Rozzano, individuato l'omicida: si chiama Vito Cosco
E' scappato dopo aver ucciso 4 persone ieri sera
Killer in fuga dopo la strage
Carabinieri: "Ritrovati i familiari"
La moglie e i figli dell'uomo sono sotto protezione
ROZZANO (MILANO) - Potrebbe essere accusato di strage, il ragazzo calabrese di 27 anni che ieri sera ha ucciso quattro persone a Rozzano, nel milanese.Obiettivo del folle era un pregiudicato, che si trovava insieme a un amico. Ma nella sparatoria sono stati coinvolti anche una bambina di non ancora tre anni, Sebastiana, raggiunta al collo da un proiettile, e un passante di 60 anni, Attilio Bertolotti, colpito da uno sparo.
L'assassino, residente a Rozzano, si chiama Vito Cosco. Ed è tuttora latitante. Secondo le prime indagini, il movente sarebbe una lite avvenuta poco prima tra l'omicida e un pregiudicato di 23 anni, Alessio Malmassori. Da quanto si è appreso, il ragazzo aveva dei conti in sospeso con lui, forse per motivi inerenti lo spaccio di droga. Dopo una lite per strada, avvenuta intorno alle 20, Cosco è tornato a casa a piedi, ha preso la pistola ed è tornato sul luogo per vendicarsi di qualche insulto e spintone ricevuto. Poi ha sparato otto colpi, tutti da una certa distanza. Quattro hanno colpito al torace e alla spalla Raffaele De Sinis, 29 anni, un amico del vero bersaglio del killer, Alessio Malmassori, ucciso con più di un colpo alla testa. Ma la vendetta di Cosco ha coinvolto anche due innocenti.
L'appartamento del presunto killer, che si trova poco distante dal luogo della strage, è stato trovato in condizioni tali da far pensare che gli occupanti si siano allontanati precipitosamente. I carabinieri hanno notato poco lontano dall'abitazione di Cosco la sua auto, una Ford. E' possibile quindi che l'uomo per darsi alla fuga abbia rubato un'altra auto.
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La moglie e i due bambini del presunto assassino sono stati rintracciati nel primo pomeriggio dai carabinieri. La donna e i piccoli sono ora sotto protezione dei militari. Da quanto si è appreso, si erano probabilmente nascosti da parenti.
Il tragico fatto è avvenuto poco dopo le 22 in via Biancospino, davanti a numerosi testimoni. Secondo la ricostruzione dei carabinieri l'assassino, che impugnava una pistola calibro 9, è arrivato a piedi sul luogo del delitto e non in auto come si era inizialmente ipotizzato. Malmassari e De Finis erano invece arrivati in via Biancospino con una moto e si erano seduti su un muretto che delimita un terrapieno, quando sono stati avvicinati da Vito Cosco.
L'uomo ha sparato colpendo a morte uno dei due giovani. Mentre l'altro ha tentato una fuga disperata. Fino a un piccolo giardino, dove si trovava una donna in compagnia di tre bambini. Qui, l'assassino ha sparato di nuovo, ma ha mancato il bersaglio e ha ferito al collo la bambina di tre anni, in braccio alla mamma. Per la piccola, a nulla è valsa la corsa all'ospedale San Paolo: si è spenta mentre i medici tentavano di estrarre il proiettile dalla gola.
Il giovane ha proseguito la fuga ed è stato alla fine colpito da un proiettile, proprio mentre passava vicino a un pensionato che stava portando a spasso il cane, Attilio Bertolotti, 60 anni. L'uomo si è accasciato al suolo, in fin di vita. In un primo momento sembrava fosse stato colto da infarto, ma non si esclude che anch'esso sia stato raggiunto da un proiettile. Subito dopo la strage, Cosco è scappato.
La strage potrebbe essere stata filmata da alcune telecamere, installate tempo fa per controllare le corse in auto che alcuni giovani della zona farebbero nella notte. Ma i carabinieri non hanno ancora confermato la notizia.
Durante la conferenza stampa di stamattina, il pubblico ministero Antonio Genna ha escluso che la vicenda possa essere inquadrato in un ambiente di malavita organizzata. "Questo tragico evento - ha detto il magistrato - va inquadrato in un ambito di degrado sociale e psicologico". .
(23 agosto 2003)
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Mi trattengo dal commentare...




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