un bel cartone animato
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un bel cartone animato
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L'ultimo avatar di "Dio".
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★★★★★★
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Gli umori corrodono il marmo






Ultima modifica di Enea; 04-10-09 alle 23:35
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Un pazzo furioso :giagia:
Non ti curar di lor, ma passa e sputa




"La guerra del sangue contro l' oro"
La retorica vorrebbe la seconda guerra mondiale una guerra tra ideologie, tra il fascismo e l' antifascismo. Ma... "la verità è un pesce d' argento che guizza dalle mani" (proverbio cinese)
Tra le nazioni è guerra perenne. Una guerra sotterranea per conquistare "mercati", ovvero fette di popolazioni alle quali vendere a caro prezzo e dalle quali acquistare a basso prezzo. Una guerra richiesta dalle strutture economiche di ogni stato. Questa guerra coinvolge trasversalmente tutti gli stati del pianeta. A volte questa guerra diviene aperta.
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« a proposito, hai sentito? Dicono che sia entrata in guerra anche l' America... »
« Con noi? »
« Contro di noi, caro mio! »
Questa conversazione è tratta dal romanzo autobiografico di Roberto Mieville "Un racconto di guerra perduta". Il dialogo avviene tra due soldati italiani sul fronte libico, poche ore dopo l' attacco giapponese a Pearl Harbour.
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Appunti di geopolitica - Prologo
Nella visione geopolitica le aree del pianeta appaiono caratterizzate da due ambiti differenti: l' Hearthland, ovvero un area territoriale continentale, nella quale è importante il controllo delle vastità terrestri. Il rimland, l' anello marittimo, nel quale è importante il controllo delle vie di comunicazione marittime. [...] Non è però esatto identificare la Russia come un blocco unico centrale e gli altri marginali, e tantomeno vederlo come una divisione concorrenziale, anzi. Prima di tutto, la classificazione non è univoca, ma variabile. Ad esempio l' Italia può essere considerata in certi periodi marittima, in altri terrestre. Bisogna tener conto che la classificazione è indicativa degli interessi contingenti degli stati. Ovvero, per uno stato come la Russia è solitamente prioritaria la garanzia terrestre, mentre per gli USA quella marittima. La concorrenza è ovviamente interna a ciascuna delle due classificazioni, non trasversale. Quindi: USA saranno contro Inghilterra per il predominio dei mari, Russia sarà contro Germania per il predominio terrestre (questo è un esempio). [...] Un accenno alla guerra fredda: la situazione si mantenne stabile proprio perchè gli interessi di USA ed URSS erano divergenti, e solo quando si incrociavano la guerra si "intiepidiva", come a Cuba nel '62, ed Afghanistan nell' '80 (col famoso boicottaggio delle olimpiadi). I loro interessi divergono. La Russia aveva interesse a mantenere l' Ungheria nel '56, che per l' america invece era irrilevante. Invece la Grecia era importante soprattutto per l' Inghilterra e gli USA. Così come l' Italia. [...] Dalla metà dell' ottocento gli USA, dopo essere arrivati al limite dei confini terrestri avviarono un tentativo di ulteriore espansione, verso le isole del pacifico, le Hawai ed altre isolette che conservano tuttora. Famosa è la spedizione del commodoro Perry che aprì il Giappone a colpi di cannone. "West more land". Nell' america del sud appena indipendente ci fu da subito una rivalità tra inglesi ed americani per il predominio dell' economia (dottrina Monroe). USA ed Inghilterra non sono state più in conflitto dal momento in cui una è diventata suddito dell' altra, dopo il 1945. Ma una sottile "lotta per l' indipendenza" continua tuttora. Fino alla seconda guerra mondiale vi è stata un aspra sotterranea guerra commerciale tra USA ed Inghilterra per il dominio degli stati liberi, quelli sudamericani soprattutto. Non dimenticate che i maggiori alleati del Messico erano l' Inghilterra ed il Giappone, proprio in funzione antiUSA. Cito ad esempio la questione del canale di Panama di fine ottocento, con il compromesso confinario tra Alaska e Canada inglese.
Sulla base di questa distinzione è possibile fare un analisi realistica delle cause degli eventi geopolitici internazionali, tra cui le due guerre mondiali. Prendiamo come esempio la seconda guerra mondiale. Ad un analisi superficiale (quella storiografica accettata tuttora per buona dagli storici ufficiali) potrebbe sembrare una guerra tra due blocchi distinti e ciascuno omogeneo, costituiti uno da Germania, Italia, e Giappone, l' altro da Inghilterra, Francia, Stati uniti, Russia. Potrebbe addirittura sembrare una guerra politica, data la vicinanza di governi degli stati coinvolti (atipica l' URSS, ma comprensibile dal punto di vista antifascista). La visione geopolitica invece indicherebbe in quegli anni una rivalità tra Inghilterra ed USA, per il controllo delle vie marittime sempre più importanti; una rivalità reciproca contro le aspiranti talassocrazie Italia, Francia, e Giappone; una rivalità terrestre tra l' immensa Russia e la sovrappopolata Germania. In particolare l' Italia era stata fino allora ondivaga tra terrestre e marittima, e nel momento in cui scelse la strada marittima ("mare nostrum"), venne in contrasto con le due talassocrazie. L' alleanza tra Germania ed Italia va letta in questo contesto, ovvero la divergenza di interessi, che non si contrastavano a vicenda. Storicamente l' Italia ha avuto come barriera insormontabile le alpi, dal punto di vista terrestre. Nel XX secolo la presenza di uno stato forte come la Germania impediva ancor più lo sviluppo terrestre. Motivi contingenti quindi imponevano la scelta marittima negli anni '30, ma anche lì c' era una barriera, l' Inghilterra, padrona del Mediterraneo. Ecco spiegata la politica mussoliniana in questo senso. Politica obbligata, pena il rimanere economicamente (e quindi politicamente) dipendenti dall' Inghilterra. Ciò è male? Per capire cosa si intenda, pensate al caso Sinclair: l' Italia, padrona della Libia, non poteva estrarne il petrolio per ordine di una nazione straniera. Ecco cosa si intende per "dipendenza economica e politica". Significa avere di cui nutrirsi, ma solo finché va bene al padrone, e nelle quantità da esso elargite. Significa dover sottostare ai suoi ordini, pena il vedersi chiudere il rubinetto. Ecco la guerra vista dal punto di vista del fascismo: una guerra per levarsi la palla al piede, una guerra per l' indipendenza, una guerra del "sangue contro l' oro".
Alla luce di questo, la seconda guerra mondiale può essere vista come guerra anticolonialista mondiale, una guerra dei popoli colonizzati od in generale sottomessi, contro le nazioni depredatrici (Francia e Gran Bretagna soprattutto), ed in tale contesto l' unica cosa che non torna è lo schieramento americano (l' america della "dottrina Monroe") in aiuto di queste due nazioni. A conferma di questa visione si deve tener presente che in praticamente tutto il globo i movimenti di resistenza anticolonialisti si schierarono in favore dell' asse, dall' India fino al Kenia, dall' Ucraina fino alla Thailandia, dall' Iraq all' Uganda. Alla luce di ciò è possibile schierare gli USA nel campo colonialista, ovvero dire che predicano bene ma razzolano male? Alla luce di ciò, manicheamente parlando, chi erano i cattivi oppressori? Se avesse vinto l' asse, secondo l' alternativa storiografia ufficiale la situazione sarebbe ribaltata oppure l' opinione pubblica sarebbe stata del parere che a vincere siano stati i "cattivi"? No, chi vince è sempre buono. Perché è chi vince che scrive la storia. La scrive agiograficamente, è normale e prevedibile. Si può forse scrivere male di se stessi? E a voi, ci si può forse fidare di un autobiografia?
Non chiedetemi se sarebbe stato meglio vincesse l' asse: non ho il dono della veggenza. In ogni epoca e luogo, il sistema vigente è il migliore ipotizzabile, è funzionale alla sua società. Ma è anche da essa creato... e la società siamo tutti noi nessuno escluso...
La scelta di campo statunitense arrivò ben dopo l' inizio della guerra. Contro ogni apparente logica... o perlomeno secondo una logica imperscrutabile... Come la guerra tra Inghilterra talassocratica e Germania terrestre nel '39, è una guerra strana. Cosa spinse l' Inghilterra ad insistere nell' attacco alla Germania? E poi perché da entrambe le parti inizialmente fu una guerra così fittizia? Gli inglesi praticamente fecero finta di combattere al fianco dei francesi nella primavera del '40. A Dunquerque i tedeschi permisero alle truppe inglesi di sgomberare senza colpo ferire. Cosa andò a fare Hess in Inghilterra? Prevedeva di essere arrestato oppure no? Perchè l' Inghilterra sotto i bombardamenti rifiutò ostinatamente le continue offerte di pace tedesche, anche dopo la sconfitta della Francia? I nemici storici dell' Inghilterra difatti erano sempre stati la Francia e gli USA, nonchè la Russia come talassocrazia emergente (alleanza inglese con impero ottomano e Giappone a inizio secolo). La Germania era un nemico fino al 1918, quando come la Russia cercava di emergere come talassocrazia coloniale. Ma nel '39 non c' era nessun apparente motivo di conflitto tra Inghilterra e Germania. Solo una mentalità superficiale può pensare che all' Inghilterra interessassero le sorti della Polonia. Questo porta a pensare che queste due nazioni furono inizialmente alleati inconsci e contrastati, e a differenza della divisione in due blocchi la seconda guerra mondiale andrebbe vista in modo diverso, ovvero uno scontro tutti contro tutti, ma più contro uno che contro un altro. Germania contro Francia tanto, Germania contro USA poco, Germania contro Italia pochissimo. Italia contro Inghilterra tanto, Italia contro USA poco, Italia contro Russia pochissimo, Italia contro Giappone pochissimo. Gli stati uniti fecero una strana scelta di campo. Ma "USA" e "Wall street" sono due cose ben distinte l' una dall' altra...
Cosa comportò la seconda guerra mondiale?
La penetrazione economica multinazionale nelle colonie ed ex colonie delle nazioni europee. India, Indocina, Medio oriente, Africa poi. Il controllo delle economie degli stati vinti (tra cui la Francia fino al golpe di De Gaulle) e dell' Inghilterra (piano Marshall). L' allargamento delle nazioni ad economia pianificata centralizzata. Tutto funzionale a Wall street.
La seconda guerra mondiale: uno "scossone".
A inizio secolo le nuove generazioni di economisti iniziavano a predicare quello che oggi chiamiamo globalizzazione, che altro non è che il campo libero di ogni singola persona in ogni singola parte del mondo. E' il sistema che ha permesso e permette agli USA di assorbire le ricchezze dal resto del mondo in modo "pulito", senza le responsabilità governative che invece avevano gli stati nei confronti delle colonie. Era accaduto il contrario nel 1908 in Congo ad opera del Belgio, a causa delle proteste internazionali. Gli USA hanno iniziato dall' america latina negli anni '20 dell' ottocento, ma quando questa si è saturata, cos'è accaduto? Quella cosa sulla quale ancor oggi gli economisti non riescono a far luce, perlomeno quelli meno svegli. Il crack di Wall street, il venerdì nero del 1929. Basta un attimo di ragionamento logico per capirlo. A quel punto Wall street come si è regolata? Ha preso atto di dove stesse insito il problema, e la risposta era: nella chiusura dell' economia mondiale, divisa tra diritti coloniali e dazi doganali; nelle terre migliori e potenzialmente produttive affidate a pigri latifondisti anzichè a rampanti imprenditori; nella difficoltà di vendere un bene a chi di quel bene necessiterebbe, a causa di burocrati indolenti. Neanche le materie prime che arrivavano dall' URSS bastavano più. La soluzione era: eliminare le colonie. Dal 1929 in poi assistiamo ad una frenetica attività anticolonialista degli USA: per primi danno il buon esempio sgombrando gli stati centramericani occupati; nel 1931 col trattato di Westminster l' Inghilterra da prova di buona volontà all' amico americano (indipendenza totale del Canada ed altri dominion); nel corso degli anni '30 i mandati nel medioriente acquistano via via maggior indipendenza; nel 1936 l' Egitto si libera formalmente dell' occupazione inglese, eccetto il canale di suez. Le restanti nazioni coloniali viceversa aumentano la presa sulle colonie (vedi Italia in Abissinia), impaurite dall' attività frenetica degli agenti USA in esse (allora non esisteva un servizio segreto statale americano, ma ogni compagnia multinazionale aveva i propri agenti che svolgevano tale compito. Poi durante la guerra entrarono quasi tutti a far parte dell' OSS). Erano i tempi di "Casablanca". Ma serviva impellentemente un grande scossone per far cadere gli imperi, e tale attività segreta lavorava anche per portare questo scossone nel pianeta. Tenete presente inoltre 2 cose: Punto 1: la sempre maggiore capacità di trasporto di beni da una nazione all' altra via mare, cosa che spianava la strada alle nazioni "talassocratiche", in primis USA ed Inghilterra, mentre la precludeva a quelle continentali. Questo è confermato dall' importanza che Benito Mussolini diede alla conquista primaria del mare Mediterraneo, i cui posti chiave erano controllati dall' Inghilterra. Faccio notare che la grande differenza militare tra USA ed URSS nella guerra fredda fu proprio nel controllo dei mari, con gli USA che controllavano ogni oceano con le loro basi ed i loro alleati, e l' URSS costretta a garantirsi le Kurili (mentre invece nel '72 gli USA restituivano Okinawa al Giappone) e ad impegnarsi un un area desertica (Afghanistan) per trovare uno sbocco "al resto del mondo" tramite la costa pakistana. Punto 2: la sempre maggior importanza del petrolio come materia prima, e della crescente ingerenza tedesca in aree di tradizionale influenza inglese, tipo Iran, medio oriente, e Argentina (non a caso l' Argentina fu l' unico stato del sudamerica a non dichiarare guerra a Germania e Italia dopo il '42). Avrete capito quale è stato lo "scossone" a cui mi riferisco: la seconda guerra mondiale. Fin dall' inizio? Pearl Harbour è stato solo un episodio, che ha permesso a "Wall street" di far entrare in guerra gli USA. Era già successo (affondamento del Maine) e succederà ancora (World trade center) l' utilizzo del terrorismo per influenzare l' opinione pubblica americana. E' la loro prassi. Oramai dovrebbe essere evidente a tutti. Invece no, la massa continua a cadere nella trappola. Solo pochi riescono a vedere la realtà. Troppo pochi.
Anche la finanza e l' industria italiane iniziavano ad aprirsi al mondo. Gli industriali italiani nei primi anni '20 certamente sostennero la politica mussoliniana, visto come unica alternativa alla rivoluzione comunista, ma quando il regime cominciò a non andargli più comodo lo abbandonarono gradualmente. Credo che un punto di rottura possa essere identificato col "venerdì nero" di Wall street, a seguito del quale ogni governo di ogni nazione del mondo dovette prendere misure radicali per rimediare alla crisi economica. Penso alla fine del liberismo sfrenato in USA ad opera del democratico Roosevelt col suo new deal; alla nascita di regimi reazionari in america latina, primo su tutti quello brasiliano di Vargas, a torto e paradossalmente definito da alcuni "fascista", forse senza tener conto che mise fuori legge proprio il partito fascista brasiliano e ne represse i militanti; ai fronti popolari in Francia e Spagna; al 2' piano quinquennale sovietico; all' ascesa del nazionalsocialismo in Germania. L' Italia scelse purtroppo la strada più sbagliata, l' autarchia (anche se a forza, a causa delle sanzioni) e l' invasione dell' Abissinia. Questo fu la goccia che fece traboccare il vaso per tutta l' area nazionale che passa sotto la classificazione di "conservatori", ma non solo, visto che la nascente classe finanziaria era pervasa da "idee nuove" (con sottile riferimento alla figlia del fondatore dell' IRI, il mussoliniano Alberto Beneduce, ex socialista), liberali, che trovarono poi la loro politicizzazione nel partito d' azione, che, per chi non lo sapesse, era l' espressione di una classe finanziaria che si definiva implicitamente "illuminata", che in particolare seguiva i dettami delle logge del nord (la massoneria si divide "non ufficialmente" in logge del nord e in logge del sud, con riferimento al nord e sud degli USA, dal tempo della guerra di secessione americana. La rivalità tra esse è grande e spesso ha influito o proprio dettato il corso della storia. Per farvi capire cosa si intenda, un personaggio come Enrico Cuccia seguiva i dettami delle logge del nord, Michele Sindona di quelle del sud. Chi conosce la differenza tra i due personaggi capisce cosa voglia dire). La caratteristica basilare del partito d' azione era l' avversione più viscerale verso il sistema di governo economico che il regime fascista attuava, ed ancor più verso quello che il fascismo si proponeva di creare. Prevedibile quindi il lavorio fin sui più alti gradi per abbattere tale regime politico, anche a costo di dover perdere una guerra per farlo. Sono noti i continui casi di sabotaggio fin dai più alti gradi militari. Il 25 luglio e l' 8 settembre furono solo i risultati di un ben determinato percorso pianificato da anni da parte dei vertici militari ed economici. Gli industriali durante la RSI dovettero sottomettersi, ma di certo non la sostennero, ed è abbastanza logico visti i propositi che tale stato si dette al congresso di Verona, e che erano quelli del Mussolini primordiale, quello socialista (ammesso ma non concesso che non lo fosse stato perennemente).
Così il fascismo fu abbattuto con una guerra persa.
Mi sono sempre chiesto come mai la colonna tedesca con Mussolini in fuga da Milano prese la sponda occidentale del lago di Como per dirigersi a nord... una strada che nessuno, allora come oggi si sognerebbe di prendere per recarsi in Valtellina (e tantomeno in Svizzera)... Che dovessero recarsi in qualche punto di quella strada, magari per un appuntamento con qualcuno, sembra oramai ovvio.
Credo sia oramai accertato che Mussolini entrò in guerra sicuro che questa sarebbe finita presto e con una pace tra Inghilterra e Germania che avrebbe visto come unica potenza sconfitta la Francia, e su questo tutte e tre le predette nazioni, Inghilterra, Germania, e Italia, ne avevano interesse fin dall' inizio, tanto da far pensare che l' intervento inglese in Francia nel 1940 fosse stato solo di facciata e ricambiato dalla Germania con Dunquerkue, quando Hitler permise lo sgombero agli inglesi; tutto a prescindere da "ententi cordiali" oramai scaduti. Qualcuno assicurò ciò a Mussolini, magari per iscritto? Qualche inglese, magari, e politicamente importante? Queste assicurazioni scritte potevano essere contenute tra le carte che il Duce portò con se via da Milano? Queste carte potevano compromettere qualche personaggio importante inglese? Questo personaggio poteva voler mettere a tacere il Duce anche da sue testimonianze verbali? Alla luce di ciò, chi aveva interesse ad ucciderlo? Ai partigiani comunisti non sarebbe stato più utile vivo come trofeo? E Carlo Alberto Biggini? I tedeschi spinserò l' Italia ad entrare in guerra, o viceversa cercavano di impedirlo? "Mussolini e' uno sciacallo. Ha aspettato che noi gli facessimo fuori i francesi e poi si e' presentato vestito da festa chiedendo la Corsica. Il solito fanfarone." (J.von Ribbentrop, Il destino dell'Europa delle Nazioni) "Se abbiamo perso la guerra e' stata colpa dell'Italia. Il suo attacco alla Grecia e' stato quanto di piu' assurdo abbia mai visto. Un tipico gesto alla maniera dei fascisti: tanto fumo e poco arrosto. In questo modo abbiamo ritardato di tre mesi l'attacco all'URSS. Un ritardo decisivo." (A.Hitler, Testamento politico)
Quelle carte furono utilizzate a guerra persa per ricattare i vincitori e convincerli a non andarci troppo pesanti? Alla luce di questo, è giusto dire che chi ha salvato quelle carte ha salvato l' Italia? E' giusto dire che l' Italia del dopoguerra è stata quindi salvata da Mussolini? E' giusto dire che del nostro benessere attuale dobbiamo essere grati al Duce, 59 anni dopo la sua morte?
Chi aveva interesse a far entrare l' Italia in guerra? Al fianco della Germania, poi? Perché non contro, invece? La Germania voleva l' Italia come alleato? In Italia chi aveva interesse a spingere alla guerra, e perché? Chi lavorò per mettere alla Germania "la palla al piede"? Chi e in che modo costrinse Mussolini ad entrare in guerra al fianco della Germania?
Ma, altra domanda importante e che sorge spontanea: se tutte e tre le citate nazioni erano d' accordo sul por termine alle ostilità in brevi tempi, cosa intervenne in seguito a cambiare le sorti del conflitto?
Chi era Hitler?
Bisogna fare attenzione ad esaltare idoli... La persona di Adolf Hitler é spesso esaltata dai fascisti, spesso senza conoscere alcunchè di tale personaggio. Di questa storia ne ebbi a sentir parlare durante una delle solite trasmissioni inchiesta in tv: un cittadino israeliano riferiva che Adolf Hitler sarebbe emigrato in Israele dopo il 1945 e sarebbe vissuto in una comunità nel Negev, conosciuto e rispettato dai correligionari, fino al 1961 anno della sua morte, ed ora riposa in una tomba anonima in quel kibbutz. I numerosi figli che ebbe in Israele variarono di poco il cognome (mi sembra aggiunsero una t: Hittler), ed oggi vivono in pace in Israele. Tutto questo può sembrare paradossale. Se si hanno i paraocchi come i cavalli. Effettivamente Hitler che cosa ha fatto, a che cosa ha portato? Alla scomparsa del fascismo; alla demonizzazione imperitura del fascismo; alla vittoria degli imperi liberal capitalisti; al mito dell' olocausto; alla devastazione dell' Europa; a milioni di morti. Per caso, per errore?
O apposta?
Non per niente chi si rese conto di ciò in Germania ordì la congiura per assassinarlo, nel luglio '44. Non per niente Hess fu imprigionato dagli inglesi. Ma tutto era prevedibile e chiaro fin dalla notte dei lunghi coltelli. Tempo fa su uscì un libro che elencava i finanziamenti della grande finanza americana ad Hitler fin dai primi anni '30. Che motivo poteva avere Wall street a finanziare Hitler?
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Trionfò così la democrazia odierna: una dittatura ipocrita, che ha la pretesa di avere il monopolio del concetto di libertà. Una dittatura che per sopravvivere deve continuamente utilizzare trabocchetti ed espedienti, "strategie della tensione". Una dittatura che non ci si può permettere di criticare pena l' essere additati e banditi dalla società. Alla luce di ciò, manicheamente parlando, chi erano i cattivi e chi i buoni? Se avesse vinto l' asse, secondo l' alternativa storiografia ufficiale la situazione sarebbe ribaltata oppure l' opinione pubblica sarebbe stata del parere che a vincere siano stati i "cattivi"?
Siamo ancora in guerra. L' antifascismo di cui è intrisa Wall street non è solo una prova d'arroganza, è una prova che per loro ancora non è chiusa la faccenda. Non finirà finchè tutto resterà legato a quegli episodi: politica nazionale ed internazionale, storiografia, economia.
Insomma, Hitler era un agente segreto, il più bravo agente che il Mossad abbia mai avuto? Ai posteri l' ardua sentenza.
http://www.egroups.com/group/fiamma/gfhtu.htm