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  1. #1
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    Predefinito Qual'è il vero scopo...

    ...di tutta la canea aizzata dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza Imi-Sir??

    Non si baratta la Costituzione
    di Antonio Padellaro

    Sempre più spesso, gli artefici e i tifosi delle commissioni parlamentari scagliate contro i leader dell’opposizione (questo sono, in sostanza, la Telekom Serbia, la Mitrokhin e quella nascente sui processi di Tangentopoli), si richiamano a una sorta di moderna legge del taglione. L’argomento è questo: non è affatto un male che i capi dell’Ulivo provino sulla loro pelle quell’accanimento giudiziario che essi stessi hanno voluto (o non hanno impedito) fosse inflitto ai partiti della prima repubblica e, successivamente, a Berlusconi. Dopo l’ennesima calunniosa esternazione del signor Igor Marini contro Prodi, Fassino e Dini, il presidente della Commissione europea ha espresso parole di sdegno contro chi accusa gli innocenti sapendo che sono innocenti (e non si riferiva soltanto al farsesco «testimone chiave»). Subito, però, Enzo Trantino, che si comporta come un passante ma è pur sempre il presidente della suddetta commissione Telekom Serbia, se ne è uscito con queste illuminanti parole: «Prodi si è accorto oggi di cosa significa finire nel tritacarne mediatico o nelle edicole giudiziarie». Ha aggiunto: «Né da parte sua né da parte di altri è stata impiegata la stessa sensibilità quando sono finiti alla berlina personaggi di rango e cittadini comuni».
    Cosa dire di una cosiddetta autorità istituzionale che, prima attiva la massima pubblicità sulle accuse senza straccio di prova di un personaggio inattendibile; e poi si compiace pubblicamente che le persone chiamate in causa siano finite nel tritacarne mediatico e nelle edicole giudiziarie? Ma è la legge del taglione, il cuore pulsante, diciamo così, del Trantino pensiero.
    Quell’«adesso Prodi si è accorto cosa significa» resterebbe una ritorsione ammantata di ipocrisia, se pensatori più addestrati (e più cinici) non intervenissero a dargli forma compiuta di baratto politico. Sull’ultimo numero del berlusconiano Panorama, per esempio, Augusto Minzolini, giornalista sempre molto bene informato sulla Casa delle libertà, a proposito della innocenza di Prodi, sostiene che: «O il professore, insieme all’intera nomenklatura dell’Ulivo gode di una particolare guarentigia» per cui su di lui non si può indagare; oppure «bisogna scrivere una volta per tutte la parole basta su un meccanismo infernale che da più di dieci anni condiziona o tenta di condizionare le vicende politiche italiane». In altre parole, ci vuole un «armistizio»; e «la particolare guarentigia dovrebbe essere estesa a tutti, si chiami immunità parlamentare o in altro modo».
    Ora il quadro è più chiaro. Ciò che Minzolini scrive sembra essere, infatti, il vero obiettivo politico del partito-azienda, ogni giorno rappresentato dalle intemerate mediatiche dei Bondi e dei Cicchitto. Ma il cui motore, come tutti sanno, è a palazzo Chigi. Insomma, il messaggio del partito-azienda ai capi dell’Ulivo è più o meno quello che segue. Come avrete capito, con le commissioni su Telekom e contro magistrati eversori possiamo tenervi sulla corda finché ci conviene. Sappiamo anche noi che Marini è un cacciaballe, ma intanto con le sue balle vi riempie di fango, vi mette alla gogna sui giornali e nei tg diretti dai nostri uomini, vi delegittima davanti all’opinione pubblica e, probabilmente, vi farà perdere voti. Il baratto è questo. Noi la piantiamo con le commissioni canaglia e con la legge del taglione se voi accettate di ripristinare l’immunità per tutti i politici e chiudete definitivamente la stagione delle indagini su Berlusconi (anche se lui gode, ormai, dell’immunità perpetua grazie al Lodo). In conclusione: voi tenete a freno i vostri giudici, e noi mettiamo il guinzaglio ai Bondi, ai Cicchitto e ai Trantino. Chi ha dato, ha dato. Chi ha avuto, ha avuto...

    Sicuramente ben congegnata, l’operazione baratto mostra tuttavia due gravi pecche. Nella vita, e a maggior ragione in politica, ciò che si scambia deve essere di valore equivalente. Altrimenti, si chiama estorsione. Ebbene: Prodi e Berlusconi non sono sullo stesso piano. Tentano di metterceli, ma è un’operazione disperata prima ancora che indecente. Sotto l’aspetto giudiziario, Prodi non deve difendersi proprio da nulla, poiché le affermazioni di Marini sono nulla. Ripugnanti. Maleodoranti. Ma nulla. Quanto a Berlusconi, sarà anche perseguitato come dice lui dalle toghe rosse, ma per contenere l’indice della sua storia giudiziaria ci vorrebbe un’edizione speciale della garzantina. Berlusconi, infine, deve pagare un esercito di avvocati. Prodi no.
    Sullo stesso piano? Prendiamo l’Europa. Prodi non è simpatico alla grande stampa internazionale. Da quando è a Bruxelles è stato, spesso, duramente criticato per le sue decisioni, per il modo di dirigere la Commissione europea. Nessuno, tuttavia ha mai scritto di lui, come ha fatto l’Economist: «È un caso estremo che merita estreme misure». Nessuno gli ha mai rivolto decine di imbarazzanti domande sulle origine della sua attività. Domande fondamentali per sapere chi è davvero l’uomo che ha in mano l’Italia ed è al timone dell’Europa. Domande che hanno già delle risposte. Per questo, oggi, l’Unità le ripropone. Una per una.
    C’è un secondo motivo che rende oscena l’offerta di un baratto per chiudere col passato. Consiste nella desertificazione della politica, ridotta a minaccia, ricatto, eversione dai mazzieri del partito azienda. I pochi fili che tenevano in contatto l’opposizione con la maggioranza anche attraverso la difficile mediazione di Ciampi, sono stati tutti strappati. L’uso golpista delle commissioni da parte del partito azienda, mette in crisi i rapporti all’interno della stessa maggioranza. Crea un asse eversivo Forza Italia-Lega, avversato dall’Udc e dai settori di An non colonizzati da Berlusconi. Per impedire inchieste che cozzano contro la stessa etica dell’alternanza democratica
    , l’opposizione sta meditando di disertarle. Per ora, ha deciso di non partecipare alla commissione su Tangentopoli. Non si baratta la Costituzione.

  2. #2
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    Predefinito

    Concordo pienamente... coincide con il mio pensiero che ho esposto nel thread "Telekom Serbia"...

    Tutti colpevoli... nessun colpevole...

    Continuando di questo passo... dove andremo a finire?

    B.

  3. #3
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    Predefinito Aggiornamento

    In Origine Postato da Barbanera
    Concordo pienamente... coincide con il mio pensiero che ho esposto nel thread "Telekom Serbia"...

    Tutti colpevoli... nessun colpevole...

    Continuando di questo passo... dove andremo a finire?

    B.
    La banca smentisce Marini: «Il conto Zara esiste ma non ci sono i soldi Telekom»
    di Vittorio Locatelli

    Su Telekom Serbia ormai ognuno è «libero» di scrivere e dire quel che gli salta in mente. E così Il Giornale ha scoperto che il conto Zara nella Tiroler Sparkasse di Innsbruck esiste davvero, e lo conferma la stessa Banca austriaca. Mentre Libero si spinge ancora più avanti, sostenendo che non solo il conto esiste, ma è sicuramente quello dove è passata la tangente denunciata da Igor Marini, tanto che la movimentazione dei soldi fu concordata dallo stesso Marini e da Giovanni Romanazzi (un altro personaggio di questa oscura vicenda) con un funzionario della Tiroler Sparkasse. Si tratterebbe di Arnold Obermüller, che, udite udite, «esiste davvero», sparava Libero mercoledì (salvo chiamarlo Oberhuller e inducendo all’errore Il Riformista che ieri ne negava l’esistenza perché la stessa Tiroler Sparkasse aveva detto che nessuno dei suoi dipendenti si chiama così). Ergo, secondo i due quotidiani, Marini ha sempre ragione e il suo racconto non può essere messo in discussione: Prodi, Fassino e Dini sono incastrati.
    Ebbene lo ammettiamo: Herr Obermüller esiste davvero, e davvero lavora alla Banca di Innsbruck. Solo che la sua versione dei fatti che ha raccontato a l’Unità non è proprio uguale a quella riportata dai due gionali milanesi.
    Dottor Obermüller, ma come mai un funzionario di banca, con la nota riservatezza degli istituti di credito e in particolare di quelli austriaci, ha parlato con i giornalisti di conti bancari e di intestatari, rivelando l’esistenza del conto Zara International aperto dal signor Thomas Mares?
    «Perché siamo stati autorizzati a farlo dall’amministratore della società titolare del conto».
    Come mai?
    «Perché tutte le cose che sono state scritte su questo conto non sono vere. E allora la società, che ritiene importante che su questo emerga la verità, ci ha dato l’autorizzazione a parlare di tutte le cose che possiamo dire».
    Quindi i titolari del conto Zara negano che ci siano transitati, o ci siano ancora, soldi relativi alla vicenda Telekom Serbia?
    «Siamo noi che diciamo che da quel conto, dalla nostra banca, quei soldi non sono passati. Questo è importante dirlo: lo afferma la società ma possiamo tranquillamente confermarlo noi».
    Eppure il signor Marini sostiene che una parte della tangente sarebbe proprio passata da voi...
    «Il signor Marini può dire quello che vuole, ma il signor Marini non dice la verità. La verità è nella nostra documentazione che è a disposizione di chi di dovere e riteniamo che presto verrà comunicata. Così tutto sarà chiaro».
    Ma su Libero si parla di incontri, transazioni, movimentazioni a cui lei avrebbe preso parte.
    «Tutto quello che scrive Libero non è vero!».
    Questo è quanto racconta il funzionario della Tiroler Sparkasse di Innsbruck, e la stessa banca ha fatto sapere, ufficialmente, che da loro non ci sono conti «cifrati» e tutto il loro lavoro è documentato con la possibilità di ricostruire tutti i passaggi di denaro e chi li ha compiuti. Inoltre, per citare una dichiarazione di Marini su un incontro con il funzionario della Banca a Tarvisio, l’Istituto ammette di avere sedi in Italia, ma non in quella località dell’Alto Adige.
    Intanto, tornando in Italia, la polemica sulla gestione della Commissione d’inchiesta Telekom Serbia non si placa, soprattutto sull agestione del presidente di An Enzo Trantino. Ieri il commissario della Margherita, Renzo Lusetti, ha detto che ormai «la cabina di regia di tutta la vicenda non è più nelle mani della Commissione, ma altrove. A Palazzo Chigi, per la precisione». Secondo Lusetti «tutto questo polverone è una sorta di risposta alle mosse dei giudici di Milano. Per questo, o Trantino e il resto del centrodestra cambiano i toni, e ci dimostrano con i fatti che non vogliono fare un processo all’opposizione, a Fassino, Dini e soprattutto a Prodi, oppure ce ne andiamo dalla Commissione». E ancora sul presidente Trantino il parlamentare della Margherita dice che «non la può passare liscia: noi non lo riteniamo più super partes e imparziale, come pensavamo quando fu nominato da Pera e Casini alla presidenza».
    Sull’ipotesi di ascoltare Romano Prodi in commissione Lusetti è drasticamente contrario: «È ridicolo chiedere che Prodi si presenti solo perché c’è un signore, diperato e sommerso dai debiti, che si aggrappa a tutto pur di sopravvivere».

  4. #4
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    La discussione proseguiva... sparita, evidentemente ritenuta fastidiosa...

    ai posteri liberi...

    B.

  5. #5
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    In Origine Postato da Barbanera
    La discussione proseguiva... sparita, evidentemente ritenuta fastidiosa...

    ai posteri liberi...

    B.
    Mah!
    "Forse" si preferisce parlare del caldo, degli anziani che muoiono come mosche, dei black-out, del Venezuela, di Stalin, di Hitler, delle fatiche operaie di isoica....
    Di tutto, cioè, tranne che delle conseguenze del voto scellerato di due anni fa.
    "Forse", dato l'assordante silenzio sull'argomento da parte dei "loro" eletti, sono in attesa delle solite "direttive bufala" per "rintuzzare" i FATTI.

  6. #6
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    Mi chiedo se è una cosa corretta ... togliere post che non contengono offese, calunnie e altro che possa presumere violazione delle regole?

    O è reato cancellare arbitrariamente... ciò che non è gradito?

    Casa delle libertà? No grazie.

    B.

  7. #7
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    In Origine Postato da Barbanera
    Mi chiedo se è una cosa corretta ... togliere post che non contengono offese, calunnie e altro che possa presumere violazione delle regole?

    O è reato cancellare arbitrariamente... ciò che non è gradito?

    Casa delle libertà? No grazie.

    B.
    «In una democrazia il dibattito, quando è particolarmente vivace, porta spesso a delle esuberanze retoriche. Ma c’è una bella differenza tra queste esuberanze e il sistematico tentativo di manipolare i fatti a favore di un’ideologia totalitaristica. Temo che, sotto la presidenza Bush, il Paese si trovi di fronte alla seconda ipotesi». Al Gore (The Independent, 9 agosto)

    Non solo la; anche qua.
    E anche "la"....

  8. #8
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    Mi meraviglio che... non hanno ancora eliminato tutto... finita la gomma?

    Ho visto sparire un bel thread di Drugo che lamentava appunto questo tipo di censura... si e no è stato presente nel principale solo qualche minuto... non ho fatto in tempo ad inserirmi per "caricare"...

    ... povera casetta delle libertà...

    B.

  9. #9
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    In Origine Postato da Barbanera
    Mi meraviglio che... non hanno ancora eliminato tutto... finita la gomma?

    Ho visto sparire un bel thread di Drugo che lamentava appunto questo tipo di censura... si e no è stato presente nel principale solo qualche minuto... non ho fatto in tempo ad inserirmi per "caricare"...

    ... povera casetta delle libertà...

    B.
    La "pistola fumante" la trovi sul 3d "Telekom Serbia".
    Ha censurato un mio post quotato da mustang; però non ha avuto cuore ci censurare anche quello del "figlioccio"...

  10. #10
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    Predefinito Altro indizio....

    ...torna in campo l'"inciucista".

    D'Alema: "Berlusconi, fai bene a temerci"


    Il presidente della Quercia lancia la scommessa: "Il governo è al capolinea. Nel 2006 vince l'Ulivo con la guida di Prodi". E arriva la replica di Bondi...


    ROMA - Per una volta dà ragione a Berlusconi: "Il premier fa bene a preoccuparsi, perché se si votasse domani, vinciamo noi". Sprizza entusiasmo Massimo D'Alema, ospite della festa dell'Unità nella "sua" Gallipoli.

    Il presidente della Quercia sta trascorrendo le sue vacanze, ma non ha perso la voglia di "rampognare" gli avversari. E un tema che certamente lo appassiona è quello sui malesseri e le contraddizioni che attraversano il Polo, dopo la sconfitta alle amministrative.

    Tira una brutta aria in casa altrui, e l'ex premier non fa nulla per simulare la contentezza. "Tutte queste beghe dei partiti della maggioranza, questo trascinarsi di scontri, di sospetti sono la testimonianza del fallimento politico della destra. Siamo di fronte a metà percorso del governo Berlusconi - attacca D'Alema- quello che si può definire il fallimento del governo di destra: nessuna riforma è stata fatta ed è impossibile che si facciano ora. Generalmente le riforme si fanno all' inizio della legislatura. Adesso abbiamo di fronte un rapido incalzare di prescadenze elettorali: le europee, le provinciali e le comunali che interessano migliaia di comuni italiani". "Siamo entrati - prosegue D'Alema - in una fase che sarà segnata da una escalation di confronti politico-elettorali, nella quale a mio giudizio la maggioranza non sarà in grado di fare nessuna riforma. Non si fanno riforme durante la campagna elettorale". Secondo l' esponente dei Ds, "l' occasione Berlusconi l'ha avuta e l' ha mancata. Adesso possiamo ormai parlare di un fallimento politico contrassegnato dall' esplodere di divisioni, di polemiche e di sospetti".

    D'Alema accetta scommesse sulle politiche prossime venture. Tanto da lanciarsi in previsioni ottimistiche "Il centrosinistra tornerà al governo e il presidente del Consiglio sarà Romano Prodi. Prodi finirà il suo mandato in Europa - chiosa il presidente dei Ds - e nel 2006 si andrà nuovamente al voto. Sarà necessario guidare il Paese con una coalizione solida e non litigiosa".

    Da Forza Italia la replica più pesante. "Si sa - spiega Sandro Bondi, portavoce azzurro - che il king maker D'Alema è specializzato nell'incoronare e nel detronizzare subito dopo i candidati del centrosinistra. Fossi in Prodi starei attento"


    (17 AGOSTO 2003, ORE 13:00, aggiornato alle 18:45)

 

 
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