....D'Alema?
Brunik: le sue faccine da bamboccetto, Totò, la mafia, i mille grafici per spiegare i fallimenti dell'Ulivo italico e internazionale: tutto ciò pur di non parlare dei loro "problemini".
Ci sarà da ridere...e senza le faccine.
Mi accusa di "odiare" Prodi. Poveraccio. Come se fosse possibile "odiare" un personaggio "povero e popolare", mite, onesto e tenace come l'ex presidente Prodi.
Non sa, brunik, che ogni suo intervento gli fa perdere un voto.
Guardiamo invece in casa sua.
L’incontro tra Romano Prodi e Massimo D’Alema, a stare alle interpretazioni della stampa, si sarebbe concluso con l’impegno a promuovere un nuovo “partito riformista”, in cui dovrebbero
confluire Ds, Margherita e Sdi.
In precedenza, per la verità, i leader dei principali partiti interessati, Piero Fassino e soprattutto Francesco Rutelli, avevano
difeso la proposta di lista unitaria dell’Ulivo alle consultazioni europee con l’argomento, esattamente opposto, che
un’alleanza elettorale non comportava affatto la creazione di un nuovo partito.
Non è chiaro se il contrordine ci sia stato dato davvero oppure no. Rutelli ha insistito nello spiegare che “Prodi e D’Alema non hanno parlato di un partito unico da formare ma hanno detto: ‘Certo se l’operazione delle europee andrà in porto, ci
porterà una grande accelerazione e ci dovrebbe spingere a essere uniti anche nel Parlamento europeo’ ”.
Ma, come si è visto nelle recenti vicende politiche, l’opinione di Rutelli non conta abbastanza.
In attesa che i protagonisti chiariscano, vale la pena di ricordare che l’ipotesi del partito riformista era stata avanzata, su queste colonne (del Foglio ndr), da Michele Salvati qualche mese fa e aveva ricevuto, allora, quasi soltanto stroncature. Chi crede all’esigenza di rafforzare il bipolarismo imperfetto oggi vigente riconosce nell’ipotesi di una semplificazione degli schieramenti
il realizzarsi di una condizione per questa evoluzione. Tuttavia è lecito domandarsi se questo metodo, quello degli annunci e dei contrordini, delle accelerazioni volontaristiche e delle frenate
repentine, sia adatto a condurre in porto, nella chiarezza, un’operazione politica così rilevante. Un’opposizione strutturata
attorno a un forte nucleo riformista, in grado di competere seriamente, sarebbe uno stimolo e una sfida anche per la maggioranza.
Anche per questo sarebbe bene che l’agitazione mediatica e i protagonismi personali non disperdessero i connotati politici di un’operazione di rilievo, come pare stia accadendo.
Commenta, Mastella:"Prodi e D'Alema non possono decidere per tutti".
Dubbioso Marini (l'ex della Cisl) ricordando come sia complicato fare liste unitarie alle europee dove vige il sistema proporzionale .
Di Liberto del Pdci, dopo essersi definito "comunista" dichiara di non essere interessato al partito riformista.
in attesa dei grafici di brunik
saluti




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