....d'interesse.


Domenica scorsa la Juventus ha battuto il Milan ai calci di rigore e si è portata a casa il primo trofeo della stagione, la Supercoppa italiana. Alla fine, qualche telespettatore è trasalito vedendo Adriano Galliani, vicepresidente esecutivo del Milan, consegnare la Supercoppa al capitano della Juve, Ciro Ferrara. Da quando in qua è lo sconfitto a incoronare il vincente? Era bastato scordarsi per un attimo che Galliani è anche presidente della Lega calcio, e da presidente della Lega calcio stringeva la mano all’avversario. Del resto sarebbe stato molto bello vedere Galliani nella veste di presidente della Lega premiare Galliani nella veste di vicepresidente del Milan.
Ma non è che gli interessi confliggano soltanto tra i famigli di
Silvio Berlusconi. Sebbene sia curiosa anche la posizione di Alessandro Nesta, difensore del Milan e della Nazionale, che vantando crediti milionari dalla sua ex squadra, la Lazio, ne ha ottenuto in saldo delle azioni. Così il prossimo anno giocherà due volte da dipendente del Milan contro la Lazio di cui è padrone.
Non solo fra i berlusconini, dicevamo. Stupendo è anche il caso di Said Gheddafi, figlio di Muammar, dittatore della Libia. La finanziaria della famiglia Gheddafi da qualche tempo ha rilevato
quote della Fiat e della Juventus. Ma, da quest’anno, Gheddafi figlio è anche ala sinistra del Perugia di Luciano Gaucci.
Esattamente come Nesta, giocherà con la “sua” squadra contro la
“sua” squadra. Mettiamo il caso che gli tocchi di dover calciare un rigore contro la Juve, magari un rigore importante, magari un rigore che, se messo a segno, compromettesse il campionato della
Juve. Come la metteremmo se lo sbagliasse?
E se invece lo marcasse, sarebbe perseguibile per infedeltà aziendale? Ma del resto il giovane Gheddafi è uno che ha saltato la prima partita ufficiale col Perugia, in Intertoto, perché non era arrivato il transfert dalla Federazione libica, di cui Gheddafino medesimo è presidente: si era scordato di darsi il permesso.
Si cita sempre, a proposito di conflitto d’interessi, la Gea, la società di cui fanno parte Alessandro Moggi (figlio di Luciano, direttore generale della Juve), Chiara Geronzi (figlia di Cesare, numero uno di Capitalia, banca con interessi nella Lazio e nella Roma, oltre che nel Perugia e nel Parma), Francesca Tanzi (figlia di
Calisto, proprietario del Parma, della Parmalat e consigliere di Capitalia).
La Gea cura gli interessi di circa centocinquanta calciatori e allenatori di serie A e B.
Ma che dire di Franco Carraro, presidente della Federcalcio, anch’egli consigliere di Capitalia, che ha preso per buone le fideiussioni false della Roma – finanziata da Capitalia – e l’ha
iscritta al campionato?

Emuli straordinari
Si dice sempre del povero Cav., ma i suoi emuli sono straordinari. Il migliore, attualmente, è forse Enrico Preziosi, titolare dell’azienda di giocattoli che porta il suo nome. Preziosi è il presidente del Como (serie B). Da poche settimane è anche presidente del Genoa (serie C1) e ha quote nel Modena (serie A). In questi giorni, compilando i primi turni della Coppa Italia, Genoa e Como sono inizialmente state inserite nello stesso girone. Qualcuno ha fatto notare l’assurdità e dunque, di corsa, il Como è
stato sostituito dal Torino.
Quel simpatico uomo di Preziosi ha commentato: “E’ l’ennesima prova della confusione in cui versa il calcio, un’altra dimostrazione
di inefficienza. Almeno stavolta hanno rimediato”. Hanno rimediato e così pertanto, non confliggendo, gli interessi sono salvi.

saluti