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Discussione: Il caldo...

  1. #1
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    Predefinito Il caldo...

    ...assassino.

    Comunicato stampa della Direzione generale della ASL di Milano.

    A integrazione delle precedenti comunicazioni sull'argomento si conferma che situazione è sotto controllo.
    Viene continuamente monitorata in collaborazione con le Direzioni Sanitarie dei nosocomi cittadini l'affluenza ai Pronto Soccorso.

    Si precisa che la mortalità a Milano, nei primi 10 giorni di agosto, è sovrapponibile a quella dello stesso periodo dell'anno 2002, eccettuato un isolato picco il giorno 07\08\03, che trova riscontro solo dell'anno 2001.

    E se così fosse pure a Parigi?
    C'è qualcuno che può confermare che i parigini non "amano" i condizionatori tanto da non metterli nemmeno in grandi ospedali e ricoveri cittadini?

    saluti

  2. #2
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    Predefinito .....che spappola il "cervello"...

    ....a molti giornalisti(?).


    Al direttore - Se me lo consente, due o tre rilievi su questo benedetto caldo (che, a sentire i tg e a leggere i giornali, sarebbe senza precedenti) e sull’atteggiamento in proposito della stampa.
    Ora, a parte il fatto che giusto un anno fa pioveva a dirotto e i fiumi di tutta Europa erano in piena tanto che il professor Sartori potè scrivere in prima pagina sul Corriere (scordando o non conoscendo quanto accaduto fin dall’antichità) che la fine del mondo, per colpa dell’inquinamento antropico, era vicina o pessappoco, trovo insopportabile che le voci dei più seri scienziati che, interrogati sul fenomeno, correttamente, invitano a non drammatizzare siano riportate dai quotidiani sotto titoli del tutto fuorvianti. Per fare solo un esempio, martedì 29 luglio, ancora sul Corriere, il professor Franco Prodi, intervistato, diceva testualmente: “Tutto ciò che accade è assolutamente spiegabile… siamo sempre in un ambito di variabilità che tutto sommato rientra
    nella norma… Basta guardare al passato per rendersi conto che ciò si è verificato anche in epoche nelle quali non si poteva certo parlare di influsso negativo dell’uomo”.
    Ebbene, come presentava l’articolo in questione il Corriere? In cotal maniera: “Prima il caldo torrido, poi le piogge violente. Così cambia il clima”!
    Sempre il quotidiano di via Solferino (ma gli altri non sono certamente da meno), giorni prima, sotto il titolo “Mai così caldo negli ultimi cinquemila anni” e l’articolo relativo, nella stessa pagina (!?), riportava una tabella nella quale, giustamente, si poneva in rilievo che nel cosiddetto periodo (750/1250 d.C. circa) dell'Optimum climatico medievale la temperatura era mediamente di un grado superiore a quella attuale (può sembrare poco, ma un grado, appunto nella media, è tantissimo).
    Ebbene, neppure se in futuro, come accadeva allora e senza alcun inquinamento umano, si potesse coltivare la vite cinquecento chilometri più a Nord di quanto sia oggi possibile.
    Neppure se la Groenlandia (Greenland, terra verde) tornasse a verdeggiare per la folta vegetazione si potrebbe affermare che la situazione “è senza precedenti”. Tutte frottole – me lo consenta – come quelle sul “povero” Niño (fenomeno da sempre esistente ed improvvisamente accusato, anni orsono, di ogni nefandezza come se fosse improvvisamente comparso) e sul famigerato buco dell’ozono (nessuno può certificare che in epoche lontane non si fosse già verificata la medesima situazione).
    Insomma, c’è da augurarsi che il caldo finisca al più presto non tanto perché sia insopportabile ma principalmente per non dover più ascoltare e leggere tante, molto spesso volute, imprecisioni.

    Mauro della Porta Raffo

    su il Foglio di ieri

    saluti

  3. #3
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    Predefinito

    Il caro Giovanni Sartori non avrebbe scritto quelle sue deliziose follie sul caldo se, scappato in America negli anni 70 per paura del comunismo, non fosse di recente tornato in Italia sotto la
    protezione del politicamente corretto.

    Non è questione ideologica, o non solo ideologica, è questione meteorologica.
    Tutti sanno che la meteorologia è venerata in America, paese di uragani e altri grandi fenomeni naturali, un continente dove regna l’instabilità. Ma quella della natura piuttosto che quella della
    ragione, della psicologia e del senso comune. Ecco dunque una notizia per il professore.
    A New York, appena scampata al grande terrore del blackout di
    Repubblica, il clima è unseasonal, fa più fresco di quanto dovrebbe fare o, se si preferisce, meno caldo. Nel centro
    degli Stati Uniti le temperature sono unseasonal, fa più caldo del solito. In California, dove sono tutti ammattiti appresso
    al teatro del recall, un voto per revocare un voto appena dato, fa caldo come sempre, appena sopra i cento gradi Fahrenheit nella valle di San Joaquin e tra i novanta e i cento sulla costa.
    Se ci pensate bene, questa è la radiografia della normalità, le stagioni sono fatte così, il clima è capriccioso, a volte fa più caldo qui, a volte fa meno caldo lì, a volte fa lo stesso caldo della
    stagione precedente. E’ una testimonianza empirica, non un dato scientifico analogo a quello che secondo Sartori racconta di un caldo mai visto da 500 milioni di anni, ma non ci avevano insegnato che l’esperienza è per lo meno l’inizio della scienza?

    Sartori nauralmente scherza, è o non è il supremo e disincantato burlone del circuito dei media, è o non è lo stesso che si è preoccupato per le finanze del povero Michael Bloomberg,
    costretto secondo lui a vendere patrimonio e tv in omaggio alle strette regole americane sul conflitto di interessi?
    I media invece non scherzano. La loro calda etica prevede ormai soltanto l’apocalissi, una visione mistica della realtà. E’ questione di numeri, e la numerologia non è forse il vertice della mistica?
    Si è letto che a Genova sono seicento i decessi da caldo, in media. E la media a Roma, quattro, cinque volte più popolosa, qual è? Oppure a Roma faceva fresco? Oppure a Roma non abitano vecchi né malati?
    E’ toccato a Beppe Pisanu, ministro dell’Interno, ricordare che ne uccide più la solitudine che il termometro, e forse non è tutta e solo colpa del governo.
    Anche d’estate i media danno i brividi.

    E' forse più appagante (nel senso venale della parola) non rompere tanto le palle a coloro che abbandonano i vecchi negli ospedali e dar le colpe al caldo africano.
    A proposito: laggiu, nell'Africa nera, spesso fa meno caldo e si leggono meno cavolate.

    saluti

  4. #4
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    Predefinito L'inverno "uccide" più...

    ....del doppio.

    Over 65 temperature il 13 agosto
    Roma.......521000 35
    Milano......285023 38
    Torino....93062 34
    Genova..57741 32
    Parigi................................32

    Decessi 1 - 14 agosto Decessi non estivi a Roma
    2002 2003
    Roma..............891 527 Febbraio 2142
    Milano.............352 510 Marzo 2216
    Torino*...........702 610 Aprile 2358
    Genova...........475 693 Ottobre 2500

    Parigi 1 - 31 Agosto 2002 3000

    saluti

  5. #5
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    Predefinito Stile o strage....

    ....familiare?


    A parte Beppe Pisanu e Bernard Kouchner, che ne hanno fatto cenno timidamente, non si trova uno statista, laico o cattolico, progressista o conservatore, che abbia il coraggio di dire tutta intera la verità sulla morte dei vecchi nel caldo, e di impostarla come un serio problema politico.

    Non è una strage di Stato da inefficienza, è una strage familiare da abbandono.

    In realtà non è nemmeno una strage, è la normalità del lifestyle estivo, allegro e noncurante, che rivela attraverso le avventure
    della statistica e il saliscendi del termometro la decomposizione della famiglia. I media impazziti e politici versuti (“loschi e scaltri”, come il Savonarola di Machiavelli raccontato ieri da Franco Cordero) montano le cifre all’eccesso e costruiscono con le prediche sul welfare il solito caso surreale per meglio nascondere, forse anche a se stessi, la naturalezza del fenomeno, la sua tragica ineluttabilità.
    Naturalmente non la mettiamo sul moralistico.
    Ci sono fior di figli che stanno attenti, che in modi diversi si prendono cura, moltissimi no. C’è fior di vecchi capaci di lasciarsi curare, di incantare quelli che vengono dopo con amore e saggezza attraverso gli acciacchi e i morbi, moltissimi no. E la commare secca se ne sta lì comunque di vedetta, può essere
    fresca o torrida, ma la cosa non importa né a lei né a chi muor e né a chi sopravvive.
    La morte di per sé è una formidabile stragista.
    Dunque non è una questione di colpe e di meriti, di grazia e disgrazia, sebbene la compassione faccia parte del libero arbitrio come un sentimento o meglio una pratica che può essere esercitata eventualmente anche d’agosto.
    E’ una colossale questione politica e culturale, di costume e di visione dell’esistenza, su cui le classi dirigenti in genere tendono a
    glissare.

    Che ne facciamo della famiglia? Possiamo odiarla, nella logica moderna del rancore e della liberazione, come testimoniano
    l’alta cultura europea della decadenza (“Famiglie, io vi odio!”) e
    l’assemblaggio postmoderno di controculture pop, pulp e splatter. Possiamo immagazzinarla nella questione sanitaria,
    pensando che un infermiere o uno psicologo ci salveranno. Oppure monetizzarla con gli aiuti frettolosi ai nuovi sposi o gli stimoli demografici. Infine possiamo ideologizzarla, pensando che la questione se sia lecito per una coppia omosessuale adottare un bambino sia infinitamente più importante della corrispondenza al vecchio dettato di onorare il padre e la madre e di moltiplicarsi
    e crescere.
    Possiamo fare molte cose della famiglia, senza però dimenticare
    che ne siamo ancora per un poco il prodotto, biogenetica permettendo, e che il giorno in cui saremo prodotti da altro sarà uno strano giorno nella storia dell’umanità. E’ una parabola
    religiosa, un racconto di fantascienza o un problema della politica?

    da il Foglio di oggi.

    ps: perchè limitarsi all'esempio, facilino, della coppia omosessuale?
    E' forse più importante "battersi" per il "l'indulto o l'indultino" a persone che comunque hanno con chi fare la partita, parlare, litigare, discutere, coi quali mangiare, piuttosto che "battersi" per onorare e far onorare il padre e la madre, anche se rompicoglioni?
    O "muovere il Paese intero" per Sofri e non per i "vecchietti"?

    saluti

  6. #6
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    Predefinito

    Vedo che il caldo continua a fare le sue vittime. Rinfrescatevi ragazzi, rinfrescatevi... e non dite frescacce.....
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

 

 

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