Comunisti con le virgolette(iltempo)
Mandato da Il Legno Storto Domenica, 24 Agosto 2003, 17:46 uur.
iltempo

di RUGGERO GUARINI

CARI postcomunisti – vedo che quando vi chiamano «comunisti» vi infuriate sempre. E vi mettete anche a sghignazzare. Come se quella parola fosse un inammissibile oltraggio. Una madornale scemenza. Una specie di atto osceno in luogo pubblico. Forse non avete torto. Del carciofo dell’antica fede comunista, dopo averne strappate tutte le foglie, avete infatti conservato soltanto il cuore: la convinzione vagamente comica di essere il sale e il pepe della terra. Comunque diteci voi come vorreste essere chiamati.
In fondo avete il diritto di scegliervi il nome che preferite. Però smettetela di impossessarvi, come da un pezzo siete abituati a fare, di quelli dei vostri antichi avversari. Evitate cioè di fregiarvi, per cancellare ogni traccia della vostra provenienza, del nome di socialisti, socialdemocratici, democratici e magari liberali. Cercate anzi di trovarne uno che renda onore alle vostre origini. E che possa applicarsi simultaneamente a tutti quei settori, segmenti e frange della società italiana che la gente semplice ancora oggi si ostina, in mancanza di altri epiteti altrettanto pertinenti, a chiamare per l’appunto «comunisti».

Fateci insomma sapere quale etichetta verbale dovremmo affibbiare a quel nobile e vasto popolo che oggi comprende i seguenti gruppi di studio e di assalto: sciami di intellettuali specializzati nel perpetuo riciclaggio degli avanzi putrefatti dell’ideologia comunista; falangi di professori impegnati nella trasformazione della scuola in un’industria dell'odio; plotoni di magistrati decisi a estirpare la corruzione dal mondo sfasciando i governi e gli uomini eletti dal popolo; pattuglie di sindacalisti anelanti all’abbraccio con le masse girotondine nonchè all’assassinio dei loro colleghi riformisti; caterve di giornalisti votati alla diffusione del livore; torme di teletribuni con la smania dei teleprocessi; stormi di letterati di regime atterriti dall’idea di doversi rassegnare a vivere, e forse persino a morire, nell’èra del Cavaliere; armenti di star politicamente corrette del cinema e del teatro assistite e finanziate coi quattrini del contribuente; mazzi di similartisti foraggiati dalle istituzioni per sfregiare con le loro indecenti "installazioni" le piazze, i musei e i monumenti d’Italia; turbe di rocchettari col pallino del messaggio; cataste di funzionari e di guitti di ogni ramo dell’industria dell’enterteinment; nugoli di stilisti e di top-model con l’uzzolo dell’impegno umanitario; falangi di preti, frati e suorine d’assalto in guerra col capitalismo; mandrie di pellegrini del turismo antiglobale; frotte di teppistelli tormentati dalle colpe della società e della famiglia; milizie acquartierate in ostelli, detti Centri Sociali, in cui ci si prepara a salvare l’Uomo e la Terra nell’èra dell’Imperialismo Globale sferrando una serie di guerricciole urbane a base di teste spaccate, vetrine infrante, vetture incendiate, città devastate e poliziotti in galera; infine lobby di finanzieri, affaristi e giuristoni dediti al corteggiamento perpetuo delle sopra elencate milizie. Come dunque vorreste chiamarli i soldati di questa questa invincibile armada? Fuori il nome. Intanto si accettano proposte. Noi consigliamo "comunisti", che non significa comunisti, ma "comunisti" con le virgolette.