Il solito articolo dall'Arena di Verona:
I poliziotti richiamati dalle urla di una donna in balia del suo aguzzino in un capannone degli ex Magazzini generali
Finge di aiutarla e l’aggredisce
Con la scusa di farle trovare la borsetta rubata, cerca di violentarla
Ruba la borsa a una ragazza e con la scusa di recuperarla porta la vittima del furto in un capannone isolato e cerca di violentarla. Per fortuna della donna, due agenti di pattuglia sulle volanti si sono accorti di quanto stava accadendo e sono riusciti a fermare il presunto aggressore prima che riuscisse a far del male alla donna. Teatro della brutale aggressione, un capannone abbandonato degli ex Magazzini generali, in Zai. Alle 3,30 i poliziotti, che stavano percorrendo via dell’Agricoltura, hanno sentito delle urla strazianti arrivare dall’interno dell’area che dovrebbe essere abbandonata. Con un’altra pattuglia, gli agenti sono entrati nel recinto e hanno seguito le urla fino ad arrivare in un capannone dove hanno visto una donna distesa contro un materasso trattenuta con la forza da un uomo che era sopra di lei e cercava di impedirle di divincolarsi.
Alla vista dei poliziotti, l’uomo si è alzato di scatto cercando di darsi alla fuga, ma veniva immediatamente bloccato. La donna, era in evidente stato di shock, quando ha capito che il pericolo era passato è scoppiata a piangere: poi è stata accompagnata in ospedale per essere medicata dalle lesioni riportate nella colluttazione; ne avrà per pochi giorni. Nel frattempo ha raccontato ai poliziotti la sua drammatica vicenda.
Mentre si trovava in stazione a Porta Nuova, qualche ora prima, è stata avvicinata da due uomini che le avevano chiesto una sigaretta. Ma subito dopo, uno dei due, con un gesto improvviso le aveva strappato la borsetta di mano: dentro c’erano il portafogli e il telefonino. Mentre il ladro della borsetta si allontanava velocemente, l’altro rimaneva con la donna, recitando la parte della persona comprensiva.
Alla poverina ha raccontato di sapere chi fosse il ladro e dove si nascondesse: se voleva, la poteva accompagnare assicurandole che avrebbe recuperato tutto. La ragazza, con ingenuità, si è fidata di quell’individuo e, insieme a lui, si è diretta verso il capannone degli ex Magazzini generali dov’è stata poi salvata dagli agenti. All’interno di quell’edificio il «buon samaritano» si è trasformato in un aguzzino: dopo essere saltato addosso alla donna è riuscito a spogliarla parzialmente e le ha tappato la bocca, cercando nel contempo di violentarla. L’incubo è terminato con l’arrivo della polizia.
L’aggressore, un cittadino moldavo, di 35 anni, è stato quindi tratto in arresto sia per la tentata violenza sessuale, sia per il furto della borsetta, reato questo compiuto in concorso con altra persona al momento ignota e successivamente trasferito in carcere, a Montorio, su disposizione del sostituto procuratore di turno. I poliziotti, intanto, proseguono le indagini che ora sono passate nelle mani degli investigatori della squadra mobile.
In particolare, si dovrà rintracciare l’autore del furto della borsetta e ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto. È quasi certo che i due agissero di comune accordo, secondo un piano prestabilito. E non si esclude che possano aver compiuto altri episodi simili.




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