occidentale si sono combattute le varie guerre di indipendenza nel 19° secolo, in un simile contesto di un impero centrale in via di sfaldamento (in M.O quello turco prima, quello coloniale inglese poi) e in un panorama complicato dalle presenza di diverse etnie e religioni compresenti nello stesso territorio. Andrà a finire come è accaduto nei balcani, anche se il processo è più lento e, sotto certi aspetti, meno cruento: pulizia etnica e separazione in nazioni etnicamente quasi omogene ( anche se ricordo che Israele ha il 20 % di popolazione di origine arabo-palestinese)

    Il sionismo rivendica la necessità di una nazione che sostituisca la comunità, non più sufficiente a tutelare i singoli …che poi la comunità non riuscisse a tutelare i propri membri e che neppure l’assimilazione garantirà la salvezza si ne avrà una triste conferma con l’ascesa del nazismo. Il sionismo vuole eliminare il problema della peculiarità dell’ebreo con una assimilazione non del singolo ( cosa fallita se Dreyfus, prototipo dell’ebreo occidentale e assimilato era vittima dell’antisemitismo) ma in blocco di tutta al nazione ebraica, ancorandola alla terra come tutte le altre nazioni, facendone una nazione esattamente come le altre.
    Le nazioni sono fenomeni storici e la storia è fatta anche di processi dinamici …perché non pensare al sionismo come un processo di autodeterminazione di un popolo, che vede in questo progetto un modo di sfuggire alle vessazioni ? Non sono pochi benestanti stravaganti a emigrare in palestina..è un fiume di una umanità che cerca un riscatto e vuole costruire una patria in un contesto in cui le nazioni non hanno ancora definito i confini degli stati nazionali.. Li volevamo per sempre condannati a stare lì, nell’Europa orientale dei pogrom, inchiodati a un ruolo di vittime? Per questo io penso a quello fra il popolo palestinese e quello ebraico sia una lotta per raggiungere un equilibrio fra due diritti.

    La storia dello stato ebraico vede l’etnia ebrea lottare quella araba fin dall’inizio ( di identità palestinese si parlerà più avanti ), con gli inglesi che usano ora gli arabi in funzione anti –turca, ora gli ebrei in funzione anti-araba e quindi anti-nazista durante il secondo conflitto… loro si( gli inglesi) elemento estraneo e coloniale contro cui ci sarà anche un terrorismo ebraico. Insomma alla fine della seconda guerra mondiale , con il crollo dell’impero coloniale tedesco e la ridefinizione dei confini delle nazioni a livello regionale l’etnia ebraica riusciva a ottenere il riconoscimento di uno stato nazionale e questo anche sull’onda emotiva della shoà che ne legittima si la necessità ( hai un bel dire che altri popoli hanno conosciuto torture e stermini: a parte gli armeni di genocidi su tale scala non se ne erano mai visti e spero non se ne vedranno più), ma non si deve dimenticare quel movimento popolare che si è riconosciuto nel sionismo e ha lottato concretamente con il proprio lavoro e con le armi per dare vita a uno stato nazionale ebraico.
    Certo, ciò ha portato un elemento di instabilità nella regione ..ma non era che l’arrivo degli ebrei europei avesse rotto la tranquilla convivenza pacifica.. questa è una favoletta, e la comunità di Hebron massacrata nel ’29 non era formata da “europei”, ma gli esempi nel mondo arabo sono tanti.

    Ora mi dirai che ho letto troppo , che ..ma in realtà conoscere l’origine del sionismo e la storia del popolo ebraico mi ha fatto solo capire che questo movimento non nasce dal nulla, non atterra sulla storia come un disco volante alieno anche se questa percezione capisco possono avere chi non è così spiritualmente vicino agli ebrei. E dato questo applico i miei valori: nessuno può pensare di arginare le volontà dei popoli, impedirne le migrazioni, gli spostamenti, i progetti, inchiodarli definitivamente a una situazione contingente vera o presunta come l’uniformità culturale araba o la pretesa di possesso storico, “divino” o meno , della terra.
    Non è possibile tutto ciò quando si tratta di ottenere il riconoscimento dei diritti fondamentali all’autodeterminazione ..e se credo in questo non posso che auspicare la nascita di uno stato palestinese sovrano e indipendente oggi come approvo la nascita ieri di uno stato ebraico, di cui difendo la legittimità che non si fonda tanto sulla shoà ( quella al limite ne giustifica l’opportunità) ma sulle aspirazioni e sulla lotta popolare di tanti uomini e donne.

    saluti
    We are such stuff as dreams are made on

  2. #2
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    Predefinito Re: rilfessioni sul sionismo

    Originally posted by Boris
    riporto una risposta che ho dato tempo fa a un amico:


    Il sionismo è una forma di nazionalismo , non dissimile ai nazionalismi della “terra e del sangue” che hanno funestato l’Europa centro orientale e che hanno fatto pagare il loro contributo di sangue anche recentemente, durante la guerra tra le repubbliche della ex-jugoslavia ..anche in quel contesto la religione era un elemento identitario forte. E come nel contesto balcanico, anche in M.O la posta in palio sono quegli stati nazionali per i quali nell’Europa centro occidentale si sono combattute le varie guerre di indipendenza nel 19° secolo, in un simile contesto di un impero centrale in via di sfaldamento (in M.O quello turco prima, quello coloniale inglese poi) e in un panorama complicato dalle presenza di diverse etnie e religioni compresenti nello stesso territorio. Andrà a finire come è accaduto nei balcani, anche se il processo è più lento e, sotto certi aspetti, meno cruento: pulizia etnica e separazione in nazioni etnicamente quasi omogene ( anche se ricordo che Israele ha il 20 % di popolazione di origine arabo-palestinese)

    Il sionismo rivendica la necessità di una nazione che sostituisca la comunità, non più sufficiente a tutelare i singoli …che poi la comunità non riuscisse a tutelare i propri membri e che neppure l’assimilazione garantirà la salvezza si ne avrà una triste conferma con l’ascesa del nazismo. Il sionismo vuole eliminare il problema della peculiarità dell’ebreo con una assimilazione non del singolo ( cosa fallita se Dreyfus, prototipo dell’ebreo occidentale e assimilato era vittima dell’antisemitismo) ma in blocco di tutta al nazione ebraica, ancorandola alla terra come tutte le altre nazioni, facendone una nazione esattamente come le altre.
    Le nazioni sono fenomeni storici e la storia è fatta anche di processi dinamici …perché non pensare al sionismo come un processo di autodeterminazione di un popolo, che vede in questo progetto un modo di sfuggire alle vessazioni ? Non sono pochi benestanti stravaganti a emigrare in palestina..è un fiume di una umanità che cerca un riscatto e vuole costruire una patria in un contesto in cui le nazioni non hanno ancora definito i confini degli stati nazionali.. Li volevamo per sempre condannati a stare lì, nell’Europa orientale dei pogrom, inchiodati a un ruolo di vittime? Per questo io penso a quello fra il popolo palestinese e quello ebraico sia una lotta per raggiungere un equilibrio fra due diritti.

    La storia dello stato ebraico vede l’etnia ebrea lottare quella araba fin dall’inizio ( di identità palestinese si parlerà più avanti ), con gli inglesi che usano ora gli arabi in funzione anti –turca, ora gli ebrei in funzione anti-araba e quindi anti-nazista durante il secondo conflitto… loro si( gli inglesi) elemento estraneo e coloniale contro cui ci sarà anche un terrorismo ebraico. Insomma alla fine della seconda guerra mondiale , con il crollo dell’impero coloniale tedesco e la ridefinizione dei confini delle nazioni a livello regionale l’etnia ebraica riusciva a ottenere il riconoscimento di uno stato nazionale e questo anche sull’onda emotiva della shoà che ne legittima si la necessità ( hai un bel dire che altri popoli hanno conosciuto torture e stermini: a parte gli armeni di genocidi su tale scala non se ne erano mai visti e spero non se ne vedranno più), ma non si deve dimenticare quel movimento popolare che si è riconosciuto nel sionismo e ha lottato concretamente con il proprio lavoro e con le armi per dare vita a uno stato nazionale ebraico.
    Certo, ciò ha portato un elemento di instabilità nella regione ..ma non era che l’arrivo degli ebrei europei avesse rotto la tranquilla convivenza pacifica.. questa è una favoletta, e la comunità di Hebron massacrata nel ’29 non era formata da “europei”, ma gli esempi nel mondo arabo sono tanti.

    Ora mi dirai che ho letto troppo , che ..ma in realtà conoscere l’origine del sionismo e la storia del popolo ebraico mi ha fatto solo capire che questo movimento non nasce dal nulla, non atterra sulla storia come un disco volante alieno anche se questa percezione capisco possono avere chi non è così spiritualmente vicino agli ebrei. E dato questo applico i miei valori: nessuno può pensare di arginare le volontà dei popoli, impedirne le migrazioni, gli spostamenti, i progetti, inchiodarli definitivamente a una situazione contingente vera o presunta come l’uniformità culturale araba o la pretesa di possesso storico, “divino” o meno , della terra.
    Non è possibile tutto ciò quando si tratta di ottenere il riconoscimento dei diritti fondamentali all’autodeterminazione ..e se credo in questo non posso che auspicare la nascita di uno stato palestinese sovrano e indipendente oggi come approvo la nascita ieri di uno stato ebraico, di cui difendo la legittimità che non si fonda tanto sulla shoà ( quella al limite ne giustifica l’opportunità) ma sulle aspirazioni e sulla lotta popolare di tanti uomini e donne.

    saluti
    "...che non si fonda tanto sulla shoà ( quella al limite ne giustifica l’opportunità) ma sulle aspirazioni e sulla lotta popolare di tanti uomini e donne..."
    Così concludi il tuo post. Prima della conclusione, però, ci son ben poche affermazioni che non vai a saldare con la Shoah e con l'antisemitismo in genere. Stasera, o domani, vedrò di precisare più nel dettaglio... a partire dalla "favoletta" che l'immigrazione sionista non avrebbe portato scompensi nell'area.

  3. #3
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    E comunque il nazionalismo si esercita di solito a casa propria, non in casa d'altri come nel caso della Palestina...

 

 

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