A PDF: Stefano Sannino, consigliere d'ambasciata capo della segreteria di F., oggi nel team "europeo" di P. ha spiegato alla commissione di aver parlato con l'ambasciatore a Belgrado, Bascone, proprio i seguito alla lettera spedita dallo stesso ambasciatore che esprimeva forti dubbi sulla operazione in oggetto. Sannino aggiunge di aver informato il sotto segretario agli Esteri, aggiungendo che poi "Fassino mi disse che ne parlò al ministro Dini. Come potete affermare di "non sapere"?
Eppure Sannino è stato voluto da Prodi nel suo Gabinetto a Bruxelles.
A D: come ministro degli Esteri lei sapeva delle perplessità del suo ambasciatore sulle trattative in corso: perchè non ne ha mai parlato con il suo staff di esperti tra i quali Vattani e Guidobono Cavalchini? E' d'accordo con il D.G. degli affari economici della Farnesina, Di Roberto, che alla commissione disse di non averla informata perchè l'operazione "corrispondeva alla linea del governo" e " non presentava un rilievo politico tale da giustificare una sua segnalazione specifica ad alti livelli"?
Qual'era la linea del governo? Lei non può non saperlo.
A PDF: perchè "adesso" parlate e fate scrivere sui "vostri" giornali di accuse strumentali se vi siete nascosti nel silenzio già dal 2002, quando Repubblica, certamente non a voi ostile, lanciò i suoi fulmini sui lati oscuri dell'operazione. Voi non potevate non averle lette, quelle "fandonie planetarie e volgari".
A P: Chirichigno sostiene che lei era contrario alla sua candidatura alla carica di A.D. della Stet, e gli preferi Tommasi di Vigliano. E' vero?
Perchè il "suo" tommasi liquidò la discussione sull'acquisizione di parte di Telekom Serbia a tre giorni dfalla firma, inserendola tra l'altro nella voce "varie ed eventuali", limitandosi a comunicare che l'operazione stava per concludersi. Così racconta l'ex componente del Cda Telekom, Izzo.
A P: Agnes e Pascale furono rimossi, Guido Rossi venne scelto come presidente Telecom Italia nel gennaio '97 in quanto considerato una autorità nel campo delle privatizzazioni.
Perchè anche lui prese le distanze dalla nuova nomina dei vertici Stet e Telecom che lo tennero all'oscuro della operazione Telekom Serbia informandolo solo in dirittura finale. Non potete non sapere che lo stesso Rossi si rifiutò di raggiungere Tommasi a Belgrado per la chiusura della trattativa. Non avete avuto nessun dubbio?
A P: il "suo" Tommasi saltò l'inevitabile "due diligence" - accertamento preventivo sui pro e i contro dell'operazione - imponendo una fortissima e sospetta accelerazione alla conclusione, tra l'altro pagando 30 miliardi per una mediazione d'acquisto a due "facilitatori"; il primo, Gianni Vitale, che non sapeva una parola in serbo, l'altro, Sdrja Dimitriejevic, in forza ai servizi segreti serbi. Anche di questa particolarità lei non poteva non sapere.
A PDF: dimostrate sdegno e orrore per le procedure della Commissione Telekom Serbia dimenticandovi della Commissione antimafia di Violante che ospitò, a palazzo di S. Macuto, non un "presunto" faccendiere ma un "conclamato" mafioso pluriomicida di chiara fama, Buscetta. E voi vi ostinate a trincerarvi dietro il silenzio e alle barricate alzate dall'opposizione contraria a una vostra audizione in Commissione.
A PDF: ad interessarsi di gran parte delle operazioni legali relative all'affaire fu Domenico Porpora, legale di fiducia di Prodi, che l'anno precedente partecipava attivamente alla campagna elettorale dello stesso Prodi.
L'altro uomo chiave dell'operazione fu il Tommasi, molto gradito a Prodi.
E le perplessità espresse dal nostro corpo diplomatico a Belgrado si infransero "poco misteriosamente" sulle barricate alzate dalla Farnesina, guidata da Dini e Fassino.
Potete, di tutto questo, non aver saputo niente?
tratto da il Giornale
saluti




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