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Discussione: Il caldo...

  1. #41
    God, Gold & Guns
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    La democrazia è due lupi e un agnello che votano su cosa mangiare a colazione. La libertà è un agnello ben armato che contesta il voto. (Benjamin Franlink)
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    In Origine Postato da ScimmioneNudo
    Puoi darci le fonti delle tue cazzate "scientifiche" o le stai fabbricando?

    Che c'entrano le menate sui cocomeri?

    Ai pessimi.
    Abbi un po' di pazienza. Stavo rispondendo a Damps. Ora arrivano anche le fonti, stai tranquillo

  2. #42
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    In Origine Postato da damps
    E cosa dimostra questa sciocchezza?
    Che gli ambientalisti americani sono tutti
    comunisti?

    PARADOX....
    Come si può ben notare il Condor si arrampica sugli specchi ed evita il discorso. Fiero della sua gretta ignoranza...

    Avete letto dei dati? Macchè tenta di sviare il discorso con le menate dei cocomeri.

    Ai furbetti.
    "Che l'uomo si concepisca come una creatura di Dio oppure come una scimmia che ha fatto carriera comporta una netta differenza nell'atteggiamento da tenere verso la realtà; nei due casi si obbedirà a imperativi interiori diversissimi."

    Arnold Gehlen

  3. #43
    God, Gold & Guns
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    In Origine Postato da damps
    E cosa vuol dire questa accozzaglia
    di parole messe insieme?

    E pensare che tutti sapevano che Bush
    godeva di OTTIMA stampa.

    Poi arriva PARADOX e non è più vero....
    Veramente Bush non ha MAI goduto di ottima (neanche buona, neanche sufficiente) stampa

    La gran parte dei mass-media faceva il tifo per il concorrente democratico.

  4. #44
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    In Origine Postato da Il Condor
    Ammesso e non concesso che i raccolti vadano male (cosa tutta da vedere, il maggior caldo puo' aver favorito le agricolture dei paesi freddi), non ci vedo niente di particolarmente tragico. Le annate piu' buone e piu' cattive ci sono sempre state...
    Perchè secondo te in Norvegia se ne stavano lì pronti a seminare pomodori...quando si dice negare l'evidenza...ma vedrai a settembre quanti post ci saranno a parlare di quanto sono rincarati i cibi...e anche lì non ammetterai mai di avere torto. Oramai ti conosco.
    Solo i coglioni non cambiano mai idea.
    E tu non cambi mai idea.

    Ai pessimi.

    PS Cerca le fonti scientifiche (ma che siano tali per favore non portare gente già screditata dalla comunità scientifica come Lomborg).
    "Che l'uomo si concepisca come una creatura di Dio oppure come una scimmia che ha fatto carriera comporta una netta differenza nell'atteggiamento da tenere verso la realtà; nei due casi si obbedirà a imperativi interiori diversissimi."

    Arnold Gehlen

  5. #45
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    In Origine Postato da damps
    E cosa dimostra questa sciocchezza?
    Che gli ambientalisti americani sono tutti
    comunisti?

    PARADOX....
    Non tutti, ma buona parte si', lo sono.

    Ovviamente non solo quelli americani

  6. #46
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    In Origine Postato da Il Condor
    Veramente Bush non ha MAI goduto di ottima (neanche buona, neanche sufficiente) stampa

    La gran parte dei mass-media faceva il tifo per il concorrente democratico.
    Dopo l'11 settembre mi risulta il contrario.

    Ma tu come al solito menti di proposito.

    Ai falsi.
    "Che l'uomo si concepisca come una creatura di Dio oppure come una scimmia che ha fatto carriera comporta una netta differenza nell'atteggiamento da tenere verso la realtà; nei due casi si obbedirà a imperativi interiori diversissimi."

    Arnold Gehlen

  7. #47
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    Puoi darci le fonti delle tue cazzate "scientifiche" o le stai fabbricando?

    Che c'entrano le menate sui cocomeri?

    Ai pessimi.
    Ecco, tanto per cominciare due fonti sulla fertilizzazione degli oceani


    http://www.mybestlife.com/ambiente/N...gli_oceani.htm

    -----------------------------------------------------------

    http://digilander.libero.it/arti2000/ts99/961204.htm

    I RISULTATI DI UN IMPORTANTE ESPERIMENTO A caccia di carbonio Un po' di ferro contro l'effetto serra
    Autore: CANUTO VITTORIO
    ARGOMENTI: CHIMICA, ECOLOGIA
    LUOGHI: ITALIA
    TABELLE: G. Gli scambi di carbonio (in miliardi di tonnellate)



    LA figura qui accanto ci racconta una storia semplice e triste. La vegetazione e l'atmosfera scambiano annualmente circa 100 unità di carbonio (C). Una unità corrisponde a un miliardo di tonnellate. Attraverso la fotosintesi, la CO2 (anidride carbonica) viene assorbita e assieme all'energia solare e all'acqua, dà origine agli zuccheri (cioè energia) che poi noi mangiamo o facciamo mangiare dai nostri vassalli, i ruminanti, che come premio vengono poi da noi mangiati con assoluta disinvoltura. Attraverso la respirazione e l'evaporazione, le piante restituiscono all'atmosfera praticamente tanto carbonio quanto fu immagazzinato (questo non vale per la vegetazione più giovane, che immagazzina più C di quanto ne emetta). E' interessante notare che la quantità di C nella biomassa è dello stesso ordine di grandezza del C nell'atmosfera terrestre. Alla destra della figura ci sono gli oceani, anch'essi potenti macinatori di C, che agiscono usando il meno noto ma non meno efficiente fitoplancton, che incamera C per poi essere a sua volta primo scalino nella catena alimentare che si incarica di immagazzinare il C al fondo degli oceani. Detto così, sembra che questo pianeta, come ebbe a dire Woody Allen, non sia altro che un gran ristorante dove la specialità del giorno è carbonio, eccetto che il menu non cambia mai. Gli oceani però ci fanno un gran favore poiché assorbono più di quello che emettono: qualche gigatone in più. Prima che arrivassero gli intelligenti bipedi che siamo noi, la natura aveva ideato un sistema in cui tutti respiravano e assorbivano ma con un continuo calo della CO2, cortesia degli oceani. Perché mai? Perché la Terra è un organismo che ci tiene a mantenersi in buona salute e poiché abbiamo un vicino di casa, Venere, che quale Eliogabalo planetario, ha ecceduto in banchetti di CO2, ora si trova febbricitante: l'ultimo bollettino legge 450o C. E la Terra, non volendo correre questo rischio, mantiene gli oceani in stato di allerta, avendoli incaricati di assorbire più CO2 di quella che emettono. Questa misura precauzionale ha una ragione d'essere, ci sono dei soggetti nervosi, tipo i vulcani, che alla minima provocazione possono rigurgitare massicce dosi di CO2. Guardiamo ora la parte centrale della figura. C'è una sola freccia: si produce CO2 ma nessuno la sottrae. E questo siamo noi a farlo. Estraiamo petrolio, carbone e gas naturale da dove la Terra l'aveva faticosamente nascosto, lo bruciano e produciamo CO2. La Terra impiegò miliardi di anni per farlo, noi pochi anni. Ormai lo abbiamo capito: quei 6 miliardi di tonnellate di C possono riservare delle brutte sorprese alle generazioni future ma per quanti trattati internazionali si siano sottoscritti, è un fatto innegabile che è risultato estremamente difficile portare a termine gli impegni assunti. A meno che da oggi tutti si spenga la luce e si ritorni a viaggiare in bicicletta, tanto per usare rimedi estremi, quella freccetta per minuscola che possa apparire rispetto alle altre, è una spina nel curriculum vitae di un secolo orgoglioso come il nostro che ci ha visti camminare sulla Luna. E se invece provassimo a convincere gli oceani ad assorbire qualche percento in più dei 100 e passa miliardi di C che già si scambiano oggi? Il 13 ottobre 1996, tre gruppi di scienziati, americani, inglesi e messicani hanno pubblicato una serie di articoli sulla prestigiosa rivista inglese «Nature». Annunciano risultati molto positivi sulla possibilità di fertilizzare gli oceani. In oceanografia esiste da anni un enigma: ci sono almeno tre zone in cui persiste una incomprensibilmente bassa biomassa clorofillica nonostante ci siano abbondanti nutrienti, fosfati e nitrati. Perché questa anoressia oceanica? L'esperimento, chiamato IronExII (c'era stato un IronExI ma di durata troppo corta per permettere conclusioni statisticamente valide), si svolse a 3. 5oS e 104oW ed iniziò il 29 maggio 1995. Il primo giorno si fertilizzò il mare con 225 kg di ferro (solfato di ferro) mescolato con un tracciante passivo (esafluro di zolfo SF6) sparso su un rettangolo di 72 km2. I solchi erano distanti 400 metri ma dovuto alla turbolenza oceanica dopo un giorno si constatò che i 25 metri di profondità dello strato limite dell'oceano erano uniformemente distribuiti (questo lo si verifica grazie ai traccianti). Altri 112 kg di ferro vennero introdotti nei giorni 3 e 7 della spedizione. Ogni giorno veniva portata a termine una serie di misure di variabili di svariato interesse: temperatura, salinità, contenuto di ferro, SF6, CO2, DMS (dimetil solfati), fitoplancton. La risposta biologica fu rapida e uniforme. La concentrazione di massa clorofillica aumentò dal valore iniziale di 0,153 microgrammi/litro a 4 microgrammi/litro, aumentò di circa il 3000%. E questo fu misurato il nono giorno, cioè due giorni dopo la somministrazione dell'ultima vitamina di ferro. Una fioritura di biomassa clorofillica e una diminuzione della fugacità della CO2 del 60%. Questo importante risultato fa passare dallo stadio di ipotesi a quello di realtà la tanto discussa fertilizzazione degli oceani quale possibile agente anti effetto serra. Come sempre nella scienza, siamo partiti da una curiosità oceanografica, la scarsa biomassa clorofillica là dove c'è abbondanza di nutrienti, un enigma che interessò un ristretto numero di specialisti, ma la cui soluzione può aiutare a risolvere un dilemma per più di 6 miliardi di esseri umani. Ricordate Einstein? Cominciò col chiedersi come sarebbe apparso il mondo se viaggiassimo alla velocità della luce, e finì con la scoperta della relatività e della formula che, fra le altre cose, ci ha portato l'energia nucleare. Vittorio M. Canuto Nasa, New York, NY

  8. #48
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    La questione veramente riguarda le capacità di genstione di un bosco (selvicultura). In Germania la sanno fare. In america credono che basti prevenire un incendio per farlo (e sbagliano di brutto). Infatti prevenendo solo gli incendi significa lasciare prosperare le piante più facilmente infiammabili. Alla fine ti trovi davanti ad una selva per cui basta un fiammifero e accendi intere zone verdi.

    E' storia.

    Ai semplici.


    Sarebbe un bel passo avanti se si procedesse con i sentieri tagliafuoco e inoltre, cosa oramai indispensabile, ripulire i cigli delle strade dalle erbacce e dalle macchie.

    Una cicca dal finestrino, una bottiglia e la furia si scatena.

    Il sottobosco non può essere governato con ripuliture o peggio ancora con interventi atti a stravolgerne la naturale crescita, sarebbe un suicidio ambientale.

    Cominciamo dalle cose....SEMPLICI.

    Poi...detto tra noi, le sequoie senza incendi sarebbero estinte....

  9. #49
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    http://www.mybestlife.com/ambiente/N...gli_oceani.htm

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    LA figura qui accanto ci racconta una storia semplice e triste. La vegetazione e l'atmosfera scambiano annualmente circa 100 unità di carbonio (C). Una unità corrisponde a un miliardo di tonnellate. Attraverso la fotosintesi, la CO2 (anidride carbonica) viene assorbita e assieme all'energia solare e all'acqua, dà origine agli zuccheri (cioè energia) che poi noi mangiamo o facciamo mangiare dai nostri vassalli, i ruminanti, che come premio vengono poi da noi mangiati con assoluta disinvoltura. Attraverso la respirazione e l'evaporazione, le piante restituiscono all'atmosfera praticamente tanto carbonio quanto fu immagazzinato (questo non vale per la vegetazione più giovane, che immagazzina più C di quanto ne emetta). E' interessante notare che la quantità di C nella biomassa è dello stesso ordine di grandezza del C nell'atmosfera terrestre. Alla destra della figura ci sono gli oceani, anch'essi potenti macinatori di C, che agiscono usando il meno noto ma non meno efficiente fitoplancton, che incamera C per poi essere a sua volta primo scalino nella catena alimentare che si incarica di immagazzinare il C al fondo degli oceani. Detto così, sembra che questo pianeta, come ebbe a dire Woody Allen, non sia altro che un gran ristorante dove la specialità del giorno è carbonio, eccetto che il menu non cambia mai. Gli oceani però ci fanno un gran favore poiché assorbono più di quello che emettono: qualche gigatone in più. Prima che arrivassero gli intelligenti bipedi che siamo noi, la natura aveva ideato un sistema in cui tutti respiravano e assorbivano ma con un continuo calo della CO2, cortesia degli oceani. Perché mai? Perché la Terra è un organismo che ci tiene a mantenersi in buona salute e poiché abbiamo un vicino di casa, Venere, che quale Eliogabalo planetario, ha ecceduto in banchetti di CO2, ora si trova febbricitante: l'ultimo bollettino legge 450o C. E la Terra, non volendo correre questo rischio, mantiene gli oceani in stato di allerta, avendoli incaricati di assorbire più CO2 di quella che emettono. Questa misura precauzionale ha una ragione d'essere, ci sono dei soggetti nervosi, tipo i vulcani, che alla minima provocazione possono rigurgitare massicce dosi di CO2. Guardiamo ora la parte centrale della figura. C'è una sola freccia: si produce CO2 ma nessuno la sottrae. E questo siamo noi a farlo. Estraiamo petrolio, carbone e gas naturale da dove la Terra l'aveva faticosamente nascosto, lo bruciano e produciamo CO2. La Terra impiegò miliardi di anni per farlo, noi pochi anni. Ormai lo abbiamo capito: quei 6 miliardi di tonnellate di C possono riservare delle brutte sorprese alle generazioni future ma per quanti trattati internazionali si siano sottoscritti, è un fatto innegabile che è risultato estremamente difficile portare a termine gli impegni assunti. A meno che da oggi tutti si spenga la luce e si ritorni a viaggiare in bicicletta, tanto per usare rimedi estremi, quella freccetta per minuscola che possa apparire rispetto alle altre, è una spina nel curriculum vitae di un secolo orgoglioso come il nostro che ci ha visti camminare sulla Luna. E se invece provassimo a convincere gli oceani ad assorbire qualche percento in più dei 100 e passa miliardi di C che già si scambiano oggi? Il 13 ottobre 1996, tre gruppi di scienziati, americani, inglesi e messicani hanno pubblicato una serie di articoli sulla prestigiosa rivista inglese «Nature». Annunciano risultati molto positivi sulla possibilità di fertilizzare gli oceani. In oceanografia esiste da anni un enigma: ci sono almeno tre zone in cui persiste una incomprensibilmente bassa biomassa clorofillica nonostante ci siano abbondanti nutrienti, fosfati e nitrati. Perché questa anoressia oceanica? L'esperimento, chiamato IronExII (c'era stato un IronExI ma di durata troppo corta per permettere conclusioni statisticamente valide), si svolse a 3. 5oS e 104oW ed iniziò il 29 maggio 1995. Il primo giorno si fertilizzò il mare con 225 kg di ferro (solfato di ferro) mescolato con un tracciante passivo (esafluro di zolfo SF6) sparso su un rettangolo di 72 km2. I solchi erano distanti 400 metri ma dovuto alla turbolenza oceanica dopo un giorno si constatò che i 25 metri di profondità dello strato limite dell'oceano erano uniformemente distribuiti (questo lo si verifica grazie ai traccianti). Altri 112 kg di ferro vennero introdotti nei giorni 3 e 7 della spedizione. Ogni giorno veniva portata a termine una serie di misure di variabili di svariato interesse: temperatura, salinità, contenuto di ferro, SF6, CO2, DMS (dimetil solfati), fitoplancton. La risposta biologica fu rapida e uniforme. La concentrazione di massa clorofillica aumentò dal valore iniziale di 0,153 microgrammi/litro a 4 microgrammi/litro, aumentò di circa il 3000%. E questo fu misurato il nono giorno, cioè due giorni dopo la somministrazione dell'ultima vitamina di ferro. Una fioritura di biomassa clorofillica e una diminuzione della fugacità della CO2 del 60%. Questo importante risultato fa passare dallo stadio di ipotesi a quello di realtà la tanto discussa fertilizzazione degli oceani quale possibile agente anti effetto serra. Come sempre nella scienza, siamo partiti da una curiosità oceanografica, la scarsa biomassa clorofillica là dove c'è abbondanza di nutrienti, un enigma che interessò un ristretto numero di specialisti, ma la cui soluzione può aiutare a risolvere un dilemma per più di 6 miliardi di esseri umani. Ricordate Einstein? Cominciò col chiedersi come sarebbe apparso il mondo se viaggiassimo alla velocità della luce, e finì con la scoperta della relatività e della formula che, fra le altre cose, ci ha portato l'energia nucleare. Vittorio M. Canuto Nasa, New York, NY
    Ancora con questa menata della produzione di alghe? E i pesci dove li mettiamo nelle vasche da bagno?
    Cerchiamo di distinguere un esperimento scientifico da una reale soluzione a dei problemi per favore. Riesci a dirmi che fine fa l'ecosistema marino?

    Ai coglioni, falsi e mistificatori.
    "Che l'uomo si concepisca come una creatura di Dio oppure come una scimmia che ha fatto carriera comporta una netta differenza nell'atteggiamento da tenere verso la realtà; nei due casi si obbedirà a imperativi interiori diversissimi."

    Arnold Gehlen

  10. #50
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    In Origine Postato da T34
    Sarebbe un bel passo avanti se si procedesse con i sentieri tagliafuoco e inoltre, cosa oramai indispensabile, ripulire i cigli delle strade dalle erbacce e dalle macchie.

    Una cicca dal finestrino, una bottiglia e la furia si scatena.

    Il sottobosco non può essere governato con ripuliture o peggio ancora con interventi atti a stravolgerne la naturale crescita, sarebbe un suicidio ambientale.

    Cominciamo dalle cose....SEMPLICI.

    Poi...detto tra noi, le sequoie senza incendi sarebbero estinte....
    Concordo.

    Ai posteri.
    "Che l'uomo si concepisca come una creatura di Dio oppure come una scimmia che ha fatto carriera comporta una netta differenza nell'atteggiamento da tenere verso la realtà; nei due casi si obbedirà a imperativi interiori diversissimi."

    Arnold Gehlen

 

 
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